L'ittero neonatale, caratterizzato da una colorazione giallastra della pelle e delle sclere (la parte bianca degli occhi), è una condizione comune che interessa poco più della metà di tutti i neonati nella prima settimana di vita. Questa colorazione è causata da un accumulo di bilirubina nel sangue, un fenomeno noto come iperbilirubinemia. La bilirubina è una sostanza gialla che si forma quando l'emoglobina, la componente dei globuli rossi che trasporta l'ossigeno, viene scomposta (catabolizzata) nel normale processo di riciclo dei globuli rossi vecchi o danneggiati.
Attraverso la circolazione sanguigna, la bilirubina viene trasportata al fegato, dove subisce un processo di elaborazione fondamentale: viene coniugata, ovvero legata a un'altra sostanza chimica, l'acido glucuronico. Questa trasformazione è essenziale perché la bilirubina metabolizzata, chiamata bilirubina coniugata o diretta, può essere escreta dal fegato nella bile. La bile viene poi riversata attraverso i dotti biliari nella parte iniziale dell'intestino tenue (duodeno) per essere eliminata dall'organismo. Se la bilirubina non viene metabolizzata ed escreta dal fegato e dai dotti biliari abbastanza rapidamente, si accumula nel sangue, causando l'iperbilirubinemia. La quota di bilirubina non ancora legata all'acido glucuronico viene definita "bilirubina libera", non coniugata o indiretta, ed è proprio l'accumulo di quest'ultima a rappresentare il maggior rischio per il neonato.
Nella maggior parte dei casi, l'ittero neonatale è un fenomeno legato a un incompleto sviluppo del metabolismo epatico al momento della nascita, che nella maggior parte dei casi si risolve autonomamente nell'arco di due o tre settimane. Tuttavia, è di vitale importanza distinguere tra l'iperbilirubinemia fisiologica, che è benigna, e quella patologica. Quest'ultima, se non trattata tempestivamente, può esporre il neonato a gravi rischi, tra cui danni permanenti al sistema nervoso centrale. La pericolosità dell'ittero, infatti, dipende da vari fattori, tra cui le cause sottostanti, l'entità del livello di bilirubina e se la bilirubina è coniugata o non coniugata. Un ittero che compare nelle prime 24 ore dopo la nascita è in genere dovuto a un disturbo grave e richiede attenzione immediata.
Cos'è la Bilirubina e Perché Si Accumula nei Neonati?
La bilirubina è un pigmento giallognolo che costituisce un prodotto finale della degradazione dell'emoglobina, la proteina che si trova all'interno dei globuli rossi e che ha il compito di trasportare l'ossigeno in tutto il corpo. Quando i globuli rossi invecchiano o vengono danneggiati, vengono scomposti e l'emoglobina rilasciata viene convertita in bilirubina non coniugata. Questa molecola, che non è solubile in acqua, deve essere trasportata al fegato legata all'albumina, una proteina plasmatica.
All'interno del fegato, la bilirubina non coniugata subisce un processo cruciale chiamato coniugazione. Qui, viene legata a due molecole di acido glucuronico per formare la bilirubina coniugata (o diretta), una forma idrosolubile che può essere facilmente escreta nella bile e, successivamente, eliminata attraverso le feci e le urine.
Nei neonati, il sistema per l'eliminazione della bilirubina è spesso immaturo e non ancora completamente efficiente come negli adulti. Questo è uno dei motivi principali per cui l'iperbilirubinemia è così comune in questa fascia d'età. Ci sono due ragioni principali per cui i neonati tendono ad accumulare bilirubina: innanzitutto, gli eritrociti dei neonati si degradano più rapidamente di quanto accada nei lattanti, provocando un aumento della produzione di bilirubina. In secondo luogo, il fegato del neonato è immaturo e non può metabolizzare la bilirubina ed espellerla dall'organismo in modo altrettanto efficace dei lattanti. Questo doppio meccanismo porta a un aumento della bilirubina non coniugata nel sangue.
L'ittero si rende evidente quando la quantità di bilirubina totale nel sangue supera i 3 mg per decilitro. La colorazione giallastra della cute e delle sclere diventa visibile a livello delle sclere per valori superiori a 2-3 mg/dL e a livello del volto per valori superiori a 4-5 mg/dL. Una sfumatura itterica di cute e sclere può essere evidenziabile quando i valori di bilirubina sono superiori a 5-7 mg/dl. All'aumentare dei livelli di bilirubina nel sangue, sono spesso le sclere ad assumere per prime la colorazione gialla, seguite dalla pelle. La colorazione giallastra si manifesta dapprima al volto e alle sclere, per poi estendersi al tronco, alle braccia e alle gambe.

