La casa delle bambole e il gioco simbolico: benefici educativi per lo sviluppo dei bambini

In un mondo dominato da smartphone, schermi e connessioni digitali incessanti, il gioco tradizionale con le bambole assume un valore del tutto nuovo, rivelandosi una risorsa fondamentale per la crescita equilibrata dei bambini. Questa attività, spesso sottovalutata come semplice intrattenimento, nasconde in realtà benefici profondi confermati dalla scienza. Uno studio condotto all’Università di Cardiff e pubblicato nel 2020 sulla prestigiosa rivista scientifica Frontiers in Human Neuroscience ha analizzato l’impatto reale del gioco con le bambole. I ricercatori hanno osservato che i principali discorsi dei bambini, mentre interagiscono con i bambolotti, riguardano i pensieri e le emozioni altrui. Questo processo è legato al fenomeno dell’ISL (Internal State Language), ovvero il linguaggio di stato interno, che consente ai bambini di allenare capacità relazionali cruciali, come l’empatia, fin dalle primissime fasi della crescita.

bambino che gioca con una casa delle bambole in legno

Elaborare le interazioni quotidiane e il mondo reale

Le bambole rappresentano uno dei giochi di imitazione più efficaci per aiutare i bambini ad elaborare le interazioni quotidiane, permettendo loro di trasferire le proprie emozioni all’interno del gioco. Durante questa attività, le bambole "prendono vita", assumendo agli occhi del bambino una personalità e un ruolo ben definito ispirato alla vita reale. Trasferire esternamente sentimenti e pensieri permette ai bambini di elaborare e comunicare il proprio quotidiano, diventando un metodo efficace anche per individuare difficoltà e problematiche vissute durante l'infanzia.

Il gioco simbolico crea un terreno d’incontro tra realtà e finzione, in cui noi e i bambini possiamo intraprendere dei ruoli, mettendo in atto scene di vita quotidiana riviste ed elaborate attraverso le "lenti" della nostra percezione personale e della nostra fantasia. I bambini crescono e imparano le competenze che saranno utili nella vita osservando il mondo attorno a loro, in particolare imitando le azioni e i comportamenti a cui gli adulti dedicano maggior cura. È, quindi, importante e naturale che un bambino, maschio o femmina che sia, voglia giocare con le bambole, prendersene cura, vestirle e cucinare: attraverso questa azione elabora e prende maggior consapevolezza di ciò che in modo amorevole viene dato a lui.

Sviluppare l’empatia e la competenza emotiva

Lo studio di Cardiff dimostra come il gioco con le bambole, grazie al fenomeno ISL, permetta di sviluppare l’empatia. I bambini sono proiettati verso i sentimenti e i pensieri altrui che prendono corpo attraverso la bambola, la loro migliore compagna di gioco. Tramite l’immaginazione sviluppano trame e storie connesse agli accadimenti reali, interagendo con la bambola proprio come fosse una persona vera. L’interessamento verso il prossimo può tradursi in altruismo e generosità, componenti essenziali nel corretto sviluppo del lato affettivo.

Una bambola in cui il bambino possa rispecchiarsi gli consente di mettere a fuoco la rabbia, la gioia, la paura, la frustrazione e la gelosia. Permette al bambino di "sfogare" queste emozioni sulla bambola, ma soprattutto di rivedere in lei, nella sua espressione, le stesse cose che prova lui. Per i bambini molto piccoli, la bambola, il pupazzo o talvolta persino un lembo di lenzuolo, diventano un "amico" da portare sempre con sé, capace di rassicurare quando mamma o papà non sono presenti. La bambola rappresenta un legame forte che permette al bambino di essere traghettato attraverso le paure, le fatiche e le prove quotidiane.

bambole di pezza in un ambiente Montessori

Il gioco non ha genere: abbattere gli stereotipi

È importante sottolineare che il gioco con le bambole non dovrebbe essere limitato a un solo genere. Tradizionalmente, le bambole venivano offerte quasi esclusivamente alle bambine, ma i benefici del gioco sono identici per i maschietti. I bambini amano coccolare, vestire, nutrire e portare a spasso una bambola proprio come fanno le bambine. Giocare con le bambole non è una prerogativa di genere: anche i bambini maschi hanno piacere nel mettersi in gioco! Scegliere bambole di marchi che offrono una grande varietà di stili e personaggi permette ai bambini di tutti i generi di giocare liberamente, senza sentirsi limitati da etichette sociali.

