Incontinenza Urinaria negli Adulti: Cause, Tipologie e Strategie di Gestione

L’incontinenza urinaria è una condizione che si manifesta con la perdita involontaria di urina, un disturbo che può avere un impatto notevole sulla qualità della vita del paziente, sia dal punto di vista socio-emotivo che relazionale. Nonostante sia spesso associata all'età avanzata, l'incontinenza urinaria può colpire uomini e donne di diverse fasce d'età, rappresentando un problema diffuso ma gestibile. L'incontinenza urinaria è una condizione altamente invalidante per la persona, comporta un cospicuo onere assistenziale per le famiglie e per il personale di assistenza (caregiver) nonché un costo economico per la collettività (Berto, 2000). Chi è colpito da incontinenza urinaria può arrivare a isolarsi perché il problema si dimostra fortemente condizionante con un importante effetto negativo sulla qualità di vita e spesso limita i rapporti sociali per la paura di avere odore di urina. Inoltre, le donne con problemi di incontinenza spesso limitano o rifuggono i rapporti sessuali, con potenziali problematiche con i partner. Infine, il dover portare pannolini di protezione può diventare causa di depressione. Si tratta di una condizione in cui si verifica la perdita involontaria di piccole quantità di urina. Spesso si associa a eventi fisiologici come un colpo di tosse o uno starnuto, ma può presentarsi anche come un impellente bisogno di urinare sorto all’improvviso.

Diagramma anatomico del sistema urinario femminile e maschile

Comprendere le Diverse Tipologie di Incontinenza

L'incontinenza urinaria non è un'entità unica, ma si presenta in diverse forme, ciascuna con caratteristiche e cause distinte che richiedono approcci gestionali specifici. Comprendere queste differenze è il primo passo fondamentale per una gestione efficace.

Incontinenza da Sforzo (o da Stress)

L’incontinenza da stress consiste nella perdita involontaria di urina che si verifica quando c’è un aumento della pressione addominale, come durante uno sforzo fisico, una risata, un colpo di tosse o uno starnuto. Questo tipo di incontinenza è piuttosto comune tra le donne, specialmente dopo il parto. Le perdite involontarie di urina si verificano in seguito a un colpo di tosse, uno starnuto, una risata o un piccolo sforzo. Le fughe di urina sono legate a una scarsa tonicità dei muscoli del pavimento pelvico, a ipermobilità uretrale, deficit sfinterico e/o prolassi genito-urinari. Tra le forme più comuni, si verifica quando si compie un movimento che richieda uno sforzo, anche minimo (uno starnuto, una risata, salire le scale).

Incontinenza da Urgenza (o Vescica Iperattiva)

L’incontinenza da urgenza, anche nota come vescica iperattiva, è caratterizzata da un improvviso e intenso bisogno di urinare, seguito da una perdita involontaria di urina. È associata ad uno stimolo impellente di urinare. Se non si raggiunge il bagno in tempo, lo svuotamento della vescica può avvenire ovunque, ciò può accadere anche nel sonno, con quantità variabile da poche gocce, fino a vere e proprie minzioni complete. L’incontinenza da urgenza si manifesta con un forte stimolo a urinare, tanto forte che spesso non consente di raggiungere il bagno più vicino. Si tratta di una improvvisa esigenza di urinare, determinata da una contrazione imprevista e incontrollabile della vescica che rende impossibile trattenere lo stimolo.

Incontinenza da Sovraccarico (o da Rigurgito)

L’incontinenza da sovraccarico si verifica quando la vescica non si svuota completamente, portando a un’eventuale perdita di urina. Questo fenomeno può essere causato da un’ostruzione urinaria, da debolezza muscolare della vescica o in caso di condizioni come il diabete. L’incontinenza da rigurgito è una perdita di urina che fuoriesce da una vescica troppo piena. Il volume è generalmente esiguo, ma la perdita può essere costante, causando una perdita totale consistente. La ritenzione urinaria, paradossalmente, può causare incontinenza da rigurgito a causa di perdite determinate dalla vescica stracolma.

