Il monitoraggio della salute dei bambini passa inevitabilmente attraverso l'osservazione delle loro abitudini intestinali. Spesso, per i genitori, il contenuto del pannolino diventa una fonte di costante preoccupazione, ma è fondamentale comprendere che le feci non sono solo uno scarto di quello che mangiamo, bensì preziosi indicatori dello stato di salute del bambino. La valutazione delle feci del neonato non è l'unico aspetto per determinare la salute e la crescita del bambino: è necessario considerare anche altri parametri, come la crescita settimanale, l’attacco al seno, la valutazione della pipì, l’esame clinico e comportamentale del neonato.

La Scala di Bristol: uno strumento fondamentale per i genitori
Per comunicare efficacemente con il pediatra, è necessario rendere oggettiva la descrizione delle feci. In questo ci viene in aiuto la "Scala di Bristol" (o Bristol Stool Chart), proposta per la prima volta nel 1997 da Ken Heaton e Stephen Lewis presso l'Università di Medicina di Bristol. Si tratta di uno strumento diagnostico di semplice impiego, applicabile a tutte le età, che classifica le feci in sette livelli basati su forma e consistenza:
- Tipo 1: Grumi duri e separati tra loro, con forma di noci o nocciole (feci caprine). Sono difficili da espellere e indicano stitichezza.
- Tipo 2: Grumi uniti tra loro con l’aspetto di una salsiccia, ma di consistenza dura. Anche questo tipo indica un grado di stitichezza.
- Tipo 3: A forma di salsiccia con crepe in superficie.
- Tipo 4: A forma di salsiccia o serpente, liscia e morbida; espulse con facilità, lasciano la sensazione di completo svuotamento intestinale. È un segno di buona salute intestinale.
- Tipo 5: Frammenti morbidi e separati, con margini ben definiti. Sono espulsi facilmente.
- Tipo 6: Pezzetti numerosi, frastagliati e informi. Si identificano spesso come "feci molli".
- Tipo 7: Acquosa e liquida, senza parti solide. È la condizione tipica della diarrea.
Se le feci del tuo bambino non sono del tipo 3 e 4, si consiglia una consultazione medica. È anche essenziale nel caso delle feci di tipo 1 e 7.
Interpretazione dei segnali: colore e composizione
Le differenze di colore delle feci ci dicono molto sul modo in cui avviene la digestione. Le tonalità vanno dal marrone al beige e sono determinate principalmente dalla bilirubina, prodotto di scarto dei globuli rossi.
- Feci scure e appiccicose: Nei neonati, le prime feci sono scure, verdastre e molto appiccicose perché contengono meconio, una sostanza di consistenza vischiosa secreta dal tratto digestivo dal quarto mese di gravidanza.
- Feci verdi: Spesso causate dalla rapida transizione dal meconio al processo digestivo normale, o influenzate dal tipo di latte assunto. In genere, il colore verde non è motivo di preoccupazione, ma va monitorato se accompagnato da altri sintomi.
- Feci rosse: Il rosso vivo indica sangue non digerito, suggerendo un sanguinamento nell'ultimo tratto (spesso ragadi anali nei bimbi stitici o piccole lesioni della mucosa). È comunque un evento che richiede valutazione clinica.
- Feci nere: Indicano sangue digerito, proveniente dal tratto gastrointestinale prossimale. Merita sempre una valutazione clinica immediata.
- Feci bianche (acoliche): Indicano una mancanza di stercobilinogeno. Si associano spesso a patologie delle vie biliari, ittero o urine scure. Richiedono un consulto medico urgente.

Feci molli e diarrea: distinguere le condizioni
Spesso si tende a confondere le feci molli con la diarrea, ma esiste una distinzione importante. Le feci molli hanno una consistenza semi-fluida, ma non sono necessariamente accompagnate da una frequenza eccessiva. La diarrea, invece, consiste in evacuazioni frequenti, di consistenza molle o liquida, diverse da quelle normalmente prodotte dal bambino.
La diarrea può essere classificata in acuta (durata inferiore a 2 settimane) o cronica. La diarrea acuta è solitamente causata da gastroenteriti virali, intossicazioni alimentari o uso di antibiotici. La diarrea cronica, invece, richiede indagini più approfondite su celiachia, malattie infiammatorie intestinali o parassitosi. Ricorda: se le feci sono troppo morbide, può essere un segno di un’infezione, intolleranza alimentare, infiammazione dell’intestino o risultato del trattamento antibiotico.
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Cosa fare in caso di diarrea e disidratazione
La preoccupazione principale, specialmente nei bambini sotto i 6 mesi, è la disidratazione. In caso di diarrea:
- Idratazione: È vitale mantenere il bambino idratato. Se è allattato al seno, continua ad offrirlo frequentemente. Se usa il latte artificiale, non diluirlo, ma offri piccoli sorsi d'acqua tra le poppate.
- Soluzioni reidratanti: Utilizza soluzioni reidratanti orali (acquistabili in farmacia) che contengono il corretto equilibrio di sali e zuccheri. Evita bevande gassate o succhi, poiché lo zucchero in eccesso può peggiorare la diarrea.
- Alimentazione: Non forzare il bambino se non ha appetito. Una volta che il vomito si ferma e i liquidi vengono tollerati, torna a una dieta appropriata all'età.
- Farmaci: I farmaci antidiarroici non sono consigliati per i bambini piccoli. Non somministrare nulla senza il parere del medico.
Quando rivolgersi immediatamente al medico
È necessario contattare il pediatra se il bambino ha meno di 1 anno, se presenta 6-8 scariche al giorno, se ha la febbre, vomito, presenza di sangue nelle feci o se la diarrea dura più di 7 giorni.
Chiama invece il 112 o recati al pronto soccorso se noti segni di disidratazione grave: fontanella infossata, assenza di lacrime, bocca secca, occhi infossati o se il bambino appare letargico e difficile da svegliare. Ricorda che, in ogni situazione di dubbio o alterazione persistente dell'alvo, il confronto con il proprio pediatra rimane la strategia più sicura e affidabile per la salute del bambino.