Candida in Gravidanza: Panoramica Completa su Cause, Sintomi, Rimedi Naturali e Prevenzione per il Benessere di Mamma e Bambino

La candida femminile è un’infezione vaginale molto comune, causata principalmente dal fungo Candida Albicans. Questo disturbo può manifestarsi anche durante il periodo più delicato di una donna, la gravidanza, soprattutto durante il primo trimestre. La candida in gravidanza è un’evenienza molto comune tra le future mamme e un’infezione vaginale. In genere l’infezione da candida in gravidanza non comporta rischi particolari per il feto o per la mamma, tuttavia non è una condizione da sottovalutare. Per questa ragione è consigliato rivolgersi al proprio ginecologo fin dalla comparsa dei primi sintomi, in modo da individuare i trattamenti più opportuni per curare tale disturbo. Nonostante si pensi che l’infezione da candida non dovrebbe avere effetti negativi sul decorso della gravidanza e sul benessere del feto, i sintomi possono causare un notevole disagio alla donna. È importantissimo comprendere che le informazioni contenute in questa pagina non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio o indicazione riportata.

Candida Albicans: Un Lievito Commensale che può Diventare Patogeno

La candida è un’infezione provocata da funghi che appartengono al genere Candida, solitamente da Candida albicans. Candida albicans è un micete responsabile d'infezioni che possono potenzialmente interessare ogni parte del corpo. Ricordiamo, inoltre, che Candida albicans è considerato un lievito saprofita, dato che vive in simbiosi con l'organismo umano, partecipando alla digestione degli zuccheri. Comune “ospite” della mucosa orale, intestinale e vaginale, il fungo Candida albicans è normalmente innocuo ma, se il microambiente in cui vive viene alterato, può diventare patogeno e proliferare in modo incontrollato dando vita a un’infezione che provoca sintomi quali prurito, dolore e bruciore. Di solito questo organismo vive all’interno dell’ambiente vaginale senza causare alcun sintomo, poiché è tenuto sotto controllo dalla flora batterica.

A provocarla è la proliferazione oltre la norma, a livello del microbiota vaginale, di funghi appartenenti alla specie Candida, presenti, in quadri fisiologici, come commensali. Quasi sempre - circa l’85% dei casi - a causare l’infezione è il fungo noto come Candida albicans. Albicans è il nome della tipologia di candida più comune, essendo responsabile dell’80% dei casi, ed è anche quella che si presenta con la sintomatologia più chiara e facile da riconoscere. Le infezioni da candida possono colpire fino al 75% delle donne almeno una volta nella vita. Come già anticipato, l’infezione è causata generalmente da Candida albicans; tuttavia, possono essere implicate altre specie di candida come Candida glabrata, parapsilosis e tropicalis. Queste diverse tipologie derivano da diversi ceppi micotici. La candida colpisce prevalentemente il genere femminile, ma può interessare anche gli uomini.

Microscopio Candida Albicans

Le Cause e i Fattori di Rischio della Candidosi in Gravidanza

Normalmente il fungo Candida Albicans è presente all’interno del nostro organismo, ma solo in seguito a particolari condizioni, come la gestazione, può moltiplicarsi fino a causare l’infezione. Infatti, il periodo della gravidanza è di per sé una condizione ideale per la proliferazione del fungo perché si verificano una serie di cambiamenti nell’organismo delle future mamme, tali da consentirne lo sviluppo a livello vulvo-vaginale. Le infezioni vaginali da candida durante la gravidanza, specialmente a partire dal secondo trimestre, sono dunque più frequenti rispetto ad altri momenti, proprio per i numerosi cambiamenti nel corpo della donna.

Il principale fattore che determina l’insorgenza della candidosi vaginale in gravidanza è l’elevata concentrazione di estrogeni, i quali causando un’alterazione del pH vaginale creano l’ambiente ideale per la proliferazione del fungo, scatenando l’infezione. Durante la gravidanza, le donne sono particolarmente esposte al pericolo di contrarre questa infezione, ciò è dovuto all’aumento del tasso di estrogeni in circolo e all’aumentato tasso di glicogeno in vagina che, alterando l’equilibrio dell’ecosistema locale, rendono più aggressiva la candida in gravidanza.

