Bruno Cassinari: La Maternità tra Sviluppo Artistico, Neocubismo e Profondità Emotiva

Introduzione: Bruno Cassinari e il Tema della Maternità nell'Arte del Novecento

L'arte del XX secolo è stata un crocevia di sperimentazioni e profondi ripensamenti stilistici, ma ha anche mantenuto un legame indissolubile con temi universali che attraversano la storia dell'umanità. Tra questi, il tema della maternità emerge con forza, simbolo di vita, protezione e legame primordiale. Bruno Cassinari, figura di spicco nel panorama artistico italiano, ha esplorato questa tematica con una sensibilità e una profondità che riflettono il suo percorso personale e la sua evoluzione stilistica. La sua opera dedicata alla maternità non è un mero esercizio formale, ma l'espressione di una ricerca costante sulla figura umana, sulle sue radici e sulle sue manifestazioni più intime, inserendosi in un dialogo più ampio con le avanguardie del suo tempo, in particolare con l'influenza del neocubismo e del maestro Picasso. Come le stampe antiche sono testimoni silenziose della storia, capaci di trasportarci in epoche lontane attraverso l'arte dell'incisione, così le tele di Cassinari ci guidano attraverso le complessità emotive e formali della sua epoca, rivelando un artista profondamente radicato nella sua sensibilità e al contempo proiettato verso un linguaggio universale.

Le Radici Artistiche e Intellettuali: Il Movimento di Corrente

La formazione di Bruno Cassinari è indissolubilmente legata all'effervescenza culturale milanese degli anni Trenta, un periodo cruciale per la nascita di nuovi fermenti artistici e intellettuali in opposizione al Novecento dominante. In questo contesto, prese vita il periodico "Corrente di Vita Giovanile" e si consolidò un sodalizio fondamentale per l'arte italiana, che vide protagonisti, oltre a Cassinari, anche Ernesto Treccani, Renato Guttuso, Ennio Morlotti, Dino Buzzati e Aligi Sassu, uniti dalla necessità di una libera ricerca espressiva e da un convinto spirito antinovecentista. Questo movimento non fu solo un'associazione artistica, ma un vero e proprio laboratorio di idee, un crogiolo dove le inquietudini e le speranze di una generazione trovarono voce.

Ritratto di gruppo degli artisti di Corrente

Nascita di un Periodico Rivoluzionario

Ernesto Treccani, nato a Milano il 26 agosto 1920, figlio del senatore Giovanni Treccani degli Alfieri, fondatore dell'Istituto Treccani, fu una figura centrale in questa genesi. Egli iniziò in giovanissima età a far parte dei gruppi di avanguardia artistica e antifascista. Fondatore e direttore, a soli 18 anni, della rivista "Corrente", Treccani diede vita a un organo di stampa che divenne il vessillo di una nuova sensibilità artistica e sociale. La rivista, purtroppo, venne soppressa nel giugno 1940 allo scoppio della guerra, ma il suo impatto fu profondo, catalizzando le energie di giovani talenti desiderosi di esprimere una realtà più autentica e vibrante. Questo ambiente fornì a Cassinari e ai suoi contemporanei una piattaforma per esplorare nuove forme di pittura che si discostavano dagli schemi accademici e retorici dell'epoca.

Il Sodalizio Artistico e Antinovecentista

In questo clima di rinnovamento, Cassinari espose le sue prime opere alla Bottega di Corrente con gli amici Birolli, Guttuso, Migneco, Sassu e, successivamente, con Morlotti alla Galleria della Spiga e Corrente. Questo contesto collettivo fu essenziale per la definizione delle individualità artistiche, ma anche per la condivisione di ideali comuni. Dopo la Resistenza, cui partecipò attivamente anche Treccani, fu animatore del gruppo di "Pittura" e redattore delle riviste "il 45" e "Realismo", diretta da Raffaele De Grada. L'impegno umano e artistico di Treccani, caratterizzato da un'instancabile azione di diffusione della cultura e del dibattito artistico, da un'adesione concreta alle situazioni della vita e da un profondo amore per uomini e cose, rispecchiava lo spirito di un'intera generazione che Cassinari condivideva. Tra i lavori di Treccani di questo periodo sono da ricordare le cinque grandi tele ispirate a "La luna e i falò" di Pavese (1962-63), il ciclo delle opere "Da Melissa a Valenza" (1964-65), la serie di acquarelli dedicata a un viaggio a Cuba compiuto nel 1965, e la grande tela Popolo di volti (1969-75), iniziata il giorno dei funerali delle vittime della strage di Piazza Fontana. Queste opere testimoniano un'arte profondamente radicata nella realtà sociale e politica, un'attitudine che trovò risonanza anche nelle scelte tematiche di Cassinari.

