Il Cambio del Pannolino: Pratiche, Storia e Controversie

Il cambio del pannolino è un gesto quotidiano e fondamentale nella cura di un neonato, ma il suo significato e le sue implicazioni possono estendersi ben oltre la semplice igiene. Questo articolo esplora le diverse sfaccettature del cambio del pannolino, dalla sua esecuzione pratica alle sue radici storiche e alle controverse interpretazioni di alcune pratiche legate ai pannolini in età adulta.

L'Infantilismo Parafilico e il Ruolo del Pannolino

L'infantilismo parafilico è una parafilia caratterizzata dal desiderio di indossare e utilizzare il pannolino per ragioni differenti da reali necessità mediche, e/o dal desiderio di essere trattato come un neonato o un bambino molto piccolo. È anche caratterizzata dall'attuazione di tali desideri in maniera regolare e frequente. Un adulto che preferisce il solo aspetto di regressione all'infanzia è conosciuto come "adult baby" (o abbreviato AB), "adulto neonato". Una persona adulta che non disdegna nessuna di tali pratiche è detta AB/DL.

Tipi di infantilismo parafilico

Nel 2004, un'indagine informale condotta su internet, a cui hanno partecipato 80 persone col desiderio di indossare il pannolino, mostrò che all'incirca il 40% di loro si considerava strettamente DL (Diaper Lover, ovvero amante del pannolino), un altro 40% si riteneva AB/DL, mentre solo un 20% si ritrovava come strettamente AB. Tale ricerca mostrò inoltre che un alto numero di adolescenti si dedicava a tali pratiche, chiamati comunemente "teen babies" (o abbreviato TB), "adolescenti neonati".

I DL e gli AB differiscono tra loro per la propria auto-immagine e per l'oggetto su cui si focalizza l'attenzione. Niente di tutto ciò include una qualche preferenza sessuale per i bambini. Non esiste un singolo, archetipico comportamento riguardante l'infantilismo parafilico, bensì un ampio spettro di modi di pensare e di comportarsi. Alcuni fantasizzano circa l'essere libero da sensi di colpa, responsabilità, o controllo, mentre altri no. Alcuni di loro si comportano a volte in maniera identica a un neonato, mentre altri assumono comportamenti che non verrebbero probabilmente notati da nessuno.

Un modo per descrivere l'infantilismo parafilico è quello di confrontarlo con un feticismo del pannolone. Le differenze che emergono si notano soprattutto nelle "fantasie" che l'interessato sviluppa. Sebbene non ci sia una tipica fantasia AB/DL, di solito essa varia tra due estremi. Un estremo riguarda la fantasia di essere un neonato o un bambino molto piccolo; tenero, innocente dal punto di vista sessuale e completamente indifeso. Questa fantasia può racchiudere al suo interno pannoloni, abbigliamento infantile e giochi che aiutino a definire il "ruolo" del neonato. Alla fine, il neonato potrebbe esser messo a dormire in una morbida culla. L'altro estremo è l'amante erotico. In realtà la differenza fra i due è molto più ristretta; entrambe difatti coinvolgono pannoloni e adulti.

Coloro che tentano di realizzare la fantasia del regredire all'infanzia o similari sono detti AB. Ciò di solito implica l'utilizzo di pannoloni per adulti, abbigliamento dalla parvenza infantile (ovviamente di taglie molto maggiori), ecc. Se il loro partner lo desidera, un roleplay praticabile è quello madre/neonato. L'AB potrebbe non voler praticare attività sessuali mentre gioca il ruolo di bebè, dal momento che non è un'attività tipica di un neonato.

In contrasto, i feticismi del pannolone sono molto più pratici. Essi possono includere il fatto di aggiungere il pannolone alle altrimenti ordinarie attività sessuali. Le pratiche tipiche degli AB non sono appannaggio esclusivo degli infantilisti parafilici; allo stesso modo le pratiche tipiche dei DL non sono solo appannaggio dei feticisti del pannolone. Molti AB/DL descrivono difatti loro stessi come 'maggiormente AB' o 'maggiormente DL', basandosi su quali tipi di pratiche adottano più di frequente. Al contempo, i DL possono avere un fetish per i pannoloni, i loro interessi sono diretti verso un feticcio, non effettuano di solito il roleplay. Tuttavia non tutti i professionisti del settore concordano con quest'ultimo aspetto ritenendo che le differenze siano più sostanziali.

