Calibro 35: L'Universo delle Canzoncine per Bambini tra Omaggio Cinematografico e Sound Jazz-Funk

Il mondo del cinema e della musica italiana si intrecciano in un'operazione culturale di grande risonanza, che vede al centro il capolavoro di Dario Argento, "Profondo rosso", e una delle band più innovative del panorama contemporaneo, i Calibro 35. In occasione del cinquantesimo anniversario del film simbolo del maestro del brivido e della sua indimenticabile colonna sonora firmata Goblin di Claudio Simonetti, è stato ideato un cofanetto celebrativo pensato per i collezionisti più esigenti. Questa edizione limitata, composta da sole 450 copie, raccoglie materiali esclusivi che spaziano tra musica, approfondimenti e memorabilia, offrendo un'immersione completa nell'estetica e nell'eredità di "Profondo rosso". All'interno di questo prezioso box, un elemento spicca per originalità e capacità di fondere artefatto cinematografico e interpretazione musicale: un mini-album di canzoni per bambini dei Calibro 35.

Cofanetto Celebrativo Profondo Rosso

Il Cofanetto Celebrativo di "Profondo Rosso" e l'Omaggio Sonoro dei Calibro 35

Il cofanetto dedicato ai cinquant’anni di "Profondo rosso" rappresenta un vero e proprio scrigno per gli appassionati, progettato per celebrare un'opera che ha segnato profondamente il cinema italiano. L'edizione include un doppio vinile contenente tutte le musiche del film di Dario Argento. Si tratta di una ristampa speciale in doppio vinile con una copertina apribile e artwork inedito, che ospita la colonna sonora originale e un secondo LP con i brani effettivamente utilizzati nel film, offrendo un percorso d'ascolto che ricostruisce fedelmente l'intreccio sonoro dell’opera. Oltre alla musica, il box vanta un libro intitolato "Nel rosso più profondo" di Fabio Capuzzo. Questo volume, in formato LP e scritto in inglese, raccoglie una delle analisi più complete dedicate al film e alla sua colonna sonora, concedendo una lettura critica di rara accuratezza. A completare l'offerta collezionistica, un lenticolare esclusivo è stato pensato come ulteriore omaggio visivo all'estetica di Argento, rivelando una scena chiave del film.

Ma la vera "chicca" di questo cofanetto, che lo eleva da semplice ristampa a un oggetto di culto con un forte valore culturale e collezionistico, è proprio il 12” LP dei Calibro 35, intitolato "Canzoncine per bambini". Questo elemento intreccia cinema, musica e memoria in un unico oggetto concepito per rendere omaggio a "Profondo rosso" nel suo cinquantesimo anniversario, aggiungendo un livello di interazione e interpretazione completamente nuovo all'immaginario del film.

"Canzoncine per Bambini": Quando la Finzione Diventa Realtà Sonora

Il cuore dell'omaggio dei Calibro 35 a "Profondo rosso" si materializza nel loro LP "Canzoncine per bambini". Questo disco, composto da sei tracce, nasce da un'intuizione geniale e dalla profonda conoscenza del film. In una delle scene più iconiche di "Profondo rosso", il protagonista esce da un negozio reggendo un disco intitolato appunto "Canzoncine per bambini", la cui copertina illustrata viene mostrata in primo piano. Fino a oggi, quell'album esisteva esclusivamente nella finzione cinematografica; ora, grazie all'opera dei Calibro 35, lo si può effettivamente ascoltare. O, per essere più precisi, si può sentire la versione che la band ha inventato, prendendo spunto da quella scena evocativa.