Cassinari: Dalla Formazione Accademica alla Ricerca Espressiva

Il percorso di Bruno Cassinari, benché intrinsecamente legato al dinamismo di "Corrente", si costruì attraverso una solida formazione accademica e una ricerca personale che lo portò a sviluppare un linguaggio distintivo, pur mantenendo una profonda sensibilità per i temi universali.

Gli Anni della Formazione a Piacenza e Milano

La sua storia artistica iniziò nel 1926, quando si iscrisse alla scuola d'arte Gazzola di Piacenza. Successivamente, nel 1929, si trasferì a Milano, una città che si sarebbe rivelata cruciale per il suo sviluppo. A Milano, Cassinari lavorò come orafo, un'esperienza che probabilmente affinò la sua precisione e la sua attenzione ai dettagli, e contemporaneamente frequentò i corsi dell'Umanitaria, le scuole serali d'arte di Brera e del Castello. Fu in questo periodo che iniziò a dipingere e a scolpire, gettando le basi per la sua carriera poliedrica. Nel 1933, alla mostra degli artisti piacentini organizzata a Piacenza, Cassinari espose un ritratto e dei paesaggi. La sua pittura, apparsa per la prima volta in uno spazio pubblico, venne definita "spirituale, semplice e giottesca" dal critico Giuseppe Donazzi. Questa prima ricezione critica evidenziava una purezza e una profondità già presenti nelle sue prime manifestazioni artistiche, elementi che sarebbero diventati tratti distintivi della sua opera. Nel 1934, Cassinari fu ammesso all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove si diplomò nel 1938 sotto la guida di Aldo Carpi. Questo periodo accademico fu fondamentale per l'acquisizione delle tecniche e dei fondamenti, ma fu la frequentazione dell'ambiente artistico milanese, particolarmente quello animato da "Corrente", a spingerlo verso una ricerca più audace e personale.

I meccanici del pianeta - Tutto si trasforma

Le Prime Esposizioni e il Riconoscimento Critico

Nel 1938, anno della nascita di "Corrente di Vita Giovanile", Cassinari partecipò alla Permanente di Milano ai "Prelittoriali d’Arte" e alla "IX Mostra d’arte del Sindacato interprovinciale fascista". L'anno successivo, il 1939, segnò un importante riconoscimento per l'artista: vinse il primo premio con l'opera Autarchia, esposto alla mostra di Trieste "I Littoriali anno XVII". Partecipò inoltre con successo alla prima mostra di "Corrente" organizzata negli spazi della Permanente a Milano con quattro opere, tra le quali Natura morta in giallo. Queste prime esposizioni furono cruciali per affermare il suo nome nel panorama artistico. Si trasferì nello studio di via San Tomaso 7, un luogo che divenne un centro nevralgico per la sua produzione artistica. Nello stesso anno, partecipò alla "X mostra del Sindacato Interprovinciale fascista di Belle Arti a Milano" e alla mostra dei Guf allestita a Milano nel Salone degli Osii. La mostra di "Corrente" alla Galleria Grande di Milano vide la partecipazione di un nutrito gruppo di artisti romani, a dimostrazione del carattere pluralistico e della crescente influenza della rassegna. Nel 1940, Duilio Morosini dedicò a Cassinari una penetrante analisi critica in cui parlava di "una forma di decisa quanto istintiva, ingenua liberazione nel colore", cogliendo l'essenza della sua prima fase espressiva. Nonostante la soppressione del periodico "Corrente" il 10 giugno di quell'anno, l'attività artistica proseguì con l'apertura della galleria "Bottega degli Artisti di Corrente" in via della Spiga a Milano, diretta da Morosini, un nuovo spazio vitale per gli artisti del gruppo.

L'Evoluzione Stilistica: Colore, Disegno e La Figura Umana

Il percorso di Bruno Cassinari fu caratterizzato da una continua evoluzione stilistica, un dialogo costante tra l'esplosione del colore e la rigorosità del disegno, sempre al servizio di una profonda indagine sulla figura umana e sui suoi archetipi. La sua capacità di reinventarsi, pur mantenendo un filo conduttore tematico, è testimoniata da una serie di opere e di riconoscimenti che ne scandiscono la carriera.

