Introduzione: Comprendere la Pipì a Letto nei Bambini
Un bambino che fa la pipì a letto è spesso motivo di preoccupazioni per i genitori, che molto spesso si trovano impreparati di fronte al problema e incapaci di affrontarlo. In realtà, la pipì a letto è un disturbo molto diffuso che interessa tra il 5 e il 10% dei bambini intorno ai 7 anni. Questa condizione, scientificamente nota come enuresi notturna o incontinenza urinaria, è una perdita involontaria di urine che può variare da poche gocce a tutto il contenuto della vescica. Affrontare questa problematica richiede comprensione, pazienza e, talvolta, l'intervento di specialisti per escludere cause sottostanti e individuare la strategia di supporto più efficace. Il problema dell’incontinenza urinaria diurna o notturna colpisce il 20% della popolazione in età pediatrica.
Cos’è l’Enuresi Notturna e Come si Manifesta?
L’enuresi notturna è un disturbo che porta all’emissione incontrollata e involontaria di urina durante il sonno, in assenza di lesioni dell’apparato urinario. Questa problematica interessa generalmente i bambini, ma può verificarsi, per svariati motivi, anche in età adulta. Si definisce enuresi primaria quando il bambino non ha mai acquisito il controllo della minzione durante il riposo. L'incontinenza può essere continua, manifestandosi costantemente nel corso della giornata, o essere intermittente. L’incontinenza intermittente può essere presente durante il giorno (incontinenza diurna) o di notte (incontinenza notturna, enuresi o pipì a letto), e specificamente, se l’incontinenza si verifica solo durante il sonno, viene chiamata enuresi notturna. È importante riconoscere che l'enuresi non è un comportamento intenzionale, ma un sintomo che necessita di essere compreso e gestito con empatia.

L'Età della Continenza: Quando è Normale e Quando Preoccuparsi?
Il processo di maturazione della continenza urinaria, che rientra nelle tappe dello sviluppo psicomotorio del bambino, avviene per la maggior parte dei bambini attorno ai 3 anni di vita per quanto riguarda il controllo diurno. Il normale controllo diurno della vescica matura di solito tra i 2 e i 3 anni di età, mentre per la notte è giusto preoccuparsi dopo i 5-6 anni. La durata del processo di eliminazione del pannolino, oppure l’età in cui i bambini acquisiscono la continenza urinaria, è altamente variabile. Tuttavia, circa il 90% dei bambini raggiunge la continenza urinaria diurna entro i 5 anni, mentre per quella notturna i tempi possono essere più lunghi. I medici tengono conto di queste tempistiche nella diagnosi dell’incontinenza urinaria.
La pipì a letto o incontinenza notturna interessa circa il 20% dei bambini di 5 anni e circa il 10% a 10 anni, per poi ridursi a circa l’1% dopo i 14 anni. Circa lo 0,5-3% degli adulti continua ad avere episodi di incontinenza notturna. Poiché la durata della procedura di educazione all’uso del wc varia, di solito i bambini piccoli non sono considerati affetti da incontinenza diurna se di età inferiore a 5 o 6 anni o notturna se di età inferiore a 7 anni.
Quando bisogna preoccuparsi? Se vostro figlio ha meno di 5 anni, età entro cui si acquisisce normalmente il controllo degli sfinteri, e fa la pipì a letto, questo è considerato fisiologico; può richiedere molta pazienza e tolleranza da parte dei genitori ma non deve allarmare. Tuttavia, è necessario preoccuparsi quando questo disturbo compromette aspetti della vita psico-affettiva, sociale e comportamentale del bambino.
Le Molteplici Cause della Pipì a Letto: Tra Fisiologia e Psicologia
I motivi per cui un bambino fa la pipì a letto sono molteplici e il ruolo dell’ambiente in cui vive e altri fattori comportamentali sono decisivi. Per una completa analisi e comprensione del disturbo legato all’enuresi notturna è fondamentale escludere dapprima cause di natura medico-organica. L’incontinenza urinaria è il sintomo di un problema e non è una diagnosi, motivo per cui i medici cercano una causa sottostante.
