Cecilia Salvai: La Forza, la Carriera e la Vita Oltre il Campo

Cecilia Salvai è una nota calciatrice italiana, difensore della Juventus e della nazionale italiana. Il suo percorso, sia sportivo che personale, è intriso di determinazione, superamento delle difficoltà e un profondo impegno sociale, rendendola una figura di spicco e un esempio nel panorama sportivo italiano e non solo. La sua storia sportiva e personale è stata oggetto anche dello short form “A life in a day”, prodotto da Juventus Creator Lab, che ha messo in luce aspetti cruciali della sua esistenza.

Ritratto di Cecilia Salvai in divisa da gioco

Le Radici Pinerolesi e l'Inizio di una Passione Innata

Cecilia Salvai è nata a Pinerolo il 2 dicembre del 1993 sotto il segno zodiacale del Sagittario, un dettaglio che ne traccia le origini. Il calcio è la sua naturale dimensione, ed è proprio il pallone ad averle regalato una fama indiscutibile a livello nazionale. La sua passione per il gioco è nata molto presto; ha iniziato a praticare il calcio femminile a soli 6 anni. Questa decisione, presa in tenera età, dimostra una vocazione precoce per lo sport. A farle scoprire e coltivare questa inclinazione, in qualche modo, è stato anche il suo cuginetto. La calciatrice stessa, riflettendo sui suoi primi approcci al mondo del pallone, ha rivelato: «Ovviamente i miei ricordi sono legati molto a quello che raccontano i miei genitori, ma posso dire con certezza che si tratti di una passione innata che è sempre stata dentro di me. Forse a ispirarmi è stato il mio cuginetto, con il quale ho preso a giocare a pallone fin da quando eravamo bambini insieme ai suoi amici. Lui dopo qualche anno ha smesso, io invece ho continuato». Questa continuità e la forza di perseguire la sua passione fin da giovanissima hanno segnato l'inizio della sua carriera. Ha esordito nel 2008 indossando la maglia del Real Canavese, i suoi primi passi nel calcio li ha mossi proprio lì, prima di approdare al cuore pulsante di Torino per proseguire il suo cammino nel mondo del calcio femminile.

La Battaglia Più Grande: Sconfiggere il Linfoma di Hodgkin

La vita di Cecilia Salvai è stata segnata da una battaglia ben più grande e profonda rispetto a quelle combattute sui campi di calcio. Oggi la ritroviamo a lottare sui campi d’Italia e d’Europa, ma la battaglia più importante della sua vita Cecilia Salvai l’ha combattuta a soli 4 anni. L’avversario? Un linfoma di Hodgkin. L’ostico linfoma di Hodgkin si è presentato come un avversario formidabile, ma è stato sconfitto con grande coraggio, proprio lo stesso che ora vediamo in Cecilia Salvai sul rettangolo verde. I compagni di squadra? A raccontare la toccante esperienza è stata la stessa calciatrice nata a Pinerolo, nella Giornata Mondiale contro il cancro infantile, durante l’inaugurazione della nuova palestrina riabilitativa di Casa Ugi. Salvai, vice capitano della Juventus Women e nazionale azzurra, è stata la testimonial d’eccezione di una giornata importante per i bimbi di casa Ugi.

Cecilia Salvai da bambina

La stessa Salvai ha rivelato: "Quando avevo 4 anni, sono stata colpita da un linfoma di Hodgkin, che ho superato grazie alle cure del Regina Margherita". La stella della Juventus femminile, che ha così voluto raccontare la sua personale esperienza con la malattia oncologica, ha aggiunto: "Quando ero piccola mi è stato diagnosticato un linfoma, avevo quattro anni. Penso che siano esperienze che ti rendono migliori". Ha poi specificato ulteriormente: "Da piccola mi diagnosticarono un linfoma, avevo quattro anni. Penso che esperienze del genere siano sì negative, ma allo stesso tempo formano, segnano e rendono persone migliori".

Nonostante la giovane età, l'impatto di questa esperienza è stato profondo, anche se i ricordi diretti sono limitati. "Io non ho tanti ricordi di quel periodo perché ero piccolina, ma i miei genitori se lo ricordano bene", ha spiegato Salvai. "Nella sfortuna sono stata fortunata a essere curata al Regina Margherita perché hanno fatto un bellissimo lavoro". La guarigione da questa grave malattia ha indubbiamente forgiato il suo carattere, dotandola di una resilienza che si sarebbe rivelata fondamentale nella sua carriera sportiva e nella vita. Le terapie al Regina Margherita erano finite da qualche mese. Dopo quel periodo un po’ così, la sua voglia era solo quella di iniziare a giocare. Aveva 5 anni, anche se la malattia era stata eliminata del tutto, era sicuramente più debole, anche solo dal punto di vista immunitario, rispetto ad altri bambini. Eppure, come ricorda sua mamma, non c’è stato verso di farla cambiare idea. Questa decisione di continuare a giocare a calcio, nonostante le difficoltà fisiche e il percorso appena affrontato, è un chiaro segnale della sua tenacia e della passione innata che la spingeva.