Incontinenza Funzionale

L’incontinenza funzionale si verifica quando una persona non riesce a raggiungere il bagno in tempo a causa di limitazioni fisiche o cognitive. L’incontinenza funzionale è una perdita di urina causata da un disturbo cognitivo o fisico non associato al controllo della minzione. Ad esempio, una persona affetta da demenza dovuta a morbo di Alzheimer potrebbe non riconoscere l’urgenza di urinare o potrebbe non sapere dove si trova la toilette. Le persone costrette a letto potrebbero non essere in grado di recarsi alla toilette o di raggiungere la padella.

Incontinenza Neurogena

La continenza è subordinata ad una precisa coordinazione di attività tra il cervello, il midollo spinale e la vescica. L’incontinenza neurogena deriva da patologie che colpiscono il sistema nervoso, compromettendo la comunicazione tra questi organi. Malattie come ictus, sclerosi multipla, morbo di Parkinson o lesioni del midollo spinale rientrano tra le cause di incontinenza neurogena. I disturbi urinari, in particolare l’incontinenza, sono tra i principali parametri negativi di qualità di vita nei pazienti con patologie neurologiche.

Incontinenza Mista

Spesso un soggetto è affetto da più di un tipo di incontinenza. In questo caso si parla di incontinenza mista, che associa caratteristiche di diverse tipologie, come ad esempio incontinenza da sforzo e da urgenza. Nelle forme miste si possono riscontrare entrambe le caratteristiche dell’incontinenza urinaria da sforzo e da urgenza.

Infografica che illustra visivamente i diversi tipi di incontinenza urinaria

Fattori di Rischio e Cause Specifiche

L'insorgenza dell'incontinenza urinaria è influenzata da una molteplicità di fattori, che variano tra uomini e donne e sono spesso legati all'età e a specifiche condizioni di salute o stili di vita.

Cause Principali nella Donna

La categoria di soggetti maggiormente interessata all’incontinenza sono le donne. Circa una donna su tre soffre di questa patologia in quanto l’anatomia degli organi pelvici femminili predispone a problemi dei meccanismi di tenuta. Le principali cause di incontinenza nella donna sono il parto naturale e l’invecchiamento. Un altro fattore importante per le donne è rappresentato dal sovrappeso corporeo. Nelle donne, le principali cause di rischio per incontinenza urinaria sono costituite dal parto e dal sopraggiungere della menopausa, oltre che esito di interventi chirurgici sulla pelvi e/o prolassi genito-urinari. L’incontinenza urinaria colpisce maggiormente il sesso femminile e si può presentare a qualsiasi età: infatti il 20% dei casi riguarda le donne al di sotto dei 30 anni e ben il 40% riguarda donne con età compresa tra i 30 e i 50 anni.

Cause Principali nell'Uomo

Nell’uomo, invece, il problema è meno frequente, ma si calcola che una percentuale variabile dal 2 al 10% della popolazione maschile sia affetta da qualche forma di incontinenza. Le principali cause di incontinenza nell’uomo sono infiammazione, asportazione della prostata e l’invecchiamento (Clemens, 2019). Negli uomini le cause più comuni potrebbero derivare dall’ingrossamento della prostata, che comprime il primo tratto dell’uretra (quello che emerge direttamente dalla vescica), o dalla sua asportazione chirurgica.

Fattori Legati all'Età e allo Stile di Vita

L’insorgenza dell’incontinenza urinaria cresce all’aumentare dell’età: per i soggetti non ospedalizzati di età superiore ai sessant‘anni, infatti, la prevalenza dell‘incontinenza urinaria varia dal 15% al 35%. Sebbene l’incontinenza sia più comune fra gli anziani, non è una normale conseguenza dell’invecchiamento. Altri fattori legati allo stile di vita che possono facilitare l'insorgere dell'incontinenza sono l'obesità, l’assunzione di alcool e caffeina in quantità eccessive, una scarsa attività fisica, la stitichezza, il fumo e l'assunzione di alcune tipologie di farmaci. L'eccessivo consumo di alimenti e bevande particolarmente diuretici (es. caffè, alcolici) può contribuire.

