Il parto prematuro è la terminologia con cui si indica la nascita di un bambino prima del compimento delle 37 settimane di gestazione. L’utero è la prima culla del bimbo, e il corpo della mamma è la sua prima casa. Essere cacciati fuori dalla culla e dalla casa troppo presto, quando non si è ancora pronti ad affrontare le molte insidie della vita fuori dall’utero, può lasciare segni pesanti sulla salute del neonato, a partire dai temibili danni neurologici permanenti. Tanto prima avviene il parto, rispetto alla data ideale di 40 settimane dall’ultima mestruazione (e 38 settimane di gestazione vera, dal concepimento), tanto peggio. Non tutte le gravidanze, però, riescono ad arrivare al termine del periodo gestazionale: circa il 7% dei bambini ha più fretta degli altri di nascere, e così si ritrova a far capolino al mondo esterno con alcune settimane di anticipo.
In Italia sono circa 30 mila bambini l’anno che nascono con un parto prematuro, mentre nel mondo sono 15 milioni (circa un neonato su 10), con tendenza all’incremento. Questo fenomeno richiede una comprensione approfondita delle sue cause, delle sue molteplici conseguenze e delle strategie preventive e di gestione per garantire il miglior esito possibile sia per la madre che per il neonato. La prevenzione è tutto, anche nel caso del parto prematuro. Lo ha sottolineato il professor Giancarlo Di Renzo, un’autorità mondiale su questo tema.
Definizione e Classificazione del Parto Prematuro
La gravidanza di norma dura circa 40 settimane. Si parla di parto prematuro o pretermine quando il bambino nasce prima della fine della 37esima settimana di gravidanza. I parti che avvengono tra la 37a e la 42a settimana di gestazione vengono considerati “a termine”. Poiché ogni settimana di gestazione in più trascorsa nella pancia della mamma è un importante traguardo per lo sviluppo psico-fisico del bambino che deve nascere, a seconda della settimana di gravidanza in cui si trova il bambino al momento della nascita si distinguono diversi tipi di parto prematuro, classificati come segue in base all'età gestazionale:
- Estremamente prematuri: i parti che avvengono prima della 28a settimana di gestazione. In questa categoria rientrano anche i parti che avvengono tra la 20a e la 25a settimana di gravidanza, per i quali si parla in particolare di “sopravvivenze infrequenti” tra la 20a e la 22a settimana. La probabilità di sopravvivenza aumenta con l'età gestazionale, con una stima del 10-50% per i nati a 23-25 settimane e del 50-80% per quelli nati a 25-26 settimane.
- Molto prematuri: partoriti fra la 28a e prima della 32a settimana di gestazione, o più precisamente, basso pre-termine quando il parto avviene fra la 28esima e la 31esima più 6 giorni di gestazione.
- Moderatamente prematuri: partoriti fra la 32a e prima della 34a settimana di gestazione, o più precisamente, pre-termine moderato fra la 32 e la 33esima settimana più 6 giorni.
- Pretermine tardivi: partoriti fra la 34a e prima della 37a settimana di gestazione, o più precisamente, pre-termine tardivo quando nasce fra la 34esima e la 36esima settimana più 6 giorni di gestazionale.
La regola generale è che la 23a settimana di gravidanza deve essere completata perché il bambino sia vitale. Negli ultimi anni nei Paesi ad alto reddito la possibilità di sopravvivenza è notevolmente migliorata anche in fasce di età gestazionale che una volta venivano considerate non compatibili con la vita. Tuttavia, quanto prima nasce il bambino, tanto più grave può essere considerata la sua condizione e tanto più urgenti saranno le cure di cui avrà bisogno.

Sintomi del Travaglio Prematuro
I sintomi del parto prematuro sono gli stessi del parto a termine, ma si manifestano prima della 37esima settimana di gestazione. È fondamentale riconoscerli tempestivamente per poter intervenire. In particolare, la futura mamma avverte le contrazioni uterine proprio come nel caso del parto a termine, che aumentano di frequenza e di intensità con il passare del tempo. Il segno più evidente di un parto prematuro è l'inizio precoce del travaglio.
