Caccia al Tesoro Verde: L'Identificazione delle Piante Attraverso le Chiavi Dicotomiche Digitali

La biodiversità è una parte importante dei programmi del biennio del Liceo scientifico, un concetto fondamentale che permea ogni aspetto delle scienze naturali e dell'ecologia. Comprendere la ricchezza e la varietà delle forme di vita sul nostro pianeta è essenziale per apprezzarne l'equilibrio e per sviluppare una consapevolezza ecologica. Per gli studenti e gli appassionati di natura, un'attività sperimentale incentrata sull'identificazione di piante basata su chiavi dicotomiche di riconoscimento on-line rappresenta un'opportunità didattica di grande valore, che coniuga rigore scientifico, tecnologia e immersione diretta nel mondo naturale. Questa metodologia permette non solo di riconoscere le specie vegetali, ma anche di approfondire la loro morfologia e di comprendere i principi alla base della classificazione biologica, superando i tradizionali manuali cartacei a favore di strumenti più moderni ed efficaci.

Cosa Sono le Chiavi Dicotomiche e Come Funzionano

La chiave dicotomica, o chiave dicotomica di identificazione, è uno strumento che ci permette di identificare elementi, se strutturati in una tassonomia, in primo luogo gli organismi viventi. Questa definizione introduce il concetto fondamentale di dicotomia: in biologia, una dicotomia è una divisione di organismi in due gruppi, tipicamente basati su di una caratteristica presente in un gruppo e assente nell'altro. Le dicotomie sono parte integrante del processo di identificazione delle specie attraverso domande sequenziali, guidando l'utente attraverso un percorso logico di esclusione e selezione.

Una chiave dicotomica si basa sulle definizioni dei caratteri morfologici, che possono essere macroscopici, osservabili a occhio nudo, o microscopici, richiedenti l'uso di lenti o microscopi. Da ogni scelta si diramano due soluzioni possibili: l'organismo in esame ha o non ha un determinato carattere. Il suo impiego consiste sempre nel prendere una e solo una delle due alternative proposte, leggendo attentamente le due affermazioni e optando per quella che descrive correttamente l'esemplare in questione. Questo processo di scelta binaria si ripete passo dopo passo, restringendo progressivamente il campo delle possibilità fino a giungere all'identificazione univoca della specie.

Per illustrare il principio, si può pensare a un esempio semplificato per identificare le classi del subphylum vertebrati. Se il nostro esemplare è una rana, il percorso attraverso la chiave potrebbe svolgersi così:1a. Con pelo1b. Senza peloSe il nostro esemplare è una rana, realizzerà la condizione 1b (senza pelo), onde per cui passeremo alla dicotomia 2.2a. Con piume2b. Senza piumeDelle due opzioni, la rana realizzerà la 2b (senza piume), e passeremo alla dicotomia 3.3a. Senza mandibole3b. Con mandiboleAvendo mandibole, seguiremo la dicotomia 4.4a. Con pinne4b. Con zampe, senza pinneE siccome ha zampe e non ha pinne (opzione 4b), continueremo nella 6.6a. Pelle secca, coperta di squame6b. Pelle umida, senza squameInfine, dato che manca di squame ed ha la pelle umida (6b), concluderemo che appartiene alla classe degli anfibi.Per un'ulteriore specificazione, per esempio tra gli anfibi, si potrebbe continuare con una chiave per ordini:1a. Senza zampe1b. Con zampeSiccome la nostra rana possiede zampe (1b) e manca di coda (2b), risulta che è un anuro. Questo sistema logico è la spina dorsale di ogni chiave dicotomica, che siano per le piante, gli animali o qualsiasi altro gruppo tassonomico.

Esempio di chiave dicotomica semplificata

Dall'Approccio Cartaceo alle Rivoluzioni Digitali: L'Evoluzione dell'Identificazione

Nel contesto della biologia, è fondamentale distinguere tra "classificazione" e "identificazione", termini che spesso vengono erroneamente usati in modo intercambiabile. Spesso si usa il termine classificazione a proposito dell’operazione di riconoscimento di una specie, ma è sbagliato: lo scopo della classificazione biologica è di raggruppare gli organismi a seconda delle loro affinità evolutive, quello dell'identificazione è dare un nome corretto ad un organismo. L'identificazione è il passo pratico che ci permette di collocare un esemplare all'interno di una classificazione già esistente.