Condizioni Mediche Associate

L’incontinenza urinaria, inoltre, può essere uno dei sintomi di patologie più gravi, come ad esempio alcune malattie neurologiche oppure alcune forme di tumore della vescica. Altre cause di incontinenza possono essere le infezioni del tratto urinario, la presenza di calcoli, la stipsi, le patologie neurologiche che portano a perdita del tono muscolare dei muscoli del pavimento pelvico. Inoltre, possono influire anche alcune condizioni di salute come ipertensione arteriosa, obesità e problemi alla schiena.

Il perineo femminile

Diagnosi: Un Percorso Dettagliato verso la Comprensione

La diagnosi precisa dell'incontinenza urinaria è essenziale per determinare il trattamento più appropriato. Questo processo coinvolge una combinazione di anamnesi dettagliata, esame fisico e, se necessario, indagini strumentali.

Il Ruolo dell'Anamnesi e dell'Esame Obiettivo

La diagnosi di incontinenza urinaria viene effettuata dall’urologo, lo specialista dell’apparato urinario. La prima parte della visita urologica è costituita da un attento colloquio con il paziente, in cui vengono raccolte le informazioni circa le sue abitudini individuali e familiari e le informazioni riguardanti le perdite di urina (se sono associate a particolari attività nella giornata, se sono continue o intermittenti, se sono abbondanti o esigue). Il medico inizia ponendo al paziente domande sui sintomi e sull'anamnesi. Esegue quindi un esame obiettivo. In base ai risultati dell’esame obiettivo e dell’anamnesi, sarà spesso in grado di individuare la causa dell’incontinenza e gli esami eventualmente necessari. Il medico porrà domande sulle circostanze in cui avviene la perdita di urina, compresa la quantità, l’ora del giorno e qualsiasi fattore concomitante peggiorativo (come tosse, starnuti o sforzi). Verrà chiesto alla persona che riesce a individuare la necessità di urinare e, in caso positivo, se la sensazione è normale o si presenta in modo improvviso. Il medico può anche chiedere alla persona di indicare una stima della quantità di urina persa. Verrà chiesto anche al soggetto se durante la minzione vi sono altri problemi, come dolore o bruciore, una necessità frequente di urinare, difficoltà ad avviare la minzione o un flusso di urina debole. Il medico domanda se la persona soffre di altri disturbi che possano notoriamente causare incontinenza, come demenza, ictus, calcoli delle vie urinarie, disturbi del midollo spinale o altri disturbi neurologici e disturbi della prostata. Il medico deve conoscere i farmaci assunti dal soggetto, poiché alcuni medicinali causano o contribuiscono all’incontinenza. Alle donne vengono poste domande sul numero e sulla tipologia di parti ed eventuali complicanze. A tutti vengono chieste informazioni su eventuali interventi chirurgici pelvici e addominali precedenti, in particolare relativamente alla prostata negli uomini.Dall’esame obiettivo il medico può restringere il numero di cause possibili. Il medico testa la forza, la sensibilità e i riflessi delle gambe e la sensibilità attorno ai genitali e all’ano per rilevare eventuali problemi nervosi e muscolari che potrebbero complicare la capacità di continenza del soggetto. Nelle donne il medico esegue un esame pelvico per rilevare eventuali anomalie che potrebbero causare incontinenza, come vaginite atrofica (alterazioni menopausali in cui il rivestimento della vagina diviene più sottile, più asciutto e meno elastico, eventualmente accompagnate da alterazioni delle vie urinarie) o debolezza della muscolatura pelvica. Negli uomini e nelle donne il medico esegue un esame rettale alla ricerca di segni di costipazione o danno ai nervi rettali. Negli uomini, l’esame del retto consente al medico di controllare la prostata poiché un ingrossamento della prostata od occasionalmente un carcinoma prostatico possono contribuire all’incontinenza. Il medico potrebbe chiedere al soggetto di tossire con la vescica piena per rilevare l’eventuale presenza di incontinenza da stress. Alle donne potrebbe essere chiesto di ripetere questa procedura durante l’esame pelvico, per verificare se, supportando alcune strutture pelviche (per mezzo delle dita del medico), la perdita di urina viene eliminata.