La Potenza del Colore e la Svolta Espressiva

Nel 1941, Cassinari allestì la sua prima personale alla Bottega degli Artisti di Corrente, esponendo quindici oli presentati in catalogo da Elio Vittorini. Vittorini, con profonda intuizione, scrisse: "…dedizione mistica. E gli viene dal sangue: bisogno di frugare, scavare nel mondo, sudando anche sangue stesso, per strappargli grida di colore. Mai un pittore giovane dei nostri tempi è stato fin dal principio così deciso nel bisogno di ottenere dal colore e solo dal colore un risultato di profondità…Gli ultimi paesaggi di Cassinari sono opere che già possono prendere posto nella storia dell’arte italiana contemporanea…Una grazia gli ha perforato le mani…". Questa descrizione cattura l'essenza della sua ricerca, una sorta di furore espressivo che trovava nel colore il suo veicolo privilegiato. In autunno, partecipò al "III Premio Bergamo" e vinse 2500 lire con il ritratto di Rosa Birolli, conosciuto come Ritratto di Rosetta. Questo dipinto, come sottolineerà anche Guttuso nel 1972 (Mestiere di Pittore), segnò un punto di svolta verso una pittura dai toni meno accesi e dal disegno più rigoroso. Questa capacità di modulare la sua espressività, passando da un'esplosione cromatica a una maggiore sobrietà formale, rivela la complessità e la dinamicità del suo approccio artistico.

Il Confronto con la Realtà e la Profondità Tematica

La ricerca di Cassinari si confrontava non solo con questioni stilistiche, ma anche con la rappresentazione di temi profondi e, talvolta, controversi. Nel 1942, alla Mostra Nazionale di Pittura "IV Premio Bergamo", presentò Ruscello verde, Panno viola e Composizione. Quest'ultimo lavoro, meglio conosciuto come Pietà, generò uno scandalo definito "anticristiano", con Celso Costantini, arcivescovo di Teodosia, che parlò di un atto di "rivoltante irriverenza". Questo episodio dimostra la potenza emotiva e la forza provocatoria della sua arte, capace di suscitare reazioni estreme e di mettere in discussione le convenzioni. Nel soggiorno estivo a Gropparello, nacque il sodalizio con Morlotti, che si rafforzò ulteriormente nel 1945 nella Milano liberata, quando insieme progettarono il manifesto per la Festa dei Lavoratori.

Schizzo per il manifesto Festa dei Lavoratori di Cassinari

Nel 1943, a seguito di pesanti difficoltà finanziarie risolte grazie all’intervento del collezionista Alberto Della Ragione, la Bottega degli artisti di Corrente divenne Galleria della Spiga e di Corrente. Cassinari vi espose undici nature morte, paesaggi e ritratti con Morlotti e Treccani, con la mostra presentata da Raffaele De Grada. Alcuni di queste opere entrarono a far parte della collezione Della Ragione, segno del crescente apprezzamento per il suo lavoro. Nel 1945, ottenne, insieme a Bernasconi, il primo premio ex aequo di 60.000 lire al "Premio Fra Galgario per ritratto e autoritratto" di Bergamo. Rilasciò un’intervista sulla funzione del ritratto e sul ruolo e significato della pittura moderna, pubblicata ne “L’Unità”, ed espose alla Galleria d’arte L’Isola di Genova. Vinse il primo premio alla mostra "Pro Fondo Matteotti" presso la Galleria Guglielmi di Milano con Ritratto di vecchia signora (già collezione Iesi). In dicembre fondò con De Grada, De Micheli, Gatto, Guttuso, Morlotti, Treccani, Terra e Vittorini il periodico "II 45", di cui verranno pubblicati solo tre numeri, testimonianza del suo impegno costante nel dibattito culturale. Nel 1946, espose, fuori concorso con Guttuso e Morlotti, una Natura morta con brocca alla Bottiglieria di Brera, nella mostra “Oltre Guernica. Omaggio a Ciri Agostoni”. Felice Casorati organizzò alla libreria Del Bosco di Torino la mostra Cassinari, Morlotti, Valenti, Manfredi, pittori milanesi, definendo Cassinari "…il più maturo e originale dei quali appare per il momento Bruno Cassinari…” (in “L’Opinione, 30 giugno 1946). Espose con Morlotti alla Galleria della Croce di Roma ed inviò tre opere alla mostra “Wystawa Wspolczesnej szutuki wloskiep” organizzata da Del Guercio, Guttuso, Trombadori e Valcini al Museo Nazionale di Varsavia. Il 1 ottobre nacque a Venezia la "Nuova Secessione Artistica Italiana" (poi "Fronte Nuovo delle Arti"). Cassinari aderì firmando il manifesto insieme con Birolli, Guttuso, Leonardi, Morlotti, Pizzinato, Santomaso, Vedova e Viani, ma se ne distaccò presto, a dimostrazione della sua indipendenza di ricerca. Alla personale presso la milanese Galleria del Camino espose i primi nudi di tre quarti e raggiunse un notevole successo di critica e di vendite con punte elevate: 100.000 lire per Grande ritratto di vecchia signora. In quest'occasione Dorfles definì Cassinari "il più dotato forse dei giovani milanesi e certo il più sensibile". Nel 1947, Cassinari espose a Losanna due opere alla mostra “Quarante ans d’art italien du futurisme à nos jours” al Musée Cantonal des Beaux Arts. Partecipò, insieme ai compagni di Corrente, alla mostra “Arte italiana d’oggi - Premio Torino” a Torino, Palazzo Madama. Venne allestita una mostra personale alla Saletta del Grifo di Torino ed espose ad una collettiva di disegni allestita alla Galleria L’Isola di Genova, sul cui catalogo De Micheli scrisse “Elogio al disegno”. Compì il suo primo viaggio a Parigi con Morlotti, Birolli e Morosini, dove ebbe modo di vedere le opere di Picasso, un incontro che avrebbe segnato profondamente la sua arte.

