La figura della "Bella 'mbriana" è profondamente radicata nel tessuto culturale e nelle tradizioni di Napoli, rappresentando uno spirito benefico della casa, custode dell'armonia domestica. Questo mito millenario, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, continua a esercitare un fascino enigmatico, intrecciandosi con le vite e le credenze dei napoletani. La sua essenza è legata a concetti come il calore, il focolare domestico e la serenità familiare, tanto da essere invocata nelle situazioni più delicate e rispettata con usanze che ancora oggi persistono.
Origini e Significato del Nome
Il nome "Bella 'mbriana" deriva con molta probabilità dalla parola "meridiana", che designa lo strumento che segna il passaggio del sole, simbolo del calore e della luce del giorno, elementi strettamente connessi al focolare domestico. Questo legame suggerisce che lo spirito appaia durante le ore più luminose, nella cosiddetta "controra", un momento di quiete e raccoglimento. In alternativa, il termine potrebbe derivare da "mariana", indicando un'ombra, un riparo, o un'essenza eterea e quasi impalpabile.

L'Aspetto e le Caratteristiche della Bella 'Mbriana
Le sembianze della Bella 'mbriana sono quelle di una donna di straordinaria bellezza, dal viso dolce e sereno. Veste solitamente un lungo abito bianco, simbolo di purezza e raffinatezza. La sua presenza è discreta ma costante, vegliando sulla casa e sui suoi abitanti. Ama l'ordine e la pulizia, e una dimora trascurata può renderla irascibile, portando con sé conseguenze negative. La sua natura benevola la rende una sorta di "fata" protettrice, legata al destino (dal latino "fatum") delle famiglie che accoglie.
Il Mito e le Leggende sulla Bella 'Mbriana
La leggenda narra di una principessa, tradita nell'amore, che vagò infelice tra i vicoli di Napoli. Trovando ospitalità in alcune case, il suo ricco padre ricompensava generosamente coloro che le offrivano riparo. Questo racconto sottolinea l'importanza dell'ospitalità e della generosità, valori che la Bella 'mbriana sembra premiare.
Un aspetto affascinante legato alla sua figura è la credenza che, se uno sguardo umano la sfiorasse, potrebbe trasformarsi in una farfalla o in un geco. Questo piccolo rettile, simile a una lucertola, che caccia insetti vicino alle luci nelle sere d'estate, è considerato un portafortuna a Napoli proprio per il suo legame con questa "fata capricciosa". I napoletani evitano di cacciarlo o disturbarlo, riconoscendo in esso un segno della presenza benevola.