Secondo la sessuologa Rosamaria Spina è importante non confondere le due condizioni: nell'infantilismo parafilico può esserci l'uso del pannolone, ma come completezza di un abbigliamento tipico dell'età infantile. Secondo la stessa autrice, in quest'ottica, il "cambio pannolino" fa parte di quelle pratiche che il care giver mette in atto nei confronti dell'infante e, pur essendo qualcosa di piacevole, non ha nulla a che vedere con una pratica erotica. L'erotismo è, infatti, escluso da questo tipo di parafilia o, almeno, non è lo scopo che guida la regressione. Contrariamente, gli infantilisti hanno il desiderio di essere dei neonati loro stessi, e coloro che hanno un fetish per i pannoloni provano interesse sessuale per i pannoloni. Generalmente, essi vivono ordinarie esperienze eterosessuali o omosessuali.

'Infantilismo parafilico' viene spesso abbreviato come 'infantilismo'. Questo può portare ad alcune incomprensioni, dal momento che infantilismo può anche significare 'mancato sviluppo'. Il ritardo mentale include il fatto di non aver mai raggiunto uno stadio di completa maturità e autosufficienza, mentre gli AB rinunciano volontariamente e attivamente alla loro maturità. Successivamente, l'infantilismo psicosessuale è riferito a coloro che non sono "maturati" attraverso i vari stadi di sviluppo psicosessuale descritti da Freud per arrivare all'eterosessualità. Anche in questo caso è, però, importante riportare quanto indicato dalla sessuologa R. Spina: chi si dedica all'infantilismo parafilico non è una persona che non ha completato il suo processo di maturazione psicosessuale, ma una persona che volontariamente mette in atto una regressione verso un periodo di vita precedente, quello dell'infanzia, appunto.

Coloro che hanno bisogno dei pannoloni per contrastare un reale problema di incontinenza urinaria o di incontinenza fecale non sono generalmente AB/DL. Sebbene difatti indossino e usino i pannoloni, non lo fanno né per esprimere una auto-immagine alternativa né per feticismo. Ciò riguarda anche coloro che utilizzano pannoloni per ragioni pratiche, come ad esempio gli astronauti e i sommozzatori. Ci sono molte persone che indossano pannoloni ma che non sono infantilisti parafilici o feticisti dei pannoloni nel senso più stretto. Le loro motivazioni sono molto diverse. I fetish per il pannolone sono spesso menzionati come esempio di anaclitismo, cioè il derivare eccitazione sessuale da cose con le quali l'individuo è entrato in contatto durante l'infanzia, e alle quali è stato esposto per un periodo relativamente prolungato. 'Anaclitismo' è però, in un certo qual modo, un termine dal significato più generale, dal momento che gli oggetti del fetish non devono essere necessariamente infantili, ma semplicemente oggetti a cui l'individuo è stato esposto durante l'infanzia. Per contro, una persona che durante l'infanzia non è entrato in contatto con oggetti come pannolini, ciucci, ecc.

Un sissy baby (trasposto in italiano come bebè sissy) è un individuo maschio AB/DL che mischia il gioco di scambio dell'identità di genere con l'infantilismo. Questo tipo di crossdressing include un vestiario molto stereotipato ed esagerato da bambina, come ad esempio mutande ornate di gale (cosiddette 'frilly panties') e vestiti dello stesso genere. I sissy, tuttavia, non sono necessariamente transessuali, poiché, sebbene alcuni di loro possano presentare un alter ego coincidente con una bambina piccola, probabilmente non desiderano essere una donna adulta per la maggior parte del tempo.

