La crescita di un bambino è un percorso costellato di scoperte, apprendimenti e talvolta di comportamenti che possono generare dubbi o ansia nei genitori. Una domanda comune, che spesso accende la preoccupazione in mamme e papà, riguarda la presenza di movimenti ripetitivi, come il correre avanti e indietro in una stanza, specialmente in bambini piccoli che mostrano altrimenti uno sviluppo cognitivo nella norma. È importante, prima di tutto, inquadrare correttamente tali manifestazioni, che in termini tecnici vengono spesso definite stereotipie motorie.

Definizione e natura delle stereotipie
Per stereotipie si intende la ripetizione di una sequenza invariata e costante di comportamento. Queste possono riguardare le dita, le mani, il capo, la bocca o il tronco. Quando coinvolgono tutto il corpo, il bambino corre intorno alla stanza o per la casa, senza alcuno scopo apparente. È bene precisare che la stereotipia primaria è un disturbo del movimento caratterizzato dalla presenza di movimenti ripetitivi, ritmici, coordinati e apparentemente privi di uno scopo funzionale, che insorgono in bambini con uno sviluppo neurologico altrimenti tipico.
Sebbene possano apparire insoliti o preoccupanti per i genitori, nella maggior parte dei casi non indicano una patologia neurologica grave sottostante. Molti comportamenti ripetitivi sono presenti nei soggetti normali. Molte mamme possono confermare come i bambini, specie se piccoli, amino molto che le cose si svolgano secondo una modalità ben conosciuta e più volte collaudata.
Contesto e significati del comportamento
È fondamentale contestualizzare i sintomi all'interno di una specifica storia per evitare di commettere errori di lettura. Spesso, la corsa avanti e indietro di un figlio potrebbe essere una sua peculiare modalità di far fronte ai momenti di noia o di scaricare la tensione; infatti, viene messa in atto quando è annoiato o stanco.
A questa età i bambini usano il comportamento per esprimere le sensazioni e molto spesso le strategie che adottano per “scaricare” sono passeggere. Le stereotipie come altri comportamenti anomali possono caratterizzare un periodo specifico dello sviluppo del bambino ed essere transitorie. I momenti di "vuoto, di noia" appunto vengono occupati dai bambini attraverso diverse modalità. In realtà la corsa avanti e indietro di suo figlio potrebbe essere una sua peculiare modalità di far fronte ai momenti di noia o di scaricare la tensione; infatti, viene messa in atto quando è annoiato o stanco.

Quando la ripetizione diventa rassicurante
Il cambiamento, sia per l’uomo, sia per gli animali, significa la rottura di un equilibrio. Significa entrare in un mondo sconosciuto e quindi, di per sé carico di incognite. La ripetizione, invece, apporta sicurezza e quindi quiete e benessere psicologico.
Dario, mentre frequentava il liceo, aveva l’abitudine di tenere una penna in mano durante le interrogazioni. Aveva notato, infatti, che questo semplice gesto di girare un oggetto tra le dita faceva molto diminuire l’ansia che accompagnava quei momenti stressanti della sua vita di studente. Anche in molte pratiche religiose sono presenti numerose componenti nelle quali è frequente l’elemento ripetitivo. La ritualità, cioè la ripetizione di determinati gesti e parole, non solo è presente nelle varie religioni ma anche nella vita di tutti i giorni.
Approcci comportamentali e gestione in famiglia
Cosa fare dunque se notiamo un comportamento ripetitivo? Per prima cosa, è importante mantenere tra i genitori una sorta di congiura del silenzio su questo correre. Si può provare un esperimento: ogni volta che lo vedrete correre avanti e indietro in maniera stereotipata, prestatigli una curiosa attenzione e chiedetegli "scusami, non ho visto bene, puoi farlo ancora?", e poi "mi sono distratta, fallo ancora", e così via fino a fargli ripetere volontariamente questa corsa per cinque volte. Questo trucchetto trasformerà questo piccolo rituale in una tortura, interrompendolo.
Dato che lo stimming nell’autismo è così importante, si possono utilizzare degli strumenti per favorirlo, come i pop-it, gli spinner o la pasta modellabile. Dobbiamo comunque riconoscere che in alcune situazioni lo stimming può diventare disfunzionale e influenzare la quotidianità, le relazioni e il benessere generale. In questi casi può essere utile valutare un intervento terapeutico allo scopo di trasformare la stereotipia in atto comunicativo.
Yoga per bambini con gli animali - Smile and Learn
Differenziazione tra stimoli sensoriali e quadri clinici
È importante sapere che, al di là della formulazione diagnostica, si può sempre intervenire sulle aree di difficoltà, rafforzando nel bambino, adolescente o adulto le competenze nel gioco, nella comunicazione e nell'interazione sociale. In ambito psicodiagnostico, con manierismi motori stereotipati si fa riferimento a movimenti frequenti, ripetuti, che sono poco naturali, che risultano meccanici.
Per "persistente ed eccessivo interesse per parti di oggetti" si intende quando ad esempio un bambino gioca esclusivamente con la ruota di una macchinina invece che con l’intera macchinina. Se è preoccupata per il proprio bambino è importante in ogni caso intervenire il più precocemente possibile, pervenire ad una diagnosi corretta e condivisa e soprattutto farsi sostenere nella relazione genitoriale.
Considerazioni finali sulla neurobiologia e l'accettazione
Le cause esatte della stereotipia primaria non sono ancora state completamente chiare, ma la ricerca scientifica suggerisce un'origine multifattoriale che coinvolge la neurobiologia, la genetica e lo sviluppo dei circuiti cerebrali. Uno dei principali modelli interpretativi riguarda l'ipotesi di una disfunzione o di un ritardo nella maturazione dei circuiti cortico-striato-talamo-corticali (CSTC).
Il fattore determinante per una buona qualità della vita non è tanto la scomparsa del movimento, quanto l'accettazione del disturbo da parte del bambino e del suo ambiente sociale. La prognosi per la stereotipia primaria è generalmente buona, ma è importante avere aspettative realistiche. Con il passare degli anni, i bambini sviluppano una maggiore consapevolezza sociale e imparano autonomamente a sopprimere i movimenti in pubblico o a sostituirli con gesti meno vistosi.

I professionisti che seguono il bambino, attraverso percorsi di psicomotricità e logopedia, rappresentano il punto di riferimento più solido. Se le difficoltà non sono severe, è molto probabile che esse rientreranno con il tempo. Abbia fiducia in lui! I bambini spesso sentono la nostra ansia e reagiscono di conseguenza, secondo me conviene rimanere in osservazione e vedere se è una vera e propria stereotipia, oppure un comportamento che rientra nel tempo, quando troverà altri stimoli che possano rilassarlo o coinvolgerlo.