Cause Fisiologiche e Evolutive
La maggior parte dei casi di incontinenza notturna (enuresi o pipì a letto) non è dovuta a un disturbo medico, ma scaturisce da una combinazione di fattori. Tra questi, si annoverano un ritardo evolutivo nell'acquisizione del controllo vescicale e un’educazione all'uso del wc non ancora completata. La modalità di minzione (svuotamento della vescica) di un soggetto matura e passa da quella infantile a quella adulta. Nei neonati, le contrazioni vescicali si verificano per riflesso e l’urina non viene fermata dalle contrazioni dello sfintere urinario (i muscoli coinvolti nell’espulsione dell’urina dalla vescica). Nel caso degli adulti, le contrazioni vescicali sono soppresse da segnali provenienti dal cervello. Si impara a controllare lo sfintere urinario durante l’educazione all’uso del wc.
Anche l’anamnesi familiare gioca un ruolo significativo: se un genitore ha avuto l’incontinenza notturna, esiste una probabilità del 44% che ne soffrano anche i figli. La probabilità aumenta al 77% se ha interessato entrambi i genitori. Altri fattori includono la contrazione della vescica prima del completo riempimento, un’assunzione eccessiva di liquidi prima di andare a dormire, e problemi a svegliarsi, ad esempio, con un sonno molto profondo che rende difficile percepire lo stimolo della minzione.
Cause Mediche e Organiche
Fino al 30% dei casi è causato da un problema medico di base. Queste sono le cause più gravi, sebbene per fortuna più rare. L’incontinenza organica è causata da una malformazione congenita o da un danno acquisito delle strutture dell’apparato urinario o del sistema nervoso. Quest'ultima viene descritta come vescica neurogena. Svariati disturbi poco comuni ma potenzialmente gravi interessano la normale conformazione anatomica o la funzionalità della vescica e possono comportare incontinenza urinaria.
Le cause organiche sono riconducibili a malformazioni congenite per fortuna rare quali estrofia vescicale, valvole dell’uretra posteriore, ectopia dell’uretere. Le cause neurogene sono causate da malformazioni del sistema nervoso centrale, come la spina bifida, o da danni acquisiti come lesioni traumatiche o le gravi sofferenze cerebrali alla nascita. Ad esempio, un difetto del midollo spinale come la spina bifida può causare un’alterazione della funzionalità nervosa della vescica e provocare incontinenza. Alcuni bambini sono affetti da un difetto congenito che previene lo sviluppo completo della vescica o dell’uretra e comporta una perdita quasi costante di urina (incontinenza totale). Un altro tipo di difetto congenito consiste in una posizione anomala delle estremità dei dotti (ureteri) che collegano i reni alla vescica o addirittura un posizionamento al di fuori di essa (ad esempio nella vagina, nell’uretra o sulla superficie del corpo) provocando incontinenza.

Cause Funzionali e Comportamentali
Nei casi di incontinenza funzionale, che è invece molto frequente, ma molto meno grave, le strutture del basso apparato urinario (vescica/uretra/sfintere) e la loro innervazione sono normali, ma hanno un non corretto funzionamento, che porta alla incapacità di controllare e trattenere l’urina. Infezioni delle vie urinarie (IVU), il reflusso vescico ureterale o le infezioni genitali possono causare incontinenza funzionale.
Per quanto riguarda le cause diurne, i fattori scatenanti più frequenti sono una cattiva educazione minzionale e errate abitudini che possono portare ad una vescica iperattiva o una minzione disfunzionale. Tra le cause comuni dell’incontinenza diurna vi è una vescica irritata da un’infezione delle vie urinarie o a causa della pressione esercitata su di essa, ad esempio dal retto pieno a causa della stipsi. Anche una vita sedentaria, obesità, errati comportamenti alimentari o disfunzioni dell’intestino sono fattori favorenti. Alcuni bambini presentano una vescica iperattiva, con contrazioni o spasmi frequenti, causando incontinenza, mentre altri possono avere difficoltà di svuotamento. La pipì a letto è più comune tra i maschi e tra i bambini con una storia familiare di incontinenza notturna, mentre l’incontinenza diurna è più diffusa tra le bambine.
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Da alcuni comportamenti può scaturire l’incontinenza diurna, in particolare tra le bambine, ad esempio urinare raramente o usando una posizione scorretta (per esempio sedendosi con le gambe troppo vicine). In tali posizioni, l’urina può accumularsi all’interno della vagina durante la minzione per poi fuoriuscire quando ci si alza in piedi, fenomeno noto come reflusso uretrovaginale o minzione vaginale. Alcune ragazze hanno spasmi della vescica quando ridono, che provocano la cosiddetta “incontinenza risoria”. Per prevenire la perdita di urina, molti bambini incontinenti imparano a tenere le gambe incrociate, o assumono altre posizioni (manovre di trattenimento) come accovacciarsi (spesso con la mano o la caviglia premuta contro le gambe). Le manovre di trattenimento possono aumentare la probabilità di infezione alle vie urinarie.
