
La gravidanza è un periodo di profondi cambiamenti fisiologici nel corpo femminile, e tra questi, il mantenimento di livelli adeguati di nutrienti è fondamentale per la salute sia della madre che del feto. Una delle carenze più comuni e potenzialmente problematiche è quella di ferro, una condizione che, se non gestita, può portare a diverse complicazioni, inclusi aborto spontaneo e parto pretermine. La carenza di ferro, che può portare a un’anemia microcitica, è una complicazione comune in gravidanza.
Il Ruolo Cruciale del Ferro nell'Organismo Materno e Fetale
Il ferro è un minerale indispensabile al nostro organismo, in particolare per la formazione e l’ossigenazione dei globuli rossi. Questo elemento è un componente chiave dell'emoglobina, la proteina responsabile del trasporto dell'ossigeno dai polmoni ai tessuti del corpo. Durante i mesi dell'attesa il sangue si diluisce, e questo fenomeno del tutto normale comporta automaticamente una riduzione dell’emoglobina e dell’ematocrito (percentuale del volume sanguigno occupato dai globuli rossi). Per le future mamme e i loro figli, la carenza può però essere particolarmente dannosa. L'organismo materno necessita di una quantità doppia di ferro rispetto al normale per produrre i globuli rossi nel feto. Per questo motivo, è normale che si sviluppi una carenza di ferro e, di conseguenza, anche l’anemia. Se c’è poco ferro, la prima a soffrire è la madre, perché tutto il suo ferro è assorbito dal nascituro. Bassi livelli di ferro espongono il bambino a diversi rischi, più o meno gravi.

Incidenza e Riconoscimento della Carenza di Ferro in Gravidanza
Circa una donna incinta su due è interessata da una carenza di ferro. Secondo uno studio effettuato in Belgio, un terzo delle donne in gravidanza ha carenza di ferro. I ricercatori del Saint-Pierre University Hospital a Bruxelles hanno monitorato 1.900 donne durante il primo trimestre di gravidanza misurando i livelli della ferritina e di anticorpi antitiroidei. Hanno scoperto che il 35% aveva carenza di ferro. L’anemia in gravidanza è una condizione piuttosto frequente.
La carenza di ferro si evidenzia dosando i livelli di sideremia e di ferritina nel sangue. Il valore del ferro (valore di emoglobina, valore di Hb e Fe) viene sempre controllato nell’ambito dei controlli preventivi in gravidanza. Non deve scendere al di sotto degli 11,2 grammi per decilitro. L’esecuzione del prelievo è indicata all’inizio della gravidanza (idealmente entro le prime tredici settimane) e dovrà poi essere ripetuta a 28 settimane, in modo da disporre di un tempo adeguato per il trattamento, qualora necessario. Con l’emocromo si individuano i casi con livelli di emoglobina bassa, ossia inferiori allo standard di riferimento per l’epoca di gravidanza. Se ti avvicini al valore limite, la tua levatrice o il medico ti parlerà di una terapia integrativa a base di ferro.
Sintomi della Carenza di Ferro
All’inizio, l’anemia è asintomatica o provoca solo sintomi vaghi, come stanchezza, debolezza, stordimento ed eventualmente pallore. I sintomi dell’anemia in gravidanza variano in base alla gravità e alla velocità con cui la condizione si sviluppa. Una carenza produce insufficienti livelli di emoglobina, proteina che trasporta l'ossigeno dai polmoni ai tessuti del corpo, provocando stanchezza, mancanza di respiro, palpitazioni. I sintomi includono debolezza, pallore, affaticamento rapido, letargia, mal di testa o difficoltà di concentrazione. Possono anche verificarsi palpitazioni e mancanza di respiro. Tuttavia, molte future mamme non notano la carenza di ferro o non la associano ai sintomi della gravidanza, e l’anemia viene diagnosticata tramite un esame del sangue di routine.
Siccome in gravidanza subentrano spesso stanchezza e lieve insufficienza circolatoria, questi sintomi sono spesso trascurati come indicatori di carenza di ferro. Tuttavia, quando si aggiungono anche mal di testa, pallore e altri sintomi, dovresti far verificare i tuoi livelli di ferro. Nelle forme più gravi, il polso diventa accelerato e debole, le donne perdono i sensi e la pressione sanguigna si abbassa.
Complicanze e Rischi Associati alla Carenza di Ferro in Gravidanza
Una donna incinta su tre può andare incontro a complicazioni della gravidanza, come aborto spontaneo o nascita pretermine, a causa della carenza di ferro. L’anemia non trattata adeguatamente può comportare alcune complicazioni, soprattutto a carico del nascituro. A livello materno i rischi determinati da bassi livelli di emoglobina in gravidanza sono: un aumentato rischio di preeclampsia, di distacco di placenta e di emorragia nel post-parto.
Se persiste, le conseguenze possono essere:
- Per il feto: Il feto non riceve la quantità di ossigeno necessaria per un normale accrescimento e sviluppo, specialmente del cervello. I rischi per il feto sono di ritardato sviluppo perché l’ossigeno all’interno dei globuli rossi è insufficiente.
- Per la madre: Le donne in gravidanza possono lamentare stanchezza eccessiva e affanno. Dopo il parto, il rischio di infezioni nella donna aumenta. Il sanguinamento fisiologico durante il travaglio e il parto possono causare, in queste donne, un aggravamento rischioso dell’anemia.
- Aumento del rischio di parto pretermine: Il rischio di travaglio pretermine è maggiore.
La carenza di ferro in gravidanza può avere un impatto negativo sul decorso della gravidanza. Aumenta il rischio di aborto spontaneo, parto prematuro e ritardo di crescita fetale.
Cause dell'Anemia in Gravidanza
La carenza di ferro è la causa più comune di anemia in gravidanza. Molte future mamme devono assumere integratori di ferro durante la gravidanza. L’anemia da carenza di ferro in genere è causata da assunzione insufficiente di ferro per via alimentare, perdita ricorrente di ferro nel sangue mestruale e perdita di sangue in una gravidanza precedente.
Le donne perdono normalmente e regolarmente ferro ogni mese con le mestruazioni; la quantità persa è pressappoco la stessa che si perde consumata ogni mese, pertanto le donne non accumulano molto ferro. La donna ogni mese ha le mestruazioni, quindi se perde sangue, perde anche ferro, soprattutto se il ciclo è troppo abbondante. In caso di gravidanza, questa carenza potrebbe rappresentare un problema molto serio, perché durante la gestazione la donna deve assumere molto più ferro, non soltanto per se stessa, ma anche per il feto.
In gravidanza bisogna assumere ferro?
Altre cause di sideremia bassa non sono soltanto legate a un ciclo abbondante, ma possono essere scatenate da perdite di sangue da altre fonti (ad esempio le emorroidi, l’intestino, ulcera o gastrite) o da malassorbimento di ferro. Ci si deve attivare a 360 gradi per capire quali siano le reali cause dell’anemia, che può essere provocata anche dalla carenza di acido folico e vitamina B12 che sono altrettanto indispensabili in gravidanza. Un’altra causa comune è dovuta all’insufficiente assunzione di ferro attraverso l’alimentazione.

