Cellule Staminali da Cordone Ombelicale: Potenziale Terapeutico, Conservazione e Prospettive Future

Le cellule staminali rappresentano un fondamento biologico cruciale per la vita di ogni organismo vivente. Ogni organismo vivente, nel corso della sua vita, produce sistematicamente nuove cellule che successivamente maturano e si differenziano in cellule più specializzate. Alla fine, queste cellule periscono dopo un periodo di tempo specifico, come indicato nel loro codice genetico. Le cellule staminali sono cellule che sostituiscono direttamente le cellule morte, svolgendo un ruolo insostituibile nel mantenimento e nel ripristino dei tessuti. Tra le diverse fonti di queste preziose cellule, il cordone ombelicale umano emerge come una risorsa particolarmente promettente, in passato spesso considerato un "rifiuto" biologico, ma oggi riconosciuto per il suo straordinario potenziale terapeutico e di ricerca.

L'attenzione crescente verso le cellule staminali da cordone ombelicale deriva dalla loro capacità unica di autorinnovarsi e di differenziarsi in diversi tipi cellulari, offrendo così nuove speranze nel campo della medicina rigenerativa e nel trattamento di numerose patologie. Questo articolo esplorerà in dettaglio la natura di queste cellule, i metodi di raccolta e conservazione, le attuali applicazioni terapeutiche e le sfide che la ricerca scientifica sta affrontando, fornendo al contempo un quadro chiaro delle opzioni disponibili per i futuri genitori.

Il Cordone Ombelicale: Una Risorsa Biologica Multifunzionale

Il cordone ombelicale, la struttura che collega la madre al feto durante la gravidanza, è un tessuto sorprendente e complesso. È costituito da una sostanza gelatinosa chiamata gelatina di Wharton (WJ) che racchiude tre vasi ombelicali: una vena e due arterie. La gelatina di Wharton viene solitamente descritta come un tessuto connettivo mucoide avente il compito di proteggere ed isolare i vasi ombelicali. Oltre a questa funzione protettiva essenziale, il cordone ombelicale è una fonte ricca e diversificata di cellule staminali. Dopo la nascita di un neonato, il sangue cordonale permane nel cordone ombelicale e nella placenta. E esso può essere prelevato con relativa facilità e senza rischi per la madre ed il bambino. In esso sono contenute le cellule staminali ematopoietiche (HSCs).

Struttura del cordone ombelicale con vasi e gelatina di Wharton

Le Cellule Staminali Mesenchimali (MSC) dalla Gelatina di Wharton

Nel tessuto del cordone ombelicale, in particolare nella gelatina di Wharton, troviamo le cellule staminali mesenchimali. Questo tipo di cellule staminali sono in grado di autorinnovarsi e di differenziarsi in diversi tipi cellulari. Tra questi, possono trasformarsi in condrociti (cellule del tessuto cartilagineo), osteoblasti (cellule del tessuto osseo) e adipociti (cellule del tessuto adiposo). Ma il loro potenziale va ben oltre: le staminali mesenchimali del cordone ombelicale hanno la capacità di generare, quando sottoposte ad opportune condizioni, numerosi altri tipi di cellule, ad esempio quelle neuronali, quelle cardiache (cardiomiociti) e quelle del fegato (epatociti), ecc. Questa notevole plasticità cellulare le rende estremamente interessanti nel contesto della medicina rigenerativa, un settore della medicina che studia le applicazioni delle cellule staminali ed ha come scopo la ricostruzione dei tessuti danneggiati.

Le cellule staminali mesenchimali, essendo caratterizzate da una plasticità cellulare importante e avendo altre diverse qualità, sono tra le cellule più utilizzate e studiate per la Medicina Rigenerativa. Inoltre, le cellule staminali mesenchimali promuovono ambienti anti-infiammatori e, essendo immunologicamente immature, presentano condizioni di compatibilità meno stringenti rispetto ad altri tipi cellulari risultando quindi ben tollerate dal paziente nel corso di trapianto. Questa caratteristica le rende particolarmente versatili per usi terapeutici, riducendo i rischi di rigetto immunitario.