Tra le altre cause della candida in gravidanza troviamo:

  • L’assunzione di antibiotici che possono alterare la flora batterica intestinale, distruggendo i Lattobacilli e i Bifidobatteri.
  • L’utilizzo di detergenti intimi aggressivi.
  • Cambiamenti ormonali, in particolare l'incremento dei livelli di estrogeni.
  • Stress intenso e nervosismo, poiché lo stress può favorire o potenziare l'infezione.
  • Difese immunitarie basse o calo delle difese immunitarie.
  • Alimentazione scorretta, soprattutto un’alimentazione ricca di zuccheri. Lieviti e zuccheri semplici sono ciò di cui si nutre il fungo, anche attraverso ciò che mangiamo noi.
  • Diabete, incluso il diabete gestazionale.
  • L'inquinamento.
  • Alcolismo e tabagismo.
  • Anemia.

A favorire l’infezione possono contribuire abitudini poco sane a tavola, in primis l’eccesso di zuccheri. Tra gli altri fattori di rischio spiccano il diabete gestazionale e le terapie con alcune tipologie di antibiotici, soprattutto l’amoxicillina. Da non trascurare è altresì il ruolo dello stress e della biancheria realizzata con tessuti sintetici. Alcune situazioni favoriscono la trasformazione della candida da lievito a fungo saprofita. Come le temperature della primavera e ancor più dell’estate: l’ambiente caldo e umido a livello vaginale favorisce l’aumento delle infezioni da candida. Infine, tra le cause di candida vi è anche l’insufficiente areazione delle zone genitali a causa di indumenti stretti o sintetici e l’utilizzo di detergenti e lavande inadeguati. Talvolta lo stress, un'alimentazione scorretta o una terapia antibiotica distruggono la flora batterica naturale, provocando la candida vaginale. È importantissimo comprendere le cause psicologiche alla base del disturbo.

Come si Manifesta: I Sintomi della Candida in Gravidanza e Oltre

I sintomi della candida in gravidanza sono facilmente riconoscibili, sebbene il decorso della candida in gravidanza sia abbastanza tipico, riconoscerla non è così semplice. Riconoscere la candida in gravidanza è importante perché nel corso dei tre trimestri l’infezione può prolungarsi e associarsi a una maggiore gravità dei sintomi, dovuti ai cambiamenti che avvengono a livello ormonale. I sintomi della candidosi dipendono chiaramente dalla localizzazione dell'infezione. In alcuni casi, si ha a che fare con manifestazioni fisiologiche della dolce attesa.

Tra i principali sintomi a livello vaginale troviamo:

  • Bruciore intimo.
  • Prurito intimo interno ed esterno, un forte prurito localizzato ai genitali, non solo all’esterno ma anche internamente.
  • Comparse di perdite bianche simili a ricotta, condizione che prende il nome di leucorrea. A questi sintomi si associano le caratteristiche perdite vaginali bianche e inodori, dalla consistenza simile alla ricotta o al latte cagliato.
  • Arrossamento della vulva e della vagina, visibile arrossamento nella zona della vulva.
  • Sensazione di bruciore durante la minzione e dolore mentre si urina.
  • Sensazione di dolore nel corso dei rapporti sessuali, dolore durante o dopo i rapporti sessuali.

Questi sintomi possono palesarsi anche in momenti dell’esistenza diversi dalla gestazione. Nelle donne, si manifestano tipicamente con arrossamento delle mucose genitali, perdite bianche e prurito. Negli uomini è evidente un’eruzione cutanea con arrossamento del glande, talvolta con coinvolgimento del prepuzio, accompagnata da bruciore. Possono presentarsi in concomitanza perdite biancastre e materiale caseoso intorno al prepuzio.

