Il Danno Non Patrimoniale da Stalking su Donna Incinta: Stima Giurisprudenziale e Tutela Legale

Il concetto di danno, in ambito giuridico, si estende ben oltre le conseguenze materiali e tangibili, abbracciando anche la sfera non patrimoniale dell'individuo. Tale categoria di pregiudizio, spesso difficile da quantificare, acquista particolare rilevanza in situazioni di grave afflizione psicologica e violazione dei diritti fondamentali. Tra queste, lo stalking, o atti persecutori, rappresenta una delle condotte più insidiose e devastanti, soprattutto quando la vittima si trova in una condizione di particolare vulnerabilità, come nel caso di una donna incinta. In tali circostanze, la giurisprudenza si è adoperata per affinare gli strumenti di tutela e di stima del risarcimento, riconoscendo la profondità e l'ampiezza delle ripercussioni che tali condotte possono avere sull'integrità psicofisica e sulla qualità della vita della persona offesa.

La Natura del Danno Non Patrimoniale: Dalle Radici Psicologiche alle Ripercussioni Giuridiche

Il riconoscimento del danno non patrimoniale affonda le sue radici nella comprensione che l'esperienza umana è costellata non solo di beni materiali, ma anche di valori intangibili la cui lesione può provocare sofferenza e alterazione dell'equilibrio personale. Già Freud, nel 1895, osservava che “Qualsiasi esperienza che susciti una situazione penosa - quale la paura, l’ansia, la vergogna o il dolore fisico - può agire da trauma”. Questa intuizione psichiatrica ha trovato, nel tempo, riscontro e sviluppo nel diritto, portando alla consapevolezza che un evento lesivo di rilievo giuridico può generare una significativa alterazione dell’omeostasi psichica francamente psicopatologica. Qualora una tale condizione sia conseguenza diretta dell'evento illecito, è possibile agire in giudizio per ottenere il risarcimento del danno subito alla propria integrità psichica, o meglio, alla propria salute psichica.

Il danno non patrimoniale non si esaurisce in una mera sofferenza interiore transitoria, ma si manifesta con effetti concreti sulla vita dell'individuo. La Cassazione Civile, ad esempio, nella sentenza n. 5836 del 2018, ha evidenziato come il danno all’onore ed alla reputazione si identifichi non con la lesione dell’interesse tutelato dall’ordinamento ma con le conseguenze di tale lesione. Per questo motivo, la sussistenza del danno non patrimoniale deve essere oggetto di allegazione e prova - tramite consulenza tecnica - anche attraverso presunzioni. Ciò sottolinea l'importanza di una valutazione approfondita e multidisciplinare per accertare la reale estensione del pregiudizio subito.

Tipi di Danno Non Patrimoniale

Lo Stalking (Atti Persecutori): Un'Aggressione alla Serenità e alla Libertà Individuale

In Italia, la legge n. 38 del 2009 ha introdotto nel Codice Penale il reato di “Atti persecutori”, meglio noto come stalking, disciplinato dall’art. 612 bis c.p. Questo reato si configura attraverso condotte reiterate di minaccia o molestia che cagionano un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ovvero ingenerano un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva, oppure costringono la vittima ad alterare le proprie abitudini di vita. L’impatto dello Stalking sulla salute della persona perseguitata è spesso particolarmente rilevante in termini di danno biologico ed esistenziale. L’esposizione a questa singolare forma di violenza va a sconvolgere il suo funzionamento psico-fisico e socio-relazionale, provocando numerose manifestazioni patologiche e importanti ripercussioni sulla qualità di vita.