I segnali a cui prestare attenzione includono:
- Le contrazioni uterine: compaiono prima una volta ogni mezz’ora, poi l’intervallo si riduce a poco a poco e ne compare una ogni otto-dieci minuti. All’inizio durano circa 30 secondi, poi il tempo si allunga progressivamente. Le contrazioni dell’utero possono comportare delle modifiche a carico del collo uterino il quale cambia la sua consistenza diventando più molle, si raccorcia e inizia a dilatarsi così da prepararsi al parto.
- Indurimento dell'addome: in seguito alle contrazioni, l’addome diventa duro e lo si può avvertire al tatto.
- Dolore: è simile al dolore delle mestruazioni ma più intenso. Riguarda l’addome, ma si irradia verso i lombi e la schiena. Questi dolori possono essere accompagnati da perdite di sangue.
- Perdite vaginali: possono apparire come striature di un rosa più o meno intenso (il cosiddetto “tappo mucoso“) e possono comportare anche la rottura del sacco amniotico (la cosiddetta “rottura delle acque“). Un sanguinamento può anche essere un segno che la placenta si sta staccando prematuramente. La rottura prematura delle membrane amnio coriali prima del termine di gravidanza può essere considerata un segno di imminente parto pre-termine.
02. I prodromi del travaglio
Cause e Fattori di Rischio del Parto Prematuro
Le cause del parto prematuro non sono sempre chiare, e spesso diversi fattori agiscono insieme, rendendo difficile identificare un'unica causa responsabile. Diversi - e più che noti - sono però i fattori di rischio, ovvero le complicazioni riguardanti lo stato di salute delle futura mamma e/o la gravidanza in corso, a cui è bene prestare attenzione. I motivi che causano un parto pretermine in genere sono legati al benessere della mamma. Se non è in salute, l’organismo del piccolo può risentirne ed essere portato a cercare fuori del grembo materno un ambiente con condizioni vitali migliori. Individuare le donne a rischio di parto prematuro è dunque uno degli obiettivi della ricerca medica del settore.
Ecco i fattori di rischio più critici, basati su evidenze scientifiche e raccomandazioni degli esperti:
- Precedente parto prematuro: È il fattore principale di rischio perché la probabilità di averne un altro aumenta da 5 a 7 volte rispetto alle donne con un precedente parto a termine.
- Fumo di sigaretta: Aumenta infatti di 2-3 volte il rischio di parto pretermine, per danno vascolare alla placenta. Ridurre il numero di sigarette non serve: bisogna smettere prima della gravidanza.
- Precedente taglio cesareo: Chi ha subito un taglio cesareo ha un rischio aumentato di 3 volte di partorire prematuramente nella successiva gravidanza. Si raccomanda prudenza e un’indicazione molto precisa al cesareo, soprattutto nelle donne giovani che desiderano altri figli.
- Obesità materna: Più aumenta il peso della donna, prima e durante la gravidanza, più aumenta il rischio di parto prematuro. La ragione è che il tessuto adiposo è una bomba atomica biochimica: produce triliardi di molecole infiammatorie, che letteralmente “incendiano”, in senso biochimico, utero, placenta e tutto il corpo della mamma, accelerando una nascita prematura. In più il tessuto adiposo produce sostanze pericolose, tra cui l’angiotensinogeno, che aumentano il rischio di ipertensione aggressiva fino all’eclampsia, con danni vascolari severi. E si associa a danni metabolici, con diabete gestazionale, che compare cioè in gravidanza.
- Alterazioni nutrizionali e malnutrizione: Anemia da carenza di ferro e mancanza di specifici micronutrienti (tra cui calcio, magnesio, iodio, vitamine B e D) possono associarsi a parto pretermine.
- Tecniche di riproduzione assistita (ART): Il rischio di parto prematuro raddoppia nella gravidanza ottenuta con l’ausilio di tecniche di riproduzione assistita, sia singola, sia gemellare, che necessita quindi di un monitoraggio molto più accurato rispetto alla gravidanza con concepimento naturale.
- Breve intervallo tra le gravidanze: Un intervallo di meno di un anno e mezzo tra una gravidanza e la successiva aumenta il rischio di parto pretermine di 2-3 volte. Anche la mamma deve riprendersi bene dalla precedente gravidanza, che è comunque un impegno fisico, oltre che emozionale, prima di iniziarne un’altra.
- Etnia: La razza nera è associata a un più alto tasso di parti pretermine.
