Biscotto Granulato e Stitichezza nei Neonati: Benefici, Controindicazioni e Gestione

La stitichezza è uno dei disturbi che più colpiscono i bambini piccoli, rappresentando un problema comune tra i neonati e colpendo quasi il 30% di loro. Spesso, l'introduzione di nuovi alimenti o cambiamenti nella dieta possono influenzare la regolarità intestinale. Un alimento che a volte suscita dubbi è il biscotto granulato, soprattutto se inserito nell'alimentazione dei neonati.

Biscotto granulato per neonati e latte

Il Biscotto Granulato Mellin e la Sua Composizione

Il Biscotto GRANULATO Mellin è prodotto seguendo la migliore tradizione, unendo all'energia dei carboidrati i vantaggi derivati dal contenuto di Vitamine (B1, B2, B6 e Niacina), Calcio e Ferro. Questo biscotto ha un gusto delicato particolarmente gradito al bambino in ogni momento della giornata e, grazie alla sua struttura friabile, è facilmente solubile. Oltre che nel biberon di latte, può essere consumato anche nei nettari di frutta, nelle pappe lattee e nello yogurt.

Gli ingredienti del Biscotto GRANULATO Mellin includono: Farina di frumento (77%), zucchero, olio di semi di girasole, latte scremato in polvere, agenti lievitanti (bicarbonati di ammonio, bicarbonati di sodio), aromi e vitamina B1. È importante notare che il bambino ha fabbisogni nutrizionali differenti da quelli di un adulto e che cambiano nelle diverse fasi della crescita. Scegliendo Mellin, si sceglie un programma che ricerca la precisione nutrizionale dei prodotti per rispondere alle esigenze specifiche del bambino in ogni fase della sua crescita.

Collegamento tra Biscotto Granulato e Stitichezza

L'esperienza di alcune mamme ha evidenziato una possibile correlazione tra l'introduzione del biscotto granulato e l'insorgenza di stitichezza. Ad esempio, una mamma ha notato una forte stitichezza nella sua bambina di nove mesi e mezzo dopo aver iniziato a darle latte vaccino con due o tre cucchiaini di biscotto granulato in 250g di latte. La bambina faceva la cacca una volta al giorno, ma durissima e in quantità molto ridotta (praticamente una o due "palline").

Le cause principali della stitichezza nei neonati sono spesso di tipo funzionale e legate all'alimentazione. Tra queste, la scarsa assunzione di liquidi, l'inadeguato consumo di frutta e verdura, e un insufficiente apporto di cibi ricchi di fibre sono fattori determinanti. Il biscotto granulato, essendo a base di farina di frumento e zucchero, non è particolarmente ricco di fibre e potrebbe contribuire a rendere le feci più dure, specialmente se il bambino non assume una quantità sufficiente di liquidi o altri alimenti ricchi di fibra.

Cause della Stitichezza Infantile

La stitichezza si manifesta quando le feci scendono troppo lentamente lungo il colon, perdendo gran parte dell’acqua da cui sono costituite, che viene assorbita dall’intestino: in questo modo diventano dure e il bambino fatica ad espellerle.

Cause legate all'alimentazione:

  • Scarsa assunzione di liquidi: L'apporto di liquidi è fondamentale per ammorbidire le feci e combattere la stitichezza. Tra tutti i liquidi, bisogna preferire l'acqua.
  • Inadeguato consumo di frutta e verdura: La fibra aumenta il volume della massa delle feci e, pertanto, facilita la sua eliminazione.
  • Insufficiente apporto di cibi ricchi di fibre: Troppo poche fibre nei cibi post svezzamento possono essere una causa.
  • Latte artificiale: I neonati nutriti con latte artificiale hanno un numero di evacuazioni inferiore rispetto ai bebè allattati al seno. Nei piccoli allattati artificialmente, è più frequente che ci sia una maggiore difficoltà intestinale.
  • Alimenti astringenti: Carote cotte e banane (soprattutto se acerbe) sono alimenti che possono favorire la stitichezza. La banana è un frutto molto particolare, molto farinoso e contiene pochissima acqua, e può favorire la stitichezza infantile. Le carote cotte sono astringenti e provocano la ritenzione di acqua, non favorendo il transito intestinale.
  • Farine raffinate e zuccheri semplici: Alimenti come il riso bianco, le farine raffinate, i dolci e le merendine industriali, così come i grassi animali, i fritti e le salse, non aiutano il transito intestinale.

