Effetti delle Radiazioni e dei Trattamenti Oncologici sulla Fertilità Femminile e la Salute Ovarica

La fertilità femminile è un processo biologico di straordinaria complessità, dipendente da un delicato equilibrio ormonale e da meccanismi cellulari finemente regolati. Tuttavia, fattori esterni e trattamenti medici, in particolare le radiazioni e alcune terapie oncologiche, possono influenzare profondamente la salute degli ovuli e la capacità riproduttiva delle donne. Comprendere questi impatti è cruciale per la prevenzione e per la pianificazione di percorsi di preservazione della fertilità.

La Vulnerabilità degli Ovuli Femminili: Un Bersaglio Sensibile

Gli ovuli femminili, presenti fin dalla nascita e non rinnovabili, rappresentano una risorsa limitata e particolarmente vulnerabile a vari tipi di danno. Tra questi, la radioterapia emerge come una delle minacce più significative per la fertilità. Alcuni esperti di tumori hanno avvertito che le ovaie delle donne potrebbero essere due volte più vulnerabili alla radioterapia di quanto non si pensasse. In uno studio preliminare, i ricercatori hanno stimato che due unità di radiazione (gray) sono sufficienti a distruggere la metà degli ovuli futuri di una donna. Considerando che i tumori vengono di solito attaccati con dosi che vanno da 12 a 30 gray, questo implica che una donna che riceva anche solo una frazione della dose standard potrebbe rimanere sterile o avere una menopausa anticipata, come suggerito da Hamish Wallace dell'Università di Edimburgo.

La radioterapia influenza le ovaie uccidendo gli ovuli immaturi, chiamati oociti. Poiché il numero di queste cellule è fissato poco dopo la nascita, questa perdita anticipa la menopausa, quando viene meno la scorta, o causa direttamente la sterilità. Per molti anni questi effetti collaterali sono stati giustamente ignorati dai medici, preoccupati di salvare la vita dei pazienti. Tuttavia, con il raggiungimento di buoni livelli di sopravvivenza, è ora necessario tenere in considerazione anche la qualità della vita futura dei pazienti.

È importante distinguere tra le radiazioni terapeutiche e quelle a cui si è esposti durante esami diagnostici. Nel corso della vita, molte donne si sottopongono a svariati interventi chirurgici con relativi esami, come dentalscan e ortopanoramiche. Tali esami forniscono dosi molto basse di radiazione ed è difficile immaginare che possano interferire con la fertilità di una donna, tenuto conto anche che le moderne apparecchiature danno pochissima o nulla dispersione agli organi non direttamente irradiati.

Effetti della Radioterapia sulle Ovaie

La Scienza della Fertilità Ovarica: Meccanismi Cellulari e Geni Chiave

Una ricerca dell'Università del Wisconsin-Madison ha svelato nuovi particolari su come funziona la fertilità femminile. I ricercatori hanno individuato due geni che lavorano insieme per stabilire le comunicazioni cellulari nelle ovaie. Nelle cavie, il sistema aiuta a mantenere gli ovociti in salute e a garantirne la sopravvivenza. Gli studi hanno svelato che i due geni, IRX3 e IRX5, si esprimono in due zone diverse delle ovaie. Ciononostante, sono entrambi essenziali per sincronizzare ovociti e cellule granulose. I due tipi di cellule espandono le membrane per creare delle giunzioni tra loro, attraverso le quali comunicano e si regolano in vista della fecondazione. Nonostante le scoperte fatte sulle cavie, i ricercatori non sono ancora sicuri che siano applicabili anche agli esseri umani.

Questa complessa rete di comunicazione cellulare è fondamentale per la funzionalità ovarica. Nella menopausa precoce le ovaie smettono di produrre estrogeni, causando la perdita prematura degli ovociti. Questa condizione colpisce circa il 3% delle donne, in molti casi senza sintomi evidenti. Gli studi precedenti della dottoressa Jorgensen avevano già rivelato una possibile causa, mostrando che nelle cavie prive dei geni IRX3 e IRX5, i follicoli funzionavano meno bene. La comprensione di questi meccanismi genetici e cellulari è fondamentale per affrontare le sfide della fertilità femminile.