Le Cellule Staminali Ematopoietiche (HSC) dal Sangue del Cordone Ombelicale

Il sangue cordonale è il sangue che rimane nel cordone ombelicale e nella placenta dopo la nascita del bambino e rappresenta una preziosa fonte di cellule staminali. Questo sangue contiene cellule staminali utilizzabili per il trattamento di malattie ematiche e del sistema immunitario (p. es. la leucemia). Le cellule staminali ematopoietiche (HSCs) sono rare cellule che si trovano di norma nel midollo osseo. Esse sono in grado di produrre qualsiasi tipo di cellule del sangue - globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Sono responsabili del mantenimento della produzione di nuovo sangue durante tutta la nostra vita. Da parecchi anni vengono usate nei trapianti di midollo osseo come terapia per alcune malattie del sangue.

Le cellule staminali del sangue del cordone ombelicale, come quelle del midollo osseo, possono essere trapiantate per ricostruire il sistema ematopoietico e immunitario. Mostrano però una maggiore efficacia in termini di compatibilità rispetto alle cellule staminali del midollo ottenute da donatori adulti. Questa maggiore tolleranza immunologica è un vantaggio significativo nei trapianti. In passato il cordone ombelicale veniva gettato via come materiale di rifiuto, oggi, invece, rappresenta una ben nota risorsa di utili cellule staminali del sangue. Ormai dal 1989 il sangue del cordone ombelicale viene usato nel trattamento di alcuni tipi di malattie pediatriche del sangue, e la ricerca di suoi possibili utilizzi nel trattamento degli adulti sta facendo progressi.

La Raccolta e la Conservazione: Un Processo Semplice e Cruciale

La decisione di prelevare e conservare le cellule staminali dal cordone ombelicale offre ai genitori un ulteriore strumento biologico che potrà garantire al proprio bambino e alla propria famiglia l’accesso a una molteplicità di opzioni terapeutiche. Il processo di raccolta è sicuro, indolore e non presenta rischi né per la madre né per il neonato.

Cellule staminali del cordone ombelicale: donazione o conservazione?

Raccolta del Tessuto del Cordone Ombelicale

La raccolta del tessuto cordonale è davvero semplice: al momento del parto, una volta estratto il sangue dal cordone, questo viene tagliato in un frammento di dimensione definita e inserito in un’apposita provetta al cui interno è contenuta la soluzione fisiologica. Il medico o l'ostetrica taglia un frammento (lungo 10-15 cm) di cordone ombelicale e lo mette in un apposito contenitore. Giunto in laboratorio il tessuto cordonale verrà sottoposto ad opportune procedure e crioconservato. La raccolta di questo tessuto è semplice, non invasiva e indolore sia per la madre che per il bambino. In laboratorio, il tessuto del tessuto ombelicale viene esaminato, preparato e quindi congelato. È possibile isolare le cellule staminali mesenchimali prima del congelamento per avere le cellule pronte per la differenziazione e la coltura.

Raccolta del Sangue del Cordone Ombelicale

Il prelievo del sangue del cordone ombelicale è una pratica semplice e indolore. Il prelievo è indolore e senza rischi per la madre e il bambino, poiché il sangue del cordone ombelicale viene prelevato solo dopo il taglio del cordone ombelicale. Dopo il parto e il taglio del cordone ombelicale, una certa quantità di sangue del neonato resta nel cordone ombelicale stesso e nella placenta. Il sangue contenente le staminali viene raccolto attraverso una piccola puntura del cordone ombelicale a taglio avvenuto. Dal prelievo si ottiene una quantità di circa un decimo di litro. Di solito, l'ostetrica effettua il prelievo utilizzando un kit di raccolta consegnato ai genitori da parte della banca scelta. Una volta raccolto, il campione viene inviato presso la banca per essere valutato e, se idoneo, per essere congelato in attesa dell'utilizzo.