La maggior parte degli AB/DL non cerca supporto nella psicoterapia. Il risultato è che molti dei casi conosciuti e pubblicati sono solo marginalmente collegati all'infantilismo e al feticismo del pannolone, e tali casi non devono esser confusi con le parafilie di base. Successive estrapolazioni potrebbero non risultare di molto più accurate. Sfortunatamente al giorno d'oggi non ci sono ancora studi scientifici abbastanza ampi condotti sulle probabili cause, sull'incidenza e sull'impatto generale di questa parafilia sulla società. Gli AB che vivono questa condizione con un disagio di fondo raramente si rivolgono ad un professionista del settore perché la componente di piacere legata alla messa in atto della parafilia stessa è prevalente rispetto al disagio che vi si potrebbe accompagnare e ciò crea già di per sé una gratificazione tale da impedire il ricorso ad ogni forma di terapia.

Secondo il ricercatore di sessuologia John Money, normalmente attorno all'età di otto anni, la mente umana ottiene una mappa dell'amore completamente sviluppata. Essa svolgerà il ruolo di una sorta di "formato tipo" sessuale, fino al termine della vita adulta dell'individuo. Questa mappa dell'amore è una "rappresentazione dello sviluppo o 'formato tipo' nella mente e nel cervello che rappresenta l'amante ideale e il programma idealizzato dell'attività sessuale ed erotica proiettata attraverso immagini esterne o nel quale l'individuo è direttamente occupato…". JM ritiene causa di tutte le parafilie la formazione di mappe dell'amore anormali. Queste ultime possono crearsi a causa di un numero molteplice di fattori o condizioni durante tale periodo di sviluppo. Nel caso descritto dal Dr. Pandita-Gunawardena, egli ritenne che il principale fattore stressante fosse un coma durato sei mesi che il suo paziente dovette affrontare all'età di sei anni e la conseguenti cure successive al coma date al paziente dalla madre. In un caso riportato da Gregory Lehne, Lehne postulò che la mappa dell'amore infantilistica del suo cliente potesse esser stata formata nella mente del cliente attorno all'età di sei o sette anni. La maggior parte degli AB/DL è riportata essere di sesso maschile.

A parte le molte cose che ogni AB/DL vorrebbe ma non può fare (come ad esempio il diventare realmente un neonato), la lista di pratiche sessuali che un AB/DL può adottare è molto ampia. Una pratica fondamentale per ogni AB/DL è indossare il pannolone. Mentre indossano il pannolone, a molti AB/DL piace urinare in essi, mentre solo un numero minore apprezza anche la defecazione. Altri invece non apprezzano nessuna di tali pratiche poiché le trovano disgustose, non le trovano divertenti, non hanno voglia di doversi pulire dopo l'atto o non possono proprio farlo senza che le persone attorno se ne accorgano. Alcuni AB/DL hanno difficoltà nel bagnare il pannolino volontariamente, e ciò per colpa di vesciche troppo allenate alla continenza o di una paruresis. Un compromesso spesso adottato tra il bisogno di indossare i pannoloni e di vivere la vita di tutti i giorni è quello di indossare i pannoloni sotto i vestiti quotidiani. Quando gli AB adottano questa pratica, il vestire i pannoloni è inserito nella mentalità quotidiana, non nella loro mentalità di infante. Solo un ristretto numero di AB indossa pannolini 24 ore su 24. Questo ristretto numero tenta spesso di raggiungere l'incontinenza urinaria e/o l'incontinenza fecale. Il livello di divertimento nell'indossare il pannolone tutto il tempo può variare, e può avere effetti collaterali duraturi; alcuni AB hanno riscontrato che il livello di divertimento diminuisce rapidamente nel momento in cui il bisogno dei pannoloni diventa reale e permanente. Un'altra pratica molto diffusa nel mondo AB/DL sono le cosiddette "punizioni", consistenti in pratiche sado-masochistiche tratte dal mondo BDSM oppure in pratiche più "di nicchia", come ad esempio lo spanking (mutuato stavolta dalle punizioni che vengono inflitte ai bambini). Sebbene i gusti e le collezioni di ogni AB siano differenti, alcuni oggetti che possono essere spesso presenti sono pannolini, body come quelli dei neonati, copertine, culle, box, mutandine di plastica, seggioloni, biberon, ciucci, creme anti-irritazioni per il cambio, bambolotti e pupazzi.