La giurisprudenza ha avuto modo di precisare gli elementi costitutivi del reato e le sue implicazioni risarcitorie. Il Tribunale di Ferrara, con una interessante Sentenza in materia di stalking e risarcimento del danno, ha valutato il reato di stalking ex art. 612 bis c.p. In particolare, per il Tribunale, le condotte poste in essere integravano il reato. Richiamandosi a consolidata giurisprudenza, infatti, il Tribunale ha chiarito che “il perdurante e grave stato d’ansia o di paura è inteso non come uno stato patologico clinicamente accertato, bensì come uno stato d’animo della persona offesa, caratterizzato da sentimenti di esasperazione e di profonda prostrazione, concretamente accertabili e non transitori”. Ed ancora, citando l’orientamento della Suprema Corte, è stato ribadito che “gli atti persecutori non devono essere tali da integrare una situazione con risvolti patologici, essendo sufficiente che producano un effetto destabilizzante della serenità e dell’equilibrio psicologico della vittima”. Questo approccio giurisprudenziale è fondamentale per ampliare la tutela, evitando che la vittima debba necessariamente raggiungere una condizione patologica conclamata per ottenere giustizia, ma riconoscendo la gravità di un mero turbamento psichico significativo.

50 Art 612 bis Atti persecutori (stalking)

L'Impatto Psicologico dello Stalking: Dal Trauma al Disturbo Post-Traumatico da Stress

Le conseguenze psicologiche dello stalking sono profonde e multifattoriali. Sul piano psicologico, infatti, si osserva frequentemente lo svilupparsi di quello che la letteratura scientifica sull’argomento definisce Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD). Questo disturbo è caratterizzato da una serie di sintomi che emergono in seguito all'esposizione a un evento traumatico. Le reazioni psicologiche conseguenti a una violenza possono avere luogo nell’immediatezza, sul breve e sul lungo periodo, secondo un cliché ormai appurato dalla letteratura scientifica.

Si passa da una reazione iniziale di shock, incredulità, paralisi temporanea, negazione, a uno stato di paura contenuto, all’apparenza calmo, ma spesso anche a carattere regressivo. Successivamente, può subentrare uno stadio di ricaduta che può persistere per molti mesi, caratterizzato da un'alternanza di emozioni contrastanti tra loro: paura e rabbia, tristezza ed esaltazione, autocommiserazione e senso di colpa. La vittima può temere di essere oggetto di nuove aggressioni e sentirsi più o meno destabilizzata emotivamente, in funzione della fiducia nelle proprie capacità di difendersi da ulteriori violenze. In una fase successiva, possono manifestarsi reazioni controllate alla paura o nuove possibilità espressive, nel corso delle quali le vittime tendono a verbalizzare la propria rabbia, i propri vissuti di ansia, ad essere tese e lamentose, a vivere sentimenti di paura, umiliazione, imbarazzo e colpevolezza. Le vittime di violenza possono anche sperimentare pensieri di vendetta, perdita di identità e di rispetto per se stesse.

Infine, nella fase di riorganizzazione del sé, si manifesta una fase adattiva, rappresentata dal graduale diradarsi di sentimenti e sintomi negativi. Ciò avviene solitamente entro sei mesi o un anno dall’evento traumatico e consente alla persona di dare un senso a quanto successo. Tuttavia, in molti casi, la riorganizzazione personale non si determina e persistono anche dopo lungo tempo sintomi negativi, rendendo necessaria una profonda e qualificata assistenza. La reazione psichica soggettiva al trauma, in questi casi, è al centro dell’indagine diagnostica della consulenza tecnica psicologica, volta a valutare se vi sia stata compromissione, menomazione o riduzione della sua capacità di comprendere e di accettare la realtà, attraverso processi di adattamento disfunzionali.

Sintomi del Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD)

La Peculiarità del Danno da Stalking per la Donna Incinta: Aggravamento e Riconoscimento Giurisprudenziale

La condizione di gravidanza di una donna perseguitata rende lo stalking un reato di gravità ancora maggiore, con conseguenze potenzialmente devastanti non solo per la vittima, ma anche per il nascituro. La Suprema Corte di Cassazione ha statuito, con sentenza n. 9170 del 2023, che lo stalking è aggravato se a subire gli atti persecutori è una donna incinta o che ha appena partorito. Questo principio è di fondamentale importanza, in quanto riconosce la vulnerabilità accresciuta della donna in un periodo così delicato della sua vita.