Nel 10% dei casi inoltre questa carenza è collegata a problemi alla tiroide. Anche chi non è in gravidanza, e soffre d’ipotiroidismo, può avere carenza di ferro, perché spesso questa patologia si associa a una gastrite che può causare il malassorbimento del ferro dato per bocca. Se una donna ha una tiroide che funziona ancora bene, ma è al “limite massimo” della sua funzione, cioè soffre d’ipotiroidismo subclinico, in gravidanza soffrirà sicuramente d’ipotiroidismo e dovrà essere trattata per mantenere una perfetta funzione degli ormoni tiroidei. L’ipotiroidismo in gravidanza è molto pericoloso, gli ormoni tiroidei sono indispensabili per formare il sistema nervoso del feto.
Trattamento e Prevenzione della Carenza di Ferro
Il trattamento della carenza di ferro inizia con l’assunzione orale di integratori di ferro. In assenza di anemia falciforme o talassemie, il trattamento dell’anemia in gravidanza prevede la somministrazione di ferro per bocca al fine di ristabilire le riserve di questo elemento. Di solito si usano i composti ferrosi, cioè un ferro coniugato con altri elementi. La durata della terapia e la dose vanno regolati in base ai valori ematici.
A seconda del produttore, gli integratori devono essere presi a stomaco vuoto o insieme a un pasto. Se la futura mamma tollera male gli integratori orali di ferro, potrebbe essere necessaria una trasfusione di ferro per via endovenosa. Sul mercato esistono diversi integratori di ferro che le donne in attesa possono assumere. I farmaci che hanno una composizione comprovata, a differenza degli integratori alimentari, sono considerati i più efficaci. Per questo motivo, le donne in gravidanza dovrebbero assumere i farmaci prescritti dal medico. A volte ci vuole un po’ di tempo per trovare il preparato giusto. Se la donna presenta carenza di ferro, al neonato si somministrano integratori di ferro.
I livelli di ferro nel sangue devono essere monitorati non soltanto durante la gravidanza, ma anche nella fase che precede il concepimento. Prima di tutto occorre verificare se la dieta e le abitudini alimentari della paziente siano corrette, informarsi sulle caratteristiche delle mestruazioni soprattutto se siano abbondanti o vi siano delle perdite tra le mestruazioni. È sempre consigliabile un esame dell’emocromo per il dosaggio del ferro e della ferritina, e se il ferro fosse basso, si deve integrare per bocca o se necessario per via iniettiva.
Alimentazione e Assorbimento del Ferro
Il ferro può essere assunto con l’alimentazione. I cibi di origine animale sono quelli che garantiscono un’assimilazione più efficace. Ricordiamo di non eccedere con il consumo di questi alimenti e di cuocerli bene prima di mangiarli. Il ferro è un minerale presente in una serie di alimenti, tra cui carne, fagioli, noci, cereali integrali e frutta secca. Il ferro è soprattutto presente nella carne rossa e il fegato ne contiene la più alta quantità. Carne, pesce, verdure rosse, carote, spinaci, cereali integrali (fiocchi d’avena, miglio), mandorle, legumi, bacche scure, succhi di frutta rossi, noci (soprattutto noci del Brasile), frutta secca, denti di leone e ortica contengono naturalmente molto ferro. Quantità ancora maggiori di ferro sono contenute in succhi speciali.