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Il Cambio del Pannolino nelle Scuole e le Controversie sulle Mansioni

Il cambio del pannolino e la cura dell'igiene personale degli alunni con disabilità rappresentano un tema delicato e spesso controverso nel contesto scolastico, specialmente per quanto riguarda le mansioni del personale ATA (Ausiliario Tecnico Amministrativo). La Feder.A.T.A. (Federazione Nazionale del Personale Amministrativo Tecnico Ausiliario della Scuola), in una nota del 2017, ha espresso un "No al cambio pannolino e alla pulizia intima dell’alunno disabile".

In tale nota vengono citate le mansioni contenute negli articoli 47 e 48 della Tabella A del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) 2002-2005, ove si accettano sia le mansioni di accompagnamento degli alunni con disabilità all’ingresso, nei locali e all’uscita della scuola, sia le mansioni di «accompagnamento ai servizi igienici e cura dell’igiene personale». A questo punto, dunque, viene da chiedersi cosa significhi il termine contrattuale «accompagnamento ai servizi igienici». La Feder.A.T.A. ritiene che i collaboratori e le collaboratrici incaricati debbano portare uno o una persona con disabilità sino alla porta del bagno e poi lasciarla lì che se la sbrighi da sola, per poi riportarla in classe? Oppure che la debbano portare in bagno, accompagnarla sino al water e poi, senza pulirla, riportarla in classe? O ancora, che dopo averla portata davanti alla porta del bagno, debba intervenire un’altra persona ritenuta particolarmente preparata? (Con quante ore di formazione?). Questa distinzione di mansione - più “speciale “ rispetto a quelle già speciali previste dall’incarico di cui all’articolo 47 del CCNL -, mi sembra - a livello interpretativo giuridico e di buon senso- non fondata.

Come poi sarà certamente noto anche a Feder.A.T.A., la Corte di Cassazione si è già pronunciata sul punto con una recente Sentenza, tramite la quale ha condannato al risarcimento dei danni due collaboratrici che avevano provocato delle escoriazioni a un’alunna con disabilità, per essersi rifiutate di ottemperare all’incarico ricevuto dal Dirigente Scolastico di provvedere al cambio del pannolino. Esse sono state assolte dal reato di disobbedienza ai doveri di ufficio, solo per l’intervento della prescrizione.

Sino ad oggi, la scappatoia era costituita dal fatto che l’aggiornamento in servizio non era obbligatorio; ma ora, dopo l’entrata in vigore della Legge 107/2015 (cosiddetta La Buona Scuola), e in particolare del Decreto Attuativo di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, di cui all’articolo 1, comma 181, lettera c, n. 1, che prevede la formazione obbligatoria del personale. Prima dunque di vellicare con tanta facilità i collaboratori e le collaboratrici scolastiche a rifiutarsi di compiere mansioni previste dal Contratto Nazionale, esponendoli così al rischio di condanne penali e a risarcimenti dei danni, si ritiene che Feder.A.T.A. dovrebbe essere più prudente, ad esempio provocando dei “processi pilota” che smentissero l’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione. E in ogni caso, se Feder.A.T.A. non concorda con l'interpretazione della Corte di Cassazione, dovrebbe promuovere una revisione della normativa.

La Storia del Pannolino: Evoluzione e Impatto Culturale

Fare un tuffo nella storia del pannolino, oltre che essere davvero interessante, ci aiuta a spostare il punto di vista su questo aspetto della cura e aprirci a più possibilità rispetto al quando spannolinare, a come togliere il pannolino e molto altro. L’utilizzo del pannolino infatti è diverso per ogni epoca storica e cambia da cultura a cultura.

