Guida Completa all'Assegno di Natalità: Requisiti, Struttura e Modalità di Erogazione

Il bonus bebè, ufficialmente denominato Assegno di natalità, rappresenta una misura fondamentale del welfare italiano concepita per incentivare la natalità, offrendo un sostegno concreto alle famiglie che accolgono un nuovo membro, sia esso nato, adottato o in affido preadozione. Questo contributo mensile, erogato dall'INPS, copre i primi 12 mesi di vita o di inserimento del minore nel nucleo familiare, configurandosi come un pilastro essenziale per la gestione delle spese iniziali legate alla crescita di un figlio.

rappresentazione grafica dell'assistenza alle famiglie e bonus bebè

Evoluzione Storica e Quadro Normativo del Bonus Bebè

L'istituzione del bonus risale al 2014, quando fu introdotto per sostenere i nuclei familiari in un arco temporale critico. Inizialmente, il beneficio era circoscritto alle nascite, adozioni o affidamenti avvenuti tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, con un’erogazione prevista fino al compimento dei tre anni del bambino. Successivamente, per le nascite registrate dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2019, la durata del beneficio è stata ridotta a un singolo anno, corrispondente al primo anno di vita o di adozione del minore.

Il Governo Conte 1 ha provveduto a riconfermare e ampliare la misura anche per il 2019. Tuttavia, è con la legge di bilancio 2020 che il bonus ha subito una trasformazione radicale: l'accesso è stato esteso a tutti, eliminando i precedenti limiti di reddito stringenti, pur mantenendo importi differenziati basati sulla condizione economica. Per sostenere tale iniziativa, sono stati stanziati 348 milioni di euro per l'anno 2020 e 410 milioni di euro per l'anno 2021, a valere sul nuovo Fondo per il supporto alle famiglie. L'INPS ha successivamente regolato le procedure attuative attraverso la circolare n. 26 del 14 febbraio 2020, la quale ha ribadito i requisiti anagrafici essenziali richiesti per l'accesso al beneficio.

Requisiti Anagrafici e di Residenza

La possibilità di richiedere il bonus bebè è strettamente legata al possesso di precisi requisiti di cittadinanza e residenza. Nello specifico, il richiedente deve possedere:

  • Cittadinanza italiana, di uno Stato dell'Unione Europea, oppure il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
  • Carta di soggiorno per familiare di cittadino dell'Unione Europea, qualora il richiedente non sia cittadino di uno Stato membro.
  • Carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro, in conformità con l'art. 17 del Decreto legislativo n. 30/2007.
  • Status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria.

Oltre a questi requisiti, è imprescindibile la residenza in Italia e la convivenza effettiva con il figlio. È necessario che il genitore richiedente e il minore condividano la dimora abituale nello stesso comune. Qualora il genitore richiedente fosse minorenne o incapace di agire, la domanda dovrà essere presentata dal tutore legale. Inoltre, nel caso di gemelli o adozioni plurime, è obbligatorio presentare una domanda distinta per ogni minorenne coinvolto.

Procedure di Presentazione della Domanda

La tempestività è un elemento cruciale per non perdere parte del beneficio. La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla data di nascita del bambino o dall'ingresso del minore nel nucleo familiare. Per il calcolo dei 90 giorni, non si conta il giorno iniziale e il termine scade alla fine dell'ultimo giorno feriale. Se tale termine coincide con un giorno festivo, esso viene prorogato al primo giorno seguente non festivo.

  • Domanda tempestiva: Se presentata entro i 90 giorni, il primo pagamento includerà tutte le mensilità maturate dalla data dell'evento fino al momento dell'erogazione.
  • Domanda oltre i 90 giorni: Il beneficio decorrerà esclusivamente dal mese di presentazione della domanda.

In caso di decesso del genitore richiedente, l'assegno può essere erogato all'altro genitore convivente, a patto che questi presenti la documentazione all'INPS entro i 90 giorni previsti. Per l'affidamento temporaneo, l'assegno spetta dal mese di emanazione del provvedimento del giudice o del servizio sociale reso esecutivo dal giudice tutelare.