L'Importanza della Crioconservazione

Dopo essere stato prelevato, il sangue del cordone ombelicale può essere congelato e conservato per lungo tempo nelle cosiddette banche del sangue del cordone ombelicale. Nei laboratori del Gruppo FamiCord, ad esempio, le cellule staminali del sangue del cordone ombelicale possono essere conservate fino a quando non devono essere utilizzate per una terapia. Il sangue del cordone ombelicale può essere conservato per tutta la vita del bambino senza rischio di perdere le sue proprietà preziose. La crioconservazione garantisce la vitalità e l'integrità delle cellule per decenni, rendendole disponibili per un eventuale uso futuro.

Banche del Cordone Ombelicale: Pubbliche vs. Private

La scelta della conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale si presenta principalmente in due modalità: la donazione a una banca pubblica o la conservazione a pagamento in una banca privata. Questa decisione comporta importanti considerazioni etiche, scientifiche ed economiche, ed è fondamentale che i futuri genitori siano pienamente informati sulle implicazioni di ciascuna opzione.

Conservazione in Banche Pubbliche: Un Bene per la Collettività

Secondo le attuali normative vigenti nel nostro Paese, una mamma che partorisce e decide di effettuare il prelievo delle cellule staminali del cordone ha due possibilità di scelta: la prima è quella di una donazione alla collettività presso una struttura pubblica. Le banche pubbliche sono degli enti che mettono a disposizione della collettività tutti i campioni ricevuti. Il sangue prelevato in sala parto raggiunge la banca e diventa immediatamente disponibile a tutti. Le cellule staminali del sangue conservate in banche del sangue del cordone ombelicale pubbliche sono a disposizione delle persone malate in tutto il mondo. I genitori donatori e il bambino non hanno alcun diritto esclusivo a queste cellule. La loro donazione e conservazione in una banca pubblica sono gratuite. Al seguente link è riportato l’elenco degli ospedali svizzeri che effettuano il prelievo di sangue del cordone ombelicale per la conservazione nelle banche pubbliche: Donazione di sangue cordonale. Gli esperti considerano dal punto di vista medico le banche pubbliche il tipo di conservazione più adeguato per le cellule staminali del sangue del cordone ombelicale. Un adulto richiedente trattamento avrebbe bisogno di almeno due campioni di sangue cordonale che siano immunologicamente compatibili. Un unico campione non sarebbe quindi sufficiente. Qualora tutti donassero il sangue cordonale ad un registro pubblico per il “bene comune”, aumenterebbero le probabilità che qualcuno possa beneficiare di un doppio trapianto di sangue cordonale. Questo supera di gran lunga l’effettiva probabilità che un donatore possa un giorno utilizzarlo per sé stesso. Il sangue da cordone ombelicale che si trova nelle banche pubbliche è conservato in modo indefinito per possibili trapianti, ed è disponibile per qualsiasi paziente che necessiti di questo particolare tessuto. Non è richiesto nessun pagamento al donatore, ma il campione non è conservato in modo specifico per quella persona o per la sua famiglia.

Conservazione in Banche Private: Aspetti Controverse e Considerazioni

In alternativa alle banche del sangue del cordone ombelicale pubbliche, i genitori possono conservare il sangue del cordone ombelicale dei figli neonati in banche del sangue del cordone ombelicale private a pagamento. Qui il sangue rimane a disposizione esclusiva del bambino o dei suoi familiari nell’eventualità di una futura malattia. Diverso è il discorso per la conservazione privata. Al momento infatti non esistono evidenze scientifiche consolidate a sostegno della reale utilità di tale pratica e, pertanto, mancano i presupposti per considerarla appropriata. Gli esperti considerano tuttavia molto improbabile che le cellule staminali del sangue conservate in banche private possano essere riutilizzate per una terapia autologa. Alcune compagnie pubblicizzano servizi a pagamento ai genitori affinché congelino il sangue cordonale dei figli in una banca del sangue, nell’eventualità che gli serva successivamente nella vita. Alcuni studi mostrano come sia altamente improbabile che il sangue cordonale venga mai usato per il figlio stesso. La ragione è innanzitutto scientifica: ad oggi non esistono solide evidenze che la conservazione privata sia utile nel trattamento di diverse malattie curabili tramite trapianto. Un bambino potrebbe avere bisogno di solamente un campione di sangue cordonale, ma nel caso di leucemia infantile può esserci il rischio che cellule pre-leucemiche siano presenti nel campione di sangue cordonale. Il bambino non potrebbe quindi usare le proprie cellule per la terapia.