Quando la candida interessa il cavo orale si manifesta con puntini bianchi a ridosso delle mucose boccali e della lingua. Nei neonati questa forma di candidosi crea notevole fastidio durante la suzione del latte materno e viene chiamata mughetto. A livello intestinale la presenza di candida è associata a sintomi come gonfiore con fasi alterne di diarrea e stitichezza associate anche a immotivato senso di affaticamento.

Sintomi candida in gravidanza

La Diagnosi della Candida Vaginale: Passi Cruciali per un Trattamento Efficace

Alla comparsa di uno o più di questi sintomi è consigliabile rivolgersi al proprio medico di fiducia in modo tale da accertare le cause che hanno dato origine all’infezione e la terapia da seguire per poterla curare. Tra le varie cose che è opportuno fare quando si decide di avere un bambino è importante eseguire un tampone vaginale per escludere infezioni come la candida.

Per accertare la presenza dell’infezione, è reperibile in farmacia un test rapido che rileva la presenza della candida vaginale. Dopodiché, una volta accertata la micosi, è bene rivolgersi al proprio medico. La diagnosi di candida vaginale richiede una visita ginecologica con tampone vaginale ed esame colturale per identificare e differenziare i vari tipi di candida. Nel caso di soggetti che, pur risultando negativi all’esame colturale, continuino a manifestare sintomatologie in linea con la candidosi può essere opportuno ricorrere al test della polimerasi che evidenzia la presenza del DNA di candida.

Come riconoscere e curare la candida

Candida in Gravidanza: Rischi e Precauzioni per Mamma e Bambino

Contrarre la candida in gravidanza è un interrogativo che spesso genera ansie. Generalmente questa patologia non viene considerata pericolosa per il feto, ma è essenziale curare la candida prima del parto. La candida in gravidanza è un disturbo molto fastidioso e può generare nelle mamme ansie e preoccupazioni per la salute del nascituro. La candida in gravidanza non è considerata un’infezione preoccupante.

Mi preme ricordare, per dovere di precisione, che una percentuale minima della letteratura scientifica parla di un aumentato rischio di rottura prematura delle membrane e di parto prima del termine. Diversi autori, inoltre, associano la candidosi in gravidanza alla medesima condizione congenita nel piccolo. Sebbene alcuni studi negli ultimi anni abbiano valutato un aumento dei parti pretermine nelle donne colpite da infezione da candida, ad oggi non esistono dati sufficienti per confermare questa associazione. Per quanto riguarda il legame tra candida nel corso della gravidanza e aborto, i casi sono rarissimi. Si può dire lo stesso per le situazioni in cui l’infezione arriva a coinvolgere il liquido amniotico.

Senza sviluppare allarmismi inutili, le donne che dovessero contrarre un’infezione da candida poco prima o durante la gestazione devono intervenire in modo opportuno, sotto stretto controllo del proprio ginecologo. Questo per evitare il rischio, seppur minimo, di avere un parto prematuro o di contrarre una vestibolite vulvare, un’infiammazione dei tessuti che circondano l’accesso alla vagina (vestibolo).

Un aspetto fondamentale da considerare è la prevenzione della trasmissione al neonato. Se la futura mamma soffre di candida durante la gravidanza e il parto avviene per via vaginale, il rischio è quello di trasmettere l’infezione al bambino, il quale potrebbe sviluppare una candidosi orale (nota come mughetto). Di solito no, ma se non trattata può essere trasmessa al neonato durante il parto, causando mughetto orale (un’infezione fungina della bocca). Inoltre, è importante evitare di trasferire l’infezione al neonato durante il suo attraversamento del canale del parto, predisponendolo al rischio di manifestare la dermatite da pannolino o il fastidioso mughetto. Questa condizione espone a un maggior rischio di avere a che fare con complicanze come le sovrainfezioni batteriche. È tuttavia importante trattare l’infezione per evitare complicanze e disagi collegati ai sintomi.