Se il bambino ha raggiunto la continenza da un periodo lungo e l’incontinenza è nuova, il medico considera condizioni che causano questa perdita, tra cui stipsi, infezioni, dieta, stress emotivo e abuso sessuale. La stipsi, definita come evacuazioni difficili o poco frequenti, è la causa più comune di cambiamenti improvvisi della continenza urinaria nei bambini. Le feci sono più dure e spesso più grandi del normale e provocano dolore. Le infezioni delle vie urinarie (IVU) di natura batterica e le infezioni virali che provocano irritazione della vescica (cistite batterica o virale) sono cause comuni di infezione. Tra le cause imputabili all’alimentazione occorre menzionare la caffeina e i succhi acidi, ad esempio quelli di arancia o di pomodoro, che possono irritare la vescica provocando la perdita di urina.
Fattori Psicologici e Ambientali
Una volta escluse cause mediche, si può ipotizzare che il disturbo sia legato ad aspetti psicologici. Tutti questi fattori possono rappresentare elementi di innesco del disturbo. Eventi stressanti, quali divorzio o separazione dei genitori, un trasloco o la perdita di un familiare, possono essere la causa dello sviluppo dell’incontinenza urinaria in un bambino, solitamente temporanea. Anche i bambini che subiscono abusi sessuali possono sviluppare incontinenza urinaria. È doveroso fare chiarezza: sebbene l’incontinenza non sia un disturbo di tipo psicologico primario, si può manifestare durante periodi di stress psicologico. I medici pongono inoltre domande su eventuali fattori di stress verificatisi nel periodo di inizio dei sintomi, tra cui difficoltà a scuola, con gli amici o a casa, comprese domande sulle difficoltà coniugali dei genitori. Il contesto in cui il bambino vive incide non solo sulle cause, ma anche sul miglioramento del disturbo.
Altri disturbi, come il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, possono aumentare il rischio di incontinenza. I bambini con apnea ostruttiva del sonno (OSA) possono soffrire di incontinenza, specialmente durante il sonno, perché il sonno disturbato e i cambiamenti ormonali causati dall’OSA possono portare all’enuresi notturna.
Diagnosi Approfondita: Il Percorso per Capire il Problema
Capire la causa sottostante dell'incontinenza è fondamentale per un trattamento efficace. I medici innanzitutto cercano di stabilire se l’incontinenza sia semplicemente una questione evolutiva o se è dovuta a un disturbo. Lo schema dell’incontinenza aiuta il medico a determinare la probabile causa. Se il bambino non è mai rimasto asciutto per un periodo costante durante il giorno, il medico può considerare la possibilità di difetto congenito o anomalia anatomica, oppure alcuni comportamenti da cui può derivare l’incontinenza.
Segnali d'Allarme da Non Sottovalutare
Nei bambini con incontinenza urinaria alcuni segni e caratteristiche sono allarmanti e richiedono attenzione immediata. Tra questi troviamo: segni o sospetto di abuso sessuale, sete eccessiva, volume eccessivo di urina e perdita di peso (possono indicare diabete), incontinenza diurna in bambini di età pari o superiore a 6 anni, segni di danni neurologici, in particolare a livello delle gambe, segni di anomalia della colonna, e incontinenza di nuova insorgenza in bambini che non ne hanno sofferto per oltre 1 anno. I segni di danno nervoso alle gambe comprendono debolezza o difficoltà a muovere una o entrambe le gambe e lamentele da parte del bambino di avere una sensazione strana alle gambe. I segni di un’anomalia della colonna vertebrale possono includere una profonda fossetta o un insolito ciuffo di peli nella parte bassa della schiena.
I bambini che presentano segni allarmanti vanno immediatamente portati da un pediatra, a meno che l’unico segno allarmante sia costituito dall’incontinenza diurna in bambini di 6 o più anni; in questo caso, sebbene debbano essere visitati da un medico, rimandare di una settimana non è dannoso.