Ascesa nel Calcio Italiano ed Europeo: Un Percorso Costellato di Maglie Importanti

Dopo i primi passi nel Real Canavese, la carriera calcistica di Cecilia Salvai ha preso rapidamente forma. Ha giocato con la maglia del Torino in Serie A per ben tre anni, dal 2009 al 2012, segnando un triennio significativo per la sua crescita professionale. Al termine del triennio, si è trasferita in Svizzera per giocare con il Rapid Lugano: dura solo un anno l'esperienza in terra elvetica. Il ritorno in Italia coincide con il suo approdo all'Agsm Verona, con questa maglia ha vinto al secondo anno il suo primo scudetto, un traguardo importante che ha messo in luce il suo talento e la sua capacità di incidere sul campo.

Nel luglio 2016, il suo percorso l'ha portata a essere ingaggiata dal Brescia, campione d'Italia in carica. Con le rondinelle però vincerà solo una supercoppa e in campionato si piazzerà al secondo posto. Il passaggio del 2016 al Brescia l’ha vista scendere in campo con un’energia tale da non passare inosservata al club bianconero, che l’ha voluta con sé.

Maglia Juventus Women con il numero di Cecilia Salvai

Cecilia Salvai ha sempre giocato come difensore, un ruolo che lei stessa ritiene rifletta la sua personalità. A proposito della scelta di questo ruolo, ha affermato: «Penso sempre che il ruolo di noi giocatrici in campo rispecchi molto il nostro carattere e la personalità che abbiamo all’esterno, quindi non potrei mai indossare il numero 10 e fare il fantasista, perché come carattere sono molto ordinata, organizzata e soprattutto attenta. Sono queste qualità che mi hanno portato a piazzarmi là dietro». Questa autoconsapevolezza delle proprie qualità la rende una leader naturale e un punto di riferimento in difesa.

La Chiamata della Juventus: Nascita di una Leggenda Bianconera

L'anno successivo all'esperienza a Brescia, Cecilia Salvai è stata una delle prime giocatrici ad essere tesserata nella Juventus appena nata. La sua arrivo nel club bianconero, difensore della Juventus Women dal 2017, ha segnato l'inizio di un'era di successi senza precedenti. L'idea che un club importante come la Juventus volesse investire nel calcio femminile le è sembrata un’occasione storica, da non lasciarsi sfuggire. Per lei, la chiamata dalla Juventus ha rappresentato un'emozione profonda. Ha dichiarato: «Già il solo sentire la parola Juve mi creava una forte emozione. In quel periodo vivevo a Verona, per cui mi sono sentita doppiamente fortunata, da una parte ho avuto l’opportunità di ritornare a casa e dall’altra l’idea che un club importante come la Juventus volesse investire nel calcio femminile mi è sembrata un’occasione storica, da non lasciarsi sfuggire».

L'approdo alla Juventus è stato un momento significativo anche per la sua vita personale. «All’inizio ho solo dovuto far digerire la notizia a mio nonno che è uno sfegatato granata, ma ora viene a vedere tutti i miei incontri», ha raccontato con un sorriso, evidenziando il legame familiare e la passione per il calcio.

In maglia bianconera, Cecilia Salvai ha scritto una storia che rimarrà negli annali. Al suo palmares, grazie alle vittorie conseguite con la Juve, ha aggiunto 5 scudetti di fila conquistati dalla stagione 2017/2018 alla stagione 2021/2022, tre coppe italia e 3 supercoppe italiane. Questi numeri testimoniano il suo ruolo di pilastro e la sua importanza per la squadra. Con 122 presenze e 7 gol fatti, oltre agli 11 trofei vinti, è diventata un simbolo della Juventus Women. La squadra, sotto la sua leadership, ha dimostrato una crescita esponenziale. «Alle volte non mi sembra vero che siano passati già 7 anni, ho avuto tante compagne di squadra e da tutte ho imparato qualcosa. Soprattutto ogni anno abbiamo vinto almeno un trofeo, un grande traguardo», ha detto, sottolineando l'importanza delle vittorie per la mentalità e la visibilità del calcio femminile. Le vittorie servono, sia per l’acquisizione della giusta mentalità sia per avere una maggiore visibilità e ci rendono orgogliose di appartenere a questo club il cui motto è “vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”.