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Antibes e l'Incontro con Picasso: La Maternità nel Contesto Neocubista

Il periodo trascorso ad Antibes e l'incontro con Pablo Picasso rappresentano una fase cruciale nella carriera di Bruno Cassinari, un momento di sintesi stilistica e di profonda rielaborazione che avrebbe influenzato la sua maniera di affrontare anche temi universali come la maternità. Questa esperienza lo portò a sviluppare un "linguaggio neocubista degli effetti a intarsio", arricchendo la sua già riconosciuta sensibilità per il colore e il disegno con nuove prospettive formali.

Il Fascino di Antibes e il Dialogo con i Maestri

Il 1949 segnò un anno di svolta per Cassinari, che si recò per la prima volta ad Antibes, località che frequentò pressoché ininterrottamente fino al 1953, sull’onda delle suggestioni picassiane. Qui, aprì uno studio su les remparts, vicino al Museo Grimaldi, ora sede del Museo Picasso, e frequentò non solo Picasso, ma anche altri esponenti della cultura del tempo, quali Matisse, Chagall, Braque, Cocteau ed il poeta Éluard, di cui illustrò più tardi un volume di poesie. Questo ambiente internazionale e stimolante permise a Cassinari di immergersi in un dialogo diretto con i maestri dell'arte moderna, assorbendo nuove idee e tecniche. Il 1950 è definito "l'anno di Antibes, del dialogo con Picasso e del linguaggio neocubista degli effetti a intarsio". Invitato da Picasso stesso, Cassinari organizzò con successo una personale di ventiquattro opere nel museo della cittadina francese, presentata da Dor de la Souchère. Espose, tra gli altri, opere come Nature morte à la fenêtre ouverte, Arrivée de la pêche, Nature morte. La locandina riproduceva l’incisione Le Picador di cui si trova copia alla Galleria Nazionale d'arte Moderna di Roma. Contemporaneamente, partecipò alla XXV Biennale di Venezia con cinque quadri, tra cui Nudo disteso, acquistato dal Comune per la Galleria d'arte Moderna. Nella stessa estate, espose Pescatori al porto di Antibes alla mostra “Il lavoro nella pittura italiana” a Venezia.

La "Maternità" come Espressione di una Nuova Sintesi

È in questo contesto di feconda sperimentazione e assorbimento delle lezioni picassiane che la "Maternità" di Cassinari trova la sua collocazione più significativa. Nel 1953, l'artista partecipò a molte collettive importanti all'estero, tra cui la mostra di arte italiana a Stoccolma, presentata da U.Apollonio, dove espose, tra le cinque tele presenti, una "Maternità". Sebbene il testo fornito non descriva l'opera nel dettaglio, è possibile dedurne il significato e le caratteristiche stilistiche in relazione al periodo. L'influenza del neocubismo, con la sua frammentazione della forma e la scomposizione della prospettiva, avrebbe potuto conferire alla "Maternità" una struttura potente e una monumentalità che trascendeva la mera rappresentazione naturalistica. L'uso di "effetti a intarsio" suggerisce una pittura stratificata, dove piani e colori si intersecano per creare profondità e volume, rendendo la figura materna non solo un'immagine, ma un'entità complessa e tridimensionale.