Preservazione della Fertilità: Un Percorso Necessario di Fronte ai Trattamenti Oncologici

Uno degli effetti più sconvolgenti di una diagnosi di tumore al cervello, o di qualsiasi altro tipo di cancro, è la sensazione di aver perso il controllo del futuro. Per un paziente giovane è difficile elaborare tutte le conseguenze del tumore nella sua vita. Tuttavia, arriva il momento di riflettere seriamente su un aspetto particolare del futuro: generare figli biologici. Alcuni, non tutti, trattamenti contro il cancro influenzano la fertilità. Alcune, non tutte, le chemioterapie possono causare infertilità, così come alcune chemioterapie fanno cadere i capelli, mentre altre no. La radioterapia, come già menzionato, può avere un impatto significativo sulla fertilità.

Per questo motivo, se si è preoccupati di poter avere figli, è fondamentale valutare le misure per la preservazione della fertilità prima dell'inizio del trattamento. Il medico di base può consigliare un endocrinologo riproduttivo o un urologo per determinare quali sono le opzioni disponibili. Se invece, come capita spesso, si è già subito un trattamento, il medico di base o l’oncologo possono valutare la situazione.

Ci sono alcune opzioni per la preservazione della fertilità per le donne. Le donne sono più a rischio di perdere la fertilità dal momento che possiedono tutti gli ovuli dalla nascita. La chemioterapia può invecchiare prematuramente gli ovuli, il che riduce la capacità di concepire.

Le principali tecniche disponibili per la preservazione della fertilità femminile includono:

  • Congelamento degli embrioni: Questa è la tecnica più efficace per la preservazione della fertilità femminile, ed è indicata per le donne che devono sottoporsi a intervento chirurgico o a chemioterapia/radioterapia. In Italia è consentita solo se la coppia ha un'infertilità certificata dallo specialista e se ha un partner stabile.
  • Congelamento degli ovociti: Questa tecnica è relativamente meno efficace del congelamento degli embrioni, ma gli ovociti possono rimanere nell'azoto liquido per molti anni, mantenendo intatte le loro caratteristiche biologiche. Dal momento che l'obiettivo è quello di raccogliere il maggior numero possibile di ovuli vitali, la paziente deve subire una stimolazione ovarica per circa 10 o 12 giorni. Quando gli ovuli sono maturati, vengono prelevati con una procedura ambulatoriale. In tutto, il processo di raccolta delle uova può richiedere fino a tre settimane. Alcune donne, per esempio, potrebbero decidere di avere i propri oociti prelevati e congelati prima di subire la radioterapia, in modo che possano essere usati più tardi in tecniche di riproduzione assistita.
  • Congelamento del tessuto ovarico: Il tessuto ovarico può essere prelevato nel corso di una laparoscopia eseguita in anestesia generale, poi suddiviso in frammenti e conservato in azoto liquido. Il recupero dopo l'intervento è in genere molto rapido, e la paziente può iniziare l'eventuale terapia oncologica entro pochi giorni. Questa tecnica non richiede la stimolazione ovarica e non ritarda l'inizio delle terapie; non è necessaria la presenza di un partner maschile. È l'unica tecnica al momento disponibile per preservare la fertilità in pazienti in età prepuberale. Se il reimpianto riesce e l'ovaio si vascolarizza di nuovo, il tessuto ovarico reimpiantato è in grado di continuare autonomamente a produrre ovociti e ormoni femminili, ma non si sa per quanto tempo.

Cinque tips sulla preservazione della fertilità

Un Confronto con la Fertilità Maschile: Vulnerabilità alle Radiazioni Elettromagnetiche

Anche per gli uomini, radioterapia o chemioterapia possono causare danni temporanei o permanenti ai testicoli. Le opzioni per la preservazione della fertilità maschile includono la conservazione dello sperma, che è l’opzione più comune. Dopo che un campione di sperma è stato raccolto e analizzato, gli spermatozoi vengono congelati. Un campione di sperma può essere sufficiente a conservare la capacità di un uomo di avere figli biologici. Per gli uomini che non hanno spermatozoi maturi presenti nel liquido seminale, è possibile l’estrazione testicolare dello sperma. Si tratta di una procedura ambulatoriale in cui si preleva il tessuto che viene esaminato per estrarre le cellule spermatiche.