- Cervice uterina corta: Se a metà della gravidanza il collo dell’utero ha una lunghezza inferiore a 2,5 centimetri, vuol dire che la porta di uscita del bimbo comincia a socchiudersi, aumentando il rischio di prematurità.
- Sesso del feto: I feti maschi hanno rischio doppio di prematurità rispetto alle femmine. Questo è attribuito alla placenta maschile, che è stata osservata essere più esuberante e meno adattabile rispetto alla placenta femminile.
Altri fattori di rischio significativi includono:
- Infezioni e/o infiammazioni: Infezioni delle membrane amnio coriali (corionamnionite), infezioni ricorrenti della cervice dell’utero o della vagina possono causare la rottura precoce delle membrane e/o la dilatazione anticipata del collo uterino. I microrganismi patogeni responsabili delle infezioni materne possono raggiungere per via ascendente il liquido amniotico provocando una sua infezione. La parodontite, un’infiammazione del parodonto, è stata identificata come un fattore di rischio significativo, con studi che dimostrano un rischio di parto prematuro sette volte più alto nelle pazienti affette rispetto alle donne con denti sani.
- Sovradistensione dell’utero: Un eccessivo stiramento dei tessuti dell’utero può provocare le contrazioni del parto. Ciò si verifica spesso in caso di gravidanze gemellari (l'età media in cui nascono i gemelli è di 36 settimane di gestazione, per le tre gemelle è di 32 settimane e per le quattro gemelle di 31 settimane), polidramnios (presenza di un’eccessiva quantità di liquido amniotico) o macrosomia fetale (peso del feto maggiore ai 4 chili).
- Problemi placentari: Distacco di placenta (separazione prematura della placenta dalla parete dell’utero) e placenta previa (localizzazione bassa della placenta) possono scatenare il travaglio. Una ridotta perfusione utero placentare, ovvero una riduzione dell’apporto di sangue e di ossigeno alla placenta, può portare alla produzione e all’attivazione delle prostaglandine.
- Malformazioni uterine e insufficienza cervicale: Una malformazione, un collo dell’utero corto o indebolito (per motivi ereditari o per precedenti interventi chirurgici, come la conizzazione) possono impedire all'organo di contenere la gravidanza, aumentando la sollecitazione sull’orifizio uterino interno.
- Età materna: L'età materna inferiore ai 16 anni o più avanzata (oltre i 35 anni) è associata a un rischio aumentato.
- Condizioni patologiche materne: Malattie come il diabete (gestazionale o preesistente), malattie cardiache, ipertensione in gravidanza (gestosi o pre-eclampsia) rendono la prosecuzione della gravidanza pericolosa. La gestosi è una pericolosa complicazione della gravidanza; i primi disturbi includono pressione alta, presenza di proteine nelle urine, mal di testa, nausea, aumento di peso.
- Stile di vita non sano: Oltre al fumo, l'abuso di alcolici e l'uso di sostanze stupefacenti o farmaci su prescrizione in gravidanza possono compromettere lo sviluppo del bambino e aumentare il rischio di parto prematuro.
- Stress: Un forte stress, sia legato a conflitti personali, problemi relazionali, stress lavorativo o preoccupazioni finanziarie, può innescare un travaglio prematuro.
- Fattori ambientali e socioeconomici: Un basso livello socioeconomico, lunghe ore di lavoro in piedi, violenza domestica e l'esposizione ad alcuni inquinanti ambientali sono stati correlati a un aumentato rischio. Anche il clima può influenzare il momento del parto, con un numero particolarmente elevato di bambini che nascono in giornate particolarmente calde.
- Fattori genetici: Sembra esserci una componente ereditaria nel rischio di parto prematuro: le donne che sono nate premature o che hanno un fratello nato prematuro hanno un rischio di parto prematuro superiore del 50-60%.
- Olio di lino: Alcuni studi scientifici suggeriscono che l'olio di lino potrebbe aumentare il rischio di parto prematuro, sebbene questo non sia ancora stato dimostrato. A scopo precauzionale, si può scegliere di evitarlo in gravidanza.
- Coronavirus: Numerosi studi hanno anche rilevato che il numero di nascite premature è aumentato drasticamente a causa del coronavirus.