L'opera avrebbe potuto esprimere una "dedizione mistica" e un "bisogno di frugare, scavare nel mondo" attraverso il colore, come Elio Vittorini aveva precedentemente notato nella sua pittura. La "Maternità" di Cassinari, inserendosi in questo quadro, probabilmente non si limitava a un'immagine idealizzata, ma si addentrava nella realtà fisica ed emotiva dell'essere madre, forse con quella "grazia" che aveva "perforato le mani" dell'artista, conferendo un'aura spirituale e toccante alla rappresentazione. Il dialogo con Picasso, maestro nella scomposizione e ricomposizione della figura umana, potrebbe aver ispirato a Cassinari una "Maternità" che, pur mantenendo la riconoscibilità del soggetto, ne esplorava la forma attraverso una lente di modernità, rendendola emblema di una forza vitale e primordiale.

Analisi comparativa stile Picasso e Cassinari

Questo periodo di intensa attività internazionale testimonia il riconoscimento della sua ricerca. Nel 1948, venne allestita una mostra personale alla Bussola di Torino. Partecipò con due dipinti alla V Quadriennale Nazionale d'arte presso la Galleria Nazionale d'arte Moderna di Roma. Alla XXIV Biennale di Venezia il Fronte Nuovo presentò undici artisti e nella sala XLI Cassinari espose da solo nove lavori, tra cui Panno viola e il Ritratto di Bianca Garufi, poetessa e psicologa romana. Nudo nella cattedrale vinse il primo premio alla Seconda Mostra Nazionale d'arte "Premio città d'alessandria". Al "I Premio per la Pittura e Scultura" di St.Vincent vinse il secondo premio. Visitò l'antologica di Rouault a Zurigo e per Einaudi illustrò Poesia ininterrotta di Éluard, a testimonianza del suo eclettismo. Nel 1949, partecipò alla mostra “Exposition de peinture moderne italienne depuis 1850 à nos jours”, organizzata sotto il patrocinio della Biennale di Venezia al Cairo. Espose venti tele degli anni 1948-49 alla Galleria Il Milione di Milano, ottenendo grande successo di vendita e di critica: nell'articolo apparso in marzo su "Emporium", Podestà definì l'artista "uno dei più seri nello sbandato campo della nuova generazione pittorica". Espose fuori concorso al “III Premio della città di Alessandria” Il cappello verde. Alla mostra "Twentieth-Century Italian Art" al MOMA di New York, il museo statunitense acquistò The mother, esposto l'anno prima alla Biennale di Venezia. In occasione della rassegna "Pittura Italiana Contemporanea" allestita in ottobre a Venezia, il Ministero della Pubblica Istruzione comprò Natura morta con fruttiera per la Galleria Nazionale d'arte Moderna di Roma. Tutti questi successi attestano la maturazione di un artista che, attraverso la sperimentazione e il confronto, stava definendo un linguaggio personale e universalmente riconosciuto.

Il Tema della Madre: Una Presenza Costante nell'Opera di Cassinari

Oltre alla specifica opera intitolata "Maternità" esposta a Stoccolma, il tema della figura materna ha permeato l'intera produzione artistica di Bruno Cassinari, assumendo ruoli e significati profondi, quasi archetipici. Questa costante si manifesta in diversi ritratti della madre dell'artista e in altre raffigurazioni che evocano la potenza e la sacralità del legame materno.

Dalla Madre Reale all'Archetipo Universale

Un saggio di Lionello Venturi in “Commentari” fa un punto cruciale sul primo ventennio dell’attività di Cassinari, prendendo come estremi i ritratti della madre, quello del 1936 e quello astratto-concreto del 1955. Venturi osservò: “ha dipinto molte volte sua madre che idoleggia per la sua forza di carattere e per la sua energia. Il tipo della madre è per lui una presenza continua…”. Questa affermazione è illuminante e conferma come la figura materna non fosse per Cassinari un soggetto occasionale, ma una vera e propria ossessione creativa, una fonte inesauribile di ispirazione. La madre, con la sua forza di carattere e la sua energia, diventa un simbolo di resilienza e di vita, qualità che l'artista trasferisce nelle sue rappresentazioni. Questa "presenza continua" suggerisce che ogni "Maternità" o ritratto materno di Cassinari va oltre la semplice somiglianza fisica, toccando la dimensione più profonda dell'archetipo universale della madre. Le opere che rappresentano la maternità, quindi, non sono solo ritratti o scene, ma incarnazioni di valori e sentimenti universali, esplorati attraverso il prisma della sua sensibilità artistica.