Confronto tra banche pubbliche e private di sangue cordonale

Si noti che questo tipo di conservazione è disciplinato da un contratto privato concluso tra la banca e i genitori. Si raccomanda dunque di verificare se la banca in questione, in caso di cessazione dell’esercizio, disponga di un piano per il sangue conservato. In caso di malattie oncologiche o genetiche, infatti, le proprie cellule del sangue cordonale potrebbero essere già portatrici di quei "difetti" genetici che hanno portato alla malattia. In questi casi la persistenza di cellule malate nel prodotto che viene reinfuso comporta il rischio di ricomparsa della malattia. L'unico caso in cui è prevista la conservazione autologa dedicata - a carico del sistema sanitario nazionale - è in presenza di neonati o loro familiari colpiti da malattie curabili con le cellule staminali, oppure delle famiglie con un rischio ereditario. La mancanza di evidenze scientifiche solleva serie considerazioni di carattere etico sull’insufficienza di informazione per i potenziali genitori sulla mancanza di futuri benefici nel conservare sangue cordonale autologo. I tentativi per giustificare questo [la conservazione commerciale di sangue cordonale] sono basati sul successo non correlato della conservazione pubblica di sangue cordonale e di trapianto allogenico [usando cellule di un ALTRO individuo] di sangue cordonale, e non sull’uso per il trapianto di sangue cordonale autologo [cellule del paziente], la cui efficacia rimane ancora da comprovare.

Progetto Pilota per Combinare Conservazione Pubblica e Privata

Attualmente è al vaglio nell’ambito di un un progetto pilota la possibilità di combinare le due modalità di conservazione. Maggiori informazioni in merito sono disponibili sul sito Internet di Trasfusione CRS Svizzera (sotto “Banca ibrida”). Questo approccio ibrido potrebbe rappresentare una soluzione innovativa per massimizzare il potenziale di utilizzo delle cellule staminali.

Requisiti Legali e Sorveglianza

In Svizzera le istituzioni che conservano cellule staminali del sangue da cordone ombelicale sono soggette a specifici obblighi di notifica e di autorizzazione nonché a requisiti in materia di qualità delle cellule e di sicurezza della conservazione (cfr. legge federale sui trapianti). La sorveglianza compete a Swissmedic e all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Oltre alla conservazione, altre attività svolte con il sangue da cordone ombelicale (p. es. l’importazione e l’esportazione) soggiacciono a obblighi specifici di notifica e di autorizzazione nei confronti delle suddette autorità. La legislazione sulla medicina dei trapianti crea le basi legali per la medicina dei trapianti in Svizzera. Queste normative assicurano che la raccolta, la lavorazione e la conservazione delle cellule staminali avvengano secondo standard rigorosi, tutelando la salute dei donatori e dei riceventi.

Applicazioni Terapeutiche Attuali e Future: Un Panorama in Evoluzione

Le cellule staminali da cordone ombelicale sono al centro di un'intensa ricerca scientifica e clinica, offrendo speranze concrete per il trattamento di un'ampia gamma di malattie.

