In un momento storico in cui il dibattito demografico è al centro dell’attenzione nazionale, la domanda ricorrente riguarda il futuro del Paese. Quante volte hai sentito dire che “l’Italia è un paese per vecchi?” La realtà è che in Italia il tasso di natalità in relazione a quello di mortalità è pari a 0 o quasi, questo significa che per ogni bambino che nasce una persona anziana muore. In realtà il paese per ringiovanirsi ha bisogno che nascano più bambini. Per sostenere le famiglie in questo percorso, esistono diverse misure di welfare, tra cui il cosiddetto assegno di maternità comunale e il Bonus Bebè (o assegno di natalità).

Il sostegno alle neomamme disoccupate: l’assegno di maternità del Comune
Il percorso verso la genitorialità porta con sé una serie di necessità logistiche ed economiche. Durante il periodo di gravidanza le donne molte volte devono affrontare anche delle spese importanti. Basti pensare ad esempio ai costi che derivano da un’ecografia in uno studio privato, visite specialistiche e così via. Alla nascita del bambino il genitore dovrà affrontare delle spese ricorrenti importanti. Se poi la mamma non ha un lavoro, non può contare neanche sull’indennità di maternità. Di seguito parliamo dell’assegno di maternità concesso da comuni, che ammonta a circa 1.740 euro in tutto.
Se sei una donna disoccupata e aspetti un bambino puoi chiedere al Comune il bonus 1700 euro nascita. Se sei una lavoratrice part-time, ad esempio, e alla fine del settimo mese inizi la tua maternità obbligatoria, sulla base del tuo stipendio potresti avere diritto a una indennità ridotta. In questo caso, hai diritto all’assegno comunale ma in misura ridotta. L’importo dell’assegno è pari a 1.740,60 euro, nello specifico 5 mensilità di 348,12 euro.
Requisiti per accedere all’assegno comunale
Per ottenere questo contributo nel Comune di Verbania o in qualsiasi altro territorio nazionale, è necessario possedere requisiti specifici:
- Cittadinanza: Italiana, comunitaria o possesso di titolo di soggiorno valido.
- Residenza: Al momento dell’arrivo del piccolo devi risiedere in Italia.
- Requisiti reddituali: Hai diritto all’assegno solo se possiedi determinati requisiti reddituali. Nello specifico hai un ISEE non maggiore di 17.416,66 euro.
Per quanto riguarda l’ISEE, basta che ti rechi a un CAF della tua città e in pochi giorni ti rilasciano il documento ISEE, da presentare al Comune per la domanda del bonus. È importante sottolineare che l’assegno ti spetta per ogni figlio. Quindi se per esempio hai due gemelli, hai diritto non a 1700 euro, ma al doppio, ossia 3.400 euro. Lo stesso dicasi se hai tre gemelli: hai diritto a 5.100 euro circa. Per ottenere il bonus 1700 euro nascita devi presentare domanda in Comune entro 6 mesi dal parto (o arrivo) del bambino. Di solito la domanda viene accettata entro un mese.

