La storia di Allen, un bambino di cinque anni affetto da autismo, scomparso e poi ritrovato a Ventimiglia, ha tenuto l'Italia con il fiato sospeso per quasi 40 ore. Il suo ritrovamento, avvenuto nei boschi della frazione di Latte, ha segnato la conclusione di un'odissea che ha mobilitato un'impressionante macchina di soccorso e ha generato un diffuso sollievo collettivo.
La Scomparsa e l'Avvio delle Ricerche
Allen Barnard Ganao, nato a Torino da una famiglia di origini filippine, è scomparso intorno alle 19:15 di venerdì 11 luglio, mentre si trovava con la famiglia in un campeggio a Latte, una frazione di Ventimiglia. I genitori, Barbara Sadural Gano e Bernardo Ganao, stavano montando una tenda quando il piccolo si è allontanato. La sua scomparsa ha fatto immediatamente scattare l'allarme. Le ricerche sono iniziate senza sosta, coinvolgendo Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Protezione Civile, unità cinofile, soccorso alpino e decine di volontari. Un centinaio di persone si sono mosse incessantemente dalla costa alla collina, setacciando ogni centimetro dell'area.

Le prime ore delle ricerche sono state caratterizzate da un senso di urgenza crescente. Si temeva che il bambino, non rispondendo ai richiami a causa della sua condizione di autismo, potesse non accorgersi della presenza dei soccorritori o, peggio, spaventarsi ulteriormente. Per ovviare a questo problema, è stata registrata la voce della madre, diffusa tramite altoparlanti nella zona, insieme alla sua canzone preferita, nel tentativo di farlo sentire al sicuro e di attirare la sua attenzione.
L'Importanza della Consulenza Psicologica e la Strategia di Ricerca
Un elemento cruciale nelle operazioni di ricerca è stato il contributo dello psicologo Roberto Ravera, direttore della Struttura Complessa di Psicologia Asl1 Liguria. A lui è stato chiesto un consulto per comprendere meglio il comportamento di Allen e ipotizzare dove potesse essersi rifugiato. Ravera, avendo diagnosticato ad Allen una forma dello spettro autistico, ha spiegato che persone con queste caratteristiche tendono ad allontanarsi dai rumori e a cercare rifugi sicuri, specialmente in situazioni di forte stress. Questa intuizione si è rivelata fondamentale.
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Basandosi su queste premesse, è stata formulata l'ipotesi che Allen potesse essersi nascosto in luoghi appartati e protetti dai rumori esterni, come cunicoli, anfratti o zone impervie. Il prefetto di Imperia, Valerio Massimo Romeo, ha quindi disposto l'ispezione approfondita di tutti i cunicoli e gli anfratti presenti nella zona, estendendo le verifiche fino all'autostrada. Questa strategia ha portato i soccorritori a concentrarsi su aree precedentemente considerate meno probabili.
Il Testimone e le Incongruenze nelle Dichiarazioni
Durante le concitate ore delle ricerche, è emersa la figura di un testimone, Pierluigi Dellano, l'ultima persona ad aver visto il bambino prima della sua scomparsa. L'uomo ha raccontato di aver incontrato Allen per strada e di averlo aiutato ad attraversare, dicendo che il bambino chiamava "papà". Tuttavia, le sue dichiarazioni hanno presentato delle incongruenze. In una prima versione, avrebbe affermato di aver accompagnato il bambino a piedi, mentre in un secondo momento avrebbe fatto riferimento a uno spostamento a bordo della sua auto, una Fiat Uno bianca. Queste divergenze hanno portato gli inquirenti a sequestrare il veicolo e a indagare sull'uomo per omissione di soccorso. La Procura di Imperia ha successivamente escluso ogni altro coinvolgimento del testimone o di terze persone, ritenendo l'ipotesi più plausibile quella che il bambino abbia trascorso le 36 ore da solo.