Malattie Ematologiche e del Sistema Immunitario: Il Ruolo delle HSC

Il sangue cordonale viene utilizzato per curare i bambini con tumori del sangue come la leucemia, o con malattie genetiche del sangue come l’anemia di Fanconi. Dal 1989, infatti, vengono regolarmente eseguiti trapianti di sangue da cordone ombelicale per trattare bambini affetti da leucemia, anemie o altre patologie del sangue. Nella cura di alcune importanti malattie, in particolare quelle oncoematologiche, il trapianto di cellule staminali del midollo rappresenta una tecnica salvavita. Il sangue cordonale viene trapiantato nel paziente, nel quale le HSCs possono così produrre nuove e sane cellule del sangue che vadano a rimpiazzare quelle danneggiate dalla patologia o da terapie mediche, come ad esempio la chemioterapia usata per combattere i tumori.

Le staminali presenti alla nascita all'interno del cordone ombelicale sono perfettamente in grado di ricostituire un midollo osseo dopo la sua "distruzione" ad opera di un trattamento radio-chemioterapico ad alte dosi e possono essere utilizzate nelle talassemie, nelle immunodeficienze e in alcuni difetti metabolici. Il sangue cordonale può rappresentare quindi per alcuni pazienti un’utile alternativa al trapianto di midollo osseo. Il prelievo di sangue cordonale è più semplice di quello di midollo osseo, ed esso può essere congelato e conservato fino al momento in cui ne è richiesto l’utilizzo. Sembra inoltre che le probabilità che il sangue cordonale causi il rigetto immunitario o altre compliazioni come la malattia del trapianto contro l’ospite (Graft versus Host Disease), siano minori che nel caso del midollo osseo. Questo significa che il sangue cordonale non deve essere abbinato perfettamente al paziente, come invece avviene per il midollo osseo (anche se un certo livello di compatibilità è comunque richiesto).

Medicina Rigenerativa e Oltre: Il Potenziale delle MSC

Le staminali da tessuto cordonale sono considerate estremamente interessanti nel contesto della medicina rigenerativa e proprio per questo già oggi sono utilizzate in numerosi studi clinici. Ad esempio, sono impiegate per il trattamento di patologie a carico di fegato, reni e traumi del midollo spinale. Le cellule staminali mesenchimali hanno un vasto potenziale. Studi clinici in corso stanno esplorando l'uso delle cellule staminali mesenchimali, ad esempio, per la cura del Parkinson, il diabete di tipo 1 e la sclerosi multipla progressiva. Queste terapie cellulari a base di cellule staminali rappresentano un approccio promettente per il trattamento della malattia di Parkinson. L’idea è quella di sostituire i neuroni dopaminergici degenerati, affrontando così la causa primaria dei sintomi motori della malattia. Per il diabete di tipo 1, il trapianto autologo, quello con le nostre stesse cellule, ha guarito una donna affetta da diabete. Per la sclerosi multipla progressiva, l’infusione di staminali con punture lombari si è dimostrata sicura. Risultati preliminari indicano anche un miglioramento dell’atrofia cerebrale. Una guarigione definitiva dalla sieropositività è un evento estremamente raro ed è sempre dipeso dai trattamenti anticancro, come si è visto in casi eccezionali con trapianti di staminali del cordone.

Applicazioni delle cellule staminali in medicina rigenerativa

La Ricerca Scientifica: Sfide e Nuove Frontiere

Nonostante i notevoli progressi, la ricerca sul sangue cordonale e sul tessuto ombelicale affronta ancora diverse sfide. Un limite del sangue cordonale è che contiene meno HSC rispetto a una donazione di midollo osseo. Questo implica che un paziente adulto spesso richiede due volumi di sangue cordonale per trattamento. Questo è uno dei limiti più grossi al trapianto di sangue cordonale. Gli scienziati credono che sia principalmente per questa ragione che il trattamento degli adulti si è rivelato difficoltoso: le dimensioni maggiori degli adulti fanno sì che sia necessario un numero maggiore di HSCs. Un trapianto contenente troppe poche HSCs potrebbe fallire o portare alla formazione troppo lenta di nuovo sangue nell’organismo nei primi giorni successivi al trapianto. Questa grave complicazione è stata in parte superata trapiantando sia i bambini con un maggiore sviluppo fisico che gli adulti, con il sangue cordonale proveniente da due diversi cordoni ombelicali. Alcuni ricercatori hanno inoltre tentato di incrementare il numero totale di HSCs ottenute da ciascun cordone ombelicale prelevando del sangue addizionale dalla placenta.

