La pillola contraccettiva e l’impatto sulla riserva ovarica: verità e falsi miti

La questione dell’impatto della pillola contraccettiva sulla fertilità futura è uno dei temi più dibattuti e spesso fonte di grande preoccupazione nelle donne in età riproduttiva. Nonostante la pillola sia utilizzata da tantissimi anni ed sia un farmaco molto sicuro, c’è sempre la domanda sul rischio che l’assunzione di questo farmaco possa in qualche modo compromettere la futura fertilità; soprattutto in Italia dove la pillola è molto meno utilizzata rispetto ad altri Paesi, proprio per l’esistenza di queste false credenze.

rappresentazione del sistema riproduttivo femminile e dei cicli ormonali

Per fare chiarezza, è necessario comprendere che la pillola contraccettiva è un farmaco a base di estrogeni e progesterone a dosi ben definite che fa sì che non avvenga l’ovulazione mensile ma che i valori di ormoni rimangano sempre costanti all’interno del corpo femminile. La funzione contraccettiva degli steroidi sessuali è dovuta alla capacità di tali composti di interferire, a vari livelli e attraverso diverse modalità, con i meccanismi fisiologici che presiedono alla maturazione del follicolo ovarico. L’introduzione della componente estrogenica nelle formulazioni contraccettive è nata originariamente dalla necessità di controbilanciare gli effetti negativi indotti dal progesterone sulla regolarità mestruale, mantenendo un buon controllo del ciclo. Solo successivamente è stato definito che gli estrogeni agiscono, almeno in parte, sinergicamente con il progestinico nell'indurre il blocco centrale dell'ovulazione.

Il funzionamento dell'asse ipotalamo-ipofisi-ovaio

La modalità di rilascio delle gonadotropine, LH ed FSH, da parte dell'ipofisi è pulsatile ed è la diretta conseguenza della secrezione pulsatile del gonadotropin-releasing hormone (GnRH) ipotalamico. Le pulsazioni dell'FSH e dell'LH aumentano in ampiezza e frequenza, di pari passo con l'aumento della sensibilità e della riserva ipofisaria, come si avvicina il periodo ovulatorio. L'azione dell'FSH si esplica sulla maturazione del follicolo attraverso l'aumento del numero e delle dimensioni delle cellule della granulosa.

I livelli plasmatici di LH aumentano in modo lento e graduale durante tutta la fase follicolare e si innalzano bruscamente in modo bifasico, raggiungendo il picco in fase preovulatoria. Le inibine sono ormoni glicoproteici distinti in due forme: inibina A ed inibina B. La principale isoforma di inibina prodotta durante la fase follicolare del ciclo mestruale è l'inibina B: i livelli aumentano nel siero bruscamente durante la fase follicolare precoce del ciclo mestruale, con un picco seguente l'aumento dell'FSH.

L'effetto dei contraccettivi sulla riserva ovarica e sull'AMH

Oggigiorno i contraccettivi orali sono utilizzati almeno nel 35% delle donne in età riproduttiva ed è il secondo metodo contraccettivo più utilizzato dopo il preservativo. Una delle preoccupazioni principali riguarda il valore dell’ormone antimulleriano (AMH), che usiamo normalmente per conoscere il valore della riserva ovarica. È stato dimostrato che il valore dell’ormone antimulleriano (AMH) in pazienti che utilizzano qualche tipo di contraccezione ormonale è del 19% minore a quello previsto secondo la loro fascia d’età.

grafico che illustra il legame tra uso di contraccettivi e livelli di ormone antimulleriano (AMH)

Tuttavia, è stato dimostrato che il valore dell’AMH ritorna alla normalità dopo l’interruzione di questo tipo di anticoncezionali indipendentemente dal tempo di utilizzo degli stessi. L’assunzione della pillola anticoncezionale non lede la fertilità futura della donna, ma la protegge mettendo a “riposo” temporaneamente e reversibilmente l’ovaio. Rispetto al passato infatti, la nuova pillola i cui dosaggi sono più rispettosi dei bioritmi ormonali della donna, risulta oggi essere amica della salute riproduttiva femminile. Entro 12 mesi dall’interruzione della pillola il 75-97% delle donne che desiderano concepire hanno conseguito con successo una gravidanza.