Diagnosi del Travaglio Prematuro
La diagnosi di parto prematuro viene posta dal medico attraverso una visita ginecologica. Durante questa visita, vengono valutati i sintomi riferiti dalla futura mamma, la tipologia di perdite vaginali eventualmente presenti, la tipologia di contrazioni (in relazione alla loro regolarità e frequenza), la dilatazione e l’accorciamento del collo dell’utero.
Ai fini della diagnosi di travaglio di parto prematuro devono essere eseguite diverse valutazioni:
- Anamnesi della gravida: Una raccolta di tutte le informazioni riguardo alla sua storia clinica personale e familiare e sull’andamento della gravidanza è fondamentale. Questo permette di identificare i fattori di rischio la cui presenza può indicare la possibilità di trovarsi di fronte ad una minaccia di parto pre-termine.
- Test della fibronectina: La presenza della fibronectina nelle secrezioni vaginali è predittiva di minaccia di parto prematuro. Questa sostanza funge come una sorta di collante tra la placenta e le membrane amnio coriali ed è rilasciata in seguito a delle contrazioni uterine.
- Cervicometria: Ovvero la misurazione della lunghezza del collo dell’utero tramite ecografia trans vaginale. Se la lunghezza del collo uterino risulta essere minore di 25 millimetri vi è un rischio aumentato di parto prematuro. Un altro segno di imminente parto prematuro è la presenza della dilatazione dell’orifizio uterino interno (apertura che permette la comunicazione tra il corpo ed il collo dell’utero) chiamato funneling.
Conseguenze per il Neonato Prematuro
Un bambino che nasce prematuro non è soltanto un neonato più piccolo e leggero: è soprattutto un bimbo che non ha ancora completato il suo sviluppo, i cui organi (soprattutto i polmoni) avrebbero ancora bisogno della tutela dell’ambiente intrauterino. Il neonato prematuro, proprio per la non completa formazione degli organi interni, può soffrire di diverse problematiche. Le conseguenze cui va incontro un bambino che nasce con un parto prematuro sono diverse e la loro gravità è direttamente proporzionale al grado di prematurità. L’estrema prematurità rappresenta la causa più frequente di morte in epoca neonatale.
Manifestazioni Fisiche e Organi Coinvolti
Il neonato prematuro non avendo trascorso nell’utero tutto il tempo necessario per il corretto sviluppo e la crescita, viene alla luce non completamente formato: le dimensioni del corpo sono ridotte e la testa, in proporzione, risulta grande; i tratti del viso sono meno tondeggianti e definiti; la pelle è molto sottile e fragile e il tessuto adiposo è minimo; una sottile peluria ricopre quasi tutto il corpo.
Gli organi maggiormente interessati sono l’encefalo, l’intestino, la retina e il polmone. Il neonato prematuro, in modo più o meno significante, a causa del suo sviluppo incompleto, presenta una compromissione degli organi tanto più grave quanto minore è l’epoca di gestazione in cui avviene la nascita.

Complicanze per Sistema Organico
Sistema Respiratorio:
- Immaturità Polmonare: I polmoni dei neonati prematuri possono non avere avuto abbastanza tempo per svilupparsi completamente prima della nascita. Le minuscole sacche di aria chiamate alveoli si formano solo all'inizio dell’ultimo trimestre di gravidanza e la produzione di surfattante, una sostanza che riveste l’interno delle sacche d'aria per facilitare la respirazione, è solitamente adeguata solo dopo 34-36 settimane.
- Sindrome da Distress Respiratorio (SDR): I neonati con problemi di respirazione possono aver bisogno di respirazione assistita con un ventilatore. Più il neonato è prematuro, minore è la quantità di surfattante disponibile e maggiore è la probabilità che sviluppi la sindrome da distress respiratorio.
- Displasia Broncopolmonare (DBP): Una patologia polmonare cronica dei neonati prematuri, in cui i polmoni sviluppano tessuto cicatriziale e il neonato necessita di assistenza respiratoria continua.
- Apnea della Prematurità: La parte del cervello che controlla il respiro regolare può risultare talmente immatura da non permettere un’attività respiratoria costante e presentare brevi pause o periodi di apnea di 20 secondi o più.