La Juventus, per lei, è diventata più di un semplice club. Il comunicato ufficiale del club in occasione del suo rinnovo ha sottolineato: "Numeri a cui affiancare tutto ciò che Cecilia ha saputo dare alla Juventus anche fuori dal campo, come riferimento costante, incarnando i nostri valori nel miglior modo possibile. Un tipo di apporto che non si può quantificare, ma che chiunque abbia lavorato al suo fianco, così come i tifosi, ha sempre percepito come fosse tangibile". È una leader, in campo e fuori, un punto di riferimento della Juventus essendo vice capitano. Finora sono stati tantissimi i momenti speciali e indimenticabili. Spiccano le vittorie, ma anche gli ostacoli, presentatisi a volte sotto forma di momenti difficili, qualche volta anche di sconfitta, o come dei brutti infortuni, forse la parte più difficile da affrontare. Tutti superati insieme, a casa, come in famiglia. Per lei la Juventus continuerà ancora a essere questo. Una casa e la sua famiglia, da vivere soprattutto in campo, con la grinta, l'eleganza e la voglia di vincere di sempre.

La Nazionale Azzurra: Un Sogno e una Nuova Voce

La carriera di Cecilia Salvai non si è limitata ai club, ma l'ha vista protagonista anche con la maglia della Nazionale italiana. Ha esordito in Nazionale under 19 nel 2011, e il suo primo gol in azzurro è datato 5 giugno. Salvai ha debuttato nella formazione maggiore nel 2012. La sua prima convocazione nella nazionale maggiore, la riceve il 19 settembre 2012, dall'allora CT Antonio Cabrini in occasione delle qualificazioni agli europei di Svezia 2013. Nel 2016 Antonio Cabrini l’ha inserita tra le giocatrici convocate al Torneo Manaus 2016. Oggi rappresenta il punto fermo della selezione allenata dalla CT Bertolini.

Uno dei momenti più amari della sua carriera è stato il 2019, quando un infortunio le ha impedito di partecipare ai Mondiali femminili in Francia. Difensore della Juventus Women dal 2017, per un infortunio si è vista sfumare il sogno di partecipare ai Mondiali di Francia, nel 2019, in maglia azzurra. Tuttavia, il suo nome è indelebile nel firmamento delle grandi stelle azzurre. Nonostante il contrattempo, la sua presenza al Mondiale non è venuta meno: sarà proprio lei a commentare le sue colleghe in diretta su Sky, un'opportunità che l'ha vista vestire i panni di commentatrice per l'occasione del Mondiale 2019. Questa esperienza ha mostrato la sua versatilità e la sua profonda conoscenza del gioco. L'Azzurro dell’Italia, invece, la calciatrice della Juve ammette: “La Nazionale mi ha regalato tante gioie, momenti e trasferte. Ci sono stati tanti episodi extra campo che hanno fortificato i nostri rapporti, e lasciano tanti sorrisi”.

HIGHLIGHTS UWCL | Juventus Women 2-1 Benfica | Doppietta di SALVAI, vittoria al debutto europeo!

Un altro momento di grande orgoglio è stato il riconoscimento istituzionale. Sulla soddisfazione dell’Europeo in Svizzera, invece, confida: “Essere ricevute al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella resta una cosa alla quale non potevo credere. Sono orgogliosa di essere stata lì, dopo una semifinale all’Europeo raggiunta. Per me resta la cornice del percorso fatto insieme”.

Il Cuore Oltre l'Ostacolo: Infortuni e Resilienza Inossidabile

Nel corso degli ultimi anni della sua carriera, Cecilia Salvai è stata spesso sfortunata con gli infortuni. Ha dovuto superare difficoltà significative, tra cui due infortuni gravi. Questi contrattempi avrebbero potuto spezzare il morale di molti atleti, ma la sua resilienza, forgiata fin dall'infanzia, le ha permesso di tornare più forte di prima.

