L'Alimentazione della Scrofa in Allattamento: Cereali, Integrazioni e Gestione per la Salute di Madre e Suinetti

L'allattamento è una fase di cruciale importanza nel ciclo produttivo della scrofa, poiché il latte materno costituisce la fonte primaria di nutrimento e protezione per i suinetti appena nati. Una gestione alimentare accurata e strategicamente pianificata è fondamentale per garantire non solo una produzione di latte di qualità e in quantità sufficiente, ma anche per mantenere la salute e la produttività della scrofa stessa. Le esigenze nutrizionali della scrofa in questo periodo aumentano drasticamente, rendendo indispensabile un approccio mirato che consideri sia la composizione della dieta sia le modalità di somministrazione, influenzando direttamente lo sviluppo della scrofa e dei futuri suinetti fin dal momento della fecondazione.

Scrofa con suinetti in allattamento

L'Importanza Cruciale del Latte Materno e le Esigenze Nutrizionali della Scrofa in Allattamento

Il latte di scrofa è una risorsa insostituibile, ricco di sostanze nutritive e anticorpi, essenziali per la crescita e l'immunità dei suinetti appena nati. Una buona produzione di latte nelle scrofe è, quindi, di vitale importanza per garantire che i suinetti ricevano nutrimento e protezione sufficienti per un avvio ottimale nella vita. La digestione dei suini è efficiente, ma la produzione di latte richiede energia e sostanze nutritive aggiuntive. È, pertanto, fondamentale aumentare l'apporto energetico delle scrofe durante questa fase.

Una produzione sufficiente di latte nelle scrofe ha un impatto diretto sulla crescita e sullo sviluppo dei suinetti. Inoltre, i suinetti ben allattati hanno un sistema immunitario più forte e maggiori possibilità di sopravvivenza, aspetti cruciali per la redditività dell'allevamento. Dopo il parto, è possibile che la produzione di latte abbia difficoltà a decollare. Per allevare maialini vitali, è necessaria una produzione elevata di latte. A tal fine, un passaggio graduale all'alimentazione, un'adeguata quantità di acqua potabile fresca e la prevenzione dello stress sono condizioni importanti. Parallelamente, è essenziale che l'intestino della scrofa funzioni in modo ottimale per l'assorbimento efficiente dei nutrienti.

La Preparazione Adeguata della Scrofa: Dalla Gestazione al Parto

Preparare adeguatamente la scrofa prima del parto è un passaggio fondamentale che getta le basi per una lattazione di successo. Durante le prime 12 settimane di gestazione, le scrofe necessitano di un'alimentazione moderata, in cui i bisogni dell'animale non differiscono significativamente da quelli che aveva prima della fecondazione. Il periodo di fecondazione dura almeno cinque giorni e, in assenza di malattie o condizioni particolari, la quantità di cibo rimane la stessa oppure viene leggermente aumentata.

Nel mese di marzo, quando le scrofe stanno portando a termine la gestazione, si consiglia di continuare a somministrare una miscela aziendale così composta: farina di cereali 50%, nucleo per riproduttori 40% e cruschello 10%. Il nucleo “riproduttori” ha in genere la seguente composizione: proteine grezze 23-25%, grassi grezzi 4-6%, cellulosa grezza 5-6%, ceneri 13-15% e lisina 1,3%. La razione giornaliera raccomandata in questo periodo dovrebbe essere di 2,0-2,3 Kg.

Durante la gestazione, è fondamentale non far ingrassare eccessivamente l'animale. Un'alimentazione troppo ricca non è consigliabile in questa fase, poiché si potrebbero avere problemi con la prole (una scrofa troppo grossa rischia di schiacciare i lattonzoli) e/o con la produzione di latte, che rischia di non avviarsi correttamente. Il mangime da gestazione, che non necessita di essere pellettato, è tipicamente meno proteico e più ricco di fibra, una composizione studiata per evitare problemi di salute al momento del parto.

Alcuni giorni prima del parto, è consigliabile somministrare abbondanti foraggi, erbe o verdure. Questa pratica è utile per facilitare l'espulsione naturale dei suinetti e per prevenire costipazioni intestinali, spesso un problema verso la fine della gestazione. La somministrazione di abbondante fibra è utile anche sia per evitare un eccessivo ingrassamento, negativo per le future lattazioni, sia per contribuire a facilitare i movimenti dell'apparato digerente. Distribuire quindi foraggi verdi come erba oppure lasciare che le scrofe pascolino liberamente può apportare benefici significativi. Un esempio di alimentazione in gestazione può includere solo farina d'orzo, semola di grano ed erba (o fieno).

Preparazione dieta scrofa

Strategie Alimentari Dettagliate per la Fase di Lattazione

La fase dell'allattamento, che dura circa 28 giorni in totale, definito come l'intervallo di tempo tra il momento del parto e lo svezzamento dei suinetti, richiede un'attenzione particolare da parte dell'allevatore, soprattutto per quanto riguarda l'alimentazione. L'alimentazione della scrofa in allattamento deve seguire determinati parametri affinché venga prodotto latte di qualità e in quantità sufficiente a soddisfare i suinetti.

