Il tessuto sociale della provincia di Lecco è caratterizzato da una presenza capillare di realtà associative che operano con dedizione nel settore dell’assistenza, ponendo al centro della propria missione la tutela dei più vulnerabili. In particolare, il contesto ospedaliero e il sostegno alla maternità rappresentano ambiti in cui l'intervento del volontariato diventa non solo un ausilio complementare, ma un pilastro fondamentale per il benessere psicofisico dei pazienti e dei loro nuclei familiari. La sinergia tra istituzioni sanitarie e associazioni di volontariato crea, di fatto, una comunità curante ed educante capace di rispondere con umanità alle sfide della malattia e della fragilità.

Il cuore del reparto: la sinergia tra AGD Lecco e ABIO Lecco
All’interno del reparto pediatrico dell’Ospedale Manzoni di Lecco, la quotidianità è trasformata dall’impegno costante di due realtà associative di rilievo: AGD Lecco APS e ABIO Lecco - Associazione Bambini in Ospedale. Entrambe sono associazioni vive e presenti all’interno del reparto pediatrico dell’Ospedale Manzoni di Lecco, sebbene con vocazioni specifiche.
L’associazione ABIO opera direttamente in pediatria, rivolgendosi a tutti i piccoli pazienti e le loro famiglie garantendo aiuto, un sorriso, divertimento e sostegno durante la degenza. Il compito dei volontari ABIO è quello di collocarsi a fianco dei bambini e dei ragazzi ricoverati, offrendo un supporto anche alle loro famiglie attraverso la disponibilità all’ascolto e all’informazione sui servizi disponibili in ospedale. La loro presenza in reparto garantisce accoglienza al momento del ricovero, intrattenimento ricreativo, rassicurazione e accudimento.
D'altra parte, AGD Lecco APS si occupa specificamente di bambini diabetici, intervenendo in ambito più ristretto. Questa distinzione operativa, tuttavia, non impedisce una profonda collaborazione. In coordinamento con la SC Pediatria Lecco - Direttore, queste due realtà lavorano per colmare una lacuna strutturale: l’esperienza delle due associazioni ha infatti evidenziato che, purtroppo ancora oggi, l’ambiente ospedaliero non è accogliente e a “misura di bambino”, come molte altre realtà internazionali.
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L'umanizzazione del percorso di cura attraverso il gioco
La pediatria di Lecco accoglie ogni anno in media 100/150 bambini. In questo contesto, il contributo del volontariato, a fianco dei professionisti, favorisce la partecipazione e la corresponsabilità della società nella cura dei minori. Quando un bambino viene ricoverato, un luogo a lui più congeniale può aiutare nel percorso di cura e guarigione. La serenità del piccolo paziente diventa fondamentale nell’affrontare il percorso sanitario di degenza.
L'ospedale non può essere vissuto dal bambino o dall'adolescente con ostilità e pregiudizio. La cultura, ancora oggi, nell’immaginario collettivo definisce la figura del medico e dell’infermiera in modo distorto. Grazie all’intervento integrato di tutti coloro che concorrono al benessere del bambino ed ad azioni mirate, questo sentire negativo può essere migliorato. Un luogo più consono alla realtà del bambino creerebbe meno disagi e aiuterebbe nella cura e nell’assistenza.
Per rendere l'ambiente meno ostile, in collaborazione con il Dott. Luigi Gargantini, pediatra e diabetologo, e la Dott.ssa Valeria Zerbo, psicologa, è stata creata una scatola contenente tre giochi: C’ERA UNA VOLTA…, MEMORY e PUZZLE. La progettazione grafica è stata realizzata da alcune studentesse dell’Istituto Tecnico Grafico IIS Fiocchi di Lecco. Il gioco in scatola, accessibile alla maggior parte dei piccoli degenti, diviene uno strumento utile ed utilizzabile per facilitare la permanenza in ospedale del bambino nonché la presa di coscienza da parte del piccolo paziente e della sua famiglia della nuova situazione di vita. Il momento dello svago si rivela dunque quale prezioso veicolo per la comprensione dello stato di salute, per il confronto con il dolore e per la familiarizzazione con l’ambiente ospedaliero e tutti i suoi operatori.
La cultura della corresponsabilità e le relazioni umane
Il progetto mette al centro dell’intervento il bambino. Tutte le azioni e l’interagire dei diversi attori hanno come obiettivo il bene del bambino. Il momento particolare del ricovero ospedaliero deve avere come scopo, non solo la salute, ma anche il suo “vivere bene” il momento. La filosofia alla base di questa rete di supporto si fonda sul primato delle relazioni umane e sulla concezione del “bambino come la parte più debole da difendere”.