L'LP in vinile contiene cinque composizioni inedite della band, frutto della creatività di Enrico Gabrielli, Massimo Martellotta, Tommaso Colliva e Fabio Rondanini. A queste si aggiunge una cover di "School at Night", un brano già presente nella colonna sonora originale del film del 1975. La copertina del disco replica fedelmente quella che appare nel capolavoro di Dario Argento, rafforzando il legame con la fonte d'ispirazione. Le "Canzoncine per bambini" dei Calibro 35 rielaborano in chiave jazz-funk l’immaginario infantile che viene evocato dalla sequenza del film, trasformando le filastrocche, interpretate da un coro di bambini, nel punto di partenza per un gioco di rimandi tra tensione, ironia e suggestione cinematografica. Il coro Mitici Agioletti di Maria Francesca Polli accompagna la band in questo viaggio sonoro. I titoli delle canzoni originali scritte dai membri del gruppo includono "La ruspa Teresa", "Un asino che vola", "Gli elettrodomestici", "Raccontami una storia" e "All’avventura in casa".

I Calibro 35 stessi hanno commentato la genesi di questo progetto sui social media, chiarendo la loro intenzione: «Abbiamo registrato il disco delle Canzoncine per bambini che compare nel film Profondo rosso, che di fatto nella realtà non è mai esistito». Hanno poi aggiunto: «Nel film è un oggetto chiave, ma l’unica cosa che sappiamo è che conteneva solo la celebre lullaby School at Night (che ai tempi ha spaventato parecchia gente…). Le altre canzoni, in stile simil Zecchino d’Oro, sono tutta farina del nostro sacco». Questo disco non è disponibile, almeno per ora, in streaming, ma è un'esclusiva parte del box set in edizione limitata, destinato a diventare un pezzo ambito dai collezionisti e dagli amanti del cinema e della musica.

L'Origine di un Mito: La Colonna Sonora di "Profondo Rosso" dei Goblin

Per comprendere appieno il significato dell'omaggio dei Calibro 35, è essenziale ripercorrere la storia della colonna sonora originale di "Profondo rosso", un vero e proprio spartiacque nella musica da film italiana. La leggenda narra che fu Daria Nicolodi, attrice e moglie di Dario Argento, a suggerire al marito di contattare i giovani Goblin. Nicolodi era rimasta profondamente colpita da un loro brano, "The Swan Is A Murder Part. 1", il cui celebre urlo sarebbe poi stato riproposto in una scena del film. Tuttavia, fu l'editore Carlo Bixio a presentare ufficialmente il gruppo a Dario Argento negli uffici della Cinevox, un incontro che avrebbe cambiato la vita di tutti i protagonisti.

Il feeling con il regista scattò immediatamente. A questo si aggiunse lo zampino di un jazzista di rara bravura come Giorgio Gaslini, che scrisse alcuni brani fondamentali quali "Wild Session", "Deep Shadows", "Scool At Night" e "Gianna". Questi pezzi furono successivamente riarrangiati in chiave prog da Simonetti & C., dando vita a un sound innovativo e inconfondibile. Il più celebre tema thriller del cinema italiano, "Profondo Rosso", nacque in una sola notte. La magia avvenne in uno studio-cantina situato sotto la basilica romana di piazza Euclide, un luogo insolito dove campeggiava un grande organo a canne. Parte dei suoni distintivi della colonna sonora fu registrata proprio nella chiesa. Gaslini assistette i Goblin, cui si unirono per l'occasione i fratelli Agostino e Antonio Marangolo, rispettivamente alla batteria e alle tastiere, in sessioni febbrili che si susseguirono fino all'alba.

Fu però Pignatelli ad avere il "lampo di genio": si inventò il main theme "Profondo Rosso" e, come si suol dire, fece tombola. Quell'arpeggio ostinato, costituito da pochi accordi di chitarra che ricorrono ossessivi come un incubo - e riprodotti anche con minimoog e clavicembalo - divenne la chiave di volta dell'intera opera. A questo si aggiunse il basso "triturante" che entrava nello stomaco, fino all'apoteosi finale: una sonata di organo cupissima, un requiem grondante sangue, che richiamava la madre di Carlo, una delle vittime nel film. Questo tema non solo fece la fortuna dei Goblin, facendoli conoscere in tutto il mondo, ma regalò loro un disco di platino (con 4 milioni di copie vendute) e la permanenza in testa alle classifiche dei 45 giri per circa un anno.