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Il Ruolo dell'ISEE e la Graduazione dell'Assegno

Il valore dell'assegno è strettamente correlato all'ISEE minorenni in corso di validità. È importante sottolineare che, anche in assenza di ISEE o con valori superiori a 40.000 euro annui, il sussidio rimane accessibile, garantendo una soglia minima di 80 euro al mese (o 96 euro se si tratta di un figlio successivo al primogenito).

La suddivisione degli importi segue tre fasce principali:

  1. ISEE fino a 7.000 euro: L'importo annuo è pari a 1.920 euro (160 euro/mese) per il primo figlio, che sale a 2.304 euro (192 euro/mese) per i figli successivi.
  2. ISEE tra 7.000 e 40.000 euro: L'importo annuo è di 1.440 euro (120 euro/mese) per il primo figlio, e 1.728 euro (144 euro/mese) per i successivi.
  3. ISEE superiore a 40.000 euro o assente: L'importo si attesta sui 960 euro annui (80 euro/mese) per il primo figlio, raggiungendo i 1.152 euro (96 euro/mese) per i successivi.

Per quanto riguarda l'ISEE corrente, l'INPS ha chiarito che esso consente di aggiornare i dati reddituali di una DSU già presentata a causa di variazioni lavorative. Tale documento ha validità di due mesi e permette la richiesta del bonus a patto che l'indicatore aggiornato non superi la soglia dei 25.000 euro annui. L'INPS effettua controlli incrociati sistematici con l'anagrafe tributaria dell'Agenzia delle Entrate per verificare l'esattezza dei dati autodichiarati, evidenziando automaticamente eventuali difformità o omissioni patrimoniali.

Cause di Decadenza e Obblighi del Beneficiario

Il diritto all'assegno di natalità può cessare prima del termine naturale dei 12 mesi qualora si verifichino eventi specifici. Il pagamento viene interrotto a partire dal mese successivo al verificarsi di una delle seguenti condizioni:

  • Compimento del primo anno di età del bambino o della maggiore età in casi di adozioni o affidi.
  • Decesso del figlio o revoca dell'adozione.
  • Fine dell'affidamento temporaneo o provvedimento negativo del giudice.
  • Decadenza dall'esercizio della responsabilità genitoriale.
  • Affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda.
  • Perdita dei requisiti di legge (residenza o cittadinanza).

Il richiedente ha l'obbligo di comunicare all'INPS entro 30 giorni il verificarsi di qualsiasi causa di decadenza. Qualora venissero successivamente ripristinati i requisiti, sarà possibile inoltrare una nuova domanda entro i canonici 90 giorni.

Integrazione con Altre Misure di Sostegno

Il bonus bebè si inserisce in un mosaico più ampio di interventi a sostegno del reddito e delle famiglie, che comprende il bonus Irpef, il bonus mamma, il bonus asilo nido e il bonus sociale in bolletta. Particolare attenzione merita il taglio del cuneo fiscale introdotto per i lavoratori dipendenti, che prevede un bonus variabile dai 600 ai 1.200 euro annui in base alla fascia di reddito.

infografica che mostra la combinazione di bonus bebè e altre agevolazioni fiscali

Con l'avvento dell'Assegno Unico e Universale, operativo dal 1° luglio 2021, il sistema di welfare ha iniziato una transizione verso una maggiore semplificazione. L'assegno unico è destinato a coprire i figli dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni. È fondamentale notare che, per un determinato periodo di transizione, i genitori hanno avuto la facoltà di sommare il bonus bebè e l'assegno unico per i figli, offrendo una rete di protezione finanziaria più capillare durante le fasi più delicate dello sviluppo familiare. Tuttavia, la comunità pediatrica, per bocca di esperti come Rino Agostiniani, ha spesso sottolineato che, pur essendo un provvedimento utile, tali bonus rappresentano una misura contenuta, suggerendo l'esigenza di interventi più strutturali come il Family Act per affrontare efficacemente il tema del calo delle nascite.

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