L’identificazione di una specie è sempre stata fatta tradizionalmente in due modi principali. Il primo metodo prevedeva l'uso di manuali fotografici, a volte ricchi di immagini ma spesso soggetti ad errori e comprendenti poche centinaia di specie diverse. Questi volumi, pur visivamente accattivanti, presentavano limiti intrinseci nella completezza e nella precisione per un'identificazione rigorosa. Un esempio di manuale fotografico può dare un'idea della sua struttura e delle sue potenzialità, ma anche delle sue limitazioni.

Il secondo metodo, più preciso ma anche più esigente, si basava sull'utilizzo di chiavi dicotomiche tradizionali, spesso contenute in testi specialistici. Questi manuali erano povere di immagini e richiedevano la competenza di uno studente che stesse seguendo esercitazioni di Botanica all’Università o di un esperto botanico. Tra i principali testi di Botanica, opere come "La nostra flora" di G. Dalla Fior o “Flora d’Italia” di Sandro Pignatti, considerato dagli esperti una Bibbia della Botanica, rappresentano pilastri di questa tradizione. Tuttavia, basta osservare un estratto trovato sul web che mostra la difficoltà di orientarsi in questi testi per un apprendista botanico, come potrebbe essere uno studente di seconda Liceo. L'estratto di pagina di chiave dicotomica di un manuale cartaceo evidenzia la complessità e la necessità di una conoscenza pregressa della terminologia botanica.

Confronto tra chiave dicotomica cartacea e digitale

Oggi, tuttavia, è possibile adottare un terzo metodo, innovativo e accessibile: l’utilizzo di chiavi dicotomiche on-line. Questi strumenti digitali uniscono il rigore della chiave dicotomica tradizionale alla ricchezza di immagini utili per guidare anche un bambino ad ottenere il risultato: classificare una specie. L’informatica ha reso possibile, infatti, organizzare i dati in modo logico svincolandosi dal contesto cartaceo, offrendo interfacce intuitive, supporto visivo e una vasta quantità di informazioni che rendono il processo di identificazione più rapido, accurato e gratificante per un pubblico molto più ampio. Questa evoluzione rappresenta un passo significativo nell'accessibilità della conoscenza botanica.

La "Caccia al Tesoro Verde": Un'Attività Didattica Innovativa

L'approccio didattico basato sulla "caccia al tesoro verde" si inserisce perfettamente nei programmi scolastici, in particolare dove la biodiversità è un tema centrale, come nel biennio del Liceo scientifico. Sarebbe dunque opportuna un’attività sperimentale incentrata sull’identificazione di piante basata su chiavi dicotomiche di riconoscimento on-line. Questo permette di superare i tradizionali manuali cartacei, offrendo un'esperienza più dinamica e interattiva.

Per poter affrontare efficacemente l'identificazione, è necessario fare una formazione preliminare sulla Morfologia delle piante, in particolare sulla foglia e sul fiore, perché nel processo di identificazione si incontreranno termini che bisogna conoscere. Questa fase propedeutica può avvalersi di diverse risorse: si possono utilizzare schede botaniche disponibili nel web, in alcuni libri di testo o moduli e-learning disponibili nello stesso sito che fornisce la chiave dicotomica, rendendo l'apprendimento flessibile e modulare.

La fase pratica dell'attività prevede una uscita, che può essere ripetibile anche più volte, in un parco cittadino o lungo un fiume o torrente, muniti di tablet o smartphone connessi a internet. I campioni da riconoscere possono essere trovati grazie a un'uscita didattica sia mattutina che pomeridiana. A seconda dell'ambiente scelto, si potranno osservare diverse tipologie di piante: in un parco cittadino prevarranno le essenze arboree e soprattutto le Conifere, mentre lungo un fiume o torrente si incontreranno più facilmente specie erbacee autoctone.

Durante l'uscita, è possibile raccogliere i campioni e portarli in un laboratorio a scuola per l'identificazione, oppure identificarli direttamente sul posto. In entrambi i casi, sarebbe auspicabile la realizzazione di una piantina del luogo visitato, per contestualizzare le scoperte e documentare la distribuzione delle specie. Per l'identificazione sul campo, è necessario il collegamento a internet, per cui l’attività può essere fatta in esterno solo se gli studenti sono forniti di tablet o smartphone connessi. In caso contrario, l'attività andrà fatta in laboratorio, sfruttando il collegamento internet della scuola. Esistono anche versioni cartacee scaricabili delle chiavi dicotomiche, ma sono meno efficaci e farebbero perdere l’obiettivo di utilizzare lo strumento più moderno e interattivo.