Nel caso di specie che ha portato a questa pronuncia, un ricorrente era stato condannato in primo grado in ordine alla violazione dell’art. 612 bis c.p. Il Giudice dell’appello, investito dell’impugnazione della sentenza, l'aveva riformata parzialmente, ma la Cassazione ha ribadito la natura aggravata della condotta. Il reato di cui all’art. 612 bis c.p. prevede infatti circostanze aggravanti specifiche, e la condizione di gravidanza è stata riconosciuta come tale. La decisione della Suprema Corte evidenzia una maggiore sensibilità e protezione verso le vittime più fragili, garantendo una risposta penale più severa e, di conseguenza, aprendo la strada a risarcimenti del danno non patrimoniale più consistenti, che tengano conto non solo della sofferenza psichica e fisica della donna, ma anche del potenziale impatto sullo sviluppo del bambino e sul legame materno-fetale. La paura, l'ansia e lo stress prolungati durante la gravidanza possono avere ripercussioni sullo stato di salute del feto, aggiungendo un'ulteriore dimensione di danno da considerare.

La Valutazione del Danno: Aspetti Giurisprudenziali e Metodologici

La quantificazione del danno non patrimoniale è una delle sfide più complesse per il sistema giuridico. Tradizionalmente, tale valutazione è stata oggetto di un dibattito acceso, culminato in importanti pronunce della Suprema Corte. La Cassazione, con la sentenza n. 2901 del 2011, ha fornito linee guida fondamentali per la liquidazione del danno non patrimoniale, sottolineando la necessità di una valutazione complessiva e personalizzata.Tale orientamento, in particolare, ha trovato una chiave di volta nella nuova formulazione dell’art. 138 del Codice delle assicurazioni, come modificato dalla Legge n. 124 del 2017. Nello specifico, l’attuale formulazione dell’art. 138 del Codice delle Assicurazioni Private disciplina le modalità di risarcimento del danno biologico per lesioni di non lieve entità. Questo articolo è cruciale perché introduce il principio della personalizzazione del danno, consentendo un aumento del valore base del danno biologico in presenza di specifiche circostanze che rendano il pregiudizio più grave e profondo per il singolo individuo.

Sulla base di questo presupposto logico-argomentativo, la Corte di Cassazione, nella pronuncia oggetto di analisi (Cass. Civ. n. 2901/2011), ha giudicato corretta la decisione del giudice del merito allorquando ha proceduto alla “valutazione del danno morale in via autonoma e successivamente rispetto alla precedente (sia pur, nella specie, imprevedibile) personalizzazione del danno biologico”. Il meccanismo risarcitorio prevede, infatti, in caso di positivo accertamento dei presupposti per la cosiddetta personalizzazione del danno, di procedere all’aumento fino al 30% del valore del solo danno biologico, depurato, analogamente a quanto indicato al precedente punto 3, dalla componente morale del danno automaticamente (ma erroneamente) inserita in tabella, giusta il disposto normativo di cui al già ricordato art. 138, n. 4. Questo significa che la componente di sofferenza soggettiva (danno morale) e quella di compromissione dell'integrità psicofisica (danno biologico) devono essere valutate distintamente, sebbene spesso coesistenti e interconnesse, per garantire un risarcimento più aderente alla specificità del caso.

La prova del danno non patrimoniale, come anticipato, può avvenire anche attraverso presunzioni. Dalla complessiva valutazione di precisi elementi dedotti (caratteristiche, durata, gravità, conoscibilità dell'illecito, effetti negativi dispiegati nelle abitudini di vita del soggetto) si può, attraverso un prudente apprezzamento, coerentemente risalire al fatto ignoto, ossia all'esistenza del danno. Questo è particolarmente vero per il danno esistenziale, la cui prova spesso non può essere strettamente medicalizzata.

Danno Biologico e Danno Esistenziale nel Contesto dello Stalking

Il danno non patrimoniale si articola in diverse componenti, tra cui il danno biologico e il danno esistenziale, che assumono particolare rilievo nel contesto dello stalking.