La Valutazione Medica Dettagliata
Per prima cosa, il medico pone delle domande sui sintomi e sull’anamnesi del bambino. Spesso le informazioni che emergono dall’esame obiettivo e dall’anamnesi suggeriscono una causa dell’incontinenza e le analisi da effettuare. Nell’anamnesi medica, i medici chiedono quando sono iniziati i sintomi, quando si verificano e se sono continui (fuoriuscita costante) o intermittenti. I genitori possono annotare gli orari, la frequenza e il volume delle urine (diario della minzione) e la frequenza, le dimensioni e la consistenza delle feci (diario delle evacuazioni). Si discutono la posizione durante la minzione e la forza del flusso di urina.
Alcuni sintomi che suggeriscono una causa includono: riduzione della frequenza delle evacuazioni e/o feci dure o insolitamente grandi (stipsi); febbre, dolore addominale, dolore durante la minzione e aumento dell’urgenza di urinare (infezione delle vie urinarie); prurito a livello anale, rettale o vaginale, specialmente la notte (infezione da enterobio); minzione frequente durante il giorno o la notte e produzione di grandi quantità di urine (deficit di argininavasopressina, resistenza all’arginina vasopressina o diabete mellito); russamento o pause della respirazione durante il sonno e sonnolenza eccessiva durante il giorno (apnea ostruttiva del sonno). I medici chiedono inoltre di lesioni alla nascita o difetti congeniti (ad esempio la spina bifida), disturbi nervosi, disturbi renali e infezioni delle vie urinarie. I medici sottopongono a screening il bambino per escludere la possibilità di abuso sessuale, che, sebbene sia una causa rara, è troppo importante per essere ignorata.
I genitori devono informare i medici di un‘eventuale anamnesi familiare di enuresi notturna o disturbi delle vie urinarie. Il medico pone inoltre domande su eventuali fattori di stress verificatisi nel periodo di inizio dei sintomi, tra cui difficoltà a scuola, con gli amici o a casa (comprese domande sulle difficoltà coniugali dei genitori). Il medico chiede se il bambino sente debolezza alle gambe quando corre o è in piedi.
Quindi, il medico esegue un esame obiettivo. L’esame inizia con: esame dei parametri vitali per escludere febbre (che può indicare un’infezione delle vie urinarie), perdita di peso e sete eccessiva (che possono indicare diabete) e ipertensione (che può indicare un disturbo renale); esame della testa e del collo alla ricerca di tonsille ingrossate, respirazione con la bocca o scarsa crescita (che possono indicare apnea ostruttiva del sonno); esame dell’addome per la presenza di masse che suggeriscano una ritenzione delle feci o la vescica piena; esame dei genitali nelle femmine alla ricerca di rossore, adesioni (labbra vaginali attaccate), tessuto cicatriziale o segni che suggeriscano abuso sessuale; esame dei genitali nei maschi alla ricerca di irritazione o lesioni del pene o nella zona attorno all’ano o al retto (che possono indicare abuso sessuale); esame della colonna vertebrale alla ricerca di difetti (ad esempio un ciuffo di peli o una fossetta profonda alla base della colonna); esame neurologico per valutare la forza delle gambe, la sensibilità, alcuni riflessi (ad esempio toccando leggermente l’ano per vedere se si contrae, il cosiddetto riflesso anale, e, nei ragazzi, lieve stimolazione tattile della parte interna della coscia per vedere se i testicoli si sollevano, il cosiddetto riflesso cremasterico). Può essere effettuato un esame rettale durante l’esame obiettivo per rilevare stipsi, debolezza dei muscoli attorno allo sfintere anale (riduzione del tono rettale) o ossiuri.
Esami Diagnostici Specifici
Spesso i medici diagnosticano la causa in base all’anamnesi e a un esame obiettivo, ma possono eseguire altri esami in base ai risultati della valutazione. Ad esempio, per agevolare la diagnosi di diabete mellito e la resistenza all’arginina vasopressina, i medici eseguono analisi del sangue e delle urine per controllare i livelli di glucosio (zucchero) ed elettroliti. Per diagnosticare un’infezione del tratto urinario, si esegue un’analisi delle urine e un’urinocoltura. Se si sospetta un difetto congenito, possono essere necessari un’ecografia di reni e vescica e radiografie della colonna vertebrale. L’ecografia può essere utilizzata anche per determinare le dimensioni del retto. Può essere eseguita una radiografia dell’addome per confermare la presenza di una grande quantità di feci. Può essere inoltre richiesta una speciale radiografia di vescica e reni, la cosiddetta cistouretrografia minzionale. Questo test prevede l’iniezione di un mezzo di contrasto all’interno della vescica mediante un catetere, per visualizzare la conformazione anatomica delle vie urinarie e la direzione del flusso di urina.