Cause non legate direttamente all'alimentazione:

  • Ritenzione fecale funzionale: Questa è la causa più frequente della stitichezza in età pediatrica. Si verifica quando, in seguito a un'esperienza spiacevole o dolorosa legata all'espulsione delle feci (es. educazione al vasino precoce o coercitiva, interruzione dei giochi, disagio nell’uso dei servizi igienici scolastici, presenza di ragadi anali), il bambino può avere paura di defecare. Se il neonato ha sofferto durante una o più evacuazioni, tenderà a non ripetere l'esperienza "trattenendo" le feci.
  • Tensioni emotive: Verso i 2 anni, il bambino può vivere la perdita delle feci come la perdita di una parte di sé e quindi come un avvenimento da evitare o ritardare il più possibile. Anche lo stress emotivo, come l'ingresso all'asilo o la nascita di un fratellino, può influire.
  • Malattie: Febbre e vomito possono causare disidratazione e conseguentemente stitichezza. Alcune malattie possono avere, tra i propri segni e sintomi, anche la stipsi.
  • Mancanza di attività fisica: Una scarsa attività fisica quotidiana, spesso legata ad abitudini sempre più sedentarie nei bambini, non favorisce la motilità intestinale.
  • Cause ambientali: La stipsi può avere cause ambientali, legate a un cambio di casa, di orari (dei pasti, della nanna ecc.), di persone che si occupano del cambio del pannolino.

Dr. Roberto Albani - La stitichezza nei bambini -

Quando Rivolgersi al Pediatra

Non esiste un numero preciso di evacuazioni giornaliere o settimanali che possa indicare esattamente se un bambino è o non è stitico. La frequenza di defecazione varia in base all’età, all’alimentazione e alle situazioni emotive del bambino, anche in rapporto a fattori ambientali. Tuttavia, è lecito domandarsi se il proprio bebè si stia scaricando a dovere e che abbia il numero di evacuazioni considerate normali per età e numero di poppate.

È importante chiamare il pediatra se:

  • Il bambino si lamenta ogni volta che fa la cacca.
  • Si nota una variazione repentina nella frequenza delle evacuazioni.
  • Nelle feci si trovano piccole perdite di sangue rosso vivo perché, a causa della durezza, le feci creano minuscoli tagli sulle pareti dell’ano, chiamati ragadi.
  • Il bambino ha difficoltà a evacuare, prova dolore e tensione a livello anale, nonostante lo stimolo.
  • La stipsi persiste nonostante l'adozione di misure dietetiche e comportamentali.

Esiste un fenomeno che simula una stitichezza funzionale nei neonati, ma che tale non è, la dischezia infantile. Si verifica quando il neonato, nell’atto di scaricarsi, diventa rosso, spinge le gambette, perché vi è una mancanza di coordinazione della muscolatura intestinale, ma poi produce feci del tutto normali.

Neonato con difficoltà di evacuazione

Gestione della Stitichezza Infantile: Rimedi e Accorgimenti

Una stipsi benigna del neonato può essere trattata con semplici accorgimenti e misure non farmacologiche. Dopo aver escluso eventuali cause organiche della stipsi nel bambino, lo scopo principale della terapia è di ristabilire un normale ritmo di evacuazioni con un intervento che non abbia effetti sfavorevoli e che comporti un beneficio reale per il piccolo. Il successo dipende dalla stretta collaborazione tra bambino, famiglia e specialista.

Interventi dietetici:

  • Aumentare l'apporto di fibra: Per prevenire o risolvere la stitichezza del bebè bisogna arricchire la sua dieta quotidiana con la fibra.
    • Passato di verdure verdi: Le zucchine e i fagiolini sono ideali per i primi passati con verdure grazie al loro sapore delicato e quasi dolce. Sono verdure che si digeriscono molto bene fin dall'inizio. Altre verdure a foglia verde e ricche di fibra includono carciofi, cavoli e minestre di verdura. La verdura di stagione, cruda e cotta, va assunta in porzioni abbondanti.
    • Legumi: Piselli, lenticchie, ceci, fave… sono alimenti con una grande quantità di fibra, pertanto aiutano il transito intestinale. Vanno introdotti in piccole quantità aggiunte al passato di verdure, durante il primo anno.
    • Composta di frutta e frutta cotta: La composta di frutta di pera e prugna sono ideali per favorire il transito intestinale, dato che si tratta di frutta con molta fibra e che il bebè può mangiarla dall'inizio dell'alimentazione complementare. Anche la mela cotta può aiutare, in quanto la mela agisce come un eccellente regolatore intestinale. Preferire, in particolare, prugne secche, kiwi (da mangiare al mattino a stomaco vuoto), fichi, pere, albicocche e banane molto mature. La frutta va consumata preferibilmente con la buccia (se commestibile e ben lavata), poiché è la parte che contiene più fibre.
    • Cereali integrali: Mais, tapioca, malto sono cereali senza glutine che si possono introdurre dall'inizio dell'alimentazione complementare nella dieta del bambino. Dopo il primo anno, gli alimenti integrali sono consigliati.
  • Aumentare l'assunzione di liquidi: Aumentare la quantità di liquidi che il piccolo assume. L'assunzione di almeno 1,5 litri al giorno di acqua, liscia o moderatamente frizzante, è fondamentale. Variare la qualità dell'acqua consente di recuperare i diversi sali minerali.
  • Carni magre e pesci magri: Tacchino, pollo, coniglio… Le carni bianche hanno meno grassi che le carni rosse. Cernia, dentice, nasello, merluzzo, pescespada, sogliola, trota, pagello… sono pesci magri.
  • Latte e latticini: Il latte e i suoi derivati possono andare bene in una dieta per combattere la stitichezza. Latte, da preferire fresco (max. mezzo litro al giorno), e yogurt da assumere quotidianamente (2 porzioni al giorno) sono utili. Utile nei casi di stipsi anche il latte fermentato. I formaggi, sia freschi (mozzarella, crescenza, ecc.) che stagionati come Grana Padano DOP, possono essere consumati come secondo piatto.
  • Frutta secca: Le fibre contenute nella frutta secca la rendono un alimento perfetto contro la stitichezza. La frutta secca è particolarmente benefica per il nostro organismo in quanto contiene fibre, sali minerali, vitamine e grassi insaturi e polinsaturi. Le fibre solubili si sciolgono e aggiungono una componente fondamentale alle feci: l’acqua, rendendole più morbide. Quelle insolubili si aggiungono alle feci e vengono così espulse. Le prugne hanno il maggior effetto lassativo grazie al sorbitolo. Tuttavia, è importante fare attenzione all'alto contenuto di zuccheri nella frutta secca polposa essiccata, e al fatto che la frutta secca può creare disturbi, anziché benefici, in caso di aerofagia o diarrea. Andrebbe consumata al naturale, senza aggiunta di sale e altri aromi. Esempi includono frutta a guscio (mandorle, noci, anacardi, pistacchi) e frutta polposa o essiccata (prugne, albicocche, datteri, fichi).

Alimenti da limitare:

  • Riso bianco e farine raffinate: sono astringenti e assorbono l'acqua dell'intestino.
  • Banane e carote (cotte): le carote cotte sono astringenti e provocano la ritenzione di acqua. La banana è molto farinosa e contiene poca acqua.
  • Grassi animali: carne grassa, affettati, lardo, mortadella, burro non aiutano e apportano pochi benefici nutrizionali.
  • Tutti i fritti e salse: non favoriscono il transito intestinale.
  • Margarina.
  • Cioccolato, dolci e merendine industriali: sono una "bomba" calorica, con uno scarso valore nutritivo e più danni che benefici, contenendo una gran quantità di grassi saturi, farine e zuccheri raffinati.
  • Sale: ridurre quello aggiunto alle pietanze ed evitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità (alimenti in scatola o salamoia, dadi ed estratti di carne, salse tipo soia).