Il danno biologico è la lesione dell'integrità psicofisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale. Nel caso dello stalking, esso può manifestarsi con l'insorgenza di patologie psichiatriche come il PTSD, stati d'ansia cronici, depressione, disturbi del sonno, alterazioni dell'alimentazione o somatizzazioni. Queste condizioni, medicalmente accertabili, comportano una compromissione delle funzioni vitali dell'individuo e una riduzione della sua capacità di godimento della vita. La valutazione del danno biologico richiede l'intervento di specialisti (psichiatri, psicologi forensi) che, attraverso consulenze tecniche, possano quantificare l'entità della lesione e il grado di invalidità permanente o temporanea.

Il danno esistenziale, invece, si configura come ogni pregiudizio, di natura non meramente emotiva ed interiore, ma oggettivamente accertabile, provocato sul "fare areddittuale" del soggetto. Questo tipo di danno altera le sue abitudini e gli assetti relazionali propri, inducendolo a scelte di vita diverse quanto all'espressione e realizzazione della sua personalità nel mondo esterno. Nel contesto dello stalking, il danno esistenziale è palese: la vittima è costretta a modificare le proprie abitudini, a rinunciare a relazioni sociali, a cambiare percorso casa-lavoro, a evitare luoghi frequentati, a sentirsi costantemente sotto minaccia. Tutto ciò incide profondamente sulla sua capacità di esprimere la propria personalità, di coltivare hobby, di mantenere amicizie, di godere di momenti di svago e persino di pianificare il proprio futuro. L'alterazione delle abitudini di vita, la frustrazione di precise e ragionevoli aspettative di progressione personale o professionale, e gli effetti negativi dispiegati nelle abitudini di vita sono tutti elementi che contribuiscono a configurare e provare il danno esistenziale.

Danno Esistenziale: Impatto sulle abitudini e relazioni

Il Ruolo della Consulenza Tecnica Psicologica nell'Accertamento del Danno

L'accertamento e la quantificazione del danno non patrimoniale, specialmente quando si tratta di sofferenza psicologica e alterazioni della personalità, rendono indispensabile il ricorso alla consulenza tecnica psicologica o medico-legale. La consulenza tecnica psicologica prevede un’analisi approfondita del soggetto, per l’accertamento del trauma psicologico subito, volto a valutare se abbia subito compromissione, menomazione o riduzione della sua capacità di comprendere e di accettare la realtà, attraverso processi di adattamento disfunzionali.

L'esperto, attraverso colloqui clinici, somministrazione di test psicodiagnostici e analisi della documentazione, è in grado di ricostruire il nesso di causalità tra la condotta persecutoria e il pregiudizio subito, distinguendo tra una reazione psicologica fisiologica e una vera e propria patologia. Come già menzionato, la reazione psichica soggettiva al trauma è al centro dell’indagine diagnostica. Questo processo permette di dare concretezza e oggettività a un danno che altrimenti rimarrebbe nella sfera dell'indimostrabile soggettività, fornendo al giudice gli elementi necessari per una giusta liquidazione.

La Tutela Giuridica e i Mezzi di Prova per le Vittime di Stalking

La vittima di stalking, e in particolare la donna incinta, dispone di diversi strumenti legali per tutelare i propri diritti e ottenere il risarcimento dei danni subiti. Oltre alla denuncia penale per il reato di atti persecutori (art. 612 bis c.p.), è possibile instaurare un'azione civile per il risarcimento del danno non patrimoniale. È fondamentale, per la vittima, allegare in modo specifico la natura e le caratteristiche del pregiudizio patito nel ricorso introduttivo del giudizio.La prova del danno, come affermato dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, deve essere specifica e può avvenire anche attraverso presunzioni. Questo significa che non sempre è necessaria una prova diretta e immediata del danno, ma si può desumere la sua esistenza da una serie di elementi gravi, precisi e concordanti. Le prove possono includere:

  • Testimonianze: di persone a conoscenza dei fatti o che hanno assistito ai comportamenti persecutori o ai cambiamenti nella vita della vittima.
  • Documentazione medica e psicologica: certificati, referti, diagnosi di specialisti che attestino le condizioni di salute psicofisica.
  • Registrazioni, messaggi, e-mail: elementi digitali che comprovano le condotte persecutorie.
  • Diari o annotazioni: tenuti dalla vittima per documentare gli episodi.
  • Variazioni delle abitudini di vita: documentabili attraverso testimonianze o, ad esempio, cambiamenti di residenza o di lavoro forzati.