Evoluzione del pannolino

Le Origini: Copertura e Protezione

In tutte le culture del mondo si utilizzano da secoli sistemi per coprire e proteggere l’area genitale, sia per una questione di privacy che per contenimento delle fuoriuscite. Nei paesi più caldi del mondo non è comune l’utilizzo dei pannolini, mentre fasciare il bambino, soprattutto in Europa, era un mezzo riconosciuto e complesso di protezione dagli escrementi. Si trattava di prendere strisce di materiale (principalmente cotone o lino) e avvolgerle attorno al corpo, sia in direzione verticale, sia poi orizzontalmente. Una cosa che per noi oggi è impressionante è che tali strisce venivano lasciate in sede per almeno 3 giorni insieme alle feci e alle urine. Possiamo vedere questo tipo di fasciatura in innumerevoli affreschi del 1300.

In Cina, fino a tempi molto recenti, le madri aspettavano di sentire il movimento peristaltico nel bambino, mentre allattavano al seno, e tenevano il bambino sopra un contenitore o anche in un angolo per la strada. Ai bambini piccoli in Cina venivano praticate delle fessure nelle mutande o nei pantaloncini, per consentire di evacuare liberamente, limitando moltissimo anche le tipiche irritazioni da pannolino.

Nelle società aborigene, il muschio di torba ricoperto di pelle di animale veniva utilizzato per assorbire l’urina e, allo stesso modo, in molte società sudamericane l’erba secca veniva posta in un pezzo di stoffa vecchia per assorbire parte dell’urina. La cultura giapponese imponeva che i genitori usassero dei kimono ben indossati, che venivano tagliati a forma di pannolino, per aderire alla pelle del bambino. Paese che vai, tradizione che trovi!

L'Invenzione del Pannolino Moderno

Il primo pannolino è stato utilizzato durante la rivoluzione industriale, circa nel 1820 in Inghilterra. Era molto diverso da quelli che conosciamo oggi, infatti inizialmente era una semplice panno avvolto attorno ai genitali del bambino che aiutava a contenere le fuoriuscite. Fu in questo periodo che la classe operaia iniziò ad acquistare mobili per la prima volta e non gradiva che i loro bambini sporcassero i loro nuovi beni. Verso il 1880 fu inventata la spilla da balia, che contribuì a creare una protezione più stretta attorno al bambino per evitare perdite di escrementi. Purtroppo l’uso delle spille da balia in alcuni casi si rivelò piuttosto pericoloso, non erano rari gli incidenti in cui veniva accidentalmente perforata la pelle del bambino creando una ferita, la quale poteva anche infettarsi gravemente.

Il passo successivo verso la protezione è stato il passaggio ai pannolini lavabili, ma a causa della stoffa vecchia e della copertura di plastica di cui erano fatti, delle sostanze chimiche, spesso tossiche, usate per pulirli e dello scarso numero di cambi, il 25% dei bambini soffriva di gravi irritazioni ed eruzioni cutanee e vi erano molti casi di avvelenamenti tossici nei neonati.

Negli anni ’40, durante la seconda guerra mondiale, quando le donne entrarono nel mondo del lavoro insieme agli uomini, non avevano né il tempo né l’energia per gestire l’enorme compito di lavare i pannolini a casa dopo il lavoro. Fu in questo periodo che apparvero per la prima volta i servizi di lavanderia per pannolini. I pannolini puliti e sterilizzati venivano consegnati a domicilio, di solito settimanalmente, mentre i pannolini sporchi venivano tenuti in contenitori separati e portati via dal servizio pannolini. I servizi di lavanderia per pannolini offrivano il lavaggio dei pannolini a 11 cicli di lavaggio con detersivo, gli ultimi quattro con sola acqua bollente. Non molto sostenibile, vero?

L'Avvento del Pannolino Usa e Getta

L’ultima e più importante innovazione è avvenuta con l’avvento del pannolino usa e getta. Non si sa chi abbia progettato il primo pannolino usa e getta; sia Paulistróm in Svezia nel 1942, sia Marion Donovan negli Stati Uniti nel 1946 sono stati accreditati con il concetto iniziale. Donovan ha progettato la prima copertura in plastica per il pannolino usa e getta. Inizialmente realizzati in materiale non tessuto, con un design rettangolare molto semplice, le aziende produttrici di pannolini includevano strati di fazzoletti di carta nel nucleo centrale per assorbire il fluido, che era limitato a 100 ml e doveva essere cambiato frequentemente. Ed eccoci negli anni ’60 quando nasce la prima azienda che produce pannolini su vasta scala e che ne aumenta esponenzialmente la distribuzione in tutti i ceti sociali: Pampers.