Le Diverse Tipologie di Ittero Neonatale e le Loro Cause
L'ittero nei neonati può essere classificato in diverse tipologie, a seconda della sua origine. Comprendere le cause è fondamentale per determinare la corretta gestione e per identificare i casi che richiedono un intervento più specifico. Poco più della metà di tutti i neonati presenta ittero visibile nella prima settimana di vita. L'ittero è persino più comune nei neonati prematuri, perché il fegato, i pattern di nutrizione e di defecazione e il modo in cui l'organismo metabolizza i globuli rossi non sono completamente maturi.
Ittero Fisiologico
L'iperbilirubinemia fisiologica è la forma più comune di ittero neonatale. Quasi tutti i neonati la presentano. Di solito compare 2-3 giorni dopo la nascita (l'ittero che compare nelle prime 24 ore dopo la nascita è in genere dovuto a un disturbo grave). Di norma, l'iperbilirubinemia fisiologica non causa altri sintomi e si risolve entro 1 settimana. Se il neonato presenta ancora ittero a 2 settimane di età, il medico lo esamina per identificare altre cause. L'ittero fisiologico riguarda circa il 60% dei bambini nati a termine di gravidanza e l'80% di quelli pretermine (nati cioè prima delle 37 settimane di età gestazionale). È un fenomeno considerato "para-fisiologico", cioè l'effetto non di una malattia, ma di un funzionamento non ancora ottimale del metabolismo dell'emoglobina o dell'apparato digerente, in particolare a livello del fegato. I valori di bilirubina indiretta nel sangue e i sintomi conseguenti non devono persistere per più di 10-15 giorni nei nati a termine o per più di 15-21 giorni nei nati pre-termine, migliorando gradualmente in modo spontaneo.
Ittero da Allattamento al Seno
L'ittero da allattamento si sviluppa in alcuni neonati nei primi giorni di vita e normalmente si risolve nella prima settimana. Si osserva nei neonati che non assumono abbastanza latte materno, per esempio perché la madre non ne produce ancora a sufficienza. Questi neonati hanno meno movimenti intestinali, quindi eliminano meno bilirubina. L'ittero si risolve spontaneamente man mano che l'allattamento continua e aumenta il consumo di latte materno. Si associa a disidratazione e basso apporto calorico, in quanto l'allattamento in queste condizioni può aumentare il circolo enteroepatico della bilirubina.
Ittero da Latte Materno
L'ittero da latte materno differisce dall'ittero da allattamento, in quanto si sviluppa verso la fine della prima settimana di vita e può risolversi entro le 2 settimane di vita o persistere per diversi mesi, talvolta fino alle 12 settimane di età. L'ittero da latte materno è causato da sostanze presenti nel latte che interferiscono con la capacità del neonato di metabolizzare ed eliminare la bilirubina dal fegato, sembrando legato a un'elevata concentrazione di beta-glucuronidasi nel latte materno, un enzima responsabile della riduzione della coniugazione della bilirubina. In questo caso, non va assolutamente interrotto l'allattamento al seno, a meno che l'iperbilirubinemia non sia marcata e non esponga il neonato a rischi significativi.
Ittero da Eccessiva Emolisi (Catabolismo dei Globuli Rossi)
L'eccessivo catabolismo dei globuli rossi (emolisi) può sovraccaricare il fegato del neonato con più bilirubina di quanto sia in grado di metabolizzarne. Una ridotta conta dei globuli rossi dovuta a emolisi è chiamata anemia emolitica. Esistono varie cause di emolisi, classificate in base alla causa come malattie immunitarie o non immunitarie.
- Malattie immunitarie: Queste causano emolisi quando nel sangue del neonato è presente un anticorpo che attacca e distrugge i globuli rossi del bambino. Ciò può avvenire quando il gruppo sanguigno del feto non corrisponde (è incompatibile) a quello della madre, come nel caso di incompatibilità Rh (madre Rh- e neonato Rh+) o incompatibilità ABO (madre con gruppo sanguigno 0 e bambino A o B).