Il giorno del parto, la femmina non manifesta una grande fame, ma piuttosto sete. È importantissimo, quindi, che l'acqua non manchi assolutamente. Pertanto, alla scrofa deve essere somministrato solo mezzo chilogrammo di razione. La scrofa può essere nutrita per la prima volta circa 6-8 ore dopo il parto, ad esempio con 2 litri di miscela liquida di avena e crusca.

Dal secondo giorno, si inizia un programma di aumento graduale: un chilogrammo e mezzo il secondo giorno, e così via, aumentando di un chilogrammo al giorno fino al sesto giorno, quando si somministra una razione di 5,5 Kg. Dal settimo giorno in poi, la razione è costituita da 6 Kg giornalieri. Durante l'allattamento, la scrofa avrà bisogno di molti liquidi per reintegrare le sostanze che perde. Non bisogna dimenticare di lasciare sempre a sua disposizione, in una posizione facile da raggiungere, un abbeveratoio ampio e capiente con acqua fresca e pulita.

È consigliabile suddividere il prodotto in più pasti giornalieri, facendo in modo che l'alimento non resti troppo a lungo nella mangiatoia senza essere consumato. È altresì importante evitare di somministrarlo, soprattutto in estate, durante le ore più calde, per incentivare il consumo e prevenire il deterioramento del mangime. L'alimentazione della scrofa in allattamento può essere funzionale anche alla produzione di una maggiore quantità di latte. Generalmente, si consiglia di utilizzare specifici mangimi concentrati insieme a patate lesse oppure ortaggi a radice. Dopo il parto, si può mantenere la farina d'orzo (aumentandone la dose) e aggiungere una percentuale di farina di favino. Per esperienza personale, si sconsiglia di dare mais in qualsiasi forma, tanto in gestazione quanto in allattamento. Circa 4-5 giorni dopo il parto, si può iniziare a dare il mangime da lattazione, che è più ricco in nutrienti rispetto a quello da gestazione.

Programma alimentare giornaliero scrofa

Il Ruolo Specifico dei Cereali e degli Integratori nella Dieta della Scrofa Lattante

La scelta e l'integrazione di specifici cereali e sottoprodotti nella dieta della scrofa in allattamento giocano un ruolo fondamentale nel supportare la sua salute metabolica e immunitaria, con ripercussioni dirette sulla produzione di latte e sulla vitalità dei suinetti.

L'impiego di sottoprodotti come la crusca di segale nelle diete delle scrofe rappresenta un'opportunità interessante per i suoi benefici funzionali, il rapporto costi-efficacia e la sostenibilità. È noto che la crusca di segale ha effetti benefici sulla salute intestinale, il che la rende un integratore adatto alla dieta dei suini. Uno studio condotto da Homann, C. e colleghi nel 2024, ha valutato gli effetti della crusca di segale nelle diete delle scrofe in lattazione. Il regime alimentare iniziava una settimana prima del parto e continuava fino allo svezzamento, coinvolgendo 175 scrofe e 1.372 suinetti. Sebbene i risultati non abbiano evidenziato differenze significative nei parametri prestazionali generali delle scrofe o dei suinetti tra il gruppo alimentato con crusca di segale e il gruppo di controllo (la cui dieta era composta principalmente da grano, orzo e soia, con crusca di frumento come principale fonte di fibre), le scrofe alimentate con crusca di segale presentavano uno spessore del lardo dorsale di 2 cm maggiore allo svezzamento. Un'osservazione interessante ha riguardato i suinetti: quelli con peso alla nascita più basso (<1000 g) e di peso alla nascita medio (1000-1500 g) hanno mostrato un'assunzione di colostro maggiore quando le loro madri venivano nutrite con crusca di segale, suggerendo un potenziale beneficio per i suinetti più vulnerabili.

Nelle scrofe gravide e in lattazione, il metabolismo e l'immunità subiscono cambiamenti drastici, che possono causare stitichezza, aborti e ritardo della crescita intrauterina (IUGR), oltre a ridurre le prestazioni produttive. Un altro studio di Liu B. e collaboratori (2021) ha esplorato l'integrazione alimentare con diverse fonti di fibra. Sono state utilizzate 48 scrofe distribuite casualmente in quattro gruppi: controllo e integrazione alimentare con farina di erba medica, polpa di barbabietola o buccette di soia. Sulla base dei parametri delle prestazioni delle scrofe, è stato selezionato il trattamento ottimale per la misurazione di fattori infiammatori, acidi grassi a catena corta e sequenziamento del gene 16S rRNA.