Educazione Precoce al Vasino e Benefici del "Senza Pannolino"

Osservando le abitudini del passato ciò che possiamo notare è che: non esiste un unico modo per gestire la cacca e la pipì dei bambini, non esiste l’età giusta o sbagliata per smettere di usare il pannolino, e già da neonati i bambini possono sperimentare l’andare di corpo in modi diversi. Anche in tempi moderni alcune famiglie decidono di non fare indossare ai propri bambini il pannolino, o almeno non sempre.

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Perché Far Stare il Neonato Senza Pannolino?

I benefici del lasciare ogni tanto il bambino senza pannolino sono diversi: minori irritazioni cutanee, minor surriscaldamento durante i mesi caldi, nessun intralcio ai movimenti, presa di consapevolezza del fare pipì e cacca, risparmio economico, e sostenibilità ambientale. Questi benefici assumono valore se l’esperienza è piacevole e funzionale per tutte le persone, grandi e piccole, coinvolte. Se invece è una situazione sgradevole, faticosa, demotivante, tutti i benefici elencati non valgono assolutamente la serenità di una famiglia.

Come Si Inizia lo Spannolinamento?

Il consiglio da ostetrica e mamma di tre figli è quello di iniziare fin dalla nascita a passare alcuni momenti senza pannolino. Non serve attendere l’estate per iniziare lo spannolinamento. Possiamo osservare alcuni segnali del bambino per coglierlo in un momento di grande motivazione più che le stagioni. D’estate è ancora più importante lasciare i neonati e i bambini senza pannolino soprattutto nelle ore più calde per non surriscaldare i genitali.

Non esiste un’età giusta per togliere il pannolino, ma il momento giusto per voi! L’età in cui viene tolto il pannolino cambia da paese a paese ed è cambiata nel corso dei decenni. Questo ci fa capire quanto abbia più a che fare con la cultura e le abitudini familiari, che con la fisiologia dello sviluppo. Il primo passo per aiutare il bambino a togliere il pannolino è offrire più alternative al pannolino.

Il Cambio del Pannolino: Una Guida Pratica

Il cambio del pannolino a un neonato è un gesto che, proprio perché importante per il benessere del piccolo, va fatto così spesso, al massimo ogni due, tre ore, che in breve tempo diventa automatico. Per i genitori alle prime armi può essere utile, comunque, un piccolo vademecum in undici punti per procedere in modo rapido e sicuro.

La Scelta del Pannolino Giusto

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la scelta del pannolino non è così scontata, non sono infatti tutti uguali. L’elemento base da tenere in considerazione è l’assorbenza: quanto più un pannolino riesce a restare asciutto, tanto più la pelle del piccolo non diventa umida e non si corre il rischio di irritazioni e rossori. Anche la taglia è importante: un pannolino troppo stretto può dare fastidio, uno grande rischia di non contenere a dovere.

Al momento dell’acquisto meglio regolarsi sul peso del piccolo e se ci sono dubbi preferire comunque un pannolino un po’ più grande rispetto a uno piccolo. Attenzione a fare sempre buona scorta di pannolini dal momento che il bebè va cambiato spesso ma è bene non esagerare perché i neonati crescono e i pannolini vanno cambiati di taglia. Mai dimenticarsi infine che il bebè nudo sul fasciatoio si trova in una condizione di vulnerabilità e ha bisogno di essere rassicurato da gesti lenti e dolci e dallo sguardo disponibile di chi si prende cura di lui. Bando quindi alla fretta e alla distrazione al momento del cambio che non è solo importante per il benessere del bambino ma anche per creare e rafforzare quella relazione di fiducia tra il piccolo e l’adulto alla base di una crescita serena e armoniosa.