Sistema Neurologico (Cervello):
- Danni Neurologici Permanenti: I neonati molto pre-termine, e in particolare con un peso inferiore ai 1500 grammi, sono ad alto rischio di sviluppare delle emorragie intraventricolari più o meno gravi e di andare in contro a leucomalacia periventricolare (rammollimento della sostanza bianca), alla paralisi cerebrale infantile e ad idrocefalo (eccessivo accumulo di liquido nell’encefalo).
- Ritardi nello Sviluppo: Si possono osservare ritardi nello sviluppo delle capacità motorie, intellettive, sociali ed emotive, irregolarità del ritmo sonno-veglia, ritardata acquisizione dei processi iterativi e irritabilità.
- Autismo e Disturbi dell'Apprendimento: Il 25% dei bambini estremamente prematuri mostra segni di autismo. Secondo uno studio, il 50% dei bambini con un peso alla nascita inferiore a 1.000 grammi soffre di disturbi dell’apprendimento all’età di otto anni.
Sistema Digerente e Fegato:
- Problemi Nutrizionali: Il non completo sviluppo del sistema digerente può comportare l’insorgenza di patologie come le enterocoliti necrotizzanti e problemi nutrizionali dovuti a disturbi nell’assimilazione dei nutrienti.
- Difficoltà di Alimentazione: I neonati prematuri possono avere difficoltà a coordinare la suzione, la deglutizione e la respirazione. Lo svuotamento gastrico risulta rallentato, con conseguenti episodi frequenti di rigurgito.
- Enterocolite Necrotizzante: Una grave complicanza in cui una parte dell’intestino subisce un serio danneggiamento con possibile conseguente infezione.
- Iperbilirubinemia (Ittero): I neonati prematuri tendono a sviluppare ittero nei primi giorni dopo la nascita, dovuto alla lenta eliminazione della bilirubina dal sangue da parte del fegato immaturo. Livelli molto elevati di bilirubina possono causare kernittero, una forma di danno cerebrale.
Sistema Immunitario:
- Vulnerabilità alle Infezioni: I bambini molto prematuri hanno bassi livelli di anticorpi e un sistema immunitario sottosviluppato, presentano un rischio più elevato di sviluppare infezioni, specialmente infezioni del sangue (sepsi del neonato) o dei tessuti che circondano il cervello (meningite). L’impiego di dispositivi di trattamento invasivi aumenta ulteriormente questo rischio.
Termoregolazione:
- Ipotermia: A causa del loro ridotto quantitativo di tessuto adiposo, i neonati prematuri hanno problemi di termoregolazione, ovvero non riescono a controllare la loro temperatura corporea e a limitare la perdita di calore. Questo aumenta il consumo di ossigeno e il rischio di infezioni.
Sistema Visivo (Retina):
- Retinopatia del Prematuro (ROP): Nei bambini nati prima del termine di gravidanza, lo sviluppo della retina è incompleto e l'eccessiva somministrazione di ossigeno può promuovere lo sviluppo e l’anomala proliferazione di vasi sanguigni, che possono evolvere nel distacco parziale o completo della retina e causare cecità.
Sistema Cardiovascolare:
- Ipotensione: I neonati prematuri presentano una ridotta pressione arteriosa.
- Dotto Arterioso Pervio: Il dotto arterioso, che permette la comunicazione dell’aorta con l’arteria polmonare, spesso non si oblitera e rimane pervio.
Sistema Renale:
- Immaturità Renale: La funzionalità renale è scarsa nei neonati molto prematuri, il che può causare difficoltà nella regolazione di sali, elettroliti e acqua, portando a ritardo della crescita e acidosi metabolica.
Sangue:
- Anemia: Riduzione del numero dei globuli rossi, cellule responsabili del trasporto di ossigeno.
Conseguenze a Lungo Termine
Per gli effetti tardivi della nascita prematura vale un semplice principio: più tardi nasce un bambino, meno è probabile che abbia gravi effetti tardivi. I bambini prematuri con un peso alla nascita estremamente basso (meno di 1.000 grammi) hanno quindi maggiori probabilità di sviluppare disabilità fisiche o disturbi cognitivi. Possono avere problemi all’udito, alla vista, comportamentali e di salute cronici. All’età di otto anni, ad esempio, hanno il doppio delle probabilità di soffrire di asma, il quintuplo delle probabilità di avere disturbi motori e il doppio delle probabilità di avere un quoziente di intelligenza inferiore a 85.
