Maternità e tutele per ricercatrici e borsiste in ambito universitario: una guida completa

L’integrazione tra carriera accademica e vita privata rappresenta una sfida significativa, in particolare per le ricercatrici e le assegniste che operano all'interno degli atenei. La normativa italiana, recepita dai regolamenti di Ateneo, offre un quadro di protezione volto a garantire la salute della gestante e del nascituro, assicurando al contempo la continuità e la regolarità delle attività di ricerca.

La tutela della salute e le comunicazioni obbligatorie

I lavori pericolosi, faticosi e insalubri sono vietati dall'inizio della gravidanza fino a 7/12 mesi di vita del nascituro. Per questo motivo, se sei una studentessa o una lavoratrice e svolgi in ateneo un'attività pericolosa o a rischio la comunicazione della tua gravidanza al Responsabile di struttura è fondamentale (D.Lgs n. 151/2001).

Sicurezza in laboratorio durante la gravidanza

Se sei esposta a rischi da radiazioni ionizzanti è obbligatoria la comunicazione della tua gravidanza al tuo Responsabile di struttura. Anche se non sei esposta a rischi o ad attività pericolose e non c'è un obbligo normativo, la protezione delle lavoratrici madri richiede che il datore di lavoro sia al corrente dello stato di gravidanza. In assenza di rischi legati ad agenti pericolosi e nocivi, a meno di complicanze della gravidanza stessa, puoi continuare a svolgere il tuo lavoro fino al 7° mese di gestazione.

Il medico competente provvederà o meno a rilasciare parere favorevole sulla base di parametri suggeriti dall’Asl territorialmente competente e considerando quindi eventuali pendolarismi (distanza, tempo di percorrenza, numero e tipo di mezzi di trasporto utilizzati, caratteristiche del percorso), presenza di postazioni di lavoro fisse o anguste, impossibilità, per i videoterminalisti (come definiti dal D.Lgs. 81/2008), di evitare posizioni che affaticano la schiena.

Misure di welfare e lavoro agile

Dal sesto mese in poi, fino all'astensione obbligatoria pre-parto o nascita del/della bambino/a, l'Ateneo riconosce, quale misura di welfare dedicata alle donne lavoratrici in gravidanza, la possibilità di lavorare in lavoro agile fino a 5 giorni a settimana. Questa disposizione è finalizzata a ridurre lo stress fisico legato agli spostamenti e a favorire il benessere della gestante, permettendo una gestione più serena dell'ultimo periodo di gravidanza prima dell'interdizione.

Il congedo di maternità: astensione e indennità

La flessibilità del congedo di maternità (posticipo dell'astensione obbligatoria) è la possibilità di utilizzare in forma flessibile il periodo dell'interdizione obbligatoria dal lavoro. L'astensione nei cinque mesi successivi al parto prevede l'astensione dal lavoro dopo l’evento del parto per i cinque mesi successivi allo stesso.

Maternità INPS:Tutto sui diritti delle mamme lavoratrici | congedo, allattamento e rientro al lavoro

In materia di indennità per maternità erogata dalla Cassa forense, ai sensi del combinato disposto di cui ai commi primo e secondo dell'art. 71 del decreto legislativo n. 151 del 2001, deve essere escluso il diritto al cumulo di prestazioni da parte di diversi enti previdenziali in relazione allo stesso evento. Il diritto alla suddetta prestazione è riconosciuto, a prescindere dall'effettiva astensione dall'attività, a condizione che la lavoratrice proponga la relativa istanza, documenti in modo idoneo lo stato di gravidanza e la data presunta del parto e attesti con dichiarazione, quale requisito essenziale per l'erogazione, l'inesistenza di altro trattamento di maternità come lavoratrice pubblica o autonoma (Cass. 19 maggio 2023, n. 13846).

