Il Lago di Carezza, incastonato nel cuore delle Dolomiti in Alto Adige, rappresenta una delle mete più suggestive e iconiche per le famiglie che desiderano immergersi nella natura senza rinunciare alla comodità. Noto anche come "Lago Arcobaleno" per le sue acque cangianti che spaziano dallo smeraldo al turchese, questo specchio d’acqua è sovrastato dalle imponenti cime del Catinaccio e del Latemar. Sebbene sia possibile raggiungerlo comodamente in auto da Bolzano, passando per la Val d’Ega, o dalla Val di Fassa attraverso il Passo Costalunga, la bellezza del luogo viene pienamente apprezzata solo percorrendo i sentieri circostanti, spesso adatti anche a passeggini un po’ strutturati.

Un’esperienza accessibile: il sentiero per il Lago di Carezza
L’escursione che vi consigliamo vi condurrà in circa due ore al famoso Lago di Carezza, partendo da Obereggen. Il punto di partenza è situato presso il parcheggio che si trova poco dopo gli impianti di risalita, un’area che offre disponibilità anche per i camper. La salita è minima, fatta eccezione per alcuni brevi tratti, e la strada sterrata permette il transito di passeggini, rendendola una scelta ideale per chi viaggia con bambini piccoli. Lungo il tragitto, che si snoda tra boschi rigogliosi di abeti rossi - il cui legno pregiato viene talvolta utilizzato per la costruzione di violini - si incontrano numerose panchine che permettono di fare riposare i bimbi.
La via è molto frequentata da trekker e ciclisti, ma la carreggiata ampia garantisce una camminata agevole e sicura. Dopo aver oltrepassato un ponticello che sovrasta un ruscello, un momento di pura gioia per i più piccoli, si giunge finalmente alla meta. Una volta arrivati al lago, potrete percorrerne l’intero perimetro. Sebbene il lago sia un’area naturale protetta e non sia possibile fare il bagno - le acque raggiungono in estate una temperatura massima di soli 13 gradi - sono state allestite alcune zone con tavole e panche per una sosta rigenerante o uno spuntino.
La leggenda del Lago Arcobaleno
Il fascino del Lago di Carezza non è solo estetico, ma profondamente intriso di mitologia locale. Si narra che in questo bacino abitasse un tempo una ninfa bellissima di nome Ondina, dotata di una voce meravigliosa che intratteneva i viaggiatori di passaggio. Lo stregone Masarè, follemente innamorato di lei, cercò invano di conquistarla. La strega Langwerda gli suggerì allora di travestirsi da venditore di gioielli e di stendere un arcobaleno dal Catinaccio al Latemar per attirare la sirena. Masarè tentò il piano, ma la sua fretta lo tradì: dimenticò di completare il travestimento, la ninfa lo riconobbe e spaventata si tuffò nelle acque, scomparendo per sempre. Disperato e colmo di rabbia, lo stregone distrusse l'arcobaleno, gettandone i pezzi nel lago. Ancora oggi, è possibile osservare i colori sgargianti dell'arcobaleno nelle acque fatate di Carezza. Per ricordare questa fiaba, è stata posta una statua di bronzo raffigurante la ninfa Ondina proprio al centro dello specchio d’acqua.
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Consigli per le famiglie: oltre il Lago di Carezza
Avere dei bambini non significa rinunciare a escursioni in montagna; basta informarsi sulle caratteristiche del territorio. Oltre al giro pianeggiante del lago, chi desidera proseguire può salire, lasciando però il passeggino, fino al Lago di Mezzo in una ventina di minuti. Un'altra deviazione meritevole, percorribile con zaini e passeggini nonostante tratti di salita e discesa, è quella verso la Stadl Alm. Seguendo il sentiero 8 per circa tre quarti del percorso, si raggiunge questo maso dove è possibile gustare un ottimo yogurt fatto in casa con frutti di bosco.
Per chi soggiorna in zona, le possibilità sono ampie:
- Passo Lavazè: Un luogo immerso nella quiete, ideale per passeggiate dove si possono ascoltare i suoni della natura, come i campanacci delle mucche, e usufruire di parchi giochi dedicati ai piccoli.
- Malga di Slingia: In Val Venosta, un’escursione di circa 2 ore su sentiero misto asfaltato e sterrato.
- Malga Leadner e Knottenkino: Partendo da Avelengo, si raggiunge la malga per poi godere del panorama dal "cinema delle rocce" di Verano.
Aspetti tecnici e pratici per la visita
La Val d’Ega è un territorio affascinante e selvaggio, protetto dall’UNESCO. La segnaletica multilingue presente in zona spiega come questo atollo di pietra si sia originato circa 240 milioni di anni fa. Per chi visita il lago, è fondamentale ricordare che si tratta di un'area naturale da preservare, dunque l'accesso alle rive è vietato. Il parcheggio principale è a pagamento e collegato al lago tramite un sottopassaggio pedonale; nelle vicinanze si trovano negozi di souvenir, ristoranti e servizi igienici.
Stagionalità: quando visitare il lago
Il Lago di Carezza cambia volto a seconda della stagione:
- Inverno: Il lago si ghiaccia completamente, offrendo uno scenario fiabesco con boschi e montagne innevati.
- Primavera: Grazie allo scioglimento delle nevi che alimenta le sorgenti dal massiccio del Latemar, il lago raggiunge la sua massima estensione.
- Estate: È il periodo ideale per rinfrescarsi dalla calura e godere del contrasto cromatico tra le rocce, i boschi e le acque turchesi.
- Autunno: Il foliage trasforma il paesaggio in una tavolozza di colori caldi, perfetta per gli amanti della fotografia.

Ulteriori escursioni in Val d'Ega
L’ospitalità in Val d’Ega è eccezionale e si sposa perfettamente con l’esplorazione del territorio. Da Nova Ponente è possibile avventurarsi verso il Santuario di Pietralba o raggiungere Malga Belriposo, nota per le sue abbondanti colazioni che attirano numerose famiglie. Chi cerca avventura pura può spingersi verso la Roda di Vaèl, ricordando che, sebbene alcune rampe richiedano un po’ di sforzo fisico per sollevare il passeggino, il raggiungimento della cima ripaga ampiamente la fatica. La Val d’Ega, con i suoi scorci sul Catinaccio e sul Latemar, rimane una destinazione privilegiata per chi desidera coniugare l'amore per il trekking con le esigenze dei più piccoli, offrendo percorsi ben curati, strutture ricettive accoglienti e un ambiente naturale di rara bellezza che, fin dal primo sguardo, sembra catapultare ogni visitatore in una fiaba popolata da elfi e folletti.
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