Giocare con le bambole è un’attività educativa che influisce profondamente sullo sviluppo cognitivo e sociale. Per esempio, le bambole realistiche, con le loro espressioni dettagliate, incoraggiano i piccoli a sviluppare storie complesse. I bambini possono organizzare pranzi, visite mediche o uscite, imparando in questo modo a negoziare, cooperare e condividere, abilità che si riflettono direttamente nella loro futura vita sociale.

Consigli per l'ambiente di gioco e il Metodo Montessori

Il compito dell’adulto è quello di predisporre l’ambiente ideale e poi lasciare che i bambini lo vivano con estrema creatività. Seguendo i principi del Metodo Montessori, è consigliabile prediligere materiali naturali come il legno e disporre l'ambiente in modo che tutti i giochi siano ad altezza bambino. Ogni cosa dovrebbe avere il suo posto su uno scaffale o in un cesto, favorendo l'autonomia del piccolo nel prendere e riordinare i materiali.

Non è necessario acquistare un numero eccessivo di giocattoli. Si può iniziare prendendo spunto da attività di vita pratica, utilizzando oggetti di uso comune già presenti in casa. La ricerca dell'autonomia si sposa con lo sviluppo motorio: come suggeriva Emmi Pikler, il movimento è per il bambino uno strumento di espressione dei suoi atti intelligenti e dei suoi comportamenti sociali. Posizionare un tappeto comodo, non troppo morbido, in un angolo della casa con uno specchio orizzontale e scaffali bassi, incoraggia il bambino alla scoperta delle sue capacità e alla costruzione dell'immagine corporea.

✨ CHE COS''E' IL GIOCO SIMBOLICO?✨ - Pensieri educativi

L’impatto del gioco sullo sviluppo cognitivo

Dal punto di vista cognitivo, il gioco con le bambole è fonte di stimoli infiniti. Quando i bambini inventano storie, stanno in realtà esercitando il pensiero critico e la capacità di problem solving. La narrazione li aiuta ad ampliare il vocabolario e a sviluppare la flessibilità mentale. Anche i bambini piccoli, dai 12-15 mesi, iniziano a cimentarsi nel "gioco simbolico", ovvero il "fare finta di". È in questa fase che l’uso di una bambola semplice, leggera e solida è ideale, poiché risponde al bisogno del bambino di esplorare senza la distrazione di meccanismi troppo complessi o rumorosi.

Evitare bambole elettriche o con funzioni troppo avanzate permette al bambino di essere l'unico protagonista della storia. L'eccessiva tecnologia nel giocattolo spesso inibisce la fantasia, mentre una bambola "neutra" o classica stimola il bambino a proiettare su di essa ogni sfumatura emotiva. Come sostengono molti pedagogisti, "l'importante è che il bambino impari da solo".

La cura di sé e la cura dell'altro

Il concetto di "aver cura" è centrale nell'educazione. Quando ci prendiamo cura di noi stessi, impariamo a prenderci cura degli altri. Questo si riflette anche nei piccoli rituali domestici, come la creazione di sali da bagno naturali con fiori secchi e oli essenziali, o nel momento del massaggio. La pelle è la parte più estesa e sensibile del nostro corpo e, attraverso il tatto, stabiliamo relazioni profonde. Anche con i bambini, spalmare una crema può diventare un momento di comunicazione profonda e di rafforzamento del legame affettivo.

Il ruolo dell'adulto è di educatore ma anche di modello: trattare le bambole con delicatezza, rispettare la fatica del bambino nel compiere nuove azioni e saper apprezzare il processo di crescita, sono tutti elementi che formano un individuo consapevole. "Si può sempre scegliere: tutto è un’unica cosa. Lo stesso sguardo che dedico alla pianta è quello che dedico al bambino, tutto questo ha un valore." (F. Barattieri). La casa delle bambole, in questo contesto, diventa non solo un giocattolo, ma uno specchio in cui il bambino impara a riflettere il proprio mondo interiore e ad accogliere quello degli altri, crescendo in equilibrio tra il dentro e il fuori.

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