LA CHIAVE DICOTOMICA

Approfondimento sul Progetto Dryades: "Strumenti per l'Identificazione"

Un esempio eccellente di chiave dicotomica on-line è offerto dal Progetto Dryades dell’Università di Trieste, Dipartimento di Scienze della Vita, attraverso i suoi “Strumenti per l'Identificazione”. Questo progetto rappresenta un'avanguardia nell'ambito della botanica digitale, mettendo a disposizione risorse preziose per l'educazione e la ricerca.

Per accedere a questo strumento, basta digitare su Google “progetto dryades” e scegliere “Progetto KeytoNature Dryades / Dryades Project … - Trieste”. Una volta aperta la schermata del “Dryades project”, il percorso per l'identificazione è intuitivo: bisogna scegliere “Strumenti per l’identificazione” e poi in sequenza “Guide in rete”, “Organismi” e infine “Piante vascolari”.

A questo punto viene proposto un lungo elenco di chiavi dicotomiche, tra cui è possibile scegliere quella più confacente ai propri obiettivi, in base alla preferenza per le piante legnose o erbacee. Una delle chiavi più complete e ricche, spesso utilizzata per scopi didattici avanzati, è lo “Strumento di identificazione delle piante vascolari per gli studenti del Corso di Botanica Sistematica all’Università di Trieste”, che include oltre 8000 piante.

Dopo aver scelto il pulsante "entra", lo strumento presenta diverse opzioni utili, tra cui le istruzioni dettagliate per l'uso, elementi di Botanica di base con cui studiare la morfologia senza usare libri di testo e un mini corso e-learning sulle foglie, completo di un test per il riconoscimento dei diversi tipi di foglie. Queste risorse preliminari sono fondamentali per preparare l'utente all'identificazione vera e propria.

Per avviare il processo di identificazione, si sceglie il pulsante “Identificazione: chiave dicotomica”, che permette di accedere alla sequenza di quesiti tipici. Domanda dopo domanda, l'utente si avvicina progressivamente all'identificazione della specie scelta. Nella prima schermata si può notare che, ad oggi, sono presenti oltre 8000 record (specie), un numero più che sufficiente per identificare la maggior parte delle piante presenti in Italia, comprese quelle esotiche importate per scopi ornamentali nella maggior parte dei parchi. La chiave è stata elaborata dai docenti dell'Università di Trieste (Prof. Nimis), quindi la sua precisione scientifica è attendibile, garantendo l'accuratezza dei risultati.

Per illustrare il processo con un esempio pratico, supponiamo di voler identificare un rametto di una conifera, un Juniperus.La prima domanda posta dalla videata riguarda la morfologia più grossolana: si tratta di una pianta parassita attaccata a un'altra pianta o è una pianta radicante al suolo? La risposta è facile anche grazie alla presenza di immagini di riferimento e va data cliccando il pulsante corretto. Nel nostro caso, premeremo il pulsante “piante radicanti nel suolo” e otterremo la seconda videata con la seconda domanda, che potrebbe chiedere se si tratta di “piante carnose” oppure “piante con caratteristiche diverse”. Anche qui le opzioni sono corredate da immagini molto chiare. Continuando nell’ipotesi di una conifera, sceglieremo il secondo pulsante.

Il processo prosegue con domande sempre più specifiche. Solo alla sesta domanda, trattandosi di una Conifera, potremmo trovare la domanda attesa: le foglie sono aghiformi o squamiformi oppure non lo sono? È evidente scegliere il primo pulsante e proseguire. Arriviamo alla nona domanda e troviamo la scelta fra foglie almeno in parte squamiformi o tutte aghiformi. A questo punto si comincia a entrare nella morfologia più dettagliata, necessaria per escludere le altre specie e avvicinarsi a quella corretta. È necessario osservare attentamente e magari essere muniti di una lente per cogliere i particolari. La prova dell'efficacia del sistema è visibile in un'ipotetica immagine in alto, dove potrebbe indicare "113 record rimanenti", il che significa che abbiamo già escluso quasi tutte le 8000 specie in catalogo.