Approcci Terapeutici: Curare la Candida in Gravidanza con Consapevolezza

Per curare la candida in gravidanza, il primo passo da fare è quello di rivolgersi al proprio ginecologo, il quale sarà in grado di individuare le cause e le terapie più adatte alla propria condizione. I rimedi per la candida in gravidanza possono essere diversi. Ci sono diversi rimedi per poter combattere la candida in gravidanza.

Sull’uso di medicinali durante la gravidanza pesano molti falsi miti, che spingono la maggior parte delle future mamme a evitarli il più possibile. La verità però è che, accanto ad alcuni farmaci che è effettivamente meglio evitare, ce ne sono tanti altri totalmente innocui, e tutta una fascia di principi attivi la cui assunzione comporta comunque meno rischi di quanti se ne correrebbero evitando di curarsi. L’unica regola da seguire è quindi il buon senso: vietato assolutamente il fai da te, anche per i farmaci da banco che non richiedono una prescrizione specifica. Ai primi sintomi di candida o di qualunque altro malessere occorre rivolgersi al proprio medico e seguirne precisamente le indicazioni terapeutiche. Solo il medico infatti ha l’esperienza necessaria per adattare i dosaggi alle necessità di una paziente in dolce attesa.

Trattamenti Farmacologici: Sicurezza ed Efficacia in Gravidanza

Per curare la candida in gravidanza, il medico può prescrivere un trattamento con farmaci specifici, gli antimicotici azolici, da usare localmente, sotto forma di ovuli e di creme. Tra i farmaci di cui è permesso l’uso in gravidanza, ci sono diversi antifungini efficaci per curare la candida. Durante la gravidanza, è consigliato l’uso di antimicotici locali come ovuli vaginali o creme a base di clotrimazolo o miconazolo. Sì, gli antimicotici topici come il clotrimazolo sono generalmente sicuri e comunemente prescritti in gravidanza.

Il medico potrebbe prescrivere dei prodotti antimicotici a uso topico come pomate o ovuli, oppure sistemici. In gravidanza il trattamento farmacologico per la candida è limitato e deve essere assunto con alcune cautele. La terapia deve essere seguita per almeno sette giorni. Di solito, il trattamento dura 7-14 giorni, a seconda della gravità dell’infezione e del farmaco utilizzato. Nei casi in cui vengono prescritti questi medicinali, la durata della terapia si aggira attorno ai 7 giorni. Rammento altresì che i farmaci antimicotici azolici sono assolutamente sicuri in gravidanza. Esistono anche terapie monodose, che sono più semplici da assumere ma non sempre hanno la stessa efficacia nel trattare l’infezione come l’Acido borico.

In caso di prurito e arrossamento, per attenuare la sintomatologia possono essere prescritti corticosteroidi a dosaggio blando. Il trattamento delle infezioni da Candida prevede la somministrazione di farmaci ad azione antifungina. Generalmente, si utilizzano antimicotici di tipo azolico come il miconazolo, il clotrimazolo, l'itraconazolo, il posaconazolo, il fluconazolo o il voriconazolo. Il tipo di farmaco impiegato, il dosaggio e la via di somministrazione dipendono sostanzialmente dalla sede in cui la candidosi si manifesta e dalla sua gravità. La terapia farmacologica è in genere sufficiente per allontanare la Candida. Nella maggior parte dei casi, la Candida non richiede trattamenti medico-chirurgici specifici. Quando la Candida è favorita da piaghe al collo dell'utero, è pensabile sottoporre la paziente ad un trattamento di diatermocoagulazione, un rimedio chirurgico che provoca la distruzione dei tessuti mediante uno stimolo di corrente alternata ad alta frequenza. Gli antimicotici sono disponibili anche come farmaci da banco, sotto forma di gel o crema, da applicare sulla parte interessata.