Inoltre, per migliorare l’assorbimento di ferro, è buona norma associare al pasto cibi contenenti Vitamina C (kiwi, fragole, agrumi, radicchio, pomodari) che possono aumentarne il grado di assorbimento. Caffeina, teina, bevande contenenti fosfati come ad es. la limonata, così come il calcio nel latte riducono l’assorbimento del ferro proveniente dall’alimentazione. Con l’alimentazione puoi prevenire una carenza di ferro o riequilibrarla.
Il nostro consiglio è di unire sempre ad una sana alimentazione anche una corretta integrazione. Per gli adulti tra 19-50 anni, il National Institutes of Health (NIH) raccomanda un apporto giornaliero di 8 mg per gli uomini e di 18 per le donne, che salgono a 27 mg durante la gravidanza, per consentire la crescita fetale e placentare. Perché con la dieta abituale è difficile assorbire una quantità molto maggiore di ferro e la carenza di ferro in gravidanza è ampiamente diffusa.
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Anemia da Carenza di Folato e Anemia Falciforme in Gravidanza
Oltre alla carenza di ferro, la carenza di folato (acido folico) può anche causare anemia durante la gravidanza. Se il folato risulta insufficiente, il rischio di partorire un bambino con difetti congeniti del cervello o del midollo spinale (difetto del tubo neurale), come la spina bifida, è maggiore. L’assunzione di integratori di folato prima della gravidanza e durante la stessa riduce il rischio di difetti del tubo neurale del bambino.

L’anemia falciforme è un altro tipo di anemia che può complicare la gravidanza. Oltre a causare sintomi di anemia, l’anemia falciforme aumenta il rischio delle seguenti situazioni in gravidanza: infezioni (polmonite, infezioni delle vie urinarie e infezioni uterine sono le più comuni), pressione alta, insufficienza cardiaca, ostruzione delle arterie polmonari da parte di coaguli di sangue (embolia polmonare), che può essere potenzialmente letale. Aumenta anche il rischio di problemi nel feto, come crescita insufficiente (sottopeso per l’età gestazionale) e nascita pretermine. Più grave è l’anemia falciforme prima della gravidanza, maggiore sarà il rischio di problemi di salute per la donna e il feto, e maggiore il rischio di morte del feto durante la gravidanza. L’anemia falciforme di solito peggiora con l’avanzare della gravidanza.

Nel corso della gestazione, come in qualsiasi altro momento, può verificarsi un improvviso e grave episodio doloroso, definito crisi falciforme. Se la donna riceve regolari trasfusioni di sangue, il rischio di crisi falciformi è meno probabile, ma aumentano le probabilità di rigetto del sangue trasfuso. Tale condizione, definita alloimmunizzazione, può essere potenzialmente letale. Inoltre, le emotrasfusioni nelle donne in stato di gravidanza non riducono i rischi per il feto. Pertanto, le trasfusioni sono usate solo se si verifica una delle seguenti condizioni: l’anemia causa sintomi, insufficienza cardiaca o una grave infezione batterica, o sviluppo di gravi problemi, come un’emorragia o un’infezione del sangue (sepsi), durante il travaglio e il parto. In casi di crisi falciforme, si adotta lo stesso trattamento seguito prima della gravidanza. È necessario il ricovero in ospedale e la somministrazione di liquidi per via endovenosa, ossigeno e farmaci analgesici.
Gestione e Monitoraggio
Per capire la diffusione del rischio, i ricercatori del Saint-Pierre University Hospital a Bruxelles hanno monitorato 1.900 donne durante il primo trimestre di gravidanza misurando i livelli della ferritina e di anticorpi antitiroidei. Hanno scoperto che il 35% aveva carenza di ferro.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate. Di base vale questa regola: i consigli qui indicati non forniscono alcuna base per l’autodiagnosi medica o l’autotrattamento.
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