Suo marito ha dichiarato che è stata la sua resilienza ad aiutarla a superarle, un'affermazione che Salvai ha confermato e approfondito. «Quella è sicuramente una dote fondamentale, dopodiché l’esperienza della malattia da bambina mi ha lasciato qualcosa di positivo dentro, specialmente se guardo a come altri affrontano le stesse difficoltà. Probabilmente quel periodo della mia vita, adesso mi spinge a guardare sempre oltre e di non soffermarsi troppo su ciò che è accaduto nel passato». Questa prospettiva dimostra come le esperienze più difficili della vita possano trasformarsi in una fonte di forza interiore inesauribile. Gli infortuni, da lei stessa definiti come "forse la parte più difficile da affrontare", sono stati ostacoli superati grazie a questa mentalità combattiva e alla vicinanza della sua "famiglia bianconera".

Vita Privata e Impegno Sociale: Matrimonio, Famiglia e Sensibilità

Sulla vita privata della giovane sportiva italiana non si hanno molte notizie, ma quelle che emergono delineano un quadro di grande felicità e impegno. Sappiamo soltanto che Cecilia è felicemente impegnata con Marco Borgese ed è anche prossima all'altare. Cecilia Salvai è innamoratissima e ha deciso di sposare il suo fidanzato, Marco Borgese, e il loro matrimonio è stato fissato per l’estate 2019. La coppia, super affiatata, vive un amore che traspare anche sui social. Infatti, non sono infrequenti gli scatti che li vedono sorridenti e dolcissimi su Instagram (dove la giocatrice è seguitissima).

Cecilia Salvai e Marco Borgese al matrimonio

Il matrimonio tra i due è stato celebrato il 14 luglio del 2019, con una grande cerimonia in provincia di Asti, alla presenza di molte compagne di squadra della Juventus e della nazionale italiana della giocatrice. Cecilia Salvai, è legata sentimentalmente a Marco Borgese, che recentemente è diventato collaboratore tecnico dell’Under 17 della Juve femminile, dimostrando un legame profondo non solo nella vita ma anche nel mondo del calcio. Sul suo marito Marco, l’Azzurra ammette: “Fa parte della mia vita da tanti anni, il nostro rapporto dura almeno da una dozzina di anni. Ci siamo sposati, abbiamo trovato l’altra metà”.

Oltre alla sua carriera e alla sua vita affettiva, Cecilia Salvai si impegna anche per il sociale, al fianco di un’Associazione che combatte i tumori infantili. Questa realtà, Casa Ugi, è un'organizzazione che le è particolarmente cara a causa della sua personale esperienza con il linfoma di Hodgkin. A riguardo Salvai ammette: “Questa realtà l’ho conosciuta alcuni anni fa, fare del bene mi fa stare bene”. Ha iniziato a essere sensibile sull'argomento dei bambini oncologici da qualche anno, e il suo impegno è costante. «Ho fatto qualche visita ai bimbi che sono qui e negli ultimi anni sono sempre rimasta in contatto. Si può fare poco, ma appena si potrà mi piacerebbe stare vicino a questi ragazzi, a casa Ugi e al Regina Margherita».

La calciatrice si è concentrata sulla nuova palestra che è stata inaugurata a Casa Ugi e sull'importanza che uno strumento di quel tipo può avere per i bimbi ospiti della struttura: "Sono stata fortunata e penso che la palestra debba essere un momento anche di svago per chi si ritrova qua che è costretto a stare in camera e negli appartamenti". Vado spesso a Casa Ugi, dice sempre che quando esce da lì, è sempre più arricchita. Gioca con i bambini e cerca di stargli accanto, facendogli passare qualche momento di svago. È una struttura di vitale importanza perché accoglie famiglie da tutto il mondo, giusto l’altro giorno ha incontrato una bimba con la mamma che arrivavano dall’Ucraina. Per questo invita tutti a dare il proprio sostegno, partecipando all’asta delle Gru. Salvai in questo periodo è alle prese con un infortunio che la sta tenendo lontana dal rettangolo verde. Un contrattempo che non l’ha allontanata dall’impegno per il sociale. Il calcio femminile è sempre di più sotto i riflettori e non a caso sarà Cecilia Salvai, la battitrice d’eccezione, fra gli altri ospiti, dell’asta speciale delle opere di Donato Sansone il cui ricavato andrà a favore di Casa Ugi che si terrà il 15 febbraio alle 20. Presente all’evento oltre a Cecilia Salvai anche il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo. Il direttore UGI Enrico Pira, il direttore generale della Città della Salute di Torino, Giovanni La Valle, e la direttrice di Oncoematologia Pediatrica e Centro Trapianti della Città della Salute e della Scienza di Torino, professoressa Franca Fagioli. Le parole di Cecilia riportate dal portale Ansa però hanno toccato chiunque. Salvai ha rivelato: “Quando avevo quattro anni sono stata colpita da un linfoma di Hodgkin, che ho superato grazie alle cure del Regina Margherita. In quanto allo sport e al movimento ne conosco bene l’efficacia, per cui dico che questa iniziativa è meravigliosa e che darò ai suoi curatori la mia massima collaborazione”.