Screenshot dell'interfaccia Dryades Project durante l'identificazione

Nella dodicesima domanda, lo strumento potrebbe chiedere addirittura di osservare la presenza di una o due strie chiare nella pagina superiore degli aghi. Siamo a livelli di definizione avanzati, e lo dimostra il fatto che lo strumento stesso ci direbbe che ci sono solo 5 record rimanenti, cioè solo 5 specie possibili tra cui trovare quella giusta. Siamo molto vicini, ma al tempo stesso bisogna stare molto attenti perché è a questo punto che si possono fare errori, data la sottigliezza delle distinzioni. Supponendo di scegliere il pulsante in alto “foglia con una sola stria chiara di sopra…”, ci troveremmo nella tredicesima videata in cui c’è solo la scelta fra 2 specie, magari due tipi diversi di Juniperus communis. Se siamo in grado di scegliere tra una specie e l’altra (per esempio Juniperus communis L.), lo strumento ci fornirà una scheda della specie identificata con informazioni e immagini, e il processo di identificazione del nostro campione sarà concluso.

Oltre alla modalità dicotomica, il sistema offre anche altre interfacce. La prima è un'interfaccia a scelta multipla che permette di specificare una serie di caratteri di facile osservazione relativi all’habitus, alle foglie, ai fiori e/o ai frutti. Il risultato sarà una galleria fotografica di tutte le piante che possiedono i caratteri specificati. La seconda interfaccia, che si attiva soltanto dopo aver utilizzato la prima, è una chiave dicotomica riccamente illustrata per le sole specie che sono state selezionate usando l’interfaccia a scelta multipla. Attualmente questa interfaccia è in fase di test e viene pubblicata in rete per raccogliere osservazioni e correzioni da parte degli utenti, invitando a qualsiasi segnalazione che permetta di migliorarla o di correggerla. I più esperti possono anche effettuare ricerche per specie, genere o famiglia, utilizzando le caselle di testo che si trovano all’inizio dell’interfaccia. Un tasto dedicato apre una finestra che spiega dettagliatamente, con numerose illustrazioni, il significato di un dato carattere. A volte il risultato della ricerca si riduce a poche specie facilmente riconoscibili dalle fotografie, a volte invece appaiono numerose specie non sempre facilmente distinguibili; in questo caso il sistema permette di continuare il processo di identificazione creando una chiave dicotomica alle sole specie selezionate dalla ricerca, e di ottenere una chiave illustrata in forma di testo alle specie rimanenti.

Tassonomia, Filogenesi e l'Eredità di Darwin

Il processo di identificazione attraverso le chiavi dicotomiche è strettamente legato ai principi della tassonomia e della filogenesi, che sono le colonne portanti della biologia sistematica. Linneo, un pioniere in questo campo, riteneva importante dare un nome a tutte le specie esistenti, riflettendo una visione creazionista e fissista dell'epoca. Tuttavia, la classificazione in realtà è ancora oggi controversa, sia a livello di microrganismi che a livello di Botanica, perché oggi si sente la necessità di classificare le specie non in base alle somiglianze superficiali, ma in base alla filogenesi, ovvero alle relazioni evolutive tra gli organismi.

Il grande evoluzionista Charles Darwin ipotizzava legami tra le specie viventi e i loro antenati, un'intuizione fondamentale che ha rivoluzionato il modo di concepire la vita sulla Terra. Oggi la Tassonomia tiene conto di questo principio e si sta cercando di revisionare la classificazione per ottenere raggruppamenti monofiletici, cioè che rispettino la filogenesi. Gli appunti di Charles Darwin mettono in evidenza proprio questa intuizione dell'evoluzionista circa il legame filogenetico tra una specie vivente e i suoi progenitori.

Albero filogenetico che illustra le relazioni evolutive

Charles Darwin dedicò molta parte della sua vita alla classificazione di piante e animali. Anche da giovane gli piaceva collezionare e classificare ogni tipo di insetto, in particolare i coleotteri, dimostrando una curiosità innata per la diversità biologica. Durante l'esplorazione delle isole Galápagos nel 1835, Darwin osservò una varietà di forme di vita e le descrisse nel suo diario di bordo. Tentò, fra l'altro, di classificare gli ormai famosi fringuelli, le cui variazioni da un'isola all'altra divennero un elemento chiave per lo sviluppo della sua teoria dell'evoluzione per selezione naturale.