Affrontare il Problema: Strategie e Consigli per Genitori e Bambini
Il trattamento dell’incontinenza dipende dalla causa. Ad esempio, un’infezione è solitamente trattata con antibiotici. Per bambini con difetti congeniti o anomalie anatomiche può essere richiesto l’intervento chirurgico. Il successo del trattamento dell’incontinenza urinaria dipende anche dalla partecipazione del genitore e del bambino al piano terapeutico. Se il bambino presenta un ritardo dal punto di vista dello sviluppo per l’età, non è infastidito dall’incontinenza o non è disposto a partecipare al piano terapeutico, il piano deve essere rimandato fino a quando il bambino è pronto a partecipare.
Il Ruolo Fondamentale di Comprensione e Sostegno
La pipì a letto è generalmente una condizione stressante sia per il bambino che per la famiglia. Può avere effetti negativi profondi su benessere, autostima, comportamento, interazioni sociali e vita emozionale dei piccoli pazienti. Certamente il bambino che fa pipì a letto non va mai punito o colpevolizzato. Metterlo in imbarazzo davanti ad altre persone può aumentare lo stress psicologico e peggiorare la situazione. La famiglia può intervenire con alcuni accorgimenti per cercare di evitare, o almeno contenere, il fenomeno. È fondamentale non punire il bambino ma comprenderlo e sostenerlo. I genitori devono sostenerlo e non farlo sentire solo. È sempre di fondamentale importanza stabilire un dialogo con il proprio bambino e, nel caso, condividere la propria esperienza passata magari simile a quella del proprio figlio.
Accorgimenti Comportamentali Quotidiani
Alcuni studi evidenziano quanto l’enuresi possa alterare il ritmo sonno-veglia dei bambini che ne soffrono con conseguenze importanti sulla vita sociale e scolastica. Raccomandiamo sempre ai genitori di evitare l’assunzione di caffeina (cioccolato, coca cola) e bevande ad alto contenuto di zuccheri o effervescenti; ridurre l’assunzione di liquidi, anche il latte, qualche ora prima di andare a dormire; prediligere cibi poco salati, frutta e verdura, evitando formaggi e cibi stagionati. Un altro consiglio è quello di evitare cibi particolarmente salati la sera, che possono portare il bambino a bere una quantità eccessiva di liquidi prima di addormentarsi. I bambini devono essere anche educati a corrette abitudini alimentari e a idratarsi in maniera regolare e continua: il paradosso è quello di un bambino che beve poco per tutto il giorno poi la sera prima di andare a letto, andando in bagno per lavarsi i denti, si beve 3-4 bicchieri di acqua.
Svegliare il bambino durante la notte per fargli fare pipì rappresentava un tempo una pratica fortemente raccomandata. Oggi si consiglia tale pratica solo se effettivamente vantaggiosa. Spesso si ricorre all’uso del pannolino solo se il bambino è d’accordo, altrimenti si consiglia di usare traversine per proteggere il letto. L’incidente e il conseguente cambio delle lenzuola è spesso più accettato dal bambino rispetto al dover indossare pannoloni che lo mettono in imbarazzo. Costringerlo a indossare il pannolone potrebbe aumentare il suo disagio e lo stress emotivo.
Alcuni specialisti consigliano l’utilizzo di un diario minzionale in cui i genitori possono annotare gli orari delle minzioni, i volumi di urine (in particolare di quelle notturne), la quantità di liquidi assunti durante la giornata, la coesistenza di altri disturbi della minzione durante la giornata. È possibile anche segnare su un calendario le notti “asciutte” e quelle “bagnate”, aggiungendo degli adesivi che aiutano a sdrammatizzare la situazione.
L'Importanza della Collaborazione del Bambino
Una delle chiavi del successo nella cura dell’incontinenza è quella di rendere il bambino parte attiva, ottenere una sua collaborazione motivata. È quindi inutile e forse dannoso cominciare un percorso diagnostico-terapeutico se non c’è volontà di risolvere il problema o quando questo non è sentito come tale. Come detto sopra ci sono dei tempi fisiologici medi, ma poi ogni bambino ha i suoi tempi perché ogni bambino è unico e questi tempi vanno tenuti da conto. Altra cosa importante è quella di non colpevolizzare il bambino, per lui il disagio può essere già forte, ad esempio perché deriso perché puzza o si bagna; i genitori devono sostenerlo e non farlo sentire solo. Per i bambini andare in bagno è una perdita di tempo, hanno cose più interessanti da fare come giocare con i compagni, telefonino, ecc.