L'Importanza dei Probiotici e dei Prebiotici

Qualora l’infezione sia determinata da una terapia antibiotica, potrebbe essere utile assumere i fermenti lattici in modo da ripristinare la flora batterica. Può essere utile abbinare alla terapia antimicotica anche una cura a base di fermenti lattici da assumere per bocca, sempre su consiglio del proprio medico per essere sicure di individuare il giusto ceppo di probiotici per ristabilire l’equilibrio della flora batterica intestinale e vaginale. Come suggerisce un numero crescente di studi, l’utilizzo di probiotici e prebiotici permette di migliorare le condizioni cliniche e ridurre la probabilità che l’infezione si ripresenti.

Nel corso degli anni, la scienza ha scoperto che i probiotici possono aiutare a ridurre il rischio di recidive. Quando si parla di fermenti lattici contro la candida da gravidanza, è necessario fare riferimento specifico ai lattobacilli. La loro assunzione può aiutare pure ad attenuare l’intensità dei sintomi. Probiotici orali o vaginali, principalmente lattobacilli, sono un valido supporto. Studi clinici dimostrano che l’assunzione di probiotici per via orale e la concomitante applicazione a livello vaginale in apposite formulazioni come ovuli con prebiotici e acido lattico riduce la colonizzazione da parte di Candida albicans ristabilendo l’equilibrio intestinale e della mucosa vaginale. Assumere yogurt con fermenti lattici vivi, prebiotici (es. FOS e inulina) o probiotici (Lactobacillus) è un efficace rimedio per favorire l'equilibrio della flora batterica intestinale. In occasione di terapie antibiotiche per la cura d'infezioni batteriche, si raccomanda di assumere - durante tutta la terapia - integratori di fermenti lattici, per via vaginale (ovuli) od orale.

Rimedi Naturali e Supporti Complementari: Un Aiuto dalla Natura

In alcuni casi si possono rivelare efficaci anche alcuni rimedi naturali. Oltre alla terapia farmacologica, ci sono diversi rimedi naturali e buone abitudini da adottare per agevolare la guarigione e alleviare presto i sintomi della candida. Tuttavia, è cruciale sottolineare che alcuni rimedi naturali possono aiutare a ridurre il disagio, ma non sostituiscono la terapia medica. In gravidanza occorre prestare attenzione ai rimedi naturali tanto quanto ai farmaci: la maggior parte delle erbe sono sconsigliate alle future mamme, soprattutto nel primo trimestre, ma anche qui vale la regola del buon senso. Per fare un esempio, l’echinacea, che di norma si usa per rinforzare le difese immunitarie, importantissime in caso di infezioni batteriche, è sconsigliata per le donne in gravidanza. Nel caso di candida in gravidanza, l’utilizzo dei rimedi naturali sopracitati in genere è sicuro e non comporta rischi per mamma e nascituro, ma sempre con il consenso medico.

Ecco alcuni rimedi naturali che possono essere considerati, sempre sotto controllo medico:

  • Tintura madre a base di calendula: Può essere utilizzata come supporto.
  • Olio essenziale di tea tree: Noto e apprezzato da tempo per le sue proprietà antifungine, questo olio essenziale è molto potente e va diluito con altri oli. Può rivelarsi un efficace antimicotico naturale in caso di candidosi in gravidanza. Bisogna però mettersi nell’ottica di possibili reazioni di ipersensibilità. Tea tree e altri oli essenziali sono antimicotici che tuttavia possono causare reazioni di ipersensibilità. Le fibre prebiotiche, se associate ad oli essenziali come Tea Tree e/o Lavandula angustifolia, somministrati localmente sotto forma di ovuli vaginali, riducono con maggiore efficacia l’infezione, la sintomatologia fastidiosa e creano un ambiente sfavorevole a una possibile recidiva. L'olio di tea tree è un olio essenziale estratto dalle foglie dell'albero Melaleuca alternifolia, usato da sempre dagli aborigeni australiani per curare ogni tipo di infezione.
  • Bicarbonato di sodio: Tra le sue mille virtù, infatti, c’è anche quella di alzare il pH vaginale con dei semplici lavaggi.
  • Creme a base di estratti vegetali: Ad esempio, esistono prodotti contenenti Aloe vera, olio di iperico, arnica, calendula, sostanze che combattono il prurito e il bruciore vaginale. L'olio essenziale di iperico è utile per i suoi benefici anti prurito.
  • Argilla verde ventilata: Un altro rimedio naturale da conoscere è l’esecuzione di impacchi locali a base di argilla ventilata.
  • Olio di cocco: È ricchissimo di acido caprilico, un potente antifungino e antibatterico che riesce a distruggere la membrana cellulare della candida. Consumare olio di cocco, ricco in acido caprilico, diventa utile per nutrire la flora benefica.
  • Curcuma: Questa spezia, rinomata per le sue proprietà curative, è efficace nel combattere la candida.
  • Aglio: È l'antibiotico naturale per eccellenza che, per la sua praticità ed economicità, è un valido rimedio da tenere presente. L'aglio va consumato fresco e ne basta uno spicchio al giorno, tritato finemente e lasciato riposare 15 minuti, per la sua azione antimicotica.

