L’importanza del bacio nell’infanzia: tra esplorazione, igiene ed educazione al consenso

Il mondo dell'infanzia è un universo complesso, governato da pulsioni, scoperte sensoriali e una costante ricerca di legami. Tra i gesti più frequenti, quello del bacio occupa un posto di rilievo, sollevando però interrogativi profondi in genitori ed educatori. Fino ai 2-3 anni, si può dire che i bambini conoscono il mondo principalmente attraverso la bocca e i baci possono rientrare in questa forma di "conoscenza". In questa fase, la bocca non serve solo a nutrirsi, ma diventa un vero e proprio strumento di indagine esplorativa.

bambino che esplora il mondo attraverso il contatto orale

Il significato del bacio nei primi anni di vita

Per un neonato, il bacio non è solo un atto di affetto, ma una prosecuzione di quel nutrimento primordiale iniziato con l'allattamento. La dottoressa Maria Rita Parsi, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Movimento Bambino, sottolinea come il primo bacio richiami quello intimo tra mamma e bambino subito dopo la nascita, rappresentando un vero e proprio "nutrimento affettivo" che perdura durante tutta la crescita.

Non si vive senza coccole e senza baci. Il bacio è il nutrimento dell’anima. Anche nel linguaggio comune si sottolinea il valore di questo gesto: si dice "baciato dal sole" o "baciato dalla fortuna". Questo nutrimento non deve essere dato con fretta; è essenziale ritagliarsi spazi dedicati, come la mattina o la sera, prima di andare a scuola o di addormentarsi. È attraverso rituali condivisi, come la lettura di una fiaba o lo scambio di tenerezze, che si crea quel legame speciale, base per un sano sviluppo neurologico e psicologico. Privare il neonato del contatto fisico non solo lo rende più stressato, ma può compromettere la sua maturazione psichica.

La prospettiva igienico-sanitaria: prevenzione e consapevolezza

Nonostante il valore affettivo, il tema del bacio sulla bocca deve essere analizzato anche da un punto di vista igienico-sanitario. Il contatto con la saliva del genitore può trasmettere al figlio virus e batteri, soprattutto se si considera che i bambini piccoli hanno un sistema immunitario ancora immaturo.

Giovanni Poggi, pediatra del Meyer, spiega che i neonati non hanno un profilo immunologico ben sviluppato e sono quindi più esposti a contrarre malattie batteriche e virali. Per questo motivo, sono sconsigliati non solo i baci in bocca ai propri figli, ma anche la consuetudine di mettersi in bocca il ciuccio del bambino per disinfettarlo se cade a terra o gli assaggi di pappa con le stesse posate. Discorso simile vale per i baci tra bambini, che si trovano in un'età in cui si ammalano molto facilmente proprio perché entrano in contatto per la prima volta con certi germi.

Imitazione e apprendimento emotivo

Man mano che crescono, i bambini agiscono soprattutto per imitazione ed i loro comportamenti hanno origine principalmente dai comportamenti dei genitori o degli altri adulti che li circondano. "Se vedono mamma e papà o altre persone a loro vicine che si baciano sulla bocca, saranno portati spontaneamente ad imitarli", spiega la pedagogista Elena Cortinovis.

bambini che giocano e imparano per imitazione

Dal punto di vista pedagogico, è bene che il bambino impari a capire la differenza tra due tipi di baci, che corrispondono a due diverse sfumature emotive: l’amore romantico e l’affetto profondo. La lingua italiana ci regala due espressioni distinte: "ti amo" e "ti voglio bene". Dire "ti voglio bene" al proprio figlio non significa sminuire il sentimento, ma esprimere una natura diversa di legame. Insegnare questa distinzione aiuta il bambino a posizionare correttamente i propri sentimenti nel contesto relazionale corretto.

Gestire il bacio sulla bocca: strategie educative

Se i genitori decidono di evitare i baci in bocca, sorge il dubbio su come gestire il comportamento dei figli verso gli altri. Con i più piccoli, al di sotto dei 3 anni, si può agire solo con l'esempio: evitare di baciarli sulla bocca, preferendo guancia, fronte o manina.

Dai 3 anni in poi, si può provare a fare un discorso breve e semplice, spiegando che il bacio sulla bocca è un gesto intimo, ma che può comportare lo scambio di microbi. È l’occasione perfetta per distinguere tra un bacio di amore romantico (che si scambiano mamma e papà) e un bacio di amicizia (sulla guancia).

Il rispetto del corpo e il valore del consenso

La "questione baci in bocca" è un'opportunità preziosa per insegnare ai bambini il concetto di rispetto del proprio corpo e l'educazione al consenso. Un bacio, anche solo sulla guancia, si dà solo se entrambi gli interessati sono d'accordo. Se il bambino vuole bene all'amichetto, deve imparare a chiedere il permesso prima di baciarlo, e viceversa, deve imparare a bloccare un approccio non gradito.

Il concetto che deve passare è che il loro "no" ha valore, anche se sono piccoli e deboli. Inculcare questi valori fin dall'infanzia permette ai bambini, una volta adolescenti, di aver interiorizzato messaggi fondamentali: non possono pretendere di toccare qualcuno senza consenso e non devono sentirsi costretti ad accettare un'effusione per timore di offendere l'altro.

Educare all'affettività e alla sessualità... sì, ma come?

Il rifiuto del bacio: un segnale di crescita

Capita che, a un certo punto, il figlio rifiuti il bacio. Cosa significa? Spesso vuol dire che "sta crescendo". Specialmente i maschietti iniziano a rifiutare il bacio quando sentono che stanno diventando grandi, poiché associano tale gesto alla primissima infanzia.

Tuttavia, il rifiuto può nascondere altri significati: rabbia, preoccupazione, gelosia per l'arrivo di un fratellino, o persino un senso di eccessiva invadenza del genitore. In questi casi, è fondamentale accettare l'atteggiamento, rispettare il momento che il bambino sta vivendo e interrogarsi sulle cause profonde, cercando di comprendere come ridimensionare o trasformare il legame con delicatezza.

L'evoluzione del legame: dal neonato al bambino consapevole

Il neonato capisce i baci? Non ci sono dubbi che coccole, contatto fisico e carezze siano fondamentali. Intorno ai 12 mesi, i bambini apprendono comportamenti affettuosi come dare i baci. Il bambino ritrova nel contatto pelle a pelle con la mamma la serenità e la rassicurazione che aveva nell'utero.

sviluppo neurologico e affetto materno

Studi statunitensi hanno dimostrato che l'ippocampo, il centro dell'apprendimento e della memoria nel cervello, risulta fino al 10% più grande nei bambini che hanno ricevuto molto amore e affetto. Un tocco sulle labbra, per un bambino che usa la bocca per succhiare il latte o il dito, assume un significato emozionale profondo. È importante osservare il bambino, seguirlo attentamente, farlo sentire a proprio agio, parlarci e giocare insieme per nutrire quel legame che, nella sua evoluzione, richiede costante attenzione, rispetto dei tempi e, soprattutto, una comunicazione sincera e amorevole.

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