Il testicolo maschile, con il suo epitelio germinale, è l'organo più radiosensibile riportato, essendo più sensibile all'esposizione alle radiazioni rispetto ad altre cellule. Questo evidenzia una generale vulnerabilità del sistema riproduttivo alle radiazioni, un aspetto che si estende anche all'esposizione alle radiazioni elettromagnetiche a radiofrequenza (RF-EMF).

Confronto Fertilità Maschile e Femminile

Il Controverso Ruolo delle Radiazioni Elettromagnetiche a Radiofrequenza (RF-EMF) sulla Fertilità

Le micro-onde utilizzate dai telefoni cellulari sono radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza e bassa potenza, non diverse da quelle emesse da altre sorgenti come i dispositivi wireless o le emittenti radiotelevisive. Tuttavia, la particolare modalità di esposizione, legata alla vicinanza dell’antenna al nostro corpo, comporta che una frazione rilevante di questa potenza sia assorbita dai tessuti, causandone il riscaldamento e di conseguenza possibili danni indiretti al DNA delle cellule. Questo ha destato grandi preoccupazioni nel campo della salute e ha spinto già dal 1996 le autorità sanitarie coordinate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a istituire programmi di ricerca specifici sugli eventuali effetti pericolosi dell’uso dei cellulari. Per quanto riguarda l’effetto di questi campi elettromagnetici sulla fertilità, ad oggi l’insieme degli studi scientifici fornisce evidenze in gran parte ancora contrastanti.

Anche nella donna esiste l’ipotesi che un’esposizione intensa alle radiazioni dei cellulari possa causare, nell’ovaio, una riduzione del numero degli ovociti e della loro capacità di dare vita a embrioni sani. Pertanto, sulla base delle evidenze scientifiche, ad oggi l’OMS ha elaborato solamente alcune raccomandazioni prudenziali, pensate per ridurre la dose di assorbimento.

Numerosi studi rivelano che l’esposizione a telefoni cellulari, forni a microonde, laptop o Wi-Fi produce effetti deleteri sui testicoli, che possono influenzare il numero di spermatozoi, la morfologia, la motilità e causare un aumento del danno al DNA, provocando instabilità genomica, nonché interruzioni delle funzioni di alcune proteine, ormoni ed enzimi antiossidanti. È stato riscontrato che tali effetti sono responsabili dell’infertilità a causa di un’eccessiva produzione di ROS (specie reattive dell'ossigeno) nelle cellule esposte. Gli studi suggeriscono che le anomalie riportate a causa dell’esposizione a RF-EMF dipendono da parametri fisici come la durata dell’esposizione, la distanza dalla fonte di radiazione, la densità di potenza e la profondità della penetrazione.

L’energia EMF non è sufficiente a danneggiare direttamente il DNA, pertanto sono stati proposti meccanismi indiretti, come l’ipotesi dei radicali liberi. Fattori fisici e biologici, che determinano la radio-sensibilità delle cellule, partecipano direttamente o indirettamente alla formazione di radicali liberi aumentando i livelli di ROS, che sono un fattore di danno al DNA per spiegare il danno indotto da EMF. Quando un corpo o un tessuto biologico viene esposto, l’energia RF viene dispersa e attenuata mentre penetra nei tessuti del corpo. I testicoli sono molto sensibili a queste radiazioni a causa dello sviluppo e dei processi di maturazione degli spermatozoi che si svolgono al loro interno.