Quando Rivolgersi allo Specialista
È importante che la famiglia e il bambino sappiano riconoscere l’incontinenza e le disfunzioni correlate e che ne parlino tra di loro e con il pediatra, avendo coscienza del fatto che è possibile dare una risposta al problema. È importante capire quando l’incontinenza diventa un problema: il normale controllo diurno della vescica matura di solito tra i 2 e i 3 anni di età, mentre per la notte è giusto preoccuparsi dopo i 5-6 anni. Poi è importante accorgersi dell’incontinenza: se infatti il problema notturno è quasi sempre molto evidente per il letto bagnato, è altrettanto importante notare le piccole perdite diurne, controllando ad esempio la biancheria intima. È importante notare come il bambino fa la pipì, questo vale sia per le femmine (posizione sul water o se bagna la tavoletta) che per i maschi (controllare come è il getto). Anche odore e colore della pipì possono essere importanti. È importante inoltre notare quante volte i bambini vanno in bagno, frequenza, urgenza, se tendono a trattenerla troppo, il tempo che impiegano.
Il Pediatra di famiglia non sempre ha gli strumenti per affrontare il problema ma è sempre giusto coinvolgerlo per cercare di inquadrare al meglio il problema e capire insieme se è necessario l’intervento di uno specialista. Una buona parte dei casi di incontinenza urinaria funzionale possono essere infatti gestite con il pediatra curante, mentre l’urologo pediatra deve essere coinvolto solamente nei casi di incontinenza organica e neurogena e nei casi di incontinenza funzionale, diurna o notturna, che non rispondono ad una terapia di primo livello.
Un problema importante è la scelta dell’urologo pediatra: in Italia questo è difficile perché in realtà gli urologi pediatri sono pochissimi, mentre la maggior parte di quelli che si qualificano come tali sono solamente dei chirurghi pediatri che lavorano e operano bambini per patologie urologiche. Non è solo una questione di titoli o percorsi formativi ma di esperienza, competenze e capacità professionali. Il bambino con incontinenza deve essere visto da un urologo che deve essere un urologo pediatra, per affrontare correttamente il problema, fare una corretta diagnosi, che nella maggior parte dei casi si può fare senza esami invasivi, e fare una corretta terapia.
Diversi Approcci Terapeutici
Certamente, una comprensione psicodinamica del problema dal punto di vista psicologico può essere funzionale a orientare la famiglia sulle cause emotive di tale disturbo. Ogni forma di incontinenza ha una sua specifica terapia, terapie oggi ben standardizzate e codificate da linee guida internazionali. La terapia della continenza può essere educazionale, comportamentale, riabilitativa, farmacologica, magari utilizzando procedure mini-invasive quali la neuromodulazione, o chirurgica.
Casi Particolari: Incontinenza Diurna e Altre Manifestazioni
L’incontinenza diurna è più diffusa tra le bambine. Per quanto riguarda le cause diurne i fattori scatenanti più frequenti sono una cattiva educazione minzionale e errate abitudini che possono portare ad una vescica iperattiva o una minzione disfunzionale. L'incontinenza diurna può essere causata anche da una vescica che non si vuota completamente (vescica neurogena) a causa di un difetto del midollo spinale o del sistema nervoso, o da debolezza dei muscoli coinvolti nell’espulsione dell’urina dalla vescica (lo sfintere urinario e il muscolo vescicale).
Il Caso della Frequenza Urinaria Eccessiva
Nel caso di una bambina di 6 anni che da ormai un mese ha stimoli a urinare troppo frequenti, nel senso che dopo aver fatto pipì torna almeno una o due volte in bagno perché sente ancora lo stimolo, dopo aver escluso cause organiche, è probabile che si tratti di un fattore di stress. Se sono state già eseguite indagini come esame delle urine e urinocoltura con esito di normalità e dal punto di vista generale non ci sono segnali di malattia (febbre, dolori addominali) e anche locali di irritazione (prurito vulvovaginale, perdite biancastre sulle mutandine), le conclusioni della pediatra sono condivisibili. In queste circostanze, sotto l’aspetto riferito alla minzione, la cosa migliore è non colpevolizzare la bambina, ignorando completamente se va in bagno spesso o se si bagna per gocciolamento secondario. Se si notano situazioni di stress più generale, utile eventuale consulenza psicologica.