A quanti genitori è capitato di non sapere come fare per “tenere alla larga” amici, parenti o, peggio, sconosciuti dal proprio figlio neonato? Tenere in sicurezza i propri bambini, soprattutto quando neonati, è la priorità di ogni genitore ma spesso si rischia di metterli in pericolo con dei gesti comuni e all'apparenza assolutamente sicuri. Un esempio? Farlo toccare o tenere tra le braccia a persone che non fanno parte del proprio nucleo familiare. Tra la pandemia e il virus sinciziale, mai come in questo periodo i piccoli potrebbero andare incontro a problemi importanti, visto che il loro sistema immunitario non è ancora sviluppato.

Il fenomeno dei cartelli protettivi: un trend globale
Toccare i bambini mentre sono nel passeggino o tra le braccia della mamma è una cattiva abitudine dura a morire, ma in America è stata proposta la soluzione perfetta. Sono ormai moltissimi coloro che hanno stampato una targhetta con sopra scritto: "Per favore non toccatemi, sono troppo piccolo per i grandi germi". Se inizialmente l'iniziativa era stata ideata per tenere in sicurezza i bambini prematuri, ora è stata estesa a tutti i neonati, così da preservare la loro salute senza essere scortesi.
È già diventato un vero trend negli Stati Uniti, dove diverse aziende producono piccoli cartellini da appendere al passeggino per far desistere le persone dal toccare i bambini: i messaggi sono di tutti i tipi, personalizzabili e in fondo molto semplici da realizzare anche a casa. I messaggi vanno dal semplice “Per favore non mi toccare” al “Sono piccolo e adorabile, però per favore non toccarmi“, oppure “so che sono molto carino, quindi guardare e non toccare“. L’idea arriva ovviamente dal mondo anglosassone, visto che negli Stati Uniti e in Gran Bretagna il simbolo “Don’t touch the baby, please” esiste da tempo.
Motivazioni sanitarie: perché la prudenza non è paranoia
A dispetto di quanto si potrebbe pensare, non si tratta di un'iniziativa paranoica ed eccessiva: sia il Covid-19 che altre infezioni neonatali possono essere trasmesse attraverso le mani, il respiro e il contatto con corpi estranei. La trasmissione di microrganismi responsabili delle infezioni neonatali, successive ai primissimi giorni di vita, avviene per lo più attraverso le mani, il respiro e il contatto di corpi estranei con la pelle o le mucose del piccolo.
In questo contesto, rivestono notevole importanza delle semplici regole d’igiene: un’accurata detersione delle mani che dovrà precedere qualsiasi accudimento diretto del bambino; l’eventuale uso da parte dell’adulto di mascherine sterili a protezione della bocca e delle narici è opportuno per evitare il passaggio attraverso il respiro di micro-organismi diretti sul neonato, in caso di infezioni delle vie respiratorie del genitore o di chi accudisce direttamente il neonato al momento della poppata, del cambio di pannolino, del coccolamento.
Anche il più piccolo attacco batterico o virale potrebbe compromettere la salute del piccolo e, successivamente, rappresentare persino un pericolo per la sua vita. Senza voler sembrare paranoici o germofobici, le persone più disparate, anche perfetti sconosciuti, quando vedono un neonato non riescono proprio a resistere. È chiaro che i nostri figli devono scoprire il mondo ed esplorare tutto quello che c’è attorno, ma con i loro tempi!
COME STAMPARE CARTELLINI FRONTE E RETRO ORO E ARGENTO IN MODO SEMPLICE E VELOCE
L'approccio psicologico e il rispetto della natura del bambino
La campagna di sensibilizzazione nel rispetto dei neonati con il cartello “guardare, ma non toccare!” nasce dall’esperienza, dall’osservazione e dalla conoscenza di tante famiglie. Quando si diventa genitori, tiriamo fuori come leoni e leonesse un forte istinto protettivo verso i nostri piccoli. Da diversi studi della psicologia pre e peri-natale, il bambino nei 9 mesi successivi alla sua nascita è come se fosse dentro l’utero della madre. È un periodo delicato e di adattamento. Non solo la madre, ma anche il bambino vive un grosso momento traumatico e forte alla nascita dove passa dal buio, liquido e calore, alla luce, rumori non più ovattati, aria bella fresca e niente liquido.
Molti dei nostri traumi, problemi o disturbi, movimenti ripetitivi vengono determinati dal nostro tipo di nascita. Il più possibile nei primi 9 mesi il bambino deve vivere in una situazione tranquilla a contatto (più possibile pelle a pelle) con mamma e papà. È molto importante il contatto con i nonni. Semplicemente quello che vi chiedo è di approcciarvi con massimo rispetto ed in punta di piedi perché hanno bisogno di tempo per adattarsi a questo mondo, chiedendo sempre il permesso al genitore, anche se è vostro figlio.
Siamo l’unico mammifero che dipende per molto tempo dalla mamma. Negli animali nel giro di poche ore diventano autonomi. Per noi umani non è così! Un tempo la madre era completamente a riposo, le donne della famiglia facevano tutto per lei perché doveva recuperare le forze e dedicarsi ad instaurare un buon legame con il piccolo. Chiedi sempre il permesso alla madre per prenderlo in braccio, se proprio non resisti.
Oltre l'igiene: il diritto al consenso
C’è un ulteriore tema, di cui si discute soprattutto in Gran Bretagna, dietro la scelta di usare questi cartelli, che è quello del consenso: queste etichette, infatti, servono ai genitori per difendere il diritto al consenso dei loro bambini, che ovviamente ancora non possono esprimersi in merito. Significa che spetta ai genitori spiegare agli estranei che lo spazio personale altrui non si invade e che non si mettono le mani addosso a un’altra persona, senza aver chiesto e ricevuto il permesso di farlo.
Un tema delicato e di grande attualità, che va tenuto d’occhio sin dalla prima infanzia e poi insegnato ai piccoli man mano che crescono. Nella speranza che le future generazioni imparino a portare rispetto per gli altri in tutti i sensi. Perché la mano dell’estraneo che sfiora la testa di un piccolo nel passeggino senza prima chiedere se può farlo, in fin dei conti, non è diversa da quella di un maleducato che appioppa un pizzicotto su un autobus affollato.