Il resto del disco si rivelò un caleidoscopio di trovate musicali. Nelle loro sontuose architetture sonore, i Goblin seppero inserire di tutto: hard-rock, prog, gothic, elettronica e jazz. Ricorsero a marchingegni d'ogni sorta, utilizzando carillon e grandi orchestre, picchiando sui timpani e infilando gommapiuma sotto le corde della chitarra per stopparne il suono. Usarono i rumori come fossero suoni e spinsero al massimo le possibilità delle tastiere, pur se scarse rispetto a quelle odierne. È stato notato come "scopiazzarono ‘Tubular Bells' in ‘Mad Puppet'" (con Dario Argento che pare avesse chiesto un pezzo di quel tipo) e rubarono ai Cherry Five un frammento di ‘The Swan Is A Murderer' per costruire ‘Wild Session', come documentato da Lucio Mazzi in "Pagine 70".

Goblin Profondo Rosso soundtrack

Ciò che rese "Profondo Rosso" un'opera unica fu soprattutto la sua capacità di centrare l'obiettivo di ogni colonna sonora: una perfetta aderenza tra immagini e suoni. Questa sinergia si manifesta nell'ouverture con i 16 secondi di raggelanti risatine della marionetta di "Mad Puppet's Laughs", o nella cantilena mortifera di "School At Night", caratterizzata da refoli elettronici, ricami di violino e arpa, e un carillon che, per usare un eufemismo, è "sinistro". E ancora, il prog sull'orlo di una crisi di nervi di "Death Dies", puntellato da un drumming incalzante e dagli sfuggenti rintocchi della tastiera, e il chitarrismo subdolo e morboso di "Mad Puppet". Non mancano momenti più soffusi, con sax, piano e flauto a stemperare la tensione in "Gianna", dedicata all'omonimo personaggio del film, la giornalista Gianna Brezzi. Si ritrovano anche gli arabeschi prog nel vortice nero di "Wild Session" e la jam acida di "Deep Shadows", che funge da preludio al gran finale della title track. "Profondo Rosso" si distingue anche per essere il primo caso di colonna sonora suonata da un gruppo rock italiano e ad un volume molto alto per l'epoca, aprendo nuove strade espressive nel panorama musicale e cinematografico.

Calibro 35: Dalla Riscoperta del "Poliziottesco" all'Innovazione Sonora

I Calibro 35, un gruppo musicale strumentale italiano formatosi a Milano nel luglio 2007, nascono con una missione chiara: riportare in vita il suono delle colonne sonore del cinema italiano degli anni sessanta e settanta. L'idea fondante è quella di reinterpretare con gusto e competenza postmoderna alcune fra le più spericolate colonne sonore di film italiani appartenenti al filone "poliziottesco", un genere particolarmente diffuso negli anni Settanta. La formazione iniziale vede Enrico Gabrielli, con il suo "armamentario di fiati e organi vintage", unirsi al chitarrista Massimo Martellotta, al batterista Fabio Rondanini e al bassista Luca Cavina, il tutto sotto la supervisione di Tommaso Colliva, considerato un membro aggiunto, nonché produttore e sound designer dell'ensemble.

Il primo disco della band, intitolato semplicemente "Calibro 35" e pubblicato nel 2008 per Cinedelic Records, raccoglie la rivisitazione di temi da film firmati da maestri come Morricone, Bacalov, Trovajoli e Micalizzi. Questo compito, ad alto contenuto filologico, ha consentito di dare una seconda vita a composizioni figlie di una stagione tra le più creative della musica italiana, restituendo splendore a un'atlantide sommersa di musiche che sanno raccontare un'epoca irripetibile del cinema italiano. Il disco presentava "groove stilosi ed irresistibili, organi distorti, bassi ipnotici, fiati arroventati, fuzz deflagranti come sirene spiegate nel testacoda immaginario di uno spietato romanzo criminale", il tutto per riproporre vecchie colonne sonore più o meno dimenticate. L'obiettivo era quello di farle proprie, pur restando rispettosi del lavoro dei grandi maestri. I ragazzi dimostrarono subito la loro capacità di aggiungere del proprio, con due riusciti inediti: "Notte In Bovisa" e "La Polizia s'Incazza". "Calibro 35" s’impose come un "carnevale di progressioni funk-jazz cariche di pathos romanzesco e di potenziale visivo", dove non mancavano tocchi "beffardamente zappiani e complessi reticoli prog che dai King Crimson arrivano ai Tortoise passando per i Goblin". Il disco includeva anche due riuscite cover d'epoca cantate da ospiti prestigiosi: "Tutta donna", originariamente interpretata da Lola Falana, eseguita da Georgeanne Kalweit (ex Delta V), e "L'appuntamento", un classico di Ornella Vanoni, con la voce di Roberto Dell’Era. Il disco assurgerà velocemente al ruolo di disco di culto, sia per gli appassionati del genere che per i novizi.