Quando Cambiare il Pannolino

Meglio prevedere un cambio frequente ogni due o tre ore, prima o dopo la poppata, sulla base di come il neonato preferisce. Importante però fare il cambio ogni volta che il bebè si sporca: l’umidità non reca disturbo alla maggior parte dei piccoli ed è inutile quindi aspettarsi un pianto o un segno di disagio da parte del neonato. Meglio allora controllare di tanto in tanto con un dito per verificare se il pannolino è bagnato e sporco. Un cambio frequente permette per altro che il sederino rimanga asciutto, non si irriti e non si arrossi: i residui di pipì e di feci che restano a lungo a contatto con la pelle possono infatti provocare quella che comunemente di definisce dermatite da pannolino, un’eruzione cutanea rossa e gonfia intorno ai genitali, sul sederino, sulle cosce. Il problema non è grave ma molto fastidioso per il neonato e va affrontato subito perché se trascurato può dar luogo alla comparsa di dolorose vesciche e ulcerazioni.

11 Step per Cambiare il Pannolino al Neonato in Modo Corretto

Un vademecum può essere utile per muoversi più spediti e in sicurezza ai primi cambi di pannolino. Ecco allora, passo per passo, come procedere.

  1. Preparare tutto il necessario: Il neonato non deve mai restare solo, neppure un attimo, sul fasciatoio: ecco perché è utile attrezzare in casa un’area destinata al cambio dove tenere a portata di mano tutto quello che serve, i pannolini ma anche la bacinella per il lavaggio, il detergente e i dischetti, la salvietta per l’asciugatura, la pasta per il cambio e volendo anche qualche giochino per distrarre i bebè più grandicelli. Può essere una buona idea quella di aprire già il pannolino e posizionarlo vicino così da prenderlo facilmente senza allontanarsi dal piccolo.
  2. Lavare le mani con cura: Si tratta di un gesto basilare per la sicurezza del piccolo che va ripetuto anche dopo aver cambiato il neonato.
  3. Mettere tutto in sicurezza: Usare un fasciatoio è la miglior soluzione per cambiare il piccolo senza correre rischi. Lo si può fare anche su altre superfici purché siano piane e non presentino rischi di caduta: sotto, anche sul fasciatoio, va sempre steso un telo assorbente oppure un asciugamano morbido.
  4. Svestizione del bebè: Svestire il bebè sfilando il pantalone oppure se ha la tutina procedere sfilandola dalle gambe, poi sollevarla e ripiegarla all’indietro.
  5. Togliere il pannolino: Slaccia il pannolino sporco e, senza toglierlo, usalo per rimuovere la parte più consistente delle feci nella zona posteriore.
  6. Ripiegare il pannolino: Ripiega il pannolino sotto il sederino e sfilalo.
  7. Lavare il sederino: Procedere con la pulizia del sederino con un batuffolo di cotone inumidito di acqua tiepida oppure passare il culetto del piccolo sotto l’acqua corrente facendo attenzione che sia tiepida e che non diventi improvvisamente calda. Attenzione però a come si procede. Nelle bambine, infatti, il movimento della mano deve andare sempre dal davanti al dietro per evitare di trasportare germi fecali nella zona genitale. Va detersa anche la zona vulvare, tra le grandi e piccole labbra. Nei maschi invece è bene lavare solo la zona esterna del pene, che è ancora coperta da una sottile pellicina (prepuzio). Nei più grandicelli, si può abbassare delicatamente il prepuzio e lavare anche la punta del pene per rimuovere eventuali depositi di smegma (sostanza secreta dai genitali, mischiata a cellule cutanee, sebo e materiali umidi provenienti dalle urine).
  8. Asciugare con cura: È bene usare una salviettina molto morbida in tessuto naturale, destinata esclusivamente al bebè, e procedere con molta attenzione, asciugando bene la pelle anche tra le pieghe perché è lì che l’umidità residua può provocare macerazioni con conseguenti fastidiose irritazioni e rossori.
  9. Applica un velo di pasta protettiva: Gli arrossamenti sono frequenti nell’area del pannolino dove la delicata pelle del neonato si trova a contatto con agenti particolarmente irritanti come l’urina e le feci. Per evitarli è utile applicare sempre al momento del cambio una pasta per il cambio formulata in genere con ossido di zinco, una sostanza che funziona come una sorta di barriera: aderisce infatti alla pelle creando un film protettivo duraturo, in grado di isolare la cute dall’ambiente esterno.
  10. Cambio del pannolino: Procedi al cambio del pannolino: aprilo, infilalo sotto il sederino, fai passare la parte anteriore tra le cosce e allaccialo sul davanti, senza stringere troppo. Nessun problema se il pannolino non è chiuso bene: le linguette si possono staccare e riposizionarne più volte senza pericolo che non aderiscano più.
  11. Buttare il pannolino: Butta il pannolino sporco, sempre senza abbandonare il bimbo, verificando nel proprio comune dove gettarlo. In genere lo si butta nell’indifferenziato ma in alcuni comuni è prevista una raccolta speciale.