Altri accorgimenti:

  • Pasti regolari: Abituare il bimbo alla regolarità dei pasti aiuta molto a evitare il problema.
  • Toilette training: Dopo i pasti principali, il bambino dovrà fare sedute al bagno di circa 10 minuti, ma senza troppe sollecitazioni da parte degli adulti.
  • Esercizio fisico: Praticare esercizio fisico è molto utile contro la stitichezza. Se il bambino non ha la possibilità di stare molto tempo all'aria aperta, deve praticare uno sport con regolarità. L'attività fisica costante, per due o tre volte a settimana, è indispensabile per una buona digestione e per una corretta motilità dell'intestino. Distendere il bebè sulla schiena e fare la bicicletta con le gambine può aiutare.
  • Massaggi e stimolazione esterna: Ammorbidire l'estremità di un cotton fioc con la crema e passarlo intorno all'ano, introducendone una piccola parte, può stimolare i muscoli.
  • Variare la dieta: Variare il più possibile la dieta per consentire di assumere tutti i nutrienti. Abituare il bambino ai sapori di tutte le verdure, sia cotte che crude, di ogni tipo di legumi e di pesce, delle varie tipologie di pasta e di carne. Il gusto per i cibi si acquista nel primo anno di vita.
  • Non ignorare lo stimolo a defecare: È importante che il bambino impari a non trattenere le feci.
  • Posizione durante l'evacuazione: Mantenere i piedi rialzati o la classica posizione alla turca durante l'atto fisiologico può facilitare l'evacuazione.
  • Colazione: Non saltare mai la colazione.
  • Merenda: La merenda di metà mattina e di metà pomeriggio non dovrebbe essere costituita dalla classica merendina o dal pacchetto di salatini. Molto meglio un panino con pomodoro, origano e scaglie di Grana Padano DOP, oppure frutta fresca, un pugnetto di frutta secca o un vasetto di yogurt.

Bambino che fa esercizio fisico

Integrazione e Intervento Medico

Se il bebè è nutrito a latte formulato, si può diluire il latte o cambiare la formula scegliendo il tipo ipoallergenico. Consultare il pediatra circa la possibilità o meno di assumere integratori di fibre solubili (psillio, guar, glucomannano, inulina) oppure insolubili, come la crusca, per garantire una regolarità intestinale.

Se la stipsi si presenta di frequente, oltre a mettere in pratica le tecniche e ad agire sull'alimentazione, si può provare a somministrare al neonato dei blandi lassativi ad azione osmotica, esclusivamente dietro prescrizione del pediatra. Meglio evitare, invece, rimedi fai da te o "della nonna", senza supporto medico. Chiunque utilizzi lassativi dovrebbe sapere che, mentre nella normale defecazione viene eliminato solamente il materiale fecale presente nel colon discendente, i purganti più energici promuovono lo svuotamento di tutto il colon. Di conseguenza, dopo la loro assunzione sono necessari diversi giorni affinché si riformi un quantitativo di materiale fecale sufficiente per la comparsa di un nuovo e spontaneo stimolo ad evacuare. Purtroppo molti pazienti interpretano questa condizione di relativa stitichezza come un fenomeno anomalo, che li spinge verso una nuova assunzione di lassativi, generando un circolo vizioso. L'abuso di lassativi riguarda le conseguenze derivanti dall'utilizzo cronico.

In presenza di un fecaloma (una massa di feci dure nella regione addominale inferiore o nell'ampolla rettale), questo va rimosso. Questo è un intervento indispensabile prima di iniziare qualsiasi tipo di trattamento e può essere effettuata con l'assunzione orale di lassativi o con un enteroclisma.

Fibra alimentare e sistema digestivo

I Criteri Diagnostici di Roma IV

Attualmente, vengono considerati i Criteri diagnostici di Roma IV per la diagnosi di stipsi funzionale nei bambini. Questi criteri possono includere almeno un episodio a settimana di incontinenza fecale dopo l’acquisizione della capacità di usare il W.C.

Fabbisogni Nutrizionali Specifici

È fondamentale ricordare che i fabbisogni nutrizionali dei bambini sono differenti da quelli di un adulto e cambiano nelle diverse fasi della crescita. Un'alimentazione quantitativamente corretta e bilanciata, con l’inserimento di alcuni cibi specifici, può migliorare la funzionalità intestinale del bambino senza eliminare alcun alimento importante per la crescita. I bambini e gli adolescenti, in particolare nei pasti principali, devono abituarsi a mangiare di tutto. Se a tavola i genitori mangeranno gli stessi cibi, il bambino troverà "normale" imitarli, per sentirsi "grande".

Dr. Roberto Albani - La stitichezza nei bambini -

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