L'attività live dei Calibro 35 iniziò con due concerti in Lussemburgo e ad Hasselt in Belgio nel gennaio 2008, inaugurando un percorso che li avrebbe portati in tutto il mondo. Sul fronte cinematografico, avvennero le prime sincronizzazioni di brani dei Calibro 35 su pellicole d'oltreoceano, tra cui "Convergere in Giambellino" nei titoli di coda di "R.E.D." con Bruce Willis e John Malkovich. Giunsero anche le prime commesse per brani originali destinati a colonne sonore, come quella del documentario americano "Eurocrime" di Mike Malloy. Quest'ultimo ispirerà gran parte del secondo disco della band, "Ritornano quelli di… Calibro 35", pubblicato nel febbraio 2010 da Ghost Records per l'Italia e Nublu Records per gli Stati Uniti. Questo album replicava la formula dell'esordio, proponendo una sequenza di brani strumentali che riproponevano o prendevano spunto da vecchi temi "poliziotteschi" degli anni '70. La novità fu che la band firmò otto delle tredici tracce del CD, con alcune composizioni che riuscirono a non sfigurare accanto alle pur riuscite cover. Il disco si impose come un piccolo successo di culto, catalizzando l'attenzione dei media specializzati e conquistando copertine e recensioni più che positive. La formula divenne un marchio di fabbrica, con bordate funk e respiri jazz che si alternavano a momenti rock e beat, il tutto arricchito da tastiere vintage, bassi pieni, chitarre funky e flauti scintillanti. Sebbene non mancasse qualche "deriva un pochino troppo autoreferenziale", i momenti più irresistibili scaturivano quando i musicisti premevano sull'acceleratore, come nell'impeto "blaxploitation" dei capolavori gemelli "Eurocrime!" e "L'esecutore". Questa volta, i compositori omaggiati includevano Ennio Morricone, Riz Ortolani, Piero Umiliani, Gianni Ferrio e Stefano Torossi. La bravura e l'immedesimazione dei Calibro 35 erano tali che a stento si distinguevano le cover dai brani autografi.

Calibro 35 live performance

Il successo dei Calibro 35 beneficò dell'onda lunga innestata dalla riscoperta, a livello internazionale, delle grandi colonne sonore italiane, anche grazie al prezioso lavoro di ricerca svolto da registi come Quentin Tarantino e Robert Rodriguez. In quel periodo, non c'era nessuno che stesse suonando quelle cose: il quintetto si ritrovò così a coprire un "buco artistico", incarnando il tipo di musicista che in molti, in particolare in America, stavano cercando. È interessante notare come, mentre in Italia i vecchi film polizieschi, con le loro colonne sonore, venivano tenuti chiusi in un cassetto perché considerati di 'destra', negli Stati Uniti venivano identificati come una forma di controcultura. Grazie alla visibilità scaturita da tale situazione, i Calibro 35 furono invitati a entrare in studio per registrare la colonna sonora di "Eurocrime", un documentario americano sui film polizieschi italiani.

