La nascita di un capretto rappresenta un momento cruciale per ogni allevatore, portando con sé gioia ma anche responsabilità gestionali talvolta complesse. Può capitare, specialmente con madri primipare, che la capra rifiuti il piccolo, mostrandosi aggressiva o disinteressata, o che il capretto stesso manifesti difficoltà nell'attaccarsi. Comprendere le dinamiche di questo comportamento, riconoscere precocemente i segnali di malessere e conoscere i protocolli corretti per l'allattamento artificiale sono elementi fondamentali per garantire la sopravvivenza e la crescita ottimale del piccolo.

Analisi delle cause del rifiuto e del deperimento materno
Quando una capra rifiuta il proprio capretto, le cause possono essere molteplici e non sempre legate a una mancanza di "istinto materno". In molti casi, il rifiuto è la manifestazione di un problema di salute sottostante della madre. Se la capretta è dimagrita, presenta inappetenza o febbre (superiore ai 38°C), è probabile che il suo organismo stia gestendo una condizione di forte stress fisico o patologico.
Un fattore determinante che può inibire l'allattamento è la mastite. Questa infiammazione della ghiandola mammaria, spesso causata da batteri come gli Stafilococchi, può rendere la poppata estremamente dolorosa per la madre, spingendola ad allontanare il piccolo o a scappare quando questo tenta di nutrirsi. Le forme di mastite possono variare da quella iperacuta, con sintomi evidenti come gonfiore, calore e dolore, a quella subclinica, che risulta invisibile esternamente ma altera la qualità del latte.
È essenziale consultare il veterinario non appena si nota che la madre non permette al capretto di attaccarsi o se la capra manifesta inappetenza. Una diagnosi tempestiva è vitale, poiché una madre deperita non è in grado di garantire un adeguato apporto nutrizionale alla prole, potendo arrivare a "perdere il latte" a causa delle criticità sistemiche del suo organismo.
Intervento d'emergenza: colostro e gestione dei primi giorni
Il colostro è il primo latte prodotto dalla madre subito dopo il parto ed è di importanza vitale per il sistema immunitario del neonato. Devi procurartelo entro le prime 24 ore di vita della capretta neonata; dopo questo arco temporale, l'intestino del piccolo perde la capacità di assorbire le immunoglobuline contenute in questo prezioso alimento.
Se la madre è aggressiva o rifiuta il piccolo, è necessario intervenire prontamente:
- Disinfezione: La prima cosa da fare al momento della nascita dei capretti è la disinfezione dell'ombelico, utilizzando mercurio cromo o spray antibiotici.
- Colostratura: Assicurarsi che il piccolo assuma la corretta quantità di colostro, somministrandolo con il biberon o, se necessario, con una sonda. L'utilizzo di un rifrattometro permette di valutare la qualità del colostro materno, garantendo che sia di alto livello.
- Assistenza alla poppata: Per stimolare il capretto ad attaccarsi, una tecnica utile consiste nel toccare con indice e pollice la base della coda; il riflesso di scodinzolio che ne deriva è spesso il segnale propizio per avvicinarlo alla mammella.
POSIZIONI PER ALLATTARE AL SENO E UN ATTACCO PROFONDO - VIDEO TUTORIAL ALLATTAMENTO
L'allattamento artificiale: quando e come procedere
Qualora il legame naturale tra madre e figlio non possa essere ristabilito, l'allevamento artificiale diventa l'unica via per la sopravvivenza del piccolo. Sebbene i cuccioli di capra possano crescere anche con un prodotto artificiale, è sempre meglio utilizzare sostanze naturali quando possibile.
Se la madre non produce abbastanza latte o è sotto cure veterinarie che ne compromettono la qualità, è possibile ricorrere al latte in polvere specifico per ovicaprini, reperibile presso i consorzi agrari. È importante pesare il cucciolo regolarmente e adattare le dosi delle poppate, calcolando sempre il 10-12% della sua massa corporea giornaliera. In linea generale, dovresti cercare di allattare la capretta tre o quattro volte al giorno, distribuendo i pasti nell'arco delle 24 ore, visto che i cuccioli hanno bisogno di mangiare di giorno come di notte.