I ricercatori stanno cercando strategie per espandere in laboratorio la quantità di HSC ottenute dal sangue cordonale, così che una singola donazione di sangue cordonale fornisca sufficienti cellule per uno o più trapianti di HSC. Gran parte della ricerca è quindi focalizzata sul tentativo di accrescere il numero delle HSCs che possono essere ottenute da un campione di sangue cordonale, tramite la coltivazione e moltiplicazione delle cellule in laboratorio. Sono attualmente in corso diversi trial clinici preliminari che utilizzano questa tecnica. Ad ora i risultati sono contrastanti: alcuni suggeriscono che l’espansione ex-vivo riduca il tempo richiesto per la comparsa nel corpo di nuove cellule del sangue a seguito del trapianto; tuttavia i pazienti adulti continuano a necessitare del sangue proveniente da due cordoni ombelicali. È quindi necessario che la ricerca vada ancora avanti per poter capire se ci sia un reale beneficio per i pazienti, prima che questa tecnica sia approvata per l’utilizzo di routine nella pratica clinica.

Studi Clinici e Promesse Non Mantenute: Dalla Teoria alla Pratica

Mentre il potenziale delle cellule staminali è vastissimo, è cruciale mantenere un approccio basato sull'evidenza scientifica. Alcuni studi controversi sostengono che il sangue cordonale può essere usato per trattare altre malattie oltre a quelle del sangue, ma questi risultati spesso non sono riproducibili. I ricercatori stanno attivamente investigando se il sangue cordonale possa essere usato per trattare altre malattie. I risultati di diversi studi suggeriscono inoltre che il cordone ombelicale potrebbe contenere altri tipi di cellule staminali, in grado di produrre cellule specializzate diverse da quelle del sangue, come ad esempio le cellule nervose (neuroni). Questi risultati sono tuttavia altamente controversi tra gli scienziati e, quindi, non ampiamente accettati.

Diversi gruppi di ricercatori hanno riportato studi in animali che sembrano suggerire che il sangue cordonale possa riparare tessuti diversi dal sangue, in patologie che vanno dall’attacco cardiaco all’ictus. Anche questi risultati sono controversi: non frequentemente gli scienziati possono riprodurre questi dati e non è ben chiaro come il sangue cordonale possa avere questi effetti. Quando degli effetti benefici vengono osservati, questi sembrano essere risultati minori degli attesi, e non abbastanza significativi da rivelarsi utili a scopo terapeutico. In caso di effetti positivi, ci si chiede inoltre se questi potrebbero essere spiegati non dalla produzione di cellule nervose ad opera delle cellule del sangue cordonale, ma bensì dal rilascio dalle cellule cordonali di sostanze in grado di aiutare l’organismo nel riparo del danno.

L’attuale ricerca mira quindi a rispondere a queste domande per stabilire se in futuro sarà possibile sviluppare terapie con il sangue cordonale sicure ed effettive, allo scopo di trattare patologie non del sangue. Di recente un trial clinico preliminare volto ad investigare l’uso del sangue cordonale nel trattamento del diabete infantile di tipo I (early clinical trial investigating cord blood treatment of childhood type 1 diabetes) non ha avuto successo. Altri trial clinici in uno stadio molto precoce stanno esplorando l’utilizzo dei trapianti di sangue cordonale nel trattamento di bambini con disordini cerebrali, come la paralisi cerebrale o il danno cerebrale traumatico. Tuttavia questi trial non hanno ancora dimostrato nessun effetto positivo certo, e la maggior parte degli scienziati ritengono perciò che una più approfondita ricerca di laboratorio sia richiesta per capire come agiscano le cellule del sangue cordonale e se esse possano essere davvero utili in questo tipo di terapie.