Disclaimer: l’elenco potrebbe non essere esaustivo e ogni rimedio va discusso con il proprio medico.

L'Igiene Intima Adeguata per Alleviare i Sintomi

L’igiene intima è un fattore molto importante in caso di candida, ma non richiede lavaggi più frequenti rispetto al solito, che sarebbero anzi controproducenti. Va benissimo lavarsi una volta al giorno, quando si è più comode, usando un detergente delicato che non risulti troppo aggressivo con le mucose intime, proprio per non alterarne ulteriormente l’equilibrio, e asciugandosi per bene nelle pieghe, avendo cura di cambiare spesso l’asciugamano oppure di usare salviette usa e getta. I lavaggi (esterni) con acqua fresca possono favorire un'immediata sensazione di sollievo dal prurito. Eseguire un'accurata igiene intima con detergenti delicati o specifici anticandida è raccomandato.

Il Ruolo del Partner nella Terapia e Prevenzione delle Recidive

Se durante la gravidanza si hanno rapporti completi con il proprio partner, in caso di candida è bene che anche lui sia coinvolto nella terapia. Sebbene la candida non sia classificata come malattia sessualmente trasmissibile, può comunque essere trasmessa attraverso i rapporti sessuali. Soprattutto nel caso di recidive, nonostante il trattamento farmacologico, è essenziale considerare la possibilità di intraprendere una cura anche per il partner, al fine di evitare la continua trasmissione dall’uno all’altra. Si consiglia di limitare i rapporti sessuali completi non protetti.

Strategie di Prevenzione: Mantenere l'Equilibrio in Gravidanza

Prevenire la candida in gravidanza, così come in tutte le altre fasi di vita della donna, è possibile attraverso alcuni cambiamenti che riguardano lo stile di vita e l’alimentazione. Accanto a uno stile di vita sano e al miglioramento delle proprie abitudini, è bene ripristinare l’equilibrio della microflora vaginale e intestinale. È possibile prevenire lo sviluppo della candida in gravidanza adottando alcuni accorgimenti. Potete immaginare il vostro corpo come un condominio dove gli abitanti convivono in serenità e armonia, aiutandosi e scambiandosi beni di prima necessità. Al primo momento di difficoltà e di disarmonia si fanno ostili ed iniziano a fare dispetti agli altri diventando molesti e fastidiosi. La Candida è uno di questi.

Tavola alimentare per prevenzione candida

L'Alimentazione Anti-Candida: Alleata Fondamentale

Per limitare il proliferare dei lieviti all’origine dell’infezione, può essere di aiuto una modifica dell’alimentazione. Seguire una dieta sana e bilanciata abbinata ad un'attività fisica regolare è cruciale. Alle gestanti viene sempre consigliato di fare attenzione alla dieta, anche perché si sviluppa una maggiore resistenza all’insulina per cui i livelli di zuccheri in circolazione aumentano ulteriormente.