Cecilia Salvai in visita a Casa Ugi

Oltre il Rettangolo Verde: Studi, Passioni e Nuovi Orizzonti

Cecilia Salvai non è solo una calciatrice di talento, ma anche una donna con interessi e ambizioni che vanno oltre il campo da gioco. Non solo campo ma anche una Laurea in Economia: “Ho sempre pensato che il calcio non bastasse, dopo il primo anno lontano da casa a Verona ho continuato gli studi”. Questa scelta sottolinea la sua visione a lungo termine e la sua consapevolezza dell'importanza dell'istruzione e della preparazione per il futuro.

Oltre agli studi, Cecilia nutre anche altre passioni. La Formula 1 e la Ferrari è una passione della classe ’93 nata a Pinerolo, in Piemonte, che parla di un’esperienza particolare: “Ho avuto l’opportunità di andare ospite nel box Ferrari. Ero come una bimba al parco giochi, guardavo qualsiasi cosa, vedevo tutta la parte dei meccanici, i dialoghi al box”. Questa esperienza rivela un lato giocoso e curioso della sua personalità, dimostrando che, nonostante la professionalità, mantiene viva la capacità di meravigliarsi.

Cecilia Salvai mentre commenta una partita

Il suo percorso professionale e personale è un esempio di come sia possibile conciliare una carriera sportiva di alto livello con un impegno per l'istruzione e altre passioni. Difensore della Juventus e della Nazionale femminile di calcio, Cecilia Salvai è una delle donne di punta dello sport italiano. Il suo sogno mondiale è sfumato a causa di un infortunio, ma il suo nome è indelebile nel firmamento delle grandi stelle azzurre.

Il Futuro Bianconero: Rinnovo e Nuove Sfide

A pochi giorni dalla partenza per i Mondiali di calcio femminili di Australia e Nuova Zelanda, il difensore della Juventus e della Nazionale italiana ha rinnovato il suo legame con Madama. Il contratto che fino a pochi giorni vedeva la sua scadenza naturale a giugno 2024 è stato prolungato per proseguire il cammino iniziato dal 2017, fatto di trofei e tante ma tante vittorie, fino al 2026.

Cecilia Salvai, classe 1993, di ruolo difensore centrale, è nata a Pinerolo il 2 dicembre dei 29 anni fa. Alla soglia dei 30 anni non ancora compiuti, ha rinnovato il contratto con la Juventus ed è una delle 23 giocatrici che partiranno per la spedizione mondiale della Nuova Zelanda e dell'Australia. Dal 2017 ad oggi è il pilastro della squadra bianconera, prima ancora della Nazionale italiana e continuerà ad esserlo per qualche altro anno ancora.

La Juventus, attraverso il sito ufficiale, annuncia l'avvenuto rinnovo del centrale difensivo nonché la continuazione di un'avventura che dura ormai da più di 6 anni. Cecilia Salvai rinnova con la Juventus fino al 2026. La storia, cominciata con la nascita delle Juventus Women, continua ancora. Si riparte da questi numeri - 122 presenze, 7 gol fatti e 11 trofei vinti - per continuare a inseguire grandissimi obiettivi insieme, com'è stato dal primo giorno. Numeri a cui affiancare tutto ciò che Cecilia ha saputo dare alla Juventus anche fuori dal campo, come riferimento costante, incarnando i valori del club nel miglior modo possibile. Un tipo di apporto che non si può quantificare, ma che chiunque abbia lavorato al suo fianco, così come i tifosi, ha sempre percepito come fosse tangibile.

Le parole della giocatrice evidenziano piena soddisfazione per il nuovo contratto che la lega ancora alla squadra bianconera. Un rinnovo non proprio scontato, come dice lei, un segnale di grande stima che arriva dalla società Juventus, la quale ha ancora riposto fiducia nella sua persona. Dalle sue parole si evince prima di tutto l'emozione personale che tenta di trattenere e poi l'infinita gratitudine verso chi ha avuto ragione di credere ancora in lei. Alla fine, non manca il saluto ai tifosi rafforzato dall'auspicio di continuare a farli gioire con nuove vittorie.

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