La branca della scienza che studia la classificazione degli organismi si chiama tassonomia. Uno degli strumenti più utili nel lavoro del tassonomo è proprio la cosiddetta chiave dicotomica. Le chiavi vengono preparate dagli scienziati esperti di un gruppo particolare per rendere più facile il lavoro di riconoscimento degli altri organismi che appartengono allo stesso gruppo, rendendo la conoscenza scientifica più accessibile e condivisibile.

Le Chiavi Dicotomiche Oltre le Piante: Applicazioni e Impatto Ambientale

Le chiavi dicotomiche sono degli strumenti molto utili per identificare non solo le piante, ma gli organismi in generale, e il loro campo di applicazione si estende ben oltre la botanica. Si possono usare le chiavi dicotomiche per classificare in categorie specifiche qualunque cosa: animali, piante, minerali, batteri ecc., dimostrando la versatilità di questo approccio logico. L'efficacia di una chiave dicotomica risiede nella sua capacità di strutturare la conoscenza in un sistema di scelte binarie, rendendo il processo di identificazione rigoroso e replicabile.

Per comprendere appieno la potenza di questo strumento, si può immaginare un'attività ludica ed educativa che consiste nel raccogliere oggetti piccoli, di forme e materiali vari, come rametti, insetti morti, pezzettini di piante, pietre, ornamenti per capelli, parti di giochi e giocattoli, gomme, conchiglie e quant'altro. Scegliendo una serie di categorie in base alle quali si vogliono descrivere gli oggetti trovati, si possono distribuire tutti gli oggetti su un tavolo o sul pavimento. Prendendo il primo oggetto, si scrive il suo nome su un cartoncino, in alto, e poi sotto si scrivono le sue caratteristiche in base alle categorie scelte, creando un cartoncino per ogni oggetto. Una volta terminato, si mettono tutti i cartoncini su un grande foglio di carta sul quale è stata scritta la dicitura "Mappa Tassonomica". A questo punto comincia la parte creativa: si cercano di raggruppare i cartoncini in gruppi di oggetti simili, per esempio tutti gli oggetti fatti di plastica, quelli fatti di legno ecc. Si noterà che alcuni oggetti possono appartenere a gruppi diversi a seconda della categoria scelta. Alla fine si otterrà una mappa soddisfacente. Allora si attaccano con il nastro adesivo i cartoncini sul foglio di carta e si disegnano delle linee che congiungono i gruppi in modo da mettere in evidenza le relazioni, creando così una chiave dicotomica "fai da te" che dimostra l'applicabilità universale del metodo.

Le chiavi dicotomiche sono strumenti utili e indispensabili quando si visita una Riserva naturale. Queste riserve sono ambienti ricchi di biodiversità, dove numerose specie di piante, animali e altri organismi viventi coesistono in un delicato equilibrio. La possibilità di identificare le specie presenti arricchisce enormemente l'esperienza del visitatore. Le chiavi dicotomiche consentono ai visitatori di identificare gli organismi in modo accurato, anche senza avere una conoscenza specialistica, democratizzando l'accesso alla conoscenza naturalistica.

Un esempio concreto è la Riserva naturale Valle Cavanata, che mette a disposizione di tutti i suoi visitatori 6 nuove chiavi dicotomiche, dedicate al riconoscimento di 5 gruppi di organismi. Queste consentiranno ai visitatori di identificare le specie in modo accurato, promuovendo non solo la conservazione della biodiversità, ma anche l’educazione ambientale, l’acquisizione di competenze scientifiche di base e la sensibilizzazione sulla ricchezza della natura.

L'identificazione delle specie è solo il primo passo verso una comprensione più profonda dell'ambiente. Non è immediato leggere un bosco: le fasce di vegetazione cambiano salendo in quota, e con loro variano le principali piante, gli arbusti del sottobosco e gli animali che ci vivono. E non solo l’altezza influisce: è sufficiente voltarsi per osservare il versante di fronte e notare come i raggi del sole siano fondamentali per la crescita di una specie piuttosto di un’altra. Bastano pochi fondamentali insegnamenti per imparare a guardare con occhio critico, e si scopre come i pascoli del bestiame abbiano tolto terreno al bosco, o come piante delle alberature stradali di città siano cresciute in un ambiente a loro poco congeniale. È tutto dovuto all’influenza dell’uomo che modella il paesaggio in base alle sue necessità, trasformandolo a volte senza fare attenzione alle necessità della vegetazione. E in quest’ottica è semplice far capire ai bambini perché la montagna va rispettata, affinché lei non si ribelli con alluvioni e frane, in un mondo fatto di collaborazione e amicizia tra uomo e natura.