Gestione del biberon e transizione
Cerca di avere pazienza quando la allatti per la prima volta. Fai penzolare la tettarella sopra la sua testa, più o meno alla stessa altezza delle mammelle della madre, per aiutare il cucciolo a capire istintivamente che deve succhiare. È del tutto normale che impieghi qualche giorno ad abituarsi; tuttavia, se il problema persiste e il cucciolo non riceve regolarmente il nutrimento, consulta nuovamente il veterinario.
Gestione della madre durante il recupero
Se la madre deve essere separata dal piccolo per cure veterinarie, è fondamentale gestire correttamente la sua fase di asciutta per evitare complicazioni come la mastite. La mungitura deve essere eseguita in modo scalare: due volte al giorno, poi una volta al giorno (per qualche giorno), poi a giorni alterni, aumentando progressivamente l'intervallo fino a esaurimento della produzione.
Dopo ogni mungitura, è consigliabile eseguire spugnature sulla mammella (solo sulla mammella, non sulla pancia) con acqua fredda. È inoltre cruciale modificare la dieta della capra: evitare alimenti freschi come pascolo o erba, frasche e frutta, e prestare molta attenzione ai mangimi concentrati. La dieta dovrebbe basarsi su BUON FIENO e acqua sempre pulita. Infine, la pulizia della lettiera è fondamentale: rimuovi sempre le deiezioni, specialmente se la capra è in fase di sverminazione, per evitare che i parassiti reinfechino l'animale.

Svezzamento graduale e corretta alimentazione
Il percorso di crescita dei capretti segue tappe precise che richiedono attenzioni costanti:
- Prima settimana: Madri e capretti devono essere alloggiati in un settore della stalla provvisto di un’abbondante lettiera di paglia, aggiunta e pulita giornalmente.
- Seconda-terza settimana: Ai piccoli può essere fornito foraggio di ottima qualità. Se si vuole accelerare lo svezzamento, è possibile predisporre un piccolo box, accessibile solo ai piccoli, con del mangime da svezzamento in mangiatoia. I capretti impareranno per imitazione a mangiare la loro razione.
- Quarta settimana: Dopo il primo mese, se si intende mungere la capra, è necessario separare i capretti durante la notte, garantendo loro un ambiente asciutto e, se necessario, riscaldato con lampade a infrarossi. La mattina, dopo la mungitura, i piccoli possono essere riuniti alle madri.
- Ottava settimana: Lo svezzamento si conclude quando l'integrazione con il mangime ha raggiunto gradualmente i 200 grammi per capo al giorno.
Prevenzione delle patologie mammarie e benessere ambientale
La prevenzione gioca un ruolo chiave nella salute dell'intero allevamento. La pulizia degli ambienti è la base fondamentale; per chi munge, è essenziale disinfettare i capezzoli dopo ogni mungitura con appositi prodotti e dispositivi (bottigliette con applicatore), una pratica che riduce dal 30 al 40% la percentuale di nuove infezioni.
Per chi non munge, è necessario controllare comunque che i capretti riescano a bere tutto il latte prodotto dalle madri. Una differenza di dimensione tra le due metà della mammella è spesso indice di uno sbilanciamento dovuto a una fissazione dei capretti su una sola ghiandola. È necessario intervenire mungendo manualmente la parte eccedente. Ricordate infine di scartare per la rimonta i soggetti figli di capre che hanno manifestato mastiti, poiché è stato dimostrato un fattore genetico di predisposizione alle infezioni mammarie. La cura meticolosa dell'ambiente in cui vivono i piccoli, con la regolare sostituzione della paglia, garantisce un futuro sano all'intero allevamento.