Indagini Strumentali per una Diagnosi Accurata

Se sono necessarie altre valutazioni, si possono effettuare indagini come la cistoscopia (un esame endoscopico) e l’urodinamica (un esame che permette di valutare l’atto della minzione) per valutare lo stato funzionale della vescica, il residuo post-minzionale e il funzionamento dei muscoli del pavimento pelvico. Talvolta, un esame urodinamico. L’esame urodinamico, che include la cistometria, la velocità del flusso urinario e la cistometrografia, viene effettuato se dalla valutazione clinica e dai suddetti esami non emerge la causa dell’incontinenza. La cistometria viene effettuata per confermare l’incontinenza da urgenza e per stabilire se la causa è rappresentata da una vescica iperattiva. Un catetere vescicale viene inserito attraverso l’uretra. Il medico misura la quantità di acqua che si può inserire in vescica fino alla comparsa della sensazione di urgenza di urinare o di contrazioni vescicali nel soggetto. Negli uomini viene misurata la velocità del flusso urinario di picco per determinare se l’incontinenza sia causata da un’ostruzione del collo vescicale (generalmente causata da una malattia prostatica). Agli uomini viene chiesto di urinare in uno speciale dispositivo (uroflussometro) che misura la velocità del flusso urinario e la quantità di urina rilasciata. La cistometrografia viene effettuata se da tutte le altre valutazioni non è stato possibile determinare la causa dell’incontinenza. La cistometrografia è un test che misura la pressione all’interno della vescica quando questa è piena di acqua in volumi diversi. La cistometrografia viene eseguita spesso in associazione all’elettromiografia, un esame per la valutazione della funzionalità sfinterica. In alcuni centri dotati di attrezzature specialistiche è possibile misurare anche la forza di contrazione della vescica assieme alla pressione sfinterica e vescicale di vario genere.

Il Diario Minzionale

Il medico può anche richiedere alla persona di tenere un diario delle abitudini minzionali per uno o due giorni, chiamato diario della minzione. La persona deve registrare il volume e l’ora di ogni svuotamento della vescica. Dopo un episodio di incontinenza bisogna registrare anche qualsiasi attività correlata, in particolare l’assunzione di cibi e bevande, l’uso di farmaci o il sonno. Il miglior fattore predittivo di una risposta individuale allo svuotamento guidato è il suo successo durante il periodo di prova dell’intervento stesso (che consiste nel compilare un diario minzionale per almeno 3 giorni a settimana per un periodo di tempo non inferiore a 3 settimane e non superiore a 8).

Diagramma di flusso del processo diagnostico per l'incontinenza urinaria

Opzioni di Trattamento e Gestione

Esistono molteplici strategie per affrontare l'incontinenza urinaria, che spaziano da modifiche dello stile di vita e terapie comportamentali a trattamenti farmacologici e chirurgici. L'obiettivo è sempre quello di migliorare la qualità della vita e salvaguardare l'indipendenza e la dignità della persona.