Le assegniste, iscritte alla gestione separata del lavoro autonomo dell’INPS e non assicurate presso altre forme previdenziali obbligatorie (che versano pertanto l'aliquota massima), hanno diritto a usufruire dell’indennità di maternità erogata dall’INPS. Durante il periodo di astensione obbligatoria per maternità, il contratto sarà sospeso e non si percepirà alcun compenso dall’Università, poiché sarà l’INPS ad erogare l’indennità a cui l’assegnista ha diritto durante il periodo di assenza. Pertanto, oltre a presentare la documentazione attestante lo stato di gravidanza all’Università, l’assegnista dovrà presentare domanda di congedo per maternità all’Ufficio INPS competente.

Regolamentazione delle borse di ricerca e sospensioni

Le borse di ricerca, emanate in base a regolamenti specifici (es. D.R. 300/2014 e ss.mm.ii.), sono finalizzate alla partecipazione a gruppi o progetti di ricerca, ai sensi dell’articolo 18, comma 5, lett. f), della L. 30 dicembre 2010, n° 240.

Documentazione amministrativa per ricercatori

Per la partecipazione alle selezioni pubbliche sono richieste la laurea triennale o la laurea magistrale o titolo estero equivalente. Nel modulo di domanda, chi si candida dovrà dichiarare di essere a conoscenza che il conferimento della borsa di ricerca non è compatibile con posizioni di dottorato con borsa, assegni di ricerca o altri incarichi che comportino conflitto di interessi.

L’attività di ricerca deve essere obbligatoriamente sospesa per maternità. In caso di astensione obbligatoria per maternità, la borsa viene automaticamente prorogata secondo quanto previsto dalla normativa vigente. La sospensione è disposta a semplice richiesta della borsista. L'attività può essere sospesa anche per altro motivo debitamente giustificato ed accertato dal responsabile scientifico. Durante il periodo di sospensione non viene corrisposto alcun compenso dall'Ateneo. I periodi di sospensione possono essere recuperati al termine della naturale scadenza della borsa di ricerca, previo accordo con il docente responsabile dell’attività e nel rispetto dei limiti imposti dal finanziamento a disposizione.

Diritti e doveri della borsista

La persona titolare di borsa ha l'obbligo di iniziare le attività entro la data di decorrenza, espletare le stesse regolarmente per l'intera durata della borsa e presentare, entro la scadenza, una relazione sul programma di attività svolto. Al contempo, il o la borsista ha il diritto di avvalersi degli strumenti e delle attrezzature della struttura, di accedere alle biblioteche e di richiedere la carta multi servizi.

È possibile richiedere un ulteriore periodo di astensione facoltativa dall’attività lavorativa di 6 mesi entro i primi 3 anni del/della figlio/a. Le assegniste, in caso di malattia, possono usufruire dell’indennità giornaliera in base alla legge n. 296 del 27/12/2006, purché l’assenza si protragga per un periodo superiore ai quattro giorni.

Compatibilità e Servizi di Ateneo

Le borse di ricerca sono incompatibili con altre borse, a eccezione di quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni all'estero, l'attività di ricerca. La persona titolare di borsa di ricerca può svolgere attività di lavoro autonomo o collaborazioni occasionali, previa autorizzazione della struttura, a condizione che l’attività non comporti conflitto di interessi con la specifica attività di ricerca svolta e non rechi pregiudizio all’Università.

Per quanto riguarda i servizi a supporto delle famiglie, gli Atenei offrono spesso convenzioni sanitarie, come il servizio "Ultra Salute". Da marzo 2026, lo sconto previsto per il servizio passa dal precedente 15-20% all'attuale 25% sulle tariffe pubbliche in vigore al momento della sottoscrizione del singolo contratto, con rimborso fino ad un massimale illimitato per i ricoveri presso qualsiasi struttura convenzionata e i piccoli interventi anche con indennizzo diretto.

Inoltre, vengono attivati servizi di pre-nido e post-nido, subordinati a un numero minimo di 7 richieste, e sono previste riduzioni del 15% sulle tariffe dei trattamenti di odontoiatria generale, implantologia, ortodonzia ed estetica. È fondamentale, per ogni ricercatrice, monitorare le comunicazioni pubblicate nell’Albo online di Ateneo e consultare periodicamente le pagine web del proprio Dipartimento per rimanere aggiornate sulle scadenze e le opportunità di supporto alla genitorialità.

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