Burro e Alimentazione in Gravidanza: Guida Completa tra Benefici, Rischi e Consigli Fondamentali

Seguire una corretta alimentazione in gravidanza è di fondamentale importanza, dal momento che attraverso gli alimenti si possono accumulare non solo chili di troppo ma anche contrarre infezioni potenzialmente pericolose per il bambino. Durante questo periodo, il fabbisogno quotidiano di calorie aumenta, e una dieta equilibrata e nutriente dovrebbe avere una giusta e adeguata quantità di proteine, grassi, carboidrati, verdure e frutta. È altresì vitale un apporto costante di acido folico ogni giorno, in quanto è importantissimo perché previene un gran numero di malformazioni fetali, come la spina bifida. Parallelamente, è essenziale prestare attenzione alla toxoplasmosi e alle altre infezioni; se la futura mamma non ha avuto la toxoplasmosi, è bene che eviti alcuni cibi che possono potenzialmente essere veicolo di questa infezione, come salumi, carne cruda o poco cotta, e verdure crude, le quali vanno consumate solo dopo averle ben lavate con un cucchiaino di bicarbonato. È consigliabile anche limitare il consumo del sale, non superando i 5 grammi al giorno per evitare il ristagno dei liquidi.

È ovvio e scontato che sarà il vostro ginecologo a consigliarvi nella maniera migliore, e quando lo si sceglie, ci si affida a lui al 100%, ed è giusto seguire ciò che vi dice. Tuttavia, i dubbi su cosa non mangiare e cosa mangiare in gravidanza possono essere numerosi. Questo articolo si propone di offrire una guida approfondita, basandosi su un approccio super prudente, specialmente per gli alimenti vietati, per soddisfare ogni curiosità.

Tavola alimentare bilanciata in gravidanza

Il Ruolo Cruciale dei Grassi nella Dieta Gravidica

I grassi sono molto importanti per la crescita e lo sviluppo del feto e offrono forza anche alla madre. Un giusto apporto di grassi è ancora più importante per la mamma in attesa, perché l’aiuta a far fronte alle necessità di crescita del feto, fornendo energia concentrata e, soprattutto, garantendo una giusta quantità di quei particolari grassi, i polinsaturi, che servono alla perfetta formazione del tessuto nervoso. Addirittura, secondo le più moderne indicazioni nutrizionali, dai grassi dovrebbe derivare circa il 30% di tutte le calorie che la mamma introduce in una giornata, il che significa mediamente dai 60 agli 80 grammi ogni giorno. Questa è una quantità che a prima vista può sembrare elevata, ma in realtà è facile superare. Per rendersi conto del peso dietetico dei grassi “nascosti” nei cibi, basti pensare che, per esempio, una tazza di latte al mattino con 5 frollini dà già 15 g di grassi, una porzione di mozzarella ne dà altri 20 g, e altri 35 g vengono dallo “sfizio” di un pacchetto di patatine. Non bisogna dimenticare i salumi, i dolci, la carne o il pesce, tutte fonti importanti di grassi. Oltre alla quantità, va controllata anche la qualità dei condimenti. Occorre distinguere i grassi animali da quelli vegetali: burro, lardo e strutto contengono quantità piuttosto elevate di colesterolo, mentre gli oli d'oliva e di semi ne sono assolutamente privi. Inoltre, rispetto agli oli vegetali, i grassi di origine animale hanno in genere una maggior quantità di acidi del tipo cosiddetto “saturo” che, a differenza di quelli “insaturi” e “polinsaturi”, tendono a far alzare il livello di colesterolo e trigliceridi nel sangue, aumentando, col tempo, il rischio di disturbi circolatori.

Olio Extravergine d'Oliva: La Scelta Migliore

È senza dubbio la scelta migliore ogniqualvolta sia possibile utilizzarlo. È la sua particolare composizione a renderlo un alimento particolarmente salutare, sostanzialmente diverso da ogni altro grasso di condimento. Provenendo non solo dal seme, ma da tutto il frutto, l'olio d'oliva contiene particolari sostanze assenti negli oli di semi: i polifenoli, i tocoferoli, i fitosteroli, i caroteni e diversi aromi, tutti benefici. Grazie alla presenza di queste sostanze e al tipo di acidi grassi che lo compongono, l’olio d’oliva contrasta l’accumulo del colesterolo LDL, dannoso per l’organismo, svolgendo un utile ruolo preventivo nei confronti dell’arteriosclerosi e delle malattie cardiovascolari. È importante scegliere l’extravergine, poiché tutte le azioni positive riconosciute all’olio d’oliva si riferiscono al tipo “extravergine”, che non subisce trattamenti chimici di raffinazione. Condite i vostri piatti con olio extravergine d’oliva, possibilmente a crudo: dà un ottimo sapore ed è salutare. Nessuna controindicazione, ma solo il consiglio di non esagerare con le quantità.