Nel 2009, gli Afterhours, con Gabrielli ancora in formazione, portarono a Sanremo "Il paese è reale", aggiudicandosi il premio della critica. Nell'omonimo disco compilation che ne conseguì, fu ospitata una traccia eseguita dai Calibro 35, "L’uomo dagli occhi di ghiaccio", opportunità che donò ulteriore visibilità alla band. Nello stesso anno, intrapresero il loro primo tour europeo e a novembre si aggiudicarono il premio Pimi per il miglior tour dell'anno. A luglio del 2010 venne pubblicato lo split "Il Beat Vol. 1", un singolo con due tracce: la prima realizzata in coppia da Dente e Il Genio, mentre sul lato B compariva "Il beat…cos’è", una cover di Sonny Bono riproposta dai Calibro 35 con alla voce Roberto Dell’Era, cementificando ulteriormente un rapporto di grande amicizia con Gabrielli e soci. Il 6 ottobre, il successo dei Calibro 35 fu certificato dall’invito a registrare un set dal vivo presso l'Auditorium RAI di Via Asiago, trasmesso in differita il giorno successivo. Lo spettacolo fu arricchito dalle ospitate di Manuel Agnelli (che cantò “Ragazzo di strada”), Roberto Dell’Era e Georgeanne Kalweit. A fine 2010, la pubblicazione di "Rare", una raccolta di inediti, b-side e colonne sonore realizzate nei primi anni di vita della band, confermò il loro status. A questo punto, molti riconoscevano alla formazione il merito di aver restituito alla coscienza musicale italiana un tesoro di valore inestimabile. Fino a qualche anno prima, sarebbero stati impensabili concerti gremiti di ventenni eccitati dal sound dei "poliziotteschi", in un ibrido di funk, musica classica, hard-rock, progressive e psichedelia che sembrava sepolto sotto la polvere. Grazie anche al contributo della "Tarantino-mania", tutto era cambiato, e gli appassionati della scena indipendente avevano riguadagnato (e in molti casi scoperto ex-novo) un vero e proprio stile musicale tra i migliori che il nostro paese abbia prodotto.

Nel febbraio del 2012 vide la luce "Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale", un album che segnò un parziale smarcamento dalla formula dei predecessori. Non più (solo) cover di pezzi storici o "falsi d'autore" in stile, ma anche un allargamento di orizzonti e sconfinamenti "anacronistici" in territori post-anni '70. Il principio guida pareva essere un "what if": E se la moda del poliziottesco fosse tornata ai tempi dei Kula Shaker di "Govinda" ("New Dehli Deli")? E se per lo spot di un aperitivo servisse qualcosa di sbarazzino e retrò ("Uh Ah Brr", uno dei vertici dell'album)? E se dovessimo per una volta suonare davvero epici e cattivi ("Massacro all'alba")? Altra novità fu la presenza in tre tracce ("Uh Ah Brr", "Il Pacco" e "La banda del B.B.Q.") della voce dei musicisti, o meglio dei loro baldanzosi borbottii. Per il resto, la formula era quella consueta, con le classiche due cover ("Passaggi nel tempo" di Morricone e "New York New York" di Piccioni), andature più "zeppeliniane" che mai ("Arrivederci e grazie", "Massacro all'alba"), qualche slancio romantico ("Buone notizie", "Pioggia e cemento"), e il suono compatto, arroventato e vintage che costituisce il marchio di fabbrica della band.

