La gravidanza è un periodo caratterizzato da cambiamenti fisiologici, ormonali e metabolici profondi che coinvolgono ogni apparato del corpo femminile, incluso quello gastrointestinale. Sebbene il pensiero comune associ la gestazione prevalentemente alla stitichezza, la diarrea in gravidanza rappresenta un disturbo comune, spesso passeggero, ma che richiede una comprensione attenta per distinguere tra fenomeni fisiologici adattivi e condizioni che necessitano di cure mediche. Parallelamente, il cambiamento nella composizione delle feci e, talvolta, la percezione di feci maleodoranti, sollevano dubbi legittimi in molte future mamme.

Il sistema digerente sotto l'influenza ormonale
È innegabile che la gravidanza si accompagni a uno stravolgimento ormonale già dal suo inizio. Durante il primo trimestre, il corpo subisce un’intensa produzione di ormoni come il progesterone e la gonadotropina corionica umana (hCG). L'ormone progesterone, responsabile dell’andamento della gravidanza, contribuisce a rallentare la contrazione dei muscoli lisci e la peristalsi intestinale, ossia l’attività della muscolatura dell’intestino.
Tuttavia, queste fluttuazioni non agiscono in modo unidirezionale. Se da una parte il rallentamento della motilità favorisce la stipsi, l'ipersensibilità intestinale e il riassetto del microbiota possono indurre episodi di diarrea. La diarrea in gravidanza è definita come l'emissione di feci acquose, semiformate o liquide più volte nel corso della giornata o comunque con frequenza maggiore rispetto a quella abituale. Più nel dettaglio, si tratta di un disturbo della defecazione con un aumento della quantità giornaliera di feci superiore ai 200 g.
Fattori scatenanti e alterazioni del microbiota
La diarrea in gravidanza può manifestarsi per diverse ragioni, molte delle quali sono direttamente collegate ai cambiamenti fisiologici e ormonali. Un sistema immunitario più vulnerabile durante la gravidanza può rendere la futura mamma più suscettibile a infezioni gastrointestinali. La disbiosi, ovvero lo squilibrio tra microbi commensali (benefici) e patogeni (infettivi), è spesso la causa principale di alterazioni nella consistenza e nell'odore delle feci.
L'impatto della dieta e degli integratori
Molte donne modificano le proprie abitudini alimentari durante la gravidanza, sia per assecondare nuove voglie, sia per seguire le indicazioni del medico riguardo a una dieta più equilibrata. Un drastico cambiamento nel regime alimentare, spesso con eccesso di consumo di frutta e verdura, può sfociare in diarrea e altri sintomi gastrici. Alcuni alimenti hanno proprietà osmotiche, cioè attirano acqua nel lume intestinale, impedendo un corretto assorbimento e ristagnando, generando fermentazione ad opera del microbiota: tra questi ricordiamo le verdure (spinaci, zucchine, broccoli) e la frutta (kiwi, pere, albicocche, fichi, prugne).
Inoltre, gli integratori prescritti all’inizio della gravidanza possono contenere elementi, come il ferro, che sovrastimolano le pareti intestinali e rendono le feci più liquide o alterate. Anche un’assunzione eccessiva di magnesio può causare diarrea.
L' alimentazione in gravidanza e allattamento
Quando la diarrea è un segnale di allerta
Sebbene in linea generale la dissenteria in gravidanza non sia un fenomeno pericoloso, esistono circostanze in cui è necessario prestare attenzione. La diarrea che persiste per più di 48 ore senza miglioramento dovrebbe essere valutata medicamente. Più di sei evacuazioni liquide nelle 24 ore, specialmente se accompagnate da crampi severi, richiedono attenzione.
Rischi di disidratazione
Durante la gravidanza, la disidratazione può avere conseguenze serie sia per la madre che per il feto. Segni di disidratazione includono: sete intensa, bocca e lingua secche, urine scarse e di colore scuro, pelle che mantiene la piega quando pizzicata, battito cardiaco accelerato, pressione arteriosa bassa, confusione o irritabilità.
Il ruolo delle infezioni
Escluse le cause fisiologiche della gestazione, la diarrea può essere causata da virus (norovirus, rotavirus), batteri (Campylobacter, Escherichia coli, Clostridium difficile) o parassiti (Giardia). Le intossicazioni alimentari, come quelle da Salmonella o Listeria, sono particolarmente insidiose poiché possono comportare complicanze gravi. Se la diarrea inizia dopo aver consumato alimenti potenzialmente contaminati, o se altri membri della famiglia sviluppano sintomi simili, è importante consultare il medico.
La diarrea come indicatore nelle diverse fasi della gestazione
Nel primo trimestre, la diarrea è spesso sporadica. Nel secondo trimestre è difficile che la dissenteria sia imputabile al solo stato di gravidanza, dunque è opportuno escludere altre cause. Negli ultimi mesi, tuttavia, la situazione cambia: nelle ultime settimane di gravidanza, episodi di diarrea possono essere un segnale che il corpo si sta preparando al parto.
Si tratta di una conseguenza dell’aumento della sintesi di ossitocina e prostaglandine, molecole prodotte dal corpo per innescare il travaglio. In questo caso la diarrea è un “avvertimento”: cambiano gli equilibri ormonali e si prepara il rilassamento necessario per la nascita. Tuttavia, se questo sintomo compare prima della 37ª settimana, è importante escludere la presenza di contrazioni uterine regolari, poiché potrebbe trattarsi di una minaccia di parto prematuro.

Strategie di gestione e rimedi
La regola generale è che durante la gravidanza è sempre meglio essere prudenti. Il primo rimedio fondamentale è bere molta acqua per compensare i liquidi persi. In alcuni casi, può essere utile ricorrere a soluzioni reidratanti orali, che contengono elettroliti essenziali come sodio e potassio.
Probiotici e fermenti lattici
L’uso di probiotici e fermenti lattici è particolarmente indicato sia in caso di diarrea sia in caso di stipsi, poiché l’azione riequilibrante promuoverà la regolarizzazione della flora intestinale. I probiotici sono microrganismi vivi simili a quelli che si trovano naturalmente nell’intestino umano. Se ingeriti per via orale o usati per via vaginale, sono generalmente considerati sicuri e sono ben tollerati.
Gestione farmacologica
L’uso di farmaci antidiarroici deve essere valutato con estrema cautela dal medico, in quanto non tutti sono sicuri per il feto. In caso di infezioni batteriche, potrebbe essere necessario un antibiotico specifico, sicuro per la gestazione. Alcune future mamme trovano sollievo in rimedi naturali, come tisane a base di finocchio o camomilla, utili per lenire la mucosa intestinale e alleviare i crampi addominali.
Prevenzione e igiene
È possibile ridurre il rischio di diarrea mantenendo elevate condizioni di igiene. Lavare accuratamente verdure e ortaggi, preferire alimenti cotti, disinfettare le mani e gli utensili prima e dopo aver avuto contatto con il cibo e fare attenzione alla provenienza dell'acqua sono regole fondamentali. La prevenzione è la forma migliore di cura, specialmente in un momento in cui il sistema immunitario deve bilanciare la protezione materna con la tolleranza verso il feto.
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