Le conseguenze a lungo termine sono prevedibili anche in età adulta: è più probabile che i bambini prematuri abbiano bisogno di trattamenti terapeutici, ad esempio fisioterapia, logopedia o terapia occupazionale. Possono anche essere più ansiosi e insicuri da adulti, avere maggiori probabilità di soffrire di depressione e disturbi d’ansia, rifuggire dai contatti e dalle sfide sociali e avere difficoltà di comunicazione.
Conseguenze per i Genitori
Un parto prematuro è un peso enorme per i genitori. Non solo sono preoccupati per il benessere del loro piccolo, ma spesso si sentono in colpa e hanno la sensazione di aver fallito, anche se non sono effettivamente responsabili della nascita prematura. A ciò si aggiunge l’onere di prendersi cura del bambino prematuro, soprattutto se ci sono altri bambini da accudire. Molti genitori si sentono sopraffatti da un parto prematuro anche perché improvvisamente non hanno tempo e non si sono ancora preparati alla nascita. A causa di questi numerosi fattori di stress, i genitori di bambini prematuri hanno maggiori probabilità di soffrire di depressione e disturbi d’ansia.
Per i genitori di bambini prematuri, sono previste forme di supporto legali e assistenziali. Ad esempio, la tutela della maternità e l’indennità di maternità possono essere estese se il peso alla nascita è inferiore a 2.500 grammi o se il bambino deve rimanere in ospedale. Questo permette ai genitori di dedicare più tempo al proprio figlio.
Prevenzione del Parto Prematuro
La prevenzione è fondamentale per ridurre l'incidenza del parto prematuro. Per abbattere l’incidenza dei parti pretermine è necessario individuare le donne più a rischio e cercare di eliminare le cause che portano al travaglio prima del tempo.
Strategie e Misure Preventive
- Controlli Regolari e Anamnesi Accurata: Qualunque sia il fattore di rischio del parto prematuro, per prevenirlo è importante che la futura mamma si sottoponga a regolari controlli dal ginecologo ed esegua tutti gli esami del sangue e delle urine che lo specialista le prescrive. Già dalla prima visita, infatti, il medico è in grado di escludere alcuni fattori di rischio e consigliare lo stile di vita più adatto a portare felicemente a termine la gravidanza. È cruciale che il medico si impegni a eseguire una corretta anamnesi della donna gravida.
- Segnalazione Precoce dei Sintomi: Occorre segnalare al medico ogni disturbo relativo all’attesa, in particolare perdite vaginali anomale, contrazioni anche non dolorose, eccessiva stanchezza, episodi di febbre, prurito intenso e diffuso o notevole aumento di peso. Molte malattie che possono portare a un parto prematuro, infatti, non creano problemi se curate appena insorte.
- Stile di Vita Sano: Uno stile di vita sano è un prerequisito per una gravidanza sana. È consigliabile condurre una vita regolata, senza esagerare o stancarsi troppo, in quanto l’organismo è comunque più affaticato e mal sopporta sforzi eccessivi. Ciò include smettere di fumare prima della gravidanza, evitare l'abuso di alcolici e sostanze stupefacenti.
- Supporto Nutrizionale: È necessario prepararsi bene al viaggio più importante della vita - la gravidanza - con un’accurata visita preconcezionale e assunzione di integratori multivitaminici, con acido folico (vitamina B9), ferro e iodio in primis, almeno tre mesi prima del concepimento, e continuarli per tutta la gravidanza. Il ginecologo consiglierà le supplementazioni ottimali o correzioni della dieta.
- Igiene Orale: Proteggere denti e gengive da gengivite e parodontite è importante, dato l'aumentato rischio di parto prematuro in presenza di malattie gengivali gravi.
- Igiene Intima Adeguata: Le infezioni nell’area genitale possono essere causa di parto prematuro. È importante dare priorità a una buona igiene intima, utilizzando prodotti delicati e chiedendo consiglio al ginecologo. Evitare la biancheria intima sintetica.
- Gestione dello Stress: Ridurre lo stress, sebbene sia più facile a dirsi che a farsi, è un fattore importante per prevenire un travaglio prematuro.