Oli di Semi: Un'Alternativa Valida

Pur inferiori a quello d’oliva, gli oli di semi costituiscono comunque una buona scelta. Anche se la loro composizione varia a seconda del seme da cui provengono, presentano tutti un’elevata quantità di acidi grassi “buoni”, insaturi e polinsaturi, anche se a volte in rapporto non proprio ideale. Per quanto riguarda il contenuto di vitamine, invece, è decisamente ridotto, per effetto dei trattamenti di raffinazione subiti. Alla mamma possono essere consigliati quando il gusto dell’olio d’oliva non risulti gradito e si preferisca un condimento insapore. È importante però sfatare un mito: la neutralità degli oli di semi non indica né una maggiore leggerezza, poiché tutti gli oli danno 9 kcal al grammo, né una migliore digeribilità. In un’ipotetica scala della qualità, l’olio di semi con la composizione più equilibrata è quello di arachide, mentre, all’opposto, l’olio di vinaccioli, ottenuto dai semi dell’uva, si presenta piuttosto sbilanciato per l’eccessiva ricchezza di acidi grassi polinsaturi, quasi il 70%. Un discorso a parte merita l’olio di riso, arrivato da poco sui nostri mercati, che contiene una particolare sostanza, il y-orizanolo, che sembra avere l'effetto di abbassare il colesterolo "cattivo".

Panna e Margarina: Consumo Consapevole

Anche la panna non merita tutto il disprezzo che le riservano molti nutrizionisti: è meno grassa di quanto si pensi, contenendo dal 10 al 30% di grassi secondo i tipi, ed è ricca soprattutto di acqua e fornisce anche utili principi nutritivi, come il fosforo, il calcio e alcuni fattori vitaminici. Esistono tre tipi di panna in commercio: da caffetteria (con circa il 10% di grassi), da cucina (20% di materia grassa) e da pasticceria (circa il 30% di grassi). Negli ultimi anni è comparsa sul mercato anche la “panna vegetale”. Se il burro può entrare, con parsimonia, nella dieta dei nove mesi, meno giustificata è la presenza della margarina, decisamente meno naturale del suo diretto concorrente. Viene fabbricata per via industriale dagli oli di semi, alcune margarine si ottengono anche da grassi animali, attraverso trattamenti chimici che ne modificano la struttura, rendendoli solidi. Altrettanto importante, poi, è preferire le margarine che non sono ottenute per idrogenazione e non contengono grassi idrogenati. Oggi sono stati messi a punto procedimenti produttivi alternativi, che evitano la formazione degli acidi grassi trans, e diverse aziende li hanno adottati.

Il Burro in Gravidanza: Benefici, Rischi e Consigli

Le donne incinte possono mangiare tranquillamente il burro in gravidanza, ma, come per altri cibi, deve essere consumato con moderazione. Una madre incinta può trarre benefici dal consumo di questo cibo durante la gravidanza se lo consuma periodicamente e nella giusta quantità. Come altri cibi, anche il burro ha alcuni benefici per la salute delle donne incinte quando viene incluso nella dieta in gravidanza in porzioni controllate insieme ad altri alimenti sani. Fermo restando che è meglio preferire i grassi di condimento vegetali, a colazione anche la donna incinta si può concedere tranquillamente un po’ di burro crudo e può persino usarne un pezzettino per condire la pasta o il riso.

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Benefici Nutrizionali del Burro

Nella composizione del burro è stata osservata una notevole presenza di acidi grassi a catena media e corta. Questi acidi grassi non solo sono salutari per l'organismo, ma agiscono anche nel controllo dei livelli di colesterolo nelle donne in gravidanza. Gli ormoni in gravidanza e i loro effetti sul corpo possono non essere sempre gradevoli, ma i livelli ormonali sono più facilmente controllabili con il consumo di burro. Tuttavia, poiché gli ormoni sono direttamente collegati al benessere del feto in crescita, è

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