Guida pratica al cambio del pannolino

Fare Sempre un Controllo

Quando si cambia il pannolino è importante fare sempre un controllo attento dell’area. Se ci sono segni sul pancino, ad esempio, significa che il pannolino è troppo stretto; un trucco semplice per verificarlo è far passare il pollice tra la pancia del piccolo e il pannolino: se non si riesce meglio cambiare taglia. Se invece si notano arrossamenti, è bene affrontare il problema a monte: può dipendere infatti dalla scarsa assorbenza di un pannolino di bassa qualità ma anche dai tempi troppo dilatati del cambio. Infine massima attenzione qualora si noti che per diverse ore il pannolino rimane asciutto: è il segnale di un possibile, pericoloso, stato di disidratazione che va segnalato immediatamente al pediatra.

Se il Bambino Non Collabora

Il neonato piange al momento del cambio del pannolino? Per prima cosa occorre verificare di avere creato tutte le condizioni perché il momento sia all’insegna del benessere (temperatura della stanza, luogo silenzioso, gesti calmi). Può succedere poi che con la crescita la voglia di stare fermo sul fasciatoio diventi sempre più scarsa. In questo caso non resta che armarsi di pazienza e giocare di creatività: proporre al piccolo un giochino che lo distragga, ad esempio, può aiutare a tenerlo a bada per il tempo necessario al cambio. Si può provare anche con la musica, cantando magari una canzoncina mentre lo si cambia. Vale la pena in ogni caso fare attenzione se l’irrequietezza che il bimbo mostra al cambio è presente anche in altre situazioni come, ad esempio, durante la notte: un confronto con il pediatra può sempre essere utile.

Usare Solo Cosmetici Ad Hoc

La pelle di un neonato è sottile, poco protetta e molto delicata, facilmente soggetta a secchezza e irritazioni. Al momento del cambio del pannolino serve quindi un’attenzione scrupolosa ai prodotti cosmetici che si utilizzano, da scegliere sempre tra le formulazioni specifiche per il bebè: mai lavare il sederino con detergenti per l’igiene intima di mamma e papà che, per quanto delicati, non rispondono alle necessità del piccolo e men che meno con bagnoschiuma e sapone, aggressivi e irritanti. Nei cosmetici per bebè il pH è in genere neutro per un’azione delicata e rispettosa del fragile equilibrio cutaneo dei più piccoli. Attenzione, infine, alle salviettine umidificate: possono essere una soluzione di emergenza quando si è fuori casa ma non andrebbero usate ad ogni cambio del pannolino.

In breve, il cambio del pannolino è un momento che richiede calma e attenzione: non è difficile da eseguire una volta che si imparano i gesti, tanto che nell’arco di poco tempo diventa automatico. Importante è prevedere sempre un cambio frequente, senza attendere che il bebè pianga in modo che la pelle non si arrossi. E se il piccolo non collabora, pazienza e fantasia possono venire in aiuto. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente.

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