La protezione della fertilità e le condizioni cliniche

Di contro, la pillola può anche avere un effetto protettivo sulla futura fertilità specie in donne che soffrono di problematiche quale l’endometriosi, la presenza di cisti ovariche funzionali o anemizzazioni importanti date da flussi mestruali abbondanti. In questo caso, proteggendo da questo tipo di problematiche, la pillola ci dà un aiuto sul futuro desiderio di gravidanza. Se, però, la gravidanza non dovesse arrivare dopo diversi mesi di tentativi dalla sospensione della pillola, bisogna andare a ricercare altre motivazioni soprattutto se la donna è in età avanzata e se ci sono fattori maschili che non sono mai stati indagati.

È fondamentale distinguere tra la soppressione temporanea dell'ovulazione e l'esaurimento della riserva ovarica. In alcuni casi la mancanza del ritorno del ciclo può essere causata dal naturale e precoce esaurimento della riserva ovarica. L’1% delle donne italiane infatti va in menopausa precoce prima dei 40 anni presentando una riserva di ovociti molto inferiore alla media in fase di esaurimento naturale.

Differenze tra tipologie di contraccettivi

Non tutti i tipi di contraccettivi ormonali bloccano l’ovulazione. Le pillole combinate (estroprogestinici), il Nuvaring e l’iniezione Depo lo fanno. La spirale ormonale con levonorgestrel è differente in quanto non arresta l’ovulazione, o meglio lo fa nel primo anno, soprattutto nelle donne più giovani quando la dose è più alta, ma in seguito l’ovulazione riprende. Con la spirale ormonale si è potenzialmente in grado di avere un ciclo mestruale ma senza sanguinamento, mentre con la pillola si ha un’emorragia da astinenza da pillola, che non è una mestruazione, ma non si ha un ciclo in quanto l’ovulazione è bloccata.

Va inoltre considerato che esistono formulazioni a base di solo progestinico, nota come minipillola. La scelta del contraccettivo dovrebbe essere sempre oggetto di una consulenza medica informata, poiché l’informazione su tutti gli aspetti funzionali legati all’assunzione del contraccettivo è indispensabile per la salute riproduttiva.

💊 Come Funziona La Contraccezione Femminile? 💊

Altri fattori che influenzano la fertilità

Oltre ai contraccettivi, è necessario considerare stili di vita e altri fattori ambientali che possono alterare la capacità riproduttiva. Ad esempio, l’uso del tabacco colpisce il sistema riproduttivo femminile su vari livelli: diminuisce la qualità ovocitaria, aumenta lo stress ossidativo delle ovaie, influisce sulla contrattilità delle tube di Falloppio e diminuisce la ricettività uterina.

Esistono inoltre molti falsi miti focalizzati sulle tecniche di fertilità. Probabilmente quello più ascoltato durante la consulenza è la necessità di stare a riposo dopo il trasferimento dell’embrione (ET) nell’utero in seguito a una fertilizzazione in vitro. Si ha il dubbio logico che l’alzarsi dopo l’ET possa provocare la fuoriuscita dell’embrione dall’utero, ma nel 2009 uno studio dimostrò attraverso un’ecografia che il movimento del contenuto uterino avendo camminato dopo un trasferimento embrionale non era diverso in millimetri da quello di pazienti che non si erano mosse dal letto.

schematico confronto tra stili di vita e fertilità

Infine, anche le credenze popolari sul sesso del nascituro sono prive di fondamento scientifico. Probabilmente la più diffusa è quella che associa il momento del rapporto sessuale ai giorni vicini all’ovulazione con la possibilità di avere un maschio, ma la letteratura medica conferma che tali approcci non garantiscono i risultati sperati. In conclusione, la pillola rimane uno strumento sicuro che, se utilizzato correttamente, non pregiudica la riserva ovarica, permettendo un ritorno alla piena fertilità una volta interrotta la somministrazione.

tags: #chi #prende #la #pillola #ha #piu