Simbolismo e Impatto Emotivo nelle Opere Materne

Il modo in cui Cassinari affrontava il tema della maternità era intriso di simbolismo e di un forte impatto emotivo. La sua pittura, definita in gioventù "spirituale, semplice e giottesca", e successivamente caratterizzata da una "dedizione mistica" e da un "bisogno di frugare, scavare nel mondo… per strappargli grida di colore", si prestava intrinsecamente a esprimere la profondità e la complessità di questo tema. La maternità, nelle mani di Cassinari, poteva manifestarsi con la "decisa quanto istintiva, ingenua liberazione nel colore" delle sue prime fasi, o attraverso il "disegno più rigoroso" che segnò una svolta nella sua produzione. Anche l'esperienza neocubista ad Antibes, con la sua scomposizione e ricomposizione delle forme, poteva servire a rivelare la molteplicità delle sfaccettature della maternità, la sua bellezza e la sua forza intrinseca, spesso celate o date per scontate. In ogni pennellata, in ogni scelta cromatica e formale, Cassinari cercava di catturare l'essenza di un legame primordiale, rendendolo tangibile e vibrante sulla tela. La sua capacità di trasformare la figura della madre in un simbolo potente e duraturo testimonia la sua maestria e la sua profonda comprensione della condizione umana.

I meccanici del pianeta - Tutto si trasforma

Il Successo e la Riconoscenza: Esposizioni e Premi Internazionali

La carriera di Bruno Cassinari è stata costellata da un'impressionante serie di successi, premi e partecipazioni a mostre di rilievo nazionale e internazionale, che testimoniano il vasto riconoscimento ottenuto dalla sua arte e la sua costante presenza nel dibattito culturale del suo tempo. Questi traguardi non solo consolidarono la sua reputazione, ma contribuirono anche a diffondere la sua visione artistica, compresa la sua significativa esplorazione del tema della maternità.

Le Biennali di Venezia e il Riconoscimento Ufficiale

Cassinari fu un artista assiduamente presente nelle più prestigiose rassegne espositive. Nel 1950, partecipò alla XXV Biennale di Venezia con cinque quadri, tra cui Nudo disteso, acquisito dal Comune per la Galleria d'arte Moderna. Due anni dopo, nel 1952, la sua presenza alla XXVI Biennale di Venezia fu ancora più trionfale: vinse, ex aequo con Bruno Saetti, il Gran Premio della Pittura Italiana. Nella sala personale a lui dedicata, espose venti lavori, molti dei quali già appartenenti a importanti collezioni private. Lamberto Vitali, nella presentazione, scrisse: "…raggiunge la creazione di un suo tipo…segno di una pittura che ha superato la fase delle esperienze e si avvia alla maturità…". Questo riconoscimento ufficiale alla Biennale segnò l'apice di una fase di consolidamento e maturità artistica. In quest'occasione, il Ministero della Pubblica Istruzione acquistò Il limone per la Galleria Nazionale d'arte Moderna di Roma, mentre il Museo d'arte Moderna di San Paolo del Brasile comprò Natura morta rosa. Nel 1954, nella sala XX della XXVII Biennale di Venezia, le sue cinque opere furono esposte insieme a quelle di Birolli e di Vedova, a conferma del suo status di artista di punta. Ancora, nel 1956, partecipò alla XXVIII Biennale di Venezia presentando Atelier con modella. Le sue ripetute partecipazioni e i premi vinti alle Biennali di Venezia evidenziano non solo la qualità della sua produzione, ma anche il suo ruolo centrale nel panorama artistico italiano e internazionale.

Mappa delle esposizioni internazionali di Cassinari

La Diffusione Internazionale dell'Arte di Cassinari

La fama di Cassinari non si limitò ai confini nazionali. La sua arte attraversò l'Europa e raggiunse anche il continente americano e l'Australia. Nel 1951, Ramous presentò una mostra personale alla Galleria La Saletta di Modena. Partecipò alla mostra itinerante "Italian Artists of today" nei musei di Göteborg, Helsinki, Oslo, Copenaghen, presentata da Argan. In quell'anno, vinse anche il premio Taranto di pittura. Alla prima rassegna “Pittori d’Oggi Francia-Italia” allestita a Torino, espose, tra le altre opere, La capra, acquistata dalla Galleria d’Arte Moderna del capoluogo piemontese. Realizzò anche un grande pannello murale per il salone d'onore della IX Triennale di Milano ed espose una serie di disegni alla Saletta di Bologna.