In primis, è consigliata la riduzione dell’assunzione di cibi ricchi di glutine, aceto, alcolici, lievitati, zucchero, fruttosio e lattosio, poiché la loro metabolizzazione fornisce sostanze utili per la crescita di candida. È consigliata l’assunzione di verdura e frutta fresca in grado di contrastare quell’acidificazione dei tessuti che favorisce lo sviluppo di candida a livello intestinale e vaginale. A questi si aggiungono l’olio di oliva, ricco in vitamine liposolubili e acidi grassi polinsaturi ad azione antinfiammatoria.

Per seguire una dieta equilibrata e salutare, è importante evitare formaggi, carboidrati, dolci, zuccheri e alcolici. Limitare al massimo l'apporto glucidico (inferiore a 60g/die), soprattutto durante le prime due settimane dall'esordio dei sintomi, è un utilissimo rimedio per velocizzare la guarigione. Seguire una dieta specifica anticandida allevia i sintomi dell'infezione. A tale scopo, è indispensabile rivolgersi ad un nutrizionista o ad un'altra figura competente, per evitare deficit nutrizionali. Cucinare gli alimenti senza condimenti eccessivi. A tale scopo, si consiglia di preferire una blanda cottura alla griglia, o meglio al vapore, evitando la frittura.

Abiti e Biancheria Intima: Scelte Consapevoli

Anche alcuni comportamenti contribuiscono alla prevenzione dell’insorgenza dell’infezione. È importante indossare abiti larghi e comodi e utilizzare biancheria intima di cotone o lino, evitando indumenti sintetici o attillati. Indossare slip sintetici o di pizzo, infatti, limita la traspirazione della vulva. Indossare abiti troppo aderenti, specie se sintetici, può aggravare il problema. Se possibile, dormire senza slip. Questo rimedio è indicato per favorire la traspirazione genitale. È consigliato prediligere salva slip in cotone ipoallergenici. Lavare accuratamente la biancheria e le lenzuola poste a contatto con un soggetto colpito da Candida è un ulteriore accorgimento.

Per quanto riguarda i prodotti per l'igiene, utilizzare detergenti intimi delicati con pH neutro o leggermente acido in modo da preservare il pH vaginale è fondamentale. Detergere la mucosa genitale con prodotti non aggressivi, poco schiumogeni senza Lauril solfati. Evitare di detergere le parti intime con prodotti aggressivi o l'abuso di lavande vaginali, che possono irritare la mucosa vaginale, favorendo le infezioni micotiche. Scegliere i tamponi come tipologia di assorbenti preferenziale. Nelle donne predisposte alle infezioni micotiche, infatti, l'utilizzo frequente di assorbenti interni può favorire l'annidamento della Candida. Per la stessa ragione, le donne predisposte alla candidosi vaginale dovrebbero evitare l'utilizzo delle coppette mestruali. L'utilizzo smodato di spermicidi, contraccettivi chimici, come strumento anticoncezionale preferenziale, può irritare la mucosa vaginale, aumentando il rischio d'infezione da Candida. L'applicazione di contraccettivi impiantabili, come la spirale IUD al rame od ormonale, è sconsigliata nelle donne predisposte alla candidosi, dato che la presenza di un dispositivo nell'utero può favorire l'attecchimento di batteri e miceti.

Gestione dello Stress e Difese Immunitarie

Evitare ansia, stress e nervosismo è un tassello importante nella prevenzione. Rilassarsi costituisce un buon rimedio per prevenire la Candida o velocizzarne la guarigione. Ricordiamo, infatti, che lo stress può favorire o potenziare l'infezione. Potenziare le proprie difese immunitarie è un aspetto da non sottovalutare. In generale, Grattare le zone pruriginose, anche se il prurito si rivela spesso irrefrenabile, è doveroso evitare quanto possibile il grattamento, per evitare di irritare ancor più la zona lesa. Evitare l'utilizzo promiscuo di asciugamani, lenzuola o biancheria potenzialmente infettati da colonie di Candida è una buona norma igienica.

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