Usanze e Rispetto nei Confronti della Bella 'Mbriana
Il profondo rispetto per la Bella 'mbriana si manifesta in diverse usanze. Tra le più note, vi è quella di aggiungere un posto in più a tavola durante i pasti, lasciando una sedia vuota in casa a sua disposizione, per offrirle riposo e accoglienza. Si crede che se tutte le sedie fossero occupate, la Bella 'mbriana potrebbe andarsene, portando con sé sciagure dovute alla mancanza di ospitalità.
In passato, quando si pianificava un trasloco, si cercava di parlarne fuori casa, per non avvisarla e rischiare di provocarne l'ira. Allo stesso modo, ristrutturare un appartamento poteva essere interpretato come un'offesa, con il rischio di essere colpiti da lutti. Un proverbio popolare recita infatti: "Casa accunciata morte apparecchiata", alludendo a questa connessione tra il rinnovamento della casa e la morte.
Ancora oggi, le persone più anziane, soprattutto quelle del popolo, rivolgono un saluto rispettoso alla Bella 'mbriana entrando o uscendo di casa, talvolta pronunciando ad alta voce: "Buonasera, bella 'mbriana mia".
La Bella 'Mbriana nella Cultura Napoletana: Letteratura e Teatro
La Bella 'mbriana è una figura ricorrente in ambito letterario e musicale napoletano. Non è solo uno spirito del focolare domestico o un "genius loci" di derivazione latina, ma un'entità complessa, amata e temuta, che incarna un ruolo centrale nella cultura partenopea.
Il volumetto dedicato alla protettrice della casa, scritto da Claudio Pennino e pubblicato da Langella Edizioni, esplora le origini di questo mito, raccontando aneddoti sorprendenti e inquietanti. Pennino la descrive come una vera e propria fata, capace di legarsi profondamente alle persone. La canzone di Pino Daniele, "Bella 'Mbriana", con il verso "sta appesa a nu filo d'oro", simboleggia proprio questo legame sottile e prezioso. La canzone evoca la figura della fata che si lega così strettamente a una persona da seguirla ovunque, persino in un nuovo domicilio, e che può manifestare il suo dispiacere, persino piangere, se si sente abbandonata.
Esistono anche racconti di manifestazioni più tangibili della sua benevolenza: una donna che, ponendo una moneta in un cassetto, ne trovò tre il giorno dopo, interpretando il gesto come un segno di favore. Tuttavia, commise l'errore di confidare il fatto a una vicina; al suo ritorno, le monete si erano trasformate in carbone, monito sul fatto che i favori della Mbriana sono da custodire gelosamente.
La Bella 'Mbriana è considerata l'opposto della "janara", uno spirito negativo associato alle sventure. Protegge i bambini e si dice che accompagni le loro anime in un'altra dimensione in caso di morte prematura. È una sorta di "seconda madre" per chi abita una dimora, una figura la cui importanza è stata finalmente riconosciuta con pubblicazioni dedicate.
Lo Spirito della Bella Mbriana
La Bella 'Mbriana nel Contesto Teatrale e Contemporaneo
La figura della Bella 'mbriana ha trovato spazio anche nel teatro napoletano, arricchendo il panorama delle rappresentazioni che esplorano le radici culturali della città. Un esempio significativo è lo spettacolo "Scannasurice" di Enzo Moscato, del 1982, ripreso poi da Carlo Cerciello. Ambientato dopo il terremoto del 1980, lo spettacolo presenta una discesa agli "inferi" di un personaggio androgino, immerso in un ipogeo napoletano. Qui, tra elementi arcani della napoletanità, convivono topi (metafora del popolo) e fantasmi delle leggende metropolitane, tra cui la Bella 'mbriana e il Munaciello. Il personaggio, un "femminiello" dei Quartieri Spagnoli, è una creatura senza identità definita, quasi mitologica, che attraversa un dialetto lirico e suggestivo, mescolando imprecazioni, filastrocche e memorie antiche. La rappresentazione di Imma Villa, che ha ottenuto il Premio della Critica, esalta l'ambiguità e l'eccesso del personaggio, rendendo lo spettacolo un'opera profondamente affascinante, caratterizzata dalla potenza della parola.
In un’ottica di rivitalizzazione culturale, l'artista serba Slobodanka Ciric, legata a Napoli, ha recentemente portato in scena la figura della Bella 'mbriana. Attraverso la sua interpretazione, Ciric mira a risvegliare la speranza e a infondere un messaggio di rinascita e resilienza, specialmente nel contesto post-pandemico. "Spezzando la catena di mestizia e ripercorrendo le leggendarie tracce della Bella 'mbriana," ha dichiarato Ciric, "farò dono nelle case che mi accoglieranno del Corno anti Covid creato e realizzato dalla nota artista e ceramista Paola Capriotti." Questo gesto simbolico, che unisce la tradizione mitologica all'attualità, evidenzia la capacità della figura della Bella 'mbriana di adattarsi e di continuare a parlare al presente, offrendo conforto e un segno tangibile di protezione in tempi incerti.
L'iniziativa di Ciric sottolinea come la Bella 'mbriana, pur essendo una figura mitologica, possa materializzarsi metaforicamente nella vita quotidiana, portando con sé un messaggio di positività e continuità. La sua presenza evoca un legame ancestrale con la terra e le tradizioni, un punto fermo in un mondo in costante cambiamento.

La Bella 'Mbriana e il suo Contatto Femminile: 'o Munaciello
Spesso la figura della Bella 'mbriana viene associata o contrapposta a quella de 'o Munaciello, un altro spirito tipico del folklore napoletano. Mentre la Bella 'mbriana è lo spirito benefico e custode della casa, 'o Munaciello è una figura più ambigua, a volte dispettosa, a volte portatrice di fortuna, spesso legato a storie di tesori nascosti e a un carattere più irrequieto. La loro coesistenza nel pantheon delle credenze popolari napoletane arricchisce ulteriormente il panorama delle entità soprannaturali che popolano l'immaginario collettivo della città. La Bella 'Mbriana, con la sua aura di protezione e cura, rappresenta un contrappunto rassicurante alla natura più imprevedibile de 'o Munaciello, offrendo una visione completa delle forze che, secondo la tradizione, vegliano sulle dimore napoletane.