La chiusura del cerchio per quanto riguarda le colonne sonore cinematografiche originali arrivò nel 2013, quando la band realizzò la colonna sonora di "Said", una pellicola pulp incentrata su mafia e violenza, diretta da Joseph Lefevre e destinata alla diffusione in streaming su YouTube. Pubblicata il 19 aprile in formato digitale, il giorno successivo, in occasione del Record Store Day, venne fatta circolare anche una versione in vinile. I Calibro 35 si chiusero per tre giorni negli studi romani del Forum Music Village, registrando in diretta il materiale mentre la pellicola scorreva sullo schermo, alla stregua di quanto facevano le orchestre per il cinema italiano negli anni Sessanta e Settanta. L'album si apre sulle note funkeggianti di "Said Titoli", che si presenta "strafottente e irresistibile come solo certi eroi da b-movie sanno essere". Fu finalmente inserita "Ragazzo di Strada", la rilettura del celebre brano de I Corvi (a sua volta cover di "I Ain't No Miracle Worker" dei The Brogues) trainata dalla voce di Manuel Agnelli. L'altro Afterhours, Rodrigo D'Erasmo, contribuì con il violino nell'oscura "Tensione". Il funk si mescola al jazz in "Locale", "Erotismo" è ammiccante e lasciva, "Don Vito", scritta e interpretata da Francesco Forni, omaggia la canzone napoletana. Dopo un "Finale Said" inaspettatamente contemplativo, arrivano due appendici: il remix di "Sbirri", con ospite Dj Aladyn allo scratch, e la splendida "Risoluzione", citazione onirica e più o meno involontaria di "Golden Brown" degli Stranglers. Con "Said", i Calibro 35 dimostrarono di essere completamente entrati nella parte: un progetto iniziato per rifare le colonne sonore altrui, che giungeva a scriverne di proprio pugno, e senza sfigurare, sperimentando una varietà di soluzioni che andava oltre il genere citazionista, pur senza allontanandosene mai e senza scadere nel manierismo fine a sé stesso.

Il contatto con il cinema non si fermò a "Said". I Calibro 35 hanno composto brani per i film "Gli Angeli del Male" di Michele Placido e "La Banda del Brasiliano" di John Snellinberg. La traccia "Convergere in Giambellino" è stata inclusa nella soundtrack del film "R.E.D." con Bruce Willis e John Malkovich. Nel 2010, a seguito del grande successo della fiction televisiva italiana "Romanzo Criminale", la EMI realizzò una compilation con undici canzoni inedite ispirate ai personaggi e ai fatti narrati nella storia. Il momento più riuscito fu lo strumentale "Come un romanzo", eseguito dai Calibro 35, ormai specializzati nella scrittura ed esecuzione di composizioni sul tema poliziottesco. Si sono anche occupati della sonorizzazione live del film "Milano odia: la polizia non può sparare" (regia di Umberto Lenzi, musiche di Ennio Morricone), che registrò due sold out a Roma e Milano, mentre l’evento speciale "Indagine sul Cinema del Brivido" aprì alla band le porte del Teatro dal Verme di Milano.

Il momento di grande vena creativa della band fu confermato dall’annuncio di un altro album, pubblicato il 21 ottobre 2013, "Traditori di tutti", composto da dodici tracce originali. Ispirato all’omonimo romanzo giallo di Giorgio Scerbanenco, lo stesso che scrisse "I milanesi ammazzano al sabato" (il quale generò il titolo di un album degli Afterhours con Gabrielli), l'album inaugurò il filone letterario del quartetto (anche se la presenza di Tommaso Colliva è così forte da poter considerare la band un quintetto a tutti gli effetti), musicando un giallo dalle tinte noir con ambientazione meneghina. "Traditori di tutti" conteneva dodici canzoni in grado di "rinverdire l'intero campionario immaginifico dei Calibro 35", che ritornarono alla formula interamente strumentale, fatti salvi i coretti di Serena Altavilla, "lascivi in “The Butcher's Bride” e angelici in “Miss Livia Ussaro”". La band si divertì a inserire nuovi strumenti come l'organo Philicorda, il dulcitone ed il mellotron. "Prologue" e "Annoying Repetitions" delimitavano e contribuivano a caratterizzare un album più cupo del solito nel mood, ma stilisticamente estroverso quanto i predecessori. "Giulia Mon Amour" era una "magnifica cavalcata beat", "Stainless Steel" viveva sull'asse composto da "granitici riff chitarristici e sax", e "Mescaline 6" poneva gli aspetti psichedelici al centro della scena. "The Butcher's Bride", accompagnata dal farfisa, e la funkeggiante "You Filthy Bastards" impreziosivano un lavoro "sempre sul pezzo, costantemente sul filo della tensione narrativa, (auto)citazionista senza mai apparire ridondante". Si confermava la scelta di focalizzarsi su produzioni autografe, piuttosto che ripescare nel "non infinito serbatoio dei soundtrack poliziotteschi".