LA CHIAVE DICOTOMICA

Attività Pratiche e Sviluppo delle Competenze Scientifiche

Le chiavi dicotomiche sono quindi al centro di numerose attività pratiche che mirano a sviluppare competenze scientifiche e a promuovere la consapevolezza ambientale. Le esperienze di apprendimento possono spaziare da semplici escursioni a complessi lavori di laboratorio, coinvolgendo diverse fasce d'età e livelli di conoscenza.

Un'escursione nei boschi, come quella che si può intraprendere giunti con il pullman fino alla Casa del Parco di Vezza d’Oglio, permette un'esplorazione diretta dell'ambiente. Qui si può iniziare un'esplorazione dell'ambiente attraverso il gioco, imparando a identificare specie arboree ed erbacee in diverse condizioni meteo. Nell’oasi è spesso presente un piccolo centro visite che può offrire ulteriori strumenti e supporto, consentendo ai partecipanti di non dover ricorrere alla visita guidata o al proprio istinto di orientamento, ma di affidarsi a strumenti strutturati.

Le attività di identificazione possono essere integrate con esperienze sensoriali, che aiutano ad affinare la percezione e la capacità associativa. L'esperienza sensoriale tattile, ad esempio, invita a mettere alla prova i polpastrelli per distinguere e riconoscere diverse texture naturali. Oppure, un'attività mirata all'olfatto, dove unicamente con il naso si scopre che c’è un odore diverso tra una pianta e l'altra, può acutizzare la percezione dei sensi. Questo permette di concentrarsi meglio sulla percezione dei sensi, un modo lieve di "sentire" la natura. L'ambiente attraverso i sensi diventa un'avventura speciale che permette di sperimentare la ricchezza e le meraviglie del mondo naturale, acuirne le capacità percettive. Queste attività possono durare almeno due ore e sono un ottimo modo per rendere l'apprendimento coinvolgente.

Accanto alle esplorazioni sul campo, le attività di laboratorio giocano un ruolo cruciale. Si possono svolgere esperienze come l'osservazione ad una visione microscopica a fresco e, se necessario, dopo apposita colorazione, per l'identificazione di microrganismi o dettagli vegetali. Si possono studiare, ad esempio, i processi osmotici in maniera colorimetrica o analizzare campioni tipici del processo digestivo umano. Sono comuni anche attività che prevedono l'osservazione di preparati colorati con May Grunwald-Giemsa o con la colorazione di Gram, seguiti da analisi al microscopio, per prendere confidenza con i diversi tipi di strumenti ottici. Laboratori di questo tipo, della durata di tre ore, sono spesso seguiti da sedute per la rielaborazione dei dati. In questi contesti, sono sviluppate le tecniche analitiche sia a livello microbiologico che chimico-fisico.

Il Laboratorio Territoriale della Regione Marche, in collaborazione con la naturalistica Argonauta e l’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), propone iniziative culturali ed ecologiche in genere, aderendo alla Federazione Nazionale Pro Natura. Tali enti spesso offrono percorsi educativi che includono attività didattiche che possono svolgersi nell'area verde circostante, ad esempio di circa 1,3 ettari, come quella di Casa Archilei. Qui, in periodi come da aprile a ottobre, possono essere organizzate attività tematiche, come quelle sui piumaggi o i canti degli uccelli, per esplorare l'ambiente attraverso il gioco.

Altri esempi di chiavi specifiche, utili per diverse attività di scoperta, includono chiavi per identificare i principali gruppi di animaletti terrestri in qualsiasi prato o bosco, chiavi per i principali animaletti d'acqua al laghetto di Muzzano o in qualsiasi stagno o corso d'acqua, chiavi per riconoscere alberi e arbusti della riserva naturale di Muzzano o chiavi di identificazione dei principali alberi e arbusti ticinesi a partire dalle gemme. Questi strumenti specifici arricchiscono le opportunità di apprendimento e di connessione con la natura, rivolgendosi a scuole secondarie di I e II grado.

Gruppo di studenti in attività didattica all'aperto

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