- Malattie non immunitarie: Includono la carenza ereditaria dell'enzima dei globuli rossi chiamato glucosio-6-fosfato deidrogenasi (deficit di G6PD) e disturbi ereditari dei globuli rossi, come l'alfa talassemia o l'anemia falciforme. A volte, i neonati che subiscono lesioni hanno un accumulo sottocutaneo di sangue (ematoma). Quando il sangue nell'ematoma viene degradato, può causare ittero. I neonati di madri diabetiche possono ricevere sangue eccessivo dalla placenta. Anche il catabolismo di questo sangue può causare ittero. Il catabolismo di eritrociti trasfusi può causare un aumento della bilirubina.

Ittero di Origine Patologica
Altre cause di ittero, spesso associate a iperbilirubinemia coniugata (diretta), indicano condizioni patologiche più serie:
- Infezioni: Infezioni gravi, inclusa la sepsi, possono causare sia colestasi sia emolisi. Un'infezione delle vie urinarie (IVU) senza sepsi contratta durante o poco dopo la nascita può causare ittero. Talvolta, le infezioni contratte dal feto nell'utero ne sono la causa. Tali infezioni includono toxoplasmosi e infezioni da citomegalovirus, herpes simplex o rosolia.
- Disordini endocrini: Ipofisi poco attiva (ipopituitarismo) o tiroide poco attiva (ipotiroidismo) possono interferire con il metabolismo (coniugazione) della bilirubina.
- Malattie epatiche ereditarie: Queste possono includere fibrosi cistica, sindrome di Dubin-Johnson, sindrome di Rotor, sindrome di Crigler-Najjar e sindrome di Gilbert.
- Ostruzione delle vie biliari: Il flusso biliare può risultare ridotto o bloccato a causa di un difetto congenito delle vie biliari (come l'atresia biliare) o di un danno al fegato per effetto di un disturbo come la fibrosi cistica. La maggior parte di questi disturbi comporta colestasi, cioè una riduzione del flusso biliare che provoca iperbilirubinemia coniugata. L'ittero patologico si definisce quando non sono rispettati i criteri dell'ittero fisiologico e va sempre trattato in funzione delle sue cause.
Riconoscere l'Ittero: Segni, Sintomi e Diagnosi
Il riconoscimento tempestivo dell'ittero neonatale è fondamentale per garantire una gestione adeguata e prevenire potenziali complicanze. La prima e più evidente manifestazione è l'ingiallimento della cute e delle sclere, la parte bianca degli occhi, che può esordire entro 2-4 giorni dalla nascita a partire dal viso, per poi espandersi al resto del corpo. La colorazione giallastra si manifesta dapprima al volto e alle sclere, per poi estendersi al tronco e agli arti superiori e inferiori. Nei casi di ittero lieve, a diventare debolmente giallastra può essere anche soltanto la sclera degli occhi. Nelle forme più severe, possono diventare giallastri anche i palmi delle mani e le piante dei piedi.
Un semplice test sfruttato dal pediatra consiste nell'effettuare una leggera pressione in un'area del corpo del neonato; se a seguito della pressione la cute vira verso il giallo, è suggestivo di possibile sviluppo di ittero. Tuttavia, l'ittero può essere difficile da riconoscere, specialmente nei neonati con pelle scura.
Segnali d'Allarme da Non Sottovalutare:È fondamentale prestare attenzione a determinati campanelli d'allarme che possono indicare un ittero patologico o grave. I neonati con i seguenti sintomi devono essere sottoposti subito a visita medica:
- Comparsa di ittero nel primo giorno di vita.
- Ittero che compare per la prima volta in neonati di oltre 2 settimane di vita.
- Letargia, inappetenza, irritabilità o difficoltà respiratorie.
- Febbre (sopra i 38°C).
- Livelli di bilirubina molto alti o in rapido aumento, oltre a esami del sangue che suggeriscono una riduzione o ostruzione del flusso biliare.
Quando Rivolgersi a un Medico:Mentre sono in ospedale, i neonati sono controllati periodicamente dai medici per la presenza di ittero. Tuttavia, se il neonato viene dimesso dall'ospedale il giorno successivo alla nascita, deve essere fissata una visita di controllo per misurare il livello di bilirubina entro 2 giorni dalla dimissione. Una volta a casa, se i genitori notano che la pelle o gli occhi del piccolo assumono una colorazione giallastra, devono contattare immediatamente il medico. Questi può decidere con quanta urgenza valutare il neonato, a seconda dei sintomi o dei fattori di rischio che lo caratterizzano (ad esempio, la prematurità).
