La Complessità della Maternità Surrogata: Tra Diritti, Etica e Legge

Il dibattito sulla maternità surrogata rappresenta una delle sfide bioetiche e giuridiche più profonde della contemporaneità. Non si tratta solo di una questione di regolamentazione, ma di un terreno dove si scontrano visioni antitetiche dell'umano, della libertà individuale e della funzione sociale del diritto. In un mondo globalizzato, dove la scienza corre più veloce delle convenzioni sociali, definire il confine tra desiderio legittimo e mercificazione diventa un esercizio di estrema complessità, che richiede di andare oltre l'indignazione emotiva per approdare a un'analisi razionale delle implicazioni in gioco.

rappresentazione concettuale di una bilancia tra etica e tecnologia

Il quadro normativo: il disegno di legge 824

Il 16 ottobre 2024, il Senato italiano ha approvato il disegno di legge 824, a prima firma Carolina Varchi, segnando un passaggio fondamentale nell’ordinamento nazionale. L'articolo 12 della legge 40 viene così riformulato: “Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro”. Questa disposizione mira a contrastare quello che viene definito il “reato universale”, estendendo la portata sanzionatoria anche a pratiche compiute al di fuori dei confini nazionali.

La norma si inserisce in un panorama in cui il legislatore cerca di arginare un fenomeno che, in assenza di confini comuni, trova sbocchi in diverse giurisdizioni internazionali. Tuttavia, la severità della sanzione non esaurisce il problema, poiché solleva dubbi sulla proporzionalità e sull'efficacia nel prevenire situazioni che, come dimostrano le cronache, avvengono in contesti di estrema fragilità sociale.

La prospettiva dei diritti individuali e l'associazione Coscioni

Da una prospettiva liberale, il fulcro del dibattito si sposta sulla libertà di scelta e sull'autodeterminazione. Esponenti dell’associazione Luca Coscioni sostengono che la libertà individuale debba includere la possibilità di decidere se e quando procreare, ricorrendo a tecniche scientifiche avanzate. In questo ambito, la figura di Maria Sole, trentaduenne affetta dalla sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser, offre una testimonianza emblematica: nata senza utero, per lei la maternità surrogata rappresenta una delle poche opzioni per realizzare il desiderio naturale di genitorialità.

Il ragionamento promosso da questa visione si basa sul principio del danno a terzi: in assenza di una coercizione e in presenza di un accordo libero tra adulti consenzienti, la legge dovrebbe astenersi dall'intervenire. Si pone dunque l'interrogativo provocatorio: se la scienza offre un mezzo per superare un limite biologico, perché lo Stato dovrebbe ergersi a tutore paternalistico, negando la capacità di scelta ai cittadini?

diagramma decisionale sul consenso e la bioetica

La mercificazione del corpo e la critica alla surrogata

Parallelamente, esiste una posizione che considera la maternità surrogata una forma di sfruttamento. Il concetto di "gestazione di sostegno" o "maternità solidale" viene visto da molti come un eufemismo atto a coprire il più crudo fenomeno dell'utero in affitto. I critici sostengono che la compravendita di prestazioni riproduttive trasforma il bambino in una merce, contravvenendo al principio cardine per cui gli esseri umani non possono essere oggetto di contratti.

Il dibattito si focalizza poi sulla vulnerabilità delle donne. Casi come quello di Sushma Pandey, diciassettenne indiana deceduta a seguito di trattamenti ormonali finalizzati alla produzione di ovuli, rappresentano l'estrema conseguenza di un mercato che spesso attinge a bacini di povertà estrema. La stimolazione ovarica, la procedura di agoaspirazione e la separazione forzata tra neonato e partoriente sono descritte come pratiche che, indipendentemente dalla volontà formale, sottendono dinamiche di potere economico insostenibili.

Il caso argentino: tra cronaca e implicazioni globali

Recentemente, la cronaca ha restituito un caso che illustra i rischi legati all'intermediazione criminale in questo settore. Una coppia italiana è stata fermata all'aeroporto di Buenos Aires mentre cercava di lasciare il Paese con una neonata. La vicenda ha coinvolto una giovane donna in condizioni di estrema vulnerabilità, che aveva accettato la gravidanza dietro compenso.

Questo evento mette in luce il funzionamento di presunte organizzazioni criminali che, agendo a livello transnazionale, gestiscono l'intera filiera: dal reperimento delle madri surrogate, all'assistenza medica, fino alla consegna del “prodotto” finale. L'inchiesta argentina solleva interrogativi cruciali sulla tenuta del sistema di protezione dei minori e sulla difficoltà di perseguire atti compiuti in giurisdizioni dove le leggi divergono radicalmente da quelle italiane.

La prospettiva dell'infanzia e il diritto a non essere merce

Un tema raramente esplorato con la giusta profondità è quello del nato da maternità surrogata. Si può davvero sostenere che un bambino sia danneggiato dalla sua stessa esistenza? I sostenitori della libertà riproduttiva affermano che l'alternativa per quel bambino sarebbe stata la non esistenza. Al contrario, chi si oppone sottolinea come la trasformazione del figlio in un oggetto di contratto possa condurre a conseguenze drammatiche, come nel caso del piccolo Gammy, affetto da sindrome di Down e rifiutato dai genitori committenti, che pretendevano di acquistare solo la sorella gemella sana.

La logica della selezione e dell'eliminazione del “prodotto fallato” è la critica più tagliente mossa verso questa prassi. Il timore è che l'intero apparato della maternità surrogata, quando fondato su logiche commerciali, finisca per negare al bambino il diritto fondamentale di non essere considerato un bene di consumo.

infografica sulle differenti legislazioni internazionali sulla maternità surrogata

Il ruolo della tecnologia e il futuro del diritto

Il progresso scientifico continuerà a porre sfide inedite al legislatore. La possibilità di isolare fasi della riproduzione - dalla donazione del gamete alla gestazione - frammenta il tradizionale concetto di maternità, rendendo difficile applicare categorie giuridiche consolidate. Il punto cruciale rimane la distinzione tra la scienza come strumento di cura e la scienza come mezzo per soddisfare un desiderio che, per quanto profondo e naturale, deve confrontarsi con il limite invalicabile della dignità umana.

Se da una parte si invoca la libertà di poter usare ciò che la scienza mette a disposizione, dall'altra il timore è che il diritto, perdendo la sua funzione di tutela del più debole, si riduca a una struttura burocratica che garantisce i privilegi di chi detiene il potere economico a discapito di chi è costretto dalla necessità a vendere le proprie capacità biologiche. La discussione, dunque, resta aperta, sospesa tra il desiderio individuale di genitorialità e l'esigenza collettiva di preservare l'integrità delle relazioni umane contro la logica del mercato.

CACRM - Il Procedimento della Surrogazione HD

La complessità del fenomeno, che coinvolge nazioni civilissime come l'India, la Cina, il Bangladesh, la Thailandia, la Russia, l'Ucraina, la Grecia, la Spagna, il Regno Unito, il Canada e vari Stati degli USA, testimonia come la questione non sia risolvibile con visioni parziali. Ogni tentativo di regolamentazione o di divieto deve fare i conti con un mondo dove la povertà e la tecnologia si incontrano, creando scenari in cui, spesso, le vittime sono le donne emarginate e i bambini nati da tali accordi, il cui status giuridico e umano rimane al centro di una disputa ancora lontana dal trovare una sintesi definitiva.

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