La dieta integrata con farina di erba medica ha mostrato risultati promettenti: ha ridotto il ritardo della crescita intrauterina, ha aumentato l'assunzione di mangime durante l'allattamento e ha promosso le prestazioni riproduttive e le condizioni fisiche delle scrofe. Inoltre, la dieta a base di farina di erba medica ha ridotto i marcatori di permeabilità intestinale nel siero di scrofa e di infiammazione sistemica nelle feci e nel siero di scrofa, così come nel siero dei suinetti, mentre aumentava il marcatore antinfiammatorio IL-10 nel siero e nelle feci delle scrofe. Per quanto riguarda il microbiota intestinale, la dieta integrata con farina di erba medica lo ha influenzato, aumentando l’abbondanza relativa di batteri pro-infiammatori e diminuendo quella di batteri anti-infiammatori. Allo stesso modo, il contenuto totale di acidi grassi a catena corta era più elevato nelle feci delle scrofe alimentate con farina di erba medica, con il contenuto di acido butirrico significativamente più elevato durante l'allattamento rispetto ai gruppi di controllo. Questi studi evidenziano come la scelta strategica degli ingredienti, in particolare delle fonti di fibra, possa avere un impatto profondo sulla salute intestinale e, di conseguenza, sull'efficienza riproduttiva e sulla produzione di latte.

Che cos’è la fibra alimentare?

Gestione Ottimale dei Suinetti per Supportare la Lattazione

Oltre all'alimentazione diretta della scrofa, la gestione dei suinetti gioca un ruolo indiretto ma significativo nello stimolare e mantenere una produzione di latte adeguata. Un programma di allattamento regolare, in cui i suinetti vengono lasciati più spesso con la scrofa, stimola la produzione di latte, in quanto la suzione è un potente meccanismo ormonale che favorisce la sintesi e l'eiezione lattea.

In situazioni in cui il numero dei nati è maggiore di quello dei capezzoli disponibili sulla scrofa, è necessario adottare strategie specifiche per garantire che tutti i suinetti ricevano la loro parte di latte e colostro. Una di queste tecniche è la poppata alternata, che prevede di separare gli animali che si attaccano per primi ai capezzoli e tenerli in un luogo caldo per 2 o 3 ore. Questo permette ai fratelli, che altrimenti sarebbero esclusi dalla competizione iniziale, di poppare la loro parte di latte, procedendo successivamente di nuovo al cambio.

Negli allevamenti intensivi, si ricorre anche all'adozione dei suinetti in sovrannumero ad altre scrofe che hanno avuto un minor numero di nati. Generalmente, per l'adozione si prelevano i primi nati, che essendo più grandi hanno maggiori possibilità di sopravvivere rispetto ai più piccoli, per via della naturale competizione che si instaura. Questa pratica aiuta a bilanciare la carica sui capezzoli e ad ottimizzare le risorse lattee disponibili nell'allevamento, contribuendo alla sopravvivenza e alla crescita uniforme dei suinetti. L'assistenza sanitaria generale della scrofa, mantenendola in condizioni ottimali di salute, influisce direttamente sulla sua capacità di produrre latte, rendendo la gestione complessiva dell'animale un fattore chiave per una lattazione efficace.

Suinetti che poppano

Considerazioni Generali e Pratiche per un Allevamento di Successo

La cura dell'alimentazione della scrofa in allattamento è un processo multifattoriale che richiede attenzione ai dettagli e una comprensione delle esigenze fisiologiche dell'animale. Per garantire una produzione di latte ottimale e la salute dei suinetti, è fondamentale integrare diverse pratiche basate sia sull'esperienza che sulla ricerca scientifica.

Innanzitutto, la gradualità nell'aumentare la quantità di alimento dal giorno del parto fino ai primi 20 giorni, quando la produzione di latte aumenta progressivamente, è una pratica indispensabile. Questo approccio evita stress digestivi e consente alla scrofa di adattarsi alle crescenti esigenze energetiche. La suddivisione del prodotto in più pasti giornalieri è altrettanto cruciale, assicurando che l'alimento non resti troppo nella mangiatoia senza essere consumato, specialmente per prevenire il deterioramento e stimolare l'appetito. Evitare la somministrazione nelle ore più calde, soprattutto in estate, contribuisce anche a mantenere l'integrità del mangime e il comfort dell'animale.

L'idratazione è un pilastro ineludibile. L'apporto idrico adeguato è essenziale per una buona produzione di latte. Nonostante la femmina non manifesti grande fame nei giorni successivi al parto, la sete è molto presente, e l'acqua non deve mai mancare, sempre fresca e pulita.

La prevenzione dello stress è un'altra condizione importante. Un ambiente tranquillo e confortevole supporta non solo la scrofa ma anche l'interazione con i suinetti. Inoltre, una funzione intestinale ottimale è di estrema importanza. Come dimostrato dagli studi, l'integrazione di fibre specifiche può migliorare la salute gastrointestinale, influenzando positivamente il metabolismo e l'immunità.

Infine, lo sviluppo della scrofa e dei futuri suinetti dipende intrinsecamente dalle caratteristiche dell'alimentazione della madre, dal momento della fecondazione al periodo dell'allattamento. Un approccio olistico che consideri tutti questi aspetti è la chiave per un allevamento suinicolo prospero e sostenibile.

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