Il panorama musicale italiano è costellato di filoni che, partendo dalle radici più profonde del folklore, finiscono per intrecciarsi con il cinema, la televisione e la sperimentazione contemporanea. Tra queste connessioni, un caso di studio affascinante riguarda l'evoluzione della musica da balera e l'emergere di tormentoni apparentemente effimeri, come il celebre "Bim bum bamba che maschietta", capace di evocare mondi sonori e contesti narrativi profondamente diversi.

Le radici del liscio e la rivoluzione degli Extraliscio
Per comprendere appieno come un brano possa diventare un simbolo di un'epoca, occorre guardare a chi, come gli Extraliscio, ha saputo reinterpretare la tradizione. Gli Extraliscio hanno saputo imporsi al grande pubblico dopo un paio di “avvicinamenti” significativi, come la sigla del Giro d’Italia 2020 e la collaborazione con Jovanotti a una nuova versione di Sbagliato, traccia accuratamente selezionata dal suo album Oh vita!.
La loro è una musica popolare nelle radici, ma anche impopolare perché distante dalle mode attuali. Se Moreno il Biondo e Mauro Ferrara, già protagonisti a fianco di Raul Casadei (R.I.P.), garantiscono l’origine, Mirco Mariani è l’agitatore che porta sonorità o strumenti fuori contesto. D’altra parte, il liscio era nato con l’introduzione di valzer, polke, mazurke che non appartenevano al folklore romagnolo, e non c’è motivo ora di escludere altre contaminazioni, anche ardite.
Il contesto di "Bianca Luce Nera"
Questa attitudine alla contaminazione trova il suo apice in Bianca Luce Nera. Per questo brano circola sul web la definizione di “serenata folk gitana”. La donna a cui è dedicata legge il destino, nella mano e nelle carte. Più in generale il testo si adatta a comprendere percorsi che conducono a una ricerca, al bisogno di ricominciare. Se si parla di un legame fra due persone, di sicuro è contrastato, fa bene e fa male, è fuga e attrazione.
Certo ai tempi di Romagna e Sangiovese, classico dell’orchestra Casadei, le cose erano meno complicate; si faceva l’amore, l’amor senza pretese, con la murosa bela e campagnola. Ma che tempi erano? Quel bozzetto affermava un presente in realtà già trascorso; dai centri urbani si sentiva la mancanza dell’aria di paese, forse meno di una vita in cui, se c’era poco posto per le inquietudini, era anche perché si faceva tesoro di ogni minuto sottratto alla fatica nei campi.
Nel pezzo degli Extraliscio anche il linguaggio è meno ruspante: Bianca / di porcellana / nera / ossidiana / mi curi medicamentosa / mi pungi come ragno ortica. Hanno partecipato alla stesura del testo Pacifico ed Elisabetta Sgarbi, quest’ultima pienamente coinvolta nel progetto, avendo pubblicato l’album E’ bello perdersi con la sua neonata casa discografica e avendo presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il documentario da lei diretto Extraliscio - Punk da balera.

Il cinema di Dino Risi e "Bim bum bamba"
Il cinema italiano ha spesso attinto al mondo delle balere per raccontare l'ascesa sociale e le idiosincrasie del costume. Una ragazza di umili origini fa carriera nel mondo dello spettacolo per poi fuoriuscirne. Questa in estrema sintesi la trama del film Telefoni Bianchi di Dino Risi. Nel suo percorso la protagonista si imbatte in alcuni personaggi grotteschi. L’unico a manifestare una certa vena bonaria è il musicista interpretato da Lino Toffolo: Gondrano Rossi, maestro dell’Eiar e autore di successi come Pifferaio vagabondo e Il valzer del ciabattino.
I titoli richiamano canzoni che ebbero realmente fortuna nel periodo in cui la vicenda è ambientata e che le fanno da sottofondo: Lucciole vagabonde e Il valzer dell’organino. Le musiche originali sono invece di Armando Trovajoli, compresi tre brani riuniti in un medley eseguito da gruppi vocali. Ne fa parte la protagonista, che poi dirà di cantare nel Trio Gioioso (i riferimenti al Trio Lescano sono puramente casuali). Nella finzione è il maestro Rossi a comporre, cimentandosi anche in Bim bum bamba che maschietta in gamba, e venendone a capo solo dopo aver trovato conforto nella madre con cui ha un rapporto a dir poco ambiguo.
Il brano potrebbe anche essere idea dello stesso Toffolo, è solo un abbozzo e non viene incluso nel 33 giri della colonna sonora; non so se l’abbia cantato in altre occasioni e in una versione più completa. Comunque si scorge un riflesso di quella canzone dove si parlava di maschiette dal musetto seduttor, delle loro gambe, di uomini che le guardano e le seguono.
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Sfide e svecchiamento: da Orietta Berti agli Extraliscio
Portare il liscio verso altre direzioni può significare perdere gli aficionados della vecchia maniera, senza alcuna garanzia di incontrare nuovi ammiratori. Una bella sfida, e Sanremo è un palco importante per giocarsela; a maggior ragione quest’anno, col deliberato svecchiamento dei partecipanti in favore di nomi emersi dall’indie e dal rap italiano. A resistere l’inossidabile Orietta Berti, forte dello status ormai acquisito di personaggio televisivo.
Orietta Berti che aveva cantato nel singolo degli Extraliscio Merendine Blu. Orietta Berti che (tutto torna) ne I nuovi mostri aveva interpretato il ruolo di una cantante da balera soprannominata “L’uccellino della Valpadana”. Questo intreccio di percorsi dimostra come il mondo della musica popolare italiana, pur mutando le proprie forme, mantenga un filo conduttore che unisce le atmosfere di Bim bum bamba alla complessità lirica di Bianca Luce Nera.
La narrazione di figure come quella della "maschietta in gamba" dei vecchi varietà e la ricerca esistenziale dei testi contemporanei rappresentano le due facce di una medaglia che non smette di ruotare. Se il liscio ha saputo resistere al passare dei decenni, lo deve proprio alla sua capacità di farsi contaminare e di trasformarsi da ballo campestre a espressione artistica multiforme, capace di dialogare con il cinema di satira tanto quanto con le nuove leve della discografia indie.