Gli esperti credono che il sangue del cordone ombelicale sia una fonte importante di cellule staminali del sangue e ritengono che il suo pieno potenziale nel trattamento delle patologie del sangue debba ancora essere compreso. Altri tipi di cellule staminali come le cellule staminali pluripotenti indotte (induced pluripotent stem cells) potrebbero rivelarsi più adatte al trattamento di patologie diverse da quelle del sangue, ma queste questioni potranno trovare risposta solo nella ricerca futura. Daniele Banfi, giornalista professionista del Magazine di Fondazione Umberto Veronesi, ha seguito i principali congressi mondiali di medicina e ha contribuito a divulgare queste informazioni, sottolineando l'importanza di una comunicazione scientifica accurata.

Considerazioni Etiche e Raccomandazioni

La disinformazione è una delle maggiori sfide che molte aree della ricerca medica e i relativi trattamenti devono affrontare. Poiché è aumentata la ricerca sul sangue cordonale e sul suo uso terapeutico per le malattie sanguigne, sono anche sorte questioni sulla possibilità di conservare privatamente il sangue cordonale per uso futuro. Un recente articolo su questo problema scritto da Mehandra Rao e colleghi sostiene la pratica di conservare il sangue cordonale (per il trattamento di malattie sanguigne) ma nel contesto di banche di sangue cordonale pubbliche piuttosto che private. Gli esperti sostengono fortemente le donazioni di sangue cordonale alle banche del sangue pubbliche. Questo è un enorme aiuto per aumentare le scorte di sangue cordonale per le persone che ne hanno bisogno.

Flusso decisionale per la donazione o conservazione del cordone ombelicale

Il Consiglio d’Europa ha pubblicato una Guida per genitori sulle possibilità di conservazione del sangue del cordone ombelicale (disponibile unicamente in tedesco, francese e inglese). Queste informazioni sono state specificamente elaborate per fornire una base decisionale ai futuri genitori. Un articolo del 2008 su questo argomento che sintetizza il dibattito sulle banche di sangue cordonale pubbliche contro quelle private, conclude così: “Questa ri-analisi supporta svariate opinioni espresse in precedenza che conservare in banche private il sangue cordonale autologo [usando le PROPRIE cellule] come assicurazione biologica per il trattamento di malattie mortali in bambini e giovani non è clinicamente giustificabile poiché le probabilità di doverle mai usare è remota. La mancanza di evidenze scientifiche solleva serie considerazioni di carattere etico sull’insufficienza di informazione per i potenziali genitori sulla mancanza di futuri benefici nel conservare sangue cordonale autologo.”

Il sangue da cordone ombelicale rappresenta un utile strumento per la ricerca. I ricercatori stanno infatti studiando la capacità delle cellule staminali ematopoietiche (del sangue) che si ritrovano nel cordone ombelicale di dare origine ad altri tipi di cellule specializzate - come quelle del sistema nervoso o le cellule pancreatiche che producono insulina. Il sangue da cordone ombelicale usato a scopi scientifici proviene da madri che hanno eseguito un parto programmato e che hanno deciso di donarlo a seguito di un consenso informato. Se l'ospedale in cui si partorisce si occupa di tali ricerche e se la madre è sottoposta ad un parto programmato, potrebbe essere chiesto il consenso per prelevare il sangue dal cordone ombelicale del bambino. Il sangue da cordone ombelicale può anche essere generosamente donato ad uso clinico.

Nel Regno Unito, ad esempio, la Cord Blood Bank del NHS sta raccogliendo ed immagazzinando gratuitamente sangue da cordone ombelicale dal 1996. Il sangue da cordone che si trova in banche pubbliche come questa è conservato in modo indefinito per possibili trapianti, ed è disponibile per qualsiasi paziente che necessiti di questo particolare tessuto.

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