Interventi Comportamentali e Terapie Fisiche

Gli interventi comportamentali per l’incontinenza urinaria, aventi l’obiettivo di salvaguardare l’indipendenza e la dignità della persona, cercano di modificare il modo di reagire di una persona alla perdita di urine. L’obiettivo è quello di coinvolgere direttamente il paziente con consegne pratiche; ad esempio: il “Fare pipì correttamente” che comprende lo svuotamento della vescica prima della perdita di urina; o interessare prioritariamente il caregiver come accade nello “svuotamento guidato”. Sedersi correttamente sul water ed attendere il rilassamento della muscolatura perineale. Lo svuotamento guidato differisce dall’esempio sopra riportato in quanto è la risposta dell’operatore, piuttosto che quella dell’individuo incontinente, ad essere cambiata rispetto all’incontinenza urinaria. Lo svuotamento guidato è usato per il trattamento di persone incontinenti che, per vuotare la vescica, richiedono opportuni solleciti da parte del caregiver.Monitoraggio: consiste nel chiedere all’individuo incontinente, ad intervalli regolari, se ha bisogno di urinare. Il caregiver può ricercare i comportamenti messi in atto dal paziente che necessita di urinare (es. inquietudine, agitazione, spogliazione, ecc.) e condurlo all’eliminazione ad intervalli regolari, specificati nel programma, piuttosto che abitudinariamente ogni due ore. Il suddetto svuotamento guidato non richiede un equipaggiamento costoso per essere implementato, è facile da imparare, pur richiedendo dedizione personale e coerente applicazione del protocollo.Il paziente con ridotto controllo sfinterico, grazie talvolta anche alle sollecitazioni, la supervisione o l’assistenza del caregiver (se non autonomo sotto il profilo motorio e/o cognitivo), è opportuno che persegua un corretto stile di vita e che sia inserito in un ambiente “facilitatore”. Da parte sua il caregiver deve dedicare tempo e fornire disponibilità ad accompagnare e assistere il paziente durante l’evacuazione. Viene richiesto più tempo ad assistere una persona durante l’evacuazione, che nel cambiare un pannolone.L’allenamento della vescica è una tecnica per cui la persona è tenuta a seguire un programma fisso di minzione durante la veglia. Il medico collabora con il paziente per la creazione di un programma in cui sia prevista una minzione ogni 2-3 ore ed eliminando l’urgenza di urinare durante i restanti orari (ad esempio con il rilassamento e la respirazione profonda). Man mano che il paziente progredisce nella capacità di eliminare l’urgenza di urinare, l’intervallo si allunga gradualmente. Una tecnica simile, la minzione sollecitata, può essere usata da chi si prende cura di un soggetto affetto da demenza o altri problemi cognitivi. Questa tecnica prevede che, a intervalli specifici, si domandi al paziente se deve urinare e se si sente bagnato o asciutto.Rieducazione pelvica: esecuzione di esercizi fisici specifici o con l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali per il biofeedback ed elettrostimolazioni, al fine di tonificare e rinforzare la muscolatura pelvica. Questa metodica è indicata per le incontinenze da sforzo e da urgenza. Nel caso dell’incontinenza da urgenza il programma di rieducazione pelvica può comprendere la rieducazione vescicale mirata a riacquistare progressivamente il controllo della vescica. Gli esercizi per la muscolatura del pavimento pelvico (esercizi di Kegel) sono spesso efficaci, specialmente per l’incontinenza da stress. È necessario assicurarsi di allenare i muscoli giusti, cioè quelli attorno all’uretra e al retto che interrompono il flusso di urina. Questi muscoli vengono contratti per circa 1-2 secondi, quindi rilassati per circa 10 secondi. Gli esercizi vengono ripetuti circa 10 volte per tre volte al giorno. Sarà poi possibile aumentare gradatamente il tempo di contrazione ferma dei muscoli fino a mantenerla per circa 10 secondi a volta. Poiché può essere difficile imparare a controllare i muscoli corretti, il medico potrebbe dover fornire delle istruzioni o raccomandare l’uso di biofeedback o elettrostimolazione (una versione elettronica degli esercizi per la muscolatura del pavimento pelvico in cui si usa la corrente elettrica per stimolare i muscoli corretti).