In questo contesto, l'assistenza di un legale specializzato, come l'Avv. Alessio Scamonatti, che ha maturato le sue competenze professionali nel campo del diritto civile, curandone costantemente l’aggiornamento in relazione ai mutamenti legislativi e giurisprudenziali, è cruciale per impostare correttamente la strategia processuale.

Amplio Panorama del Danno Non Patrimoniale: Altri Contesti Rilevanti

Il principio del risarcimento del danno non patrimoniale si estende a una molteplicità di situazioni, oltre lo stalking, dimostrando la sua pervasività nella tutela dell'individuo.

Danno da Mobbing e Burn-out: Il Mobbing potrebbe essere descritto come una forma di persecuzione o violenza psicologica subita in ambito lavorativo, tale da ledere la dignità personale e professionale del lavoratore e, a volte, anche la sua salute psicofisica. La vittima di mobbing può essere esposta, per periodi prolungati nel tempo, a comportamenti aggressivi e vessatori; a demansionamenti, umiliazioni, insulti, emarginazione; oppure a situazioni che possono provocare imbarazzo. Il termine Burn-out indica un particolare tipo di reazione allo stress lavorativo, l’esito patologico di un processo stressogeno che comporta esaurimento emotivo, depersonalizzazione e ridotta realizzazione personale. In tali contesti, la normativa prevede che l’ambiente di lavoro debba garantire il benessere psicofisico dei lavoratori e stabilisce precisi obblighi a carico del datore di lavoro. Se questi obblighi non sono ottemperati, qualora si configurino reati particolarmente dannosi per la salute dei lavoratori, tali reati potranno anche essere perseguibili d’ufficio. In base all’art. 1218 c.c., il datore di lavoro ha l’onere di provare che l’inadempimento della prestazione contrattuale è dipeso da cause a lui non imputabili. Il lavoratore, al contrario, è tenuto a provare l’esistenza del danno, ovvero la lesione dell’integrità psicofisica e il nesso di causalità tra prestazione lavorativa e danno sia esso biologico o esistenziale. Il danno da demansionamento viola l’obbligo contrattuale di salvaguardare la professionalità e la dignità del lavoratore con conseguente inadempimento contrattuale, e lede il suo diritto ad esprimere liberamente la sua personalità nel luogo di lavoro. La Suprema Corte ha affermato essere principio ormai acquisito alla giurisprudenza della Corte che “in tema di demansionamento e di dequalificazione, il riconoscimento del diritto del lavoratore al risarcimento del danno non patrimoniale che asseritamente ne deriva - non ricorrendo automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale - non può prescindere da una specifica allegazione, nel ricorso introduttivo del giudizio, sulla natura e sulle caratteristiche del pregiudizio medesimo; mentre il risarcimento del danno biologico è subordinato all'esistenza di una lesione dell'integrità psico-fisica medicalmente accertabile, il danno esistenziale (da intendere come ogni pregiudizio, di natura non meramente emotiva ed interiore, ma oggettivamente accertabile, provocato sul fare areddittuale del soggetto, che alteri le sue abitudini e gli assetti relazionali propri, inducendolo a scelte di vita diverse quanto all'espressione e realizzazione della sua personalità nel mondo esterno) va dimostrato in giudizio con tutti i mezzi consentiti dall'ordinamento, assumendo peraltro precipuo rilievo la prova per presunzioni”.

Danno da Bullismo: “Il bullismo può essere definito come una particolare forma di abuso costituita da comportamenti violenti, pervasivi e con conseguenze durature, tipica delle relazioni tra compagni di scuola”. Anche in questo contesto, le reazioni psicologiche conseguenti possono avere luogo nell’immediatezza, sul breve e sul lungo periodo, seguendo un modello scientificamente riconosciuto, che va dallo shock iniziale alla difficoltà di riorganizzazione personale, spesso richiedendo interventi di supporto psicologico.