Oltre la tradizione: l'analisi dell'evoluzione sonora
Guardare al futuro della musica popolare significa comprendere il peso specifico delle proprie origini. La figura dell'agitatore musicale, incarnata da personaggi come Mirco Mariani, è quella di chi non ha paura di rompere gli schemi. L'uso di strumenti in contesti "sbagliati" - come un violino che suona in modo graffiante, quasi come una chitarra distorta - rispecchia perfettamente quella voglia di "perdersi" citata nel titolo dell'album di Elisabetta Sgarbi.
In questa ottica, il testo di una canzone come Bim bum bamba che maschietta funge da archetipo: un gioco di parole, una melodia accattivante, un'immagine stereotipata che nel tempo diventa una citazione colta, un riferimento storico che si intreccia con la critica sociale. Il fascino delle "maschiette dal musetto seduttor" non è più solo la celebrazione della bellezza, ma una lente d'ingrandimento su un modo di percepire la figura femminile che ha subito enormi trasformazioni nel corso del secolo.
L'evoluzione sonora è dunque un percorso che va dal particolare (la singola composizione, il singolo musicista, la specifica collaborazione) al generale (il destino della musica popolare italiana, il suo rapporto con l'identità nazionale). Si tratta di un processo dinamico, in cui la nostalgia viene costantemente sfidata dalla necessità di innovazione. E così, l'eredità lasciata da giganti come Raul Casadei non viene dimenticata, ma tradotta in un linguaggio che le nuove generazioni possono non solo ascoltare, ma far proprio.
L'importanza delle contaminazioni culturali
Le collaborazioni, come quella con Jovanotti, non sono solo operazioni commerciali, ma tentativi di creare ponti tra generazioni distanti. La scelta di brani come Sbagliato per essere riarrangiati denota una consapevolezza precisa: la canzone, come l'essere umano, deve essere in grado di sbagliare, di cambiare strada, di contaminarsi.
Questo concetto di "contaminazione" è fondamentale. Se il liscio fosse rimasto isolato nelle piazze romagnole, probabilmente sarebbe svanito nel tempo. Invece, l'apertura verso l'indie, verso il cinema d'autore e verso le sonorità internazionali ha permesso a questo genere di sopravvivere in contesti urbani, lontani dalle radici rurali che lo hanno generato. In questo, il paragone con i personaggi grotteschi di Telefoni Bianchi è illuminante: la musica da balera non è solo intrattenimento, ma uno specchio della società che la consuma.
Le maschere di questo teatro - il musicista un po' ingenuo, la cantante che sogna la gloria, la "maschietta" che diventa un'icona di stile - sono ancora oggi presenti nel nostro quotidiano. Cambiano le tecnologie, cambiano i palcoscenici, ma il desiderio di fondo rimane lo stesso: cercare un senso nel caos, comunicare attraverso un ritmo, una melodia, una parola che riesca a graffiare, a curare o semplicemente a far ballare.
La stratificazione del significato
Nell'analizzare la portata culturale di un fenomeno, non si può ignorare come certi termini o strofe si stratifichino nella memoria collettiva. Il richiamo a Bim bum bamba nel film di Risi non è casuale: è un pezzo di cultura pop che riemerge per definire un carattere. Allo stesso modo, Bianca Luce Nera si propone di scrivere una nuova pagina, non più basata solo sulla spensieratezza della balera, ma sulla complessità di un legame che "fa bene e fa male".
La modernità, dunque, non è l'abbandono del passato, ma la sua riscrittura. È la capacità di prendere un elemento che sembrava "sbagliato" e trasformarlo in un punto di forza. È la tensione tra la purezza dell'ossidiana e la medicazione curativa della porcellana. Tutto questo confluisce nel grande calderone che è il Festival di Sanremo, un evento che, nonostante i suoi limiti, riesce ancora a farsi portavoce di questi cambiamenti epocali, mettendo a confronto l'inossidabile tradizione con l'incertezza del futuro.

Questo legame indissolubile tra l'orchestra di liscio, la grande musica d'autore e la sperimentazione visiva crea un tessuto narrativo denso, fatto di suoni e immagini che continuano a parlarci. L'eredità è viva proprio perché è in continuo divenire, capace di accogliere nuove sfide e nuovi interlocutori, mantenendo intatto quel cuore pulsante che, da Bim bum bamba in poi, ha saputo far battere il tempo alla storia del nostro Paese.
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