Terapia Farmacologica

La terapia farmacologica può essere una componente importante del trattamento, soprattutto per l'incontinenza da urgenza. Somministrazione di ormoni, antispasmodici e parasimpaticolitici. Tratta efficacemente l’incontinenza nei casi in cui l’indebolimento del tono sfinterico sia dovuto principalmente alla carenza ormonale causata dalla menopausa o ad iperattività detrusoriale. I farmaci spesso sono utili per trattare alcuni tipi di incontinenza, ma dovrebbero essere usati a integrazione delle misure generali, piuttosto che sostituirle. I farmaci comprendono quelli in grado di rilassare la muscolatura della parete vescicale e quelli che aumentano il tono dello sfintere. I farmaci che rilassano lo sfintere urinario possono essere usati per trattare l’ostruzione del collo vescicale negli uomini con incontinenza da urgenza o da rigurgito.

Opzioni Chirurgiche

La chirurgia tradizionale tratta il problema per via addominale, ricostruendo le strutture di sostegno della vescica. E’ indicata principalmente nelle incontinenze da sforzo. Altre tecniche mini-invasive limitano l’apporto traumatico dell’intervento agendo con l’ausilio di strumenti tecnologicamente avanzati come le sonde e introducendo materiali di sostegno biocompatibili (es. bande o reti di sostegno), con un più rapido recupero completo post-intervento.

Diagramma che illustra una procedura chirurgica per l'incontinenza da stress

Ausili e Supporti per la Gestione Quotidiana

Quando l'incontinenza non è completamente trattabile o come supporto ai trattamenti, l'uso di ausili e presidi assorbenti gioca un ruolo cruciale nel mantenere il benessere e la dignità del paziente.

Ausili Assorbenti: Caratteristiche e Uso Corretto

L’impiego di assorbenti, salvaslip si può accompagnare a spiacevoli disturbi di pelle e mucosa. Devono essere pertanto impiegati nel momento in cui sono giudicati indispensabili e/o qualora gli altri interventi sopra illustrati non risultino efficaci. Deve essere selezionato il prodotto più utile in base alla quantità di perdite, alla loro frequenza (transitoria, stabilizzata), alla capacità motoria del soggetto. Gli ausili assorbenti contengono all’interno polimeri in grado, a contatto con l’urina, di trasformarsi in gel. La superficie dell’ausilio rimane asciutta, viene così evitato il contatto tra cute e gel e ridotto il rischio di macerazione della cute. L’uso di questi ausili non può e non deve prescindere dall’attuazione di interventi di altro tipo per favorire il controllo volontario degli sfinteri. Secondo i dati forniti dalla letteratura più recente, l’uso del pannolone assorbente provoca una sorta di dipendenza e in circa il 70% dei casi causa una riduzione nella motivazione del controllo degli sfinteri con altre tecniche. Il pannolone va cambiato non appena ci si accorge, o il malato avvisa, che è sporco e comunque occorre sostituirlo ogni 3 ore, salvo di notte che, per non interrompere il sonno, può essere tenuto per un tempo più lungo. I cambi frequenti aiutano a ridurre il rischio di irritazione della cute. La cute va detersa dopo ogni evacuazione intestinale o minzione per evitare il contatto prolungato con le urine e le feci. Possono essere usati creme che agiscono da barriera per mantenere la pelle asciutta.

Dispositivi di Raccolta: Alternative Specifiche

Dispositivi di raccolta che costituiscono una valida alternativa al catetere vescicale nel maschio. Nell’uomo per favorire l’adesione al pene possono essere fissati con mastice adesivo per pelle oppure con fascette adesive. Il metodo raccomandato è il mastice adesivo per pelle disponibile in diverse combinazioni, adattate alle esigenze cutanee individuali, i cui elementi base sono caucciù mastizzato come adesivo, eptano come solvente per regolare la viscosità, ossido di zinco per ammorbidire e lanolina per curare la pelle. La pelle va preparata al fissaggio con una scrupolosa tricotomia e igiene intima. In caso di fissaggio troppo stretto si possono provocare ulcerazioni o problemi circolatori. È importante, infatti, la verifica frequente della tenuta e della comparsa di eventuali arrossamenti. In quest’ultimo caso si deve rimuovere il dispositivo per non riapplicarlo fino a completa guarigione della parte. Il condom va sostituito quotidianamente e il pene deve essere sempre controllato dal caregiver e/o dal paziente stesso quando possibile. Possono con una certa frequenza infatti verificarsi casi di macerazione o irritazione, provocati dallo sfregamento del glande contro l’estremità interna del condom.Possono esistere anche dispositivi condom per la donna, anche se in realtà sono poco utilizzati. Le sacche di raccolta si collegano direttamente alla vulva con pasta adesiva; permettono di raccogliere le urine delle 24 ore. La maggior parte di queste sacche ha all’interno un meccanismo a valvola antireflusso che evita la risalita dell’urina in vescica, riducendo così il rischio di contaminazione batterica. Sono riutilizzabili solo i dispositivi con valvola antireflusso.