- Interventi Specifici per le Donne a Rischio:
- Progesterone Vaginale: Assunto fin dall’inizio della gravidanza, riduce il rischio di parto prematuro del 50%, specialmente in donne con un precedente parto prematuro o una cervice uterina corta. Il progesterone è un ormone che è in grado di inibire la produzione di prostaglandine, ormoni responsabili dello scatenamento del travaglio di parto. Favorisce inoltre il rilassamento della muscolatura dell’utero impedendo l’attività contrattile.
- Cerchiaggio Cervicale: Nel caso in cui la gravida presenti un’incontinenza cervicale (incapacità nel mantenere la gravidanza), può essere indicato il cerchiaggio della cervice uterina. Questo intervento chirurgico prevede la chiusura meccanica del collo dell’utero con dei punti o con il posizionamento di un anello, mantenendolo chiuso finché non vengono raggiunte epoche più prossime al termine di gravidanza.
- Pessario: Può essere utilizzato per ridurre il rischio di parto prematuro, soprattutto in caso di gravidanze multiple e di debolezza del collo dell'utero.
- Riposo a letto: La minaccia di un parto prematuro per debolezza del collo dell’utero è l’unico caso in cui può essere utile il riposo a letto. La futura mamma non deve compiere sforzi come fare le pulizie e sollevare pesi e deve limitare la sua attività motoria a qualche passeggiata breve. Se il riposo non è sufficiente, si deve ricorrere al cerchiaggio. Per le gravidanze in età avanzata o ottenute con fecondazione assistita, il riposo a letto non serve.

Gestione del Travaglio e Parto Prematuro
Quando si manifestano i segni di un travaglio prematuro, è fondamentale un intervento rapido per tentare di prolungare la gravidanza o per preparare il feto alla nascita.
Interventi Terapeutici
In presenza di contrazioni regolari e dolorose prima del termine di gravidanza, dopo aver fatto diagnosi di minacce di parto prematuro, è necessario il ricovero della gravida. La gravida è sottoposta ad un trattamento conservativo al fine di poter portare avanti la gravidanza fino al suo termine così da consentire il corretto sviluppo del feto.
- Farmaci Tocolitici: Esistono alcuni farmaci (cosiddetti tocolitici, come l'Atosiban) che bloccano le contrazioni e consentono di portare avanti la gestazione fino a quando il piccolo non è pronto per nascere in sicurezza. Questi farmaci hanno un effetto rilassante sulla muscolatura dell’utero e devono essere somministrati seguendo particolari protocolli. Sebbene non trattino la causa delle contrazioni, danno tempo prezioso per altri interventi.
- Corticosteroidi: Nel frattempo vengono somministrati corticosteroidi (come il betametasone, nome commerciale Bentelan) per facilitare lo sviluppo polmonare del feto. Questo farmaco attraversa la barriera placentare e giunge al feto promuovendo la produzione del surfattante, consentendo il raggiungimento della maturità polmonare. I corticosteroidi vengono iniettati alla madre se si prevede un parto prematuro, di solito 24-48 ore prima del parto.
- Solfato di Magnesio: In caso di parto prematuro tra la 24a e la 32a settimana di gravidanza, la gestante può ricevere solfato di magnesio sotto forma di infusione poche ore prima del parto. Questa misura è nota come neuroprotezione e contribuisce a ridurre il rischio di danni neurologici nel neonato.
Modalità del Parto
Circa la metà dei bambini prematuri nei Paesi occidentali nasce con parto cesareo. Per molto tempo si è pensato che questa forma di nascita fosse più delicata per i bambini particolarmente piccoli e deboli. Tuttavia, i ricercatori statunitensi hanno scoperto il contrario: i bambini prematuri nati con taglio cesareo necessitano di un maggiore supporto respiratorio rispetto ai bambini che hanno “lottato” attraverso il canale del parto vaginale. La decisione sulla modalità del parto viene presa in base alla specifica situazione clinica e all'età gestazionale.
La Cura del Neonato Prematuro
La nascita prematura richiede cure specialistiche intensive per supportare il neonato nel completare il suo sviluppo al di fuori dell'utero materno.
Cura in Terapia Intensiva Neonatale (TIN)
Il neonato prematuro deve essere ricoverato presso l’unità di terapia intensiva neonatale (UTIN) la quale offre un ambiente artificiale simile a quello dell’utero che permette di completare il suo sviluppo.