Violazione della Privacy: La Privacy può essere violata in vari tipi di contesto dalla casa alla scuola, dai luoghi di lavoro alla rete. Utilizzare dati sensibili di un’altra persona fa sì che si possa andare incontro a sanzioni amministrative e penali di una certa gravità. In alcune circostanze è possibile per la vittima far valere i propri diritti e ottenere un risarcimento per i danni subiti, che spesso includono componenti non patrimoniali legate alla reputazione, all'onore e alla serenità personale.

Danno da Mancanza della Figura Genitoriale: Il disinteresse dimostrato da un genitore nei confronti di un figlio non soltanto viola gli obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione, ma determina un danno non patrimoniale dovuto al grave stato di sofferenza per la privazione della figura genitoriale, consistente in ripercussioni sociali e personali derivanti dalla consapevolezza di non essere mai stato desiderato come figlio e di essere stato rifiutato. Questo è un esempio di danno esistenziale profondo, che incide sulla costruzione dell'identità e delle relazioni future dell'individuo.

Danno da Errore Medico: Per errore medico si intendono tutte quelle condotte, colpose o dolose, cui consegue un danno per il paziente. L'errore può consistere nella somministrazione di una terapia sbagliata, a seguito di una diagnosi errata, determinando un aggravamento delle condizioni di salute del paziente, o nell’esecuzione scorretta di un intervento che sfocia in un’invalidità nel paziente. Molto spesso, la lesione alla salute può determinare un interessamento della sfera psichica del danneggiato e condurre ad una patologia psicologica. Le cicatrici del corpo possono, ad esempio, determinare un cambiamento così grave nel vissuto di sé, tale da rimettere in discussione la propria immagine corporea con conseguenze che si riflettono sull’equilibrio psicologico. In queste circostanze la persona che ritenga di essere stata danneggiata può richiedere il risarcimento del danno, che può comportare per il sanitario anche il rischio di una sanzione penale. A questa categoria si associa anche il "Wrongful Life": questo tipo di danno, all’origine della nascita di un malformato o con altre condizioni di svantaggio esistenziale, può essere conseguente ad un fattore antecedente al concepimento; alla malattia di uno o di entrambi i genitori; ad una diagnosi errata, nel periodo prenatale, che non abbia consentito alla madre di interrompere la gravidanza.

Danno da Lutto Patologico: Difficilmente il lutto per la perdita di un familiare, di una figura affettivamente significativa si supera: semplicemente ci si abitua. Il lutto risponde a precise reazioni fisiologiche che lo fanno appunto definire “lutto fisiologico”. Cinque sono le fasi di elaborazione del lutto secondo Elisabeth Kübler-Ross che si dipanano lungo circa 18/24 mesi: la negazione della perdita, la rabbia, la contrattazione, la depressione e infine l'accettazione. Tuttavia, capita che, se il processo di elaborazione del lutto fallisce, si determina un danno alla salute, provocando, a lungo andare, un lutto persistente complicato o lutto patologico (DSM 5). Ciò accade allorquando si è in presenza della morte violenta e improvvisa di un familiare come conseguenza di un fatto illecito del quale si conosce anche il responsabile. L’esperienza della consulenza tecnica peritale consente di rilevare l’esistenza di una netta differenziazione tra il lutto fisiologico, conseguente alla perdita di una persona cara per cause naturali, rispetto al lutto patologico determinatosi quale reazione psicopatologica al lutto esitata da un fatto illecito giuridicamente sanzionato o dalla lesione di un interesse costituzionale tutelato.

Questi esempi dimostrano come il diritto, attraverso il risarcimento del danno non patrimoniale, cerchi di ripristinare, per quanto possibile, l'equilibrio della persona lesa, riconoscendo il valore inestimabile della salute psicofisica, della dignità, della reputazione e della libertà di vivere una vita serena e autodeterminata. La giurisprudenza, con un lavoro continuo di interpretazione e adattamento, continua a definire i contorni di questa tutela, per rispondere in modo sempre più efficace alle nuove forme di aggressione all'integrità dell'individuo.

tags: #calcolo #danno #non #patrimoniale #da #stalking