Nel 1953, oltre alla già menzionata mostra di Stoccolma con "Maternità", partecipò a importanti collettive all'estero: a New York alla collettiva nella Galleria Curt Valentin, a Zurigo alla mostra “Junge Italienische Kunst"" e alla II Biennale d’arte di San Paolo del Brasile nella rassegna “Futuristas e Artistas italiano de hoje”. Vinse il primo premio con Donna in viola al “IV Premio di Pittura Città di Gallarate” e al ""V Premio Nazionale Golfo di La Spezia"" ottenne un premio per Porto. Nel 1954, alla personale presso la Galleria Il Milione di Milano, presentata da Franco Russoli, espose ventiquattro lavori degli ultimi anni che testimoniavano la sintesi di una grande vitalità decorativa. Venne allestita una personale con venticinque tele alla Nordisk Kunsthandel di Copenaghen. Alla VII Quadriennale Nazionale di Roma espose nove quadri presentati da Umbro Apollonio. Partecipò alla "Esposizione Mondiale Documenta" di Kassel e alla “Mostra di Arte Contemporanea Italiana” organizzata dall’Art Council of Great Britain. Scemarono i tentativi della gallerista newyorkese Caterine Viviano di inserire l'artista nella sua equipe, in quanto Cassinari preferì non precludersi i contatti con il mercato nazionale ed europeo, evidenziando una chiara consapevolezza del proprio percorso.

Nel 1956, partecipò alla mostra itinerante "Italian Art of the XX Century" allestita nei musei delle principali città australiane tra marzo e dicembre e curata da Prampolini. Due suoi dipinti vennero esposti alla mostra "Modern Italian Art" della collezione di Eric Estorick (Londra, Plymouth, Birmingham). Si sposò con Enrica Colombo. Nel 1957, partecipò alla mostra “Diez años de pintura italiana” al Museo di Belle Arti di Caracas. Fu presente con undici olii alla "VIII Mostra Nazionale Premio del Fiorino di Firenze" e ottenne il diploma aureo della città. Il Ministero della Pubblica Istruzione acquistò Mele, opera presente alla Galleria d'arte Moderna di Roma in occasione della “Mostra d'arte di solidarietà nazionale” per gli artisti d'Ungheria curata da Lionello Venturi. In maggio, gli stessi spazi espositivi ospitarono la rassegna dei pittori moderni della Collezione Cavellini e Cassinari fu presente con Porto di Antibes e altri cinque quadri. La sua personale di cinquantacinque opere alla Galleria Matthiesen di Londra si spostò, in autunno, al Kunst Kabinet Klihm di Monaco di Baviera, città che organizzò anche la mostra "Arte italiana dal 1910 a oggi" con la presentazione di E. Bellonzi (Cassinari espose Festa nel porto). Alcune sue opere parteciparono alla mostra "Painting in Post-War Italy 1945-1957" presentata da Lionello Venturi e allestita alla Columbia University di New York. A cura della Triennale di Milano fu pubblicato il libro Forme Nuove in Italia, che comprendeva disegni per mosaici e stoffe creati dall’artista. Nel 1958, espose tre lavori al "Premio Marzotto 1958 - Mostra Internazionale di Pittura Contemporanea" a Valdagno, Monaco di Baviera e Parigi. La rassegna fu curata da Jean Cassou, Kurt Martin e Marco Valsecchi. Nello Ponente presentò la personale allestita alla Galleria la Bussola di Roma con diciotto olii degli ultimi due anni. Alla Galleria Blu di Milano espose con Ajmone, Morlotti, Music e alla Galleria Odyssia di Roma con Morlotti. Nel 1959, oltre alle mostre personali alla Galleria Alberti di Brescia, alla Plastica Galeria de Arte di Buenos Aires e alla Galleria Sianesi di Milano, partecipò con cinque tele alla rassegna milanese allestita alla Permanente "50 anni d'arte a Milano dal Divisionismo ai giorni nostri" e alla mostra "Documenta II" di Kassel. Fu presentato da Franco Russoli alla "VI Mostra Francia- Italia" a Torino e vendette Estate alla Galleria Civica d’Arte Moderna della città. Espose cinque quadri alla "VII Quadriennale Nazionale d'arte di Roma" presso il Palazzo delle Esposizioni, presentato da Raffaele Carrieri. Partecipò alle collettive “Peintres et sculpteurs italiens du Futurisme à nos jours” al Musée d’Art et d’Industrie di Saint-Etienne, “20th Century Italian Painting and Sculpture from the Estorick Collection” alla South London Art Gallery, “Jahresausstellung mit italienischen Malern” a Darmstadt ed espose con Ajmone, Birolli. Questa lunga lista di esposizioni internazionali e acquisizioni da parte di musei e collezioni prestigiose dimostra chiaramente il valore e l'impatto dell'opera di Cassinari a livello mondiale.