Il perineo femminile

Accesso ai Presidi e Supporto del Servizio Sanitario Nazionale

L'accesso ai presidi per l'incontinenza è regolamentato e garantito dal Servizio Sanitario Nazionale, sebbene le modalità possano variare a livello regionale.

Normativa e Modalità di Prescrizione

Le Regioni e le ASL (Aziende Sanitarie Locali), grazie al Decreto del Ministero della Salute n. 332/99 e successive modifiche (Decreto min. Sanità 321 del 31 maggio 2001), regolamentano le modalità per ottenere gratuitamente i presidi di assorbenza. Questi rientrano nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero tra le «prestazioni» che il Servizio sanitario nazionale deve garantire a tutti. Prescrizione da parte di un medico specialista del SSN (generalmente urologo o geriatra…), dipendente o convenzionato, che deve indicare sulla “ricetta rossa” (divenuta oggi informatizzata) “i dispositivi medici necessari e appropriati” di cui la persona ha bisogno, definire il loro numero, stabilire il periodo di validità della prescrizione, che comunque non può essere superiore a un anno, né è rinnovabile.

Eterogeneità Regionale e Consigli Utili

Il panorama nazionale è dunque caratterizzato da eterogeneità nella prescrizione, nelle modalità di accesso al servizio di prescrizione e le modalità di distribuzione degli ausili assorbenti. Inoltre sono talvolta diversi anche i criteri seguiti nella scelta degli ausili che possono variare da regione a regione e talvolta anche fra i distretti appartenenti ad una stessa regione. Preso atto dei diversi comportamenti, la scelta più saggia per il paziente e/o caregiver risulta quella di rivolgersi direttamente alla propria ASL di competenza per ricevere indicazioni specifiche e certe.

Decreto del Presidente del Consiglio Dei Ministri 12 gennaio 2017, Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (17A02015) (GU Serie Generale n.65 del 18-03-2017 - Suppl. Ordinario n. Lyons SS. & Specht JKP., (1999), Prompted voiding for persons with urinary incontinence evidence-based protocol, in M. G. Ministero della Salute, Decreto 7 agosto 1999, n. 332 , Regolamento recante norme per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale: modalita’ di erogazione e tariffe (GU Serie Generale n.227 del 27-09-1999 - Suppl. Ordinario n. Ministero della Sanità, Decreto 31 maggio 2001, n. Romeo G., (2019), Appropriatezza degli ausili/presidi per l’incontinenza. Serati M, Ghezzi F., (2016), The epidemiology of urinary incontinence: a case still open, in Annals of Translational Medicine, March, Vol. L’incontinenza urinaria è una condizione che può provocare disagio e influenzare la qualità della vita. Colpisce uomini e donne di diverse fasce d’età, con una maggiore incidenza negli anziani. L’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina. Può manifestarsi con perdite occasionali o con episodi più frequenti e abbondanti, compromettendo la vita sociale, sessuale e relazionale. L’incontinenza urinaria è un disturbo diffuso ma gestibile. Con le giuste strategie, come esercizi mirati, modifiche allo stile di vita, supporti assorbenti e trattamenti medici, è possibile migliorare di molto la qualità della vita.

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