A novembre 2015, l'uscita di "S.P.A.C.E." spostò l'attenzione della band verso la scrittura di temi musicali che riprendevano il filone dei vecchi film sulla fantascienza. I Calibro 35 respiravano l’esigenza di non "auto relegarsi a band “di genere”", decidendo di ampliare il proprio spettro di vedute. Questo disco fu registrato nel marzo 2015 ai Toe Rag studios di Londra, studi completamente analogici noti per aver dato origine a brani come "Seven Nation Army" dei White Stripes. Questo periodo fu anche segnato dalla collaborazione con il mondo del rap, con "Picasso Baby" di Jay Z e "Summer of Sam" dei Demigodz entrambi basati su sample tratti da dischi della band, e Dr. Dre che campionò i Calibro 35.

Per celebrare il primo decennale di attività, i Calibro 35 decisero di ripescare l'ampliamento di formazione già sperimentato su "Indagine sul cinema del brivido" nel 2012 per registrare l’album "Decade", pubblicato da Record Kicks il 9 febbraio 2018. La presenza di archi, fiati e percussioni incrementò il suono, offrendo ai brani un suono "orchestrale" senza far perdere alla band la sua identità. L’immaginario grafico richiamava l’architettura radicale italiana tra gli anni '60 e '70. Il conseguente ritorno in tour vide la stessa formazione sui palchi italiani, culminando in una partecipazione in prima serata al Primo Maggio a Roma, subito prima di Fat Boy Slim, e come headliner al Wired Next Fest di Milano. Il 2019 vide la prima partecipazione dei Calibro 35, in veste di ospiti, al Festival di Sanremo. In seguito alla scomparsa di Ennio Morricone, Rai Radio Tre commissionò ai Calibro 35 un concerto speciale in onore del maestro. Una seconda partecipazione a Sanremo, sempre come ospiti, avvenne nel 2022, quando la band accompagnò il rapper milanese Rkomi durante un medley di brani di Vasco Rossi.

Il progressivo miglioramento delle condizioni ambientali e la riapertura dei locali permise alla band di riprendere l’attività live nel corso dell’estate e dell’autunno. Durante il tour, avvenne l'incontro con Venerus, che aprì il concerto dei Calibro 35 al Locus Festival. A fine anno, produssero la colonna sonora della serie televisiva "Blanca", prodotta da Lux Vide per la regia di Jan Michielini. "Scacco al Maestro" fu un progetto monografico dedicato all’opera di Ennio Morricone, con la pubblicazione, nel corso del 2022, di due album contenenti nuove versioni di brani del Maestro e la partecipazione di ospiti come Matthew Bellamy, Joan as Police Woman, Alessandro Cortini, Elisa, Diodato e Roy Paci. Il tour del progetto terminò con un concerto all'Auditorium Verdi del conservatorio di Milano, successivamente pubblicato da Universal Music nella cassetta "Plays Morricone - Live". Durante il tour, dissidi interni portarono all’uscita dalla band del bassista Luca Cavina, che venne sostituito per i concerti da Roberto Dell’Era. Il successivo album in studio, "Nouvelle Aventures", fu registrato nello studio Auditorium 900 a Napoli, segnando il ritorno alla musica originale. Hanno anche prodotto i titoli di testa e di coda di "Diabolik - Chi sei?", con una colonna sonora composta e orchestrata dai Calibro 35 che utilizzava strumenti orientali, voci, orchestre e sintetizzatori. La canzone di Sandokan, invece, reinterpretava il brano dei Fratelli De Angelis in una versione aggiornata con la voce di Giovanni Succi. Per JazzMI 2024, il festival del jazz di Milano, i Calibro 35 hanno sviluppato lo spettacolo "Jazzploitation", durante il quale affrontano un repertorio jazz che spazia da Miles Davis a Herbie Hancock, passando per Bob James, Grove Washington Jr e Roy Ayers. Infine, il 22 febbraio 2026, i Calibro 35 hanno partecipato alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, svoltasi presso l’Arena di Verona, con la direzione musicale e gli arrangiamenti del segmento, rileggendo in chiave contemporanea brani iconici della canzone italiana e celebri colonne sonore cinematografiche. Il loro nuovo album, "Exploration", è stato anticipato dal singolo "Reptile Strut", e la band ha spiegato che "Il ramarro è un sauro dal colore verde acceso, rapidissimo nei movimenti, ha un incedere scattante e cambia spesso il passo. Per questo è difficile catturarlo", e "Reptile Strut parte da queste premesse. Ha un DNA preciso, ossia la passione per il groove ma anche la voglia di sperimentare che determina un continuo cambio di passo, di stili, di mondi musicali da esplorare in continuo mutamento". Hanno anche rivelato che "Negli ultimi tempi abbiamo ingerito una grande quantità di musica. Grazie alla produzione di colonne sonore abbiamo messo i nostri strumenti in funzione di storie da raccontare e immagini da vedere. Grazie anche all’invito a diversi festival italiani ed europei, ci si è confrontati con un mondo ampio, ampissimo come quello del jazz".

