Bonus Mamma Domani: Guida Completa alla Prestazione e Requisiti

Il "Bonus mamma domani" rappresenta una misura di sostegno alla natalità e alla genitorialità che ha giocato un ruolo fondamentale nel panorama del welfare italiano. Introdotto per la prima volta dalla Legge di Bilancio 2017, lo Stato riconosce alle famiglie un contributo economico volto a far fronte alle spese familiari in merito alla gravidanza o all’arrivo di un minore in famiglia.

illustrazione stilizzata di una famiglia con neonato e sostegno economico

Che cos'è il Bonus Mamma Domani

Il bonus è un contributo economico di euro 800,00 che viene corrisposto direttamente dall’INPS, in un’unica soluzione, in relazione a ogni figlio nato, adottato o affidato. È importante precisare che il bonus mamma è un premio in denaro per la nascita o l’adozione/affidamento di un minore, distinto da altre forme di supporto come il cosiddetto "bonus bebè".

L'obiettivo primario di questa misura è quello di sostenere sia le donne in stato di gravidanza, ma anche le famiglie che scelgono di adottare o accogliere in affidamento un bambino, fornendo una liquidità immediata per coprire le prime necessità.

Soggetti destinatari e requisiti di accesso

La prestazione è rivolta a tutte le donne in gravidanza o alle madri per uno dei seguenti eventi verificatisi:

  • Compimento del settimo mese di gravidanza.
  • Parto, anche se antecedente all'inizio dell'ottavo mese di gravidanza.
  • Adozione nazionale o internazionale del minore, disposta con sentenza divenuta definitiva ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184.
  • Affidamento preadottivo nazionale disposto con ordinanza ai sensi dell'art. 22, c. 6, l. 184/1983 o affidamento preadottivo internazionale ai sensi dell'art. 34, l. 184/1983.

Per poter accedere a tale beneficio, le future madri devono essere in possesso di specifici requisiti di residenza e cittadinanza. È richiesta la residenza in Italia e, per quanto concerne la cittadinanza, sono ammesse cittadine italiane o comunitarie. Per le cittadine non comunitarie regolarmente presenti in Italia, è necessario il possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (di cui all’articolo 9 del Decreto Legislativo n. 286/1998) oppure di una delle carte di soggiorno per familiari di cittadini UE. È doveroso notare che le cittadine non comunitarie in possesso dello status di rifugiato politico e protezione sussidiaria sono equiparate alle cittadine italiane per effetto dell’art. 27 del Decreto Legislativo n. 251/2007.

Procedure documentali e certificazioni

La richiedente deve essere pronta a fornire la documentazione necessaria a seconda della propria situazione. Per la gravidanza, occorre la certificazione dello stato di gravidanza. La richiedente dovrà indicare alternativamente una delle seguenti opzioni: il numero di protocollo telematico del certificato rilasciato dal medico SSN o medico convenzionato ASL, oppure l'indicazione che il certificato sia già stato trasmesso all’INPS per domanda relativa ad altra prestazione connessa alla medesima gravidanza.

Per le sole madri non lavoratrici è possibile indicare il numero identificativo a 15 cifre e la data di rilascio di una prescrizione medica emessa da un medico del SSN o con esso convenzionato, con indicazione del codice esenzione compreso tra M31 e M42 incluso. In caso di parto già avvenuto, la madre dovrà autocertificare nella domanda la data del parto e le generalità del bambino (codice fiscale). Per i casi di adozione o affidamento, è necessario allegare il provvedimento giudiziario che attesti la data di ingresso in famiglia e la natura dell'adozione (nazionale, internazionale o pronunciata nello stato estero).

infografica sui documenti necessari per la richiesta del bonus

Modalità di presentazione della domanda

La domanda deve essere presentata esclusivamente per via telematica all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS). Esistono diversi canali ufficiali per l'inoltro della richiesta:

  1. Sito web INPS: Collegandosi direttamente al portale dell'Istituto tramite le credenziali di accesso. Si ricorda che l’INPS non rilascia più nuovi PIN, quindi è necessario utilizzare le credenziali attuali in proprio possesso (come SPID, CIE o CNS).
  2. Contact center: Chiamando il numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile.
  3. Enti di patronato: È possibile rivolgersi a strutture territoriali autorizzate per l'assistenza, come ad esempio i Caf Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Ozzano dell'Emilia, Pianoro e San Lazzaro di Savena.

Tempistiche e casistiche particolari

La domanda deve essere presentata dopo il compimento del settimo mese di gravidanza e, comunque, improrogabilmente entro un anno dal verificarsi dell’evento (nascita, adozione o affidamento).

Nel caso di gemelli, le dinamiche di presentazione variano leggermente: è possibile procedere al compimento del settimo mese selezionando l’evento "Compimento del 7° mese di gravidanza", presentando poi una seconda domanda a parto avvenuto con l’inserimento del codice fiscale di tutti i gemelli, oppure effettuare un'unica istanza a parto avvenuto. Per affidamenti o adozioni plurimi, è possibile presentare un’unica domanda con le informazioni di tutti i minorenni adottati o affidati oppure presentare una domanda per ogni minorenne adottato o affidato.

Tutorial Domanda NASPI Anticipata 2026 - Guida alla procedura sul sito INPS

Evoluzione della normativa e l'Assegno Unico

È di fondamentale importanza notare che il premio alla nascita è una delle forme di tutela della genitorialità che hanno subito modifiche sostanziali. A decorrere dal 1° gennaio 2022, con l’introduzione del nuovo assegno unico e universale per i figli, molte misure di sostegno alla natalità, tra cui il bonus mamma domani, sono state assorbite. La prestazione ha potuto essere richiesta per gli eventi che si sono verificati entro il 31 dicembre 2021. Per tali eventi è stato possibile presentare domanda entro un anno dalla data del parto o dall’adozione del minore. Non vi sono limiti ISEE per richiedere questo beneficio, rendendolo una misura universale per chi rientrava nelle finestre temporali previste dalla normativa vigente prima della riforma dell'assegno unico.

Approfondimenti tecnici sulle esenzioni mediche

Per le donne non lavoratrici, il sistema di esenzione gioca un ruolo chiave nella semplificazione burocratica. L'uso dei codici esenzione compresi tra M31 e M42 consente di attestare lo stato di gravidanza senza dover produrre certificazioni aggiuntive che potrebbero comportare ulteriori costi o attese. Questi codici, associati alla prescrizione medica, fungono da prova documentale valida per l'INPS, garantendo la correttezza della richiesta e il rispetto delle normative sanitarie nazionali. È sempre consigliabile verificare presso il proprio medico curante l'inserimento corretto di tali codici nel sistema telematico per evitare discrepanze durante la fase di istruttoria della pratica.

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