L'Approccio del Medico:Per prima cosa, il medico pone delle domande sui sintomi e sull'anamnesi del neonato. Chiede ai genitori quando è comparso l'ittero, da quanto dura e se il neonato presenti altri sintomi, quali letargia e inappetenza. Inoltre, si informa sulla frequenza delle poppate e sulle quantità di latte assunto, sulla capacità del bambino di attaccarsi al seno o al biberon e domanda alla madre se avverte che il latte viene succhiato e se il neonato deglutisce durante le poppate e appare sazio al termine. Il medico si informa anche del colore delle feci. Feci pallide e non del normale colore giallo oro suggeriscono possibile colestasi.Il medico si informa anche su eventuali infezioni o disturbi della madre durante la gravidanza (come il diabete) che possano aver causato l'ittero del neonato, sul suo gruppo sanguigno, sui farmaci che ha assunto e sulla presenza in famiglia di disturbi ereditari che possano causare l'ittero.Durante l'esame obiettivo, il medico esamina la pelle del neonato per verificare l'estensione dell'ittero sul corpo (quanto più l'ittero è visibile sulle parti basse del corpo, tanto maggiore è il livello di bilirubina). Cerca inoltre altri indizi di possibili cause, in particolare segni di infezioni, lesioni, malattie della tiroide o problemi dell'ipofisi.
Esami Diagnostici:Per confermare la diagnosi di ittero si misurano i livelli di bilirubina e si eseguono esami per stabilire se la bilirubina innalzata, se presente, sia coniugata o non coniugata. I livelli possono essere misurati in un campione di sangue o con un sensore posto sulla pelle (bilirubinometro). Se il livello di bilirubina è alto, vengono fatti altri esami. Includono generalmente i seguenti:
- Ematocrito o conta ematica (la percentuale di globuli rossi nel sangue).
- Esame di un campione di sangue al microscopio per individuare segni di degradazione dei globuli rossi.
- Conta reticolocitaria (numero di globuli rossi nuovi).
- Test di Coombs (verifica la presenza di alcuni anticorpi attaccati ai globuli rossi).
- Misurazione dei diversi tipi di bilirubina (totale, diretta e indiretta).
- Gruppo sanguigno e fattore Rh (positivo o negativo) del neonato e della madre.
A seconda dei risultati dell'esame obiettivo, dell'anamnesi e del livello di bilirubina, il neonato può essere sottoposto ad altre analisi, che possono includere esami colturali del sangue, delle urine o del liquido cerebrospinale per individuare eventuali infezioni, la misurazione dei livelli di enzimi eritrocitari per individuare cause insolite di degradazione dei globuli rossi, esami del sangue per la funzione della tiroide e dell'ipofisi ed esami per malattie epatiche.
Ittero del neonato - Intervista al dott. Salvatori
Le Pericolose Conseguenze dell'Iperbilirubinemia Grave
Mentre l'ittero neonatale fisiologico non comporta alcun fastidio significativo per il bambino e non lo espone a complicanze o a rischi per la salute, né nell'immediato né a lungo termine, una iperbilirubinemia molto elevata può avere implicazioni decisamente severe, alcune delle quali irreversibili. La pericolosità dell'ittero dipende da vari fattori: quali sono le cause dell'ittero, quanto è alto il livello di bilirubina e se la bilirubina è coniugata o non coniugata. Alcuni disturbi che causano ittero, come infezioni e atresia biliare, sono pericolosi indipendentemente dal livello di bilirubina. Nelle cause più comuni di ittero del neonato, tuttavia, è il livello di bilirubina non coniugata nel sangue che determina il livello di pericolo.
Un livello di bilirubina non coniugata estremamente alto è pericoloso indipendentemente dalla causa. La conseguenza più grave degli alti livelli di bilirubina non coniugata è l'encefalopatia da bilirubina, ovvero gli effetti tossici della bilirubina sul cervello. Il rischio di danno al sistema nervoso centrale da bilirubina deve essere contrapposto al rischio inerente il trattamento per ciascun bambino. Quando è presente in quantità considerevole (intorno a 20-25 mg/