- Incubatrice: Molti bambini nati prematuri devono prima trascorrere un periodo di tempo in un'incubatrice. Qui vengono simulate le condizioni dell’utero materno e le funzioni degli organi vengono monitorate e supportate. Molti bambini prematuri non sono ancora in grado di regolare la temperatura corporea e hanno bisogno di un supporto per la respirazione e l’alimentazione.
- Supporto Respiratorio: Spesso i neonati prematuri necessitano di aiuto per la respirazione alla nascita. Questo può includere l'assistenza con un ventilatore o la somministrazione diretta di surfattante nella trachea del neonato.
- Alimentazione: I neonati prematuri spesso non sono in grado di bere da soli. Le madri devono quindi esprimere il latte materno, che ha una concentrazione particolarmente elevata di importanti sostanze nutritive e fornisce anticorpi, e il bambino lo riceve tramite un sondino nasogastrico. Se il bambino non è ancora in grado di digerire il latte materno, gli viene inizialmente somministrata una miscela di acqua e zucchero.
- Monitoraggio Costante: Tutti i sistemi organici vengono attentamente monitorati e gestiti per prevenire e trattare complicanze. Per i piccoli che nascono con parto prematuro a 34-37 settimane, va attentamente monitorato il controllo della temperatura corporea e la capacità di coordinare la suzione con la deglutizione e la respirazione. Sono inoltre più a rischio di infezioni e devono essere seguiti in modo particolare per quanto concerne i parametri di crescita e lo sviluppo psicomotorio.
02. I prodromi del travaglio
"Kangaroo Care" e Il Contatto Fisico
Per rafforzare il legame emotivo tra genitori e figlio e per dare al bambino una sensazione di sicurezza e protezione, i neonati prematuri vengono messi sul petto nudo della madre o del padre per diverse ore al giorno, vestiti solo con un pannolino. In questo modo il bambino può sentire il battito familiare del cuore e godere del contatto fisico. Il “Kangaroo Care” non è solo una piacevole sessione di coccole che ha un effetto psicologico positivo, ma contribuisce anche alla stabilizzazione delle funzioni vitali del neonato.

Recupero a Lungo Termine e Supporto Post-Dimissione
La neonatologia ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, fornendo terapie e metodi sempre più efficaci. A meno che non abbiano avuto una significativa restrizione della crescita durante la gravidanza, normalmente i bambini nati prematuri recuperano durante il primo anno/anno e mezzo di vita. Per riuscirci, sono fondamentali tre cose: il monitoraggio costante delle condizioni del bambino durante la gravidanza, così da poter intervenire tempestivamente; le cure in ospedale subito dopo la nascita; il sostegno e la cura che il bambino riceve dopo che ha lasciato l’ospedale.
Dopo le dimissioni dall'ospedale, il percorso di recupero del neonato prematuro e della sua famiglia continua. Riprendere contatto con i propri genitori ed essere inserito in un contesto di vita normale sono due passaggi imprescindibili per consentire a ogni bambino nato prematuro di recuperare completamente. I genitori sono assistiti da specialisti pediatrici, medici e ostetrici e ricevono indicazioni sulla vita quotidiana con il loro bambino prematuro. Esistono anche strutture e programmi specifici per supportare le famiglie in questa fase delicata.
Valerio, nato prematuro a 24+1 settimane, è un esempio di resilienza. Tutto a causa di una forte preeclampsia durante la gravidanza, che ha portato a un innalzamento eccessivo della pressione sanguigna. Il piccolo, che alla nascita stava tutto in una sola mano, ha stupito tutti e ce l’ha fatta, dimostrando una forza d’animo e una voglia di vivere incredibili. Contro ogni aspettativa, dopo circa dieci mesi è stato dimesso dall’ospedale. La sua storia sottolinea l'importanza di un supporto continuo, come quello offerto da VIDAS e le sue Case Sollievo Bimbi, che offrono un ambiente semi-naturale ma protetto con supporto medico e infermieristico, aiutando i genitori a diventare più autonomi nella gestione del bambino e della nuova normalità. In queste strutture, i genitori possono stare h24 con i loro bambini, e la loro vicinanza è essenziale per il pieno recupero, con spazi pensati per rispondere anche alle esigenze di intimità e socialità delle famiglie.