Il Bonus Bebè o Assegno di Natalità: una misura statale
Oltre al contributo comunale, esiste una misura di portata nazionale conosciuta come assegno di natalità o Bonus Bebè. Si tratta di una misura molto importante di sostegno concessa dallo stato nei confronti delle famiglie. Questa situazione a volte desta molta preoccupazione nei genitori, soprattutto in coloro che non hanno un lavoro stabile perché si ha paura di non esser in grado di affrontare il lato economico. L’assegno di natalità è un assegno mensile che viene dato alle famiglie che hanno messo alla luce un figlio o lo hanno adottato o hanno proceduto con un affido preadottivo.
Questo assegno è annuale e viene concesso ogni mese fino al compimento del primo anno di età del bambino. Tutte le famiglie che hanno un figlio con meno di un anno di età possono ricevere questo bonus. L’importo tuttavia cambierà in relazione all’ISEE.
Criteri di reddito e importi spettanti
Il corrispettivo cambia in base alla fascia ISEE. L’importo più alto lo riceveranno i genitori che hanno un ISEE più basso:
- ISEE fino a 7.000€: Il bonus bebè avrà un valore di 1.920€ annui. Se il figlio è successivo al primo, c’è una maggiorazione del 20%, quindi 2.304€.
- ISEE tra 7.000€ e 40.000€: L’assegno annuale è pari a 1.440€ per il primo figlio, mentre se il figlio è successivo al primo è pari a 1.728€.
- ISEE superiore a 40.000€: L’importo subisce variazioni ulteriori basate sulle soglie previste dalla normativa vigente.
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Modalità di presentazione della domanda e pagamenti
Il bonus bebè può essere richiesto, così come il bonus mamma domani, dal genitore che ha cittadinanza italiana ma anche da chi ha cittadinanza comunitaria o extracomunitaria ed è residente in Italia. Il possesso dei requisiti di relazione di genitorialità, convivenza con il minore ecc… dovranno essere auto-dichiarati nella domanda che si può compilare autonomamente online sul sito dell’Inps.
Se invece il genitore è minorenne o incapace d’agire, la domanda deve essere presentata dal suo rappresentante legale. La domanda deve essere effettuata entro 90 giorni dalla nascita oppure dal momento in cui è entrato in famiglia il minore adottato. La domanda si può presentare all’INPS solo una volta per ogni figlio. Nel caso di parto gemellare, come detto in precedenza, si deve presentare la domanda per ogni figlio.
Per quanto riguarda le modalità di pagamento, in tutti i casi è necessario fornire un IBAN all’INPS. Il metodo di pagamento deve essere inoltre intestato al richiedente. Anche nel caso in cui ci siano delle variazioni successive nella richiesta, è possibile rivolgersi ai contatti ufficiali dell’istituto previdenziale per aggiornare la propria posizione.
Prospettive sulla gestione economica familiare
La pianificazione finanziaria durante l'attesa di un figlio è un passo fondamentale per garantire serenità al nucleo familiare. La combinazione tra assegni comunali e misure statali rappresenta un pilastro fondamentale per le famiglie italiane. L'accesso a tali benefici richiede una precisione amministrativa, partendo dalla corretta emissione della dichiarazione ISEE, che funge da chiave per determinare la fascia di appartenenza e, conseguentemente, l'entità del sostegno economico ricevuto.
La gestione dei flussi di cassa, in particolare per i genitori che non percepiscono un'indennità di maternità classica a causa della mancanza di un rapporto di lavoro subordinato, diventa cruciale. Il Bonus Bebè, coprendo il primo anno di vita, permette di mitigare le spese vive ricorrenti legate al sostentamento e alla crescita del bambino, fornendo una stabilità necessaria durante i primi dodici mesi, spesso caratterizzati da un incremento improvviso dei costi fissi familiari.
Il monitoraggio delle scadenze è un altro punto focale. Mentre per l'assegno di maternità comunale il termine è di sei mesi, per il Bonus Bebè nazionale il vincolo è molto più stretto, fissato a 90 giorni dall'evento della nascita o dell'ingresso del minore in famiglia. Tale distinzione temporale impone ai genitori una particolare attenzione fin dalle prime settimane di vita del nascituro.

Infine, l'importanza della residenza e della cittadinanza non deve essere sottovalutata. Essendo requisiti di base, la loro verifica deve avvenire tempestivamente, assicurandosi che la posizione anagrafica sia perfettamente allineata con i documenti richiesti dai portali di accesso all'INPS o dagli uffici comunali di competenza. Attraverso questa corretta sinergia tra le istituzioni e le famiglie, il sistema di protezione sociale mira a contrastare le difficoltà economiche, garantendo che l'accoglienza di un nuovo figlio sia supportata adeguatamente dallo Stato, riducendo le preoccupazioni legate al futuro finanziario a lungo termine.