Lo stress ossidativo è una condizione in cui il naturale equilibrio tra ossidanti e antiossidanti viene fatto deragliare verso una quantità eccessiva di ossidanti rispetto agli antiossidanti. Gli uomini infertili hanno aumentato significativamente i livelli di ROS seminali, nonché una riduzione della capacità antiossidante rispetto ai controlli fertili. La formazione di ROS può influenzare diversi enzimi come il superossido dismutasi (SOD), la catalasi (CAT) o il glutatione perossidasi (GPx), che si trovano nel liquido seminale e proteggono gli spermatozoi dall’assalto del ROS.

L’esposizione a RF-EMF influisce negativamente anche sul sistema endocrino riproduttivo, può alterare la produzione di steroidi sessuali gonadici, causando cambiamenti nel ciclo riproduttivo. Può influenzare il rilascio di ormone adrenocorticotropo, ormone della crescita, ormone stimolante la tiroide, FSH e LH nell’ipofisi. Pertanto, qualsiasi diminuzione del livello di FSH può influire negativamente sulla spermatogenesi. D’altra parte, l’LH stimola le cellule di Leydig a produrre testosterone; pertanto una diminuzione del livello di testosterone può influenzare la differenziazione sessuale nel feto e la spermatogenesi nell’adulto. L’FSH stimola le cellule di Sertoli, in tal modo attiva i tubuli seminiferi, determinando la produzione di spermatozoi e la conversione del testosterone in estradiolo.

Meccanismi di Danno da Radiazioni Elettromagnetiche

Un approccio per mitigare gli effetti deleteri potrebbe venire dalla dieta. Il tè verde, ad esempio, è una ricca fonte di composti polifenolici, mostra promettenti effetti antiossidanti, ha proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti, migliora la qualità dei gameti maschili e femminili, e ha inoltre proprietà antiproliferative, anti-mutagene, anti-batteriche. Questi polifenoli sono potenzialmente potenti per inibire la formazione di ROS e hanno un ruolo preventivo contro le radiazioni RF.

La ricerca sta costruendo e validando modelli di studio delle microonde dei cellulari nell’uomo, che traducano in chiave clinica gli effetti dannosi emersi dagli studi sugli animali. Lo scopo di una recente revisione sistematica della letteratura è stato quello di identificare i cambiamenti istopatologici nei testicoli dovuti all’esposizione alle radiazioni dei telefoni cellulari e di esaminarne gli effetti sui parametri spermatici negli animali da esperimento. Sono stati identificati 752 studi per lo screening e 18 studi sono stati ritenuti idonei per l’estrazione dei dati. Gli studi sugli animali indicano che le radiazioni elettromagnetiche dei telefoni cellulari possono avere un impatto negativo sul tessuto testicolare e sui parametri degli spermatozoi, tra cui il numero, la motilità, la vitalità e la morfologia. Gli studi attuali non sono in grado di suggerire un vero meccanismo su come le radiazioni RF-EMF influenzano il sistema riproduttivo maschile.

Inquinamento Elettromagnetico e Salute Riproduttiva

Comprendere il Rischio: Dalle Misurazioni ai Limiti di Sicurezza

L’inquinamento da elettrosmog è in costante aumento e ci si potrebbe quindi aspettare ancora più problemi di salute, tra cui un aumento dei tassi di infertilità maschile a causa di questo tipo di radiazioni. Gli effetti sulla riproduzione destano sempre più preoccupazione perché il numero di persone esposte alle radiazioni ambientali sta aumentando in modo esponenziale. Molti studi stanno valutando gli effetti delle radiazioni non ionizzanti come RF-EMF sulla fertilità.

Le radiazioni elettromagnetiche a radiofrequenza (CEM-RF), come quelle emesse dai telefoni cellulari, forni a microonde, laptop o Wi-Fi, sono oggetto di attenta valutazione da parte delle autorità sanitarie internazionali e nazionali. L'International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection (ICNIRP) pubblica linee guida per limitare l'esposizione, aggiornate nel 2020 (4) e che avevano una precedente versione nel 1998 (3). Le linee guida ICNIRP si basano sul principio di una totale prevenzione degli effetti attualmente noti dei CEM-RF, ovvero gli effetti connessi al calore o "thermal effects". Questi effetti sono gli unici stabiliti che si manifestano quando una frazione rilevante della potenza è assorbita dai tessuti, causandone il riscaldamento e di conseguenza possibili danni indiretti al DNA delle cellule. Il rispetto dei limiti stabiliti previene totalmente questi effetti.