L'Eredità Artistica e la Conservazione del Patrimonio

L'eredità artistica di Bruno Cassinari è un patrimonio di inestimabile valore, che continua a ispirare e a dialogare con le generazioni future. La sua ricerca instancabile, la sua capacità di innovare pur rimanendo fedele a temi profondi, e il suo approccio distintivo al colore e alla forma, gli assicurano un posto di rilievo nella storia dell'arte moderna. Il suo impegno si riflette anche nella sua presenza e nel suo legame con istituzioni e movimenti che hanno plasmato il panorama culturale del Novecento.

L'Importanza di Preservare e Studiare l'Opera

La Fondazione Corrente, di cui Ernesto Treccani diede vita nel 1978, è un esempio di come l'eredità di movimenti e artisti venga preservata e valorizzata. Questa fondazione è un centro di iniziative culturali, mostre, dibattiti nei diversi campi della cultura e dell'arte, oltre che centro di raccolta e studio dei documenti relativi al periodo compreso tra la nascita del movimento e gli anni del Realismo. Analogamente, le opere di Cassinari, tra cui le sue rappresentazioni della maternità, richiedono cura e studio per poterne apprezzare appieno l'autenticità e il valore artistico. In un mondo dove si cercano preziosi reperti, la comprensione dell'importanza di ogni singola opera e l'impegno a garantirne l'integrità sono fondamentali. L'attenzione alla descrizione dettagliata e le consulenze personalizzate, come quelle offerte nel mercato dell'arte per aiutare a fare scelte informate, sono essenziali per la trasmissione della conoscenza artistica.

Archivio storico Fondazione Corrente

Il Mercato dell'Arte e l'Autenticità

Nel contesto attuale, il mercato dell'arte gioca un ruolo cruciale nella conservazione e diffusione delle opere di maestri come Cassinari. Le sue opere, come le stampe antiche, sono testimoni silenziose della storia, capaci di trasportarci in epoche lontane attraverso l'arte. Il valore di questi capolavori non risiede solo nell'estetica, ma anche nella loro autenticità e nel loro significato storico e culturale. Per coloro che sono interessati a possedere una parte di questa storia, il processo di acquisizione è un aspetto fondamentale. Un sistema che garantisce un pagamento sicuro e spedizioni assicurate con imballaggi professionali assicura che ogni pezzo arrivi a destinazione nelle migliori condizioni, proteggendo l'investimento e la fragilità intrinseca dell'opera d'arte. La competenza nel settore permette di offrire descrizioni dettagliate e consulenze personalizzate, aspetti cruciali per i collezionisti e gli amatori d'arte che desiderano arricchire le proprie raccolte con opere di comprovato valore. L'accessibilità all'arte è anche un tema contemporaneo, con opzioni come il pagamento in tre comode rate, che rendono l'acquisto di un'opera d'arte più flessibile e alla portata di un pubblico più ampio, facilitando l'incontro tra l'arte di maestri come Cassinari e nuove generazioni di estimatori.

La carriera di Cassinari, ricca di riconoscimenti e di un'instancabile attività espositiva, come la presenza monografica alla collettiva Maestri e Giovani al centro d'Arte Cultura e Costume a Milano nel 1982, con Mauro Reggiani, Ottone Rosai, Galliano Mazzon, tra gli altri, e i giovani Nino Bonacina e Lino Riccardi, testimonia il suo ruolo di ponte tra generazioni. Nel 1989, il Comune di Milano gli dedicò un'ampia antologica a Palazzo Reale, e un'altra importante retrospettiva delle sue opere fu ospitata alla Fondazione Bandera di Busto Arsizio nel 2003. Del 2004 è il ciclo delle grandi vetrate "Energia, luci e colori" esposte a Lugano, a Riga, a Budapest e Praga, mentre nel 2006 il Comune di Forte dei Marmi allestì al Fortino la mostra "Le mutazioni del realismo Opere inedite 2003-06", frutto di una rinnovata ricerca di forme che ha il suo centro nel colore. Nel 2008, di nuovo a Palazzo Reale, Cassinari partecipò alla mostra "Corrente, le parole della vita. Opere 1930-1945" con una sala dedicata ai suoi dipinti del periodo. Queste mostre recenti, come l'esposizione "Le parole e la pittura. Ernesto Treccani incontra la poesia, l'epica e il romanzo", presso la Pinacoteca Civica di Savona dal dicembre 2011 al marzo 2012, a cura di Giorgio Seveso, dimostrano l'ininterrotto interesse e la continua valorizzazione dell'opera di Cassinari e dei suoi contemporanei. La sua opera resta un faro per comprendere le complessità e le ricchezze dell'arte del XX secolo, con la "Maternità" che si staglia come emblema della sua capacità di infondere temi eterni con un linguaggio profondamente moderno e personale.

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