Consigli pratici per la comunicazione verso gli altri
Per chi volesse intraprendere questa strada, la realizzazione è semplice. Ti occorrono un paio di forbici grandi, un paio di forbici piccole o una formatrice, un nastrino e tanta fantasia! Nel file e nel video troverai tutte le istruzioni per la realizzazione e ci sono due versioni. Puoi scegliere quella che più ti piace.
Ricorda sempre alcune regole d'oro da trasmettere a chi si avvicina:
- Lava sempre le mani per bene, rispettando le indicazioni dell’OMS: strofina bene il sapone da un palmo all’altro e soprattutto appoggia il palmo destro sul dorso sinistro, incrociando le dita e viceversa.
- Mai riempire di baci un bambino in punti del suo corpo che potrebbe mettere in bocca.
- Parla CON lui e non di lui. Non rivolgerti al bambino come se non ci fosse, parlando in terza persona. Il bambino comprende l’intenzionalità di ciò che comunichi. Parla come se stessi parlando ad un adulto presente.
Quindi, ti chiedo di ricordarti che il bambino non è un bambolotto da sballottare. Chi lo dice che un bambolotto si può sballottare? Se lo tratti con rispetto come ogni oggetto della tua casa che ti permette di fare ciò che fai, dal cucinare al pulire al divertirti vedrai che anche tuo figlio tratterà gli oggetti con rispetto. Per il bambino in modo naturale ogni cosa è viva ed è parte di lui nella fase dell’animismo. Naturalmente tende a trattare tutto con cura, anche un bambolotto. Poi col nostro esempio che sballottiamo bambolotti ed oggetti lo farà anche lui.
L'evoluzione sociale in Italia
I cartelli per neonati, attualmente in gran voga negli Stati Uniti, cominceranno a spopolare anche in Italia? Oggi parliamo di una campagna di sensibilizzazione che vorrei lanciare nel rispetto dei neonati a tutti i neogenitori, neononni ed agli operatori vari della nascita d’Italia. La campagna di sensibilizzazione nel rispetto dei neonati con il cartello “guardare, ma non toccare!” nasce dalla mia esperienza.
In America ormai si tratta di una moda, mentre in Italia la tendenza si sta diffondendo più lentamente. Colpa, forse, del fatto che da noi la tendenza a far complimenti ai piccoli è davvero diffusissima e sembra sgarbato tirarsi indietro. In fondo, anche il Ministero della Salute, nel suo vademecum sull’infanzia, sollecita i genitori all’igiene dicendo “un’accurata detersione delle mani dovrà precedere qualsiasi accudimento diretto del bambino; l’eventuale uso da parte dell’adulto di mascherine sterili a protezione della bocca e delle narici è opportuno per evitare il passaggio attraverso il respiro di micro-organismi diretti sul neonato”.
Ma come si può essere certi che la gentile nonnina al parco si sia lavata accuratamente le mani prima di prendere la mano del nostro bebé o prima di accarezzarlo? In Gran Bretagna, alcune mamme hanno sottolineato come sia fondamentale per madri e padri esprimersi con l’etichetta “Don’t touch the baby” per difendere il diritto al consenso dei loro piccoli, che ancora non possono parlare.

Risorse per i genitori moderni
Esistono numerose opzioni per personalizzare il messaggio di protezione. Su piattaforme come Amazon ed Etsy si trovano diverse personalizzazioni di questo cartello. Basta cercare su Internet per trovare idee davvero originali: vengono, infatti, proposti segnali che “rifiutano” le carezze realizzati in compensato intagliato, in stoffa ricamata, in materiali colorati che sono anche piacevoli da vedere.
Mirko Badiale ha riassunto perfettamente il sentimento dietro questa pratica: “Bisognerebbe apporre un cartello sopra ogni bambino con su scritto: Maneggiare con cura contiene sogni.”. La protezione, in questo caso, non è sinonimo di isolamento, ma di creazione di una bolla di rispetto in cui il bambino possa crescere e adattarsi al mondo esterno con i suoi tempi, protetto dai rischi sanitari e rispettato come individuo fin dai suoi primi giorni di vita. Il cartello diventa quindi un ponte comunicativo tra il bisogno di salute del piccolo e il desiderio di contatto del mondo circostante, mediando la relazione in modo educato ma fermo.