Il danno da esposizione a radiazioni è il risultato dell’innesco di alterazioni del DNA e a carico di anomalie cromosomiche. Il meccanismo attraverso il quale l’energia RF dei CEM-RF a livelli inferiori ai limiti previsti dalle normative europee possa eventualmente determinarli, è ancora aperta alla ricerca. Sono stati proposti meccanismi indiretti, come l’ipotesi dei radicali liberi, dato che l'energia EMF non è sufficiente a danneggiare direttamente il DNA. La ricerca scientifica in questo campo è basata su studi in vitro, su animali (experimental studies on non-human mammals) e su volontari umani (per soli effetti reversibili), oltre a studi epidemiologici. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato i CEM-RF come possibili cancerogeni per l'uomo (Gruppo 2B), una classificazione che riflette la necessità di ulteriori ricerche. Il riferimento al citato aggiornamento dell’ICNIRP del 2020 indica che la valutazione scientifica è in continua evoluzione, con una discussione su eventuali evidenze di effetti a livelli inferiori ai limiti attuali, che richiedono superiori di peso dell’evidenza a supporto delle evidenze epidemiologiche e in vivo.

L'Unione Europea ha stabilito direttive relative all'esposizione del pubblico ai campi elettromagnetici, come la Raccomandazione del Consiglio 1999/519/CE del 12 luglio 1999 e la Direttiva 2013/35/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, che abroga la direttiva 2004/40/CE. Anche l'Italia ha recepito queste indicazioni con normative specifiche, come la Legge 22 febbraio 2001, n. 36, e successivi decreti, che stabiliscono i limiti di esposizione compatibili con la salute umana. Questi limiti sono definiti per minimizzare l'esposizione della popolazione e dei lavoratori.

Le attuali raccomandazioni prudenziali per minimizzare l'esposizione della popolazione comprendono l'uso di auricolari o sistemi vivavoce, e la limitazione del tempo di utilizzo dei telefoni cellulari. Queste misure mirano a ridurre la dose di assorbimento, specialmente in relazione alla vicinanza dell'antenna al nostro corpo.

Cinque tips sulla preservazione della fertilità

Il Contributo degli Esperti e l'Importanza della Consulenza Medica

La complessità delle questioni legate alla fertilità e all'esposizione alle radiazioni richiede un approccio multidisciplinare e l'intervento di specialisti altamente qualificati. Figure come il dottor, laureatosi in Medicina e Chirurgia e specializzatosi in Ostetricia e Ginecologia, e con una lunga carriera che lo ha visto Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento e coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, rappresentano l'eccellenza in questo campo. Con migliaia di interventi chirurgici, in ambito sia ostetrico sia ginecologico, e una particolare attenzione negli ultimi anni alla chirurgia oncologica-ginecologica, il suo contributo scientifico si estende a circa 500 pubblicazioni dedicate ai problemi della contraccezione, dell’aborto volontario, dell’oncologia ginecologica, della gravidanza e della menopausa. La sua partecipazione a consigli nazionali e internazionali di organizzazioni scientifiche come l'AOGOI, la SIGO, la UICEMP e l'IPPF, sottolinea l'importanza di una visione globale e aggiornata sui temi della salute riproduttiva.

È importante ricordare che le informazioni presentate in questo articolo sono offerte per un orientamento generale e in nessun caso possono sostituire una consulenza medica specialistica. Se hai domande sui sintomi, la diagnostica o i trattamenti dei tumori, sulla fertilità o sull'esposizione a radiazioni, ti preghiamo di contattare il tuo medico o uno specialista qualificato. Conflitti di interesse dichiarati in contesti di ricerca e valutazione sono importanti per la trasparenza scientifica, e in alcuni ambiti, come quello citato da Polichetti A., i conflitti di interesse dichiarati sono stati assenti.

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