Siamo convinti che ciò alimenti anche la collaborazione e l’integrazione tra tutti i collaboratori che interagiscono con lui. Il collante che tiene insieme i coprotagonisti del progetto non è il vincolo gerarchico tradizionalmente inteso o i rapporti di forza al suo interno; è invece la profonda condivisione di obiettivi, metodi e conoscenze che supporta l’impegno professionale di ognuno, rende vincente il lavoro comune e motiva l’integrazione tra le culture e le diverse professionalità. Il risultato di questa co-responsabilità umana e professionale è la costruzione di un percorso di cura che viene agevolato anche attraverso il gioco.
L’associazione intende farci carico del supporto al volontariato: formazione specifica per incontrare i bambini e le loro famiglie. Il contatto con le scuole è fondamentale, affinché i giovani, che hanno bisogno di “maestri” che siano per loro guida e punto di riferimento professionale e umano, possano comprendere l'importanza dell'impegno sociale. I volontari collaborano con il personale sanitario per poter rispondere in modo efficace alle esigenze dei degenti e delle loro famiglie.

Il Centro di Aiuto alla Vita di Merate: tutelare la vita fin dal concepimento
Oltre al contesto ospedaliero pediatrico, la provincia di Lecco vede una presenza significativa nel campo del sostegno alla genitorialità attraverso il Centro di Aiuto alla Vita (CAV) di Merate, nato nel 2002. L'associazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nel campo dell’assistenza sociale e socio-sanitaria, operando per un generale rinnovamento della società.
Il CAV considera il diritto alla vita come prima espressione della dignità umana, fondamento di ogni altro diritto dell’uomo, garanzia di una corretta definizione e promozione di libertà, dei diritti naturali, della democrazia e della pace. Questa realtà collabora con il decanato di Missaglia, Merate, Brivio, Casatenovo, con le istituzioni pubbliche, i servizi sociali, i servizi del territorio (consultorio, ospedale, comune, asili nido, Asl etc.) e numerose associazioni locali, come L’altra Meta’ Del Cielo - Telefono Donna Merate, associazione ALE G. dalla parte dei bambini ODV di Lomagna, La Seconda Tunica di Merate, Namaste Missioni Consolata ODV di Castello Brianza, Caritas Ambrosiana Centro di Ascolto di Merate e Il Gabbiano.
Il supporto offerto dal CAV è multiforme e strutturato per coprire le diverse esigenze di una maternità o paternità difficile:
- Ascolto: Accoglienza che permette il racconto di sofferenze e dubbi legati ad una gravidanza inaspettata e indesiderata, offrendo un sostegno per approfondire la conoscenza di sé e per costruire relazioni affettive e sociali per sé e il nascituro.
- Aiuti Materiali ed Economici: Il centro fornisce contributi tramite progetti specifici come "SI ALLA VITA", "NON SEI SOLA", "PROGETTO GEMMA" (adozione prenatale a distanza) e "MI PRENDO CURA DI TE".
- Supporto al Primo Anno di Vita: Ogni neonato riceve al suo arrivo abbigliamento, carrozzina, passeggino, lettino, primi giochi, pannolini, latte e pappe per un anno.
- Distribuzione Alimentare: Il centro fornisce pacchi di generi alimentari messi a disposizione dalla Fondazione Banco Alimentare di Paderno Dugnano e da Esselunga, preparando ogni mese un pacco alimentare per la famiglia in difficoltà.
- Colloqui: Rivolto a mamme in stato di gravidanza, si svolgono presso la sede il martedì e il sabato dalle ore 9.30 alle ore 11.30.
L'associazione opera offrendo un aiuto concreto alla maternità e paternità difficili, sensibilizzando ad una cultura di accoglienza e difesa della vita stessa. Il valore dell'impegno del CAV è testimoniato anche dalla possibilità per i cittadini di sostenere le attività tramite donazioni, essendo l'ente una ODV, le cui erogazioni sono detraibili o deducibili dalle tasse in occasione di eventi significativi come Battesimi o Comunioni. La rete costruita dal CAV rappresenta un esempio virtuoso di integrazione territoriale, dove ogni associazione contribuisce, secondo le proprie specificità, a creare un sistema di protezione e sostegno per le persone troppo sole di fronte a problemi troppo grandi per loro, ponendo la dignità umana al centro di ogni azione.