Il Ritrovamento: Un Momento di Emozione Collettiva
La svolta decisiva è arrivata domenica mattina, intorno alle 9:00, quando tre volontari della Protezione Civile di Pompeiana - Matteo Trecci, Edoardo Campione e Dario Mattiauda - hanno individuato Allen. Il ritrovamento è avvenuto in un avvallamento del terreno, nascosto tra erba e roveti, a circa 1,5 km dal punto in cui era scomparso e vicino all'autostrada, in una zona impervia che si prestava a essere un rifugio.
Dario Mattiauda, uno dei volontari, ha descritto il momento del ritrovamento con profonda emozione: "Il bambino era nel bosco, rannicchiato tra roveti ed erbacce, immobile. Non ha detto niente. Poi ha alzato un braccio come per toccarsi il naso e da quel momento è stata un'emozione unica perché era vivo". Ha aggiunto che Allen non sembrava spaventato, presentava solo leggere escoriazioni sulle gambe ma stava bene.

Il piccolo è stato riportato a braccia fino alla piazzetta principale di Latte, dove un lungo applauso ha scandito il suo arrivo, testimoniando il sollievo e la gioia collettiva. Allen è stato immediatamente affidato ai soccorsi medici e poi condotto al reparto pediatrico del Gaslini diffuso dell'ospedale di Imperia per accertamenti. Le sue condizioni sono state giudicate buone, con una lieve disidratazione prontamente corretta.
Le Dichiarazioni Ufficiali e i Ringraziamenti
Il prefetto di Imperia, Valerio Massimo Romeo, ha tenuto una conferenza stampa per annunciare il ritrovamento e ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alle ricerche. Ha sottolineato l'importanza del lavoro di squadra e la dedizione di ogni singolo componente della macchina dei soccorsi. "È stato frutto di un lavoro costante di squadra da parte di tutti: i vigili del fuoco, le forze dell’Ordine, i volontari, soccorso alpino tutti con un grande cuore", ha dichiarato Alessandro Garibaldi, vicecomandante dei vigili del fuoco di Imperia.
Anche il sindaco di Ventimiglia, Flavio Di Muro, ha espresso il suo profondo ringraziamento ai soccorritori e ha espresso la sua vicinanza alla famiglia, definendo il ritrovamento una "gioia immensa". Anche il padre di Allen, Bernardo Ganao, ha voluto ringraziare tutti con poche, commosse parole: "Grazie a tutti, è andata benissimo, molto. Grazie, vi ringrazio, grazie".
Le Indagini e le Ipotesi sul Sopravvivenza
Nonostante il lieto fine, rimane il quesito su cosa sia accaduto durante le circa 36 ore di scomparsa. Il primario di pediatria dell'ospedale di Imperia, Diego Minghetti, ha osservato che il bambino era spaventato ma in buone condizioni, con una lieve disidratazione. Ha espresso dubbi sulla possibilità che Allen sia rimasto senza bere e mangiare per tutto quel tempo, suggerendo che potrebbe aver trovato delle fonti di idratazione o che qualcuno, pur non essendoci prove, possa averlo aiutato.
Tuttavia, la Procura di Imperia, attraverso le parole del procuratore Alberto Lari, ha escluso scenari come rapimento o un intervento esterno, definendoli "fantascienza". L'ipotesi più accreditata rimane quella di un bambino che, spinto dalla sua condizione autistica e dalla paura dei rumori, ha cercato un rifugio sicuro e ha dimostrato una notevole forza di sopravvivenza. Lo stesso psicologo Ravera ha suggerito che "Allen è stato salvato dalla sua patologia", avendola utilizzata come meccanismo di difesa per trovare un luogo in cui sentirsi protetto.
La famiglia Ganao, originaria di Torino, è tornata a casa con il piccolo Allen, accolta dall'affetto e dalla solidarietà della comunità filippina e dei concittadini. La disavventura ha rafforzato il legame familiare e ha fatto emergere la profonda umanità e la capacità di mobilitazione della società di fronte a un'emergenza.
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