Enrico Gabrielli: Il Poliedrico Artista Dietro le "Canzoncine"

Dietro l'originale progetto delle "Canzoncine per bambini" e gran parte dell'identità sonora dei Calibro 35 si cela la figura poliedrica di Enrico Gabrielli. La sua passione per le canzoni per bambini, o, come recita il titolo del suo album del 2023, per le "Canzonine", è nota, e per l'occasione ha chiamato a raccolta altri "papà" della scena italiana, da Francesco Bianconi a Brunori, da Dimartino a Cosmo. La carriera di Gabrielli è costellata di scelte coraggiose e di una costante ricerca artistica.

Già nei Mariposa, Enrico Gabrielli annunciò, attraverso un laconico comunicato, la volontà di abbandonare gli Afterhours. All'epoca, furono in molti a giudicare il gesto una follia: lasciare una delle band più rappresentative dell’alt-rock nazionale era ritenuta una scelta autolesionista. Oltretutto, la decisione venne presa quando gli ex-compagni di viaggio, in seguito allo sbarco a Sanremo, stavano raggiungendo il massimo della visibilità. È probabile che la convivenza con un personaggio forte e carismatico quale Manuel Agnelli abbia forzatamente minato le velleità di protagonismo del poliedrico Gabrielli, il quale diede determinanti contributi alla realizzazione de "I milanesi ammazzano il sabato". Con il tempo, si riuscì a comprendere la reale motivazione, che risiedeva nella volontà di muoversi in lungo e in largo nel panorama indipendente nazionale, senza il vincolo derivante dall’appartenenza a una band con tanti impegni.

Gabrielli si è poi largamente affermato come arrangiatore, assicurandosi la presenza in parecchi dei migliori dischi italiani degli ultimi anni. Ma soprattutto, ha legato il proprio nome a quello dei Calibro 35 fin dalla loro nascita a Milano nel 2007, apportando il suo "armamentario di fiati e organi vintage" e contribuendo in maniera decisiva al sound distintivo della band. Oltre ai Calibro 35, Gabrielli ha collaborato con un'ampia gamma di artisti di spicco, tra cui Vinicio Capossela, Baustelle (per i quali ha arrangiato le partiture orchestrali del concept "Fantasma" e ha partecipato in tour come direttore d’orchestra), A Toys Orchestra, Marco Parente, Paolo Benvegnù, Morgan, Andrea Chimenti, One Dimensional Man, Marta sui Tubi e Dente, per citarne solo alcuni. Ha inoltre dato vita a progetti personali come Der Maurer, Craxi e Incident On South Street. La sua carriera è un esempio lampante di eclettismo e di una curiosità musicale senza confini, che lo ha reso una figura centrale nel panorama musicale italiano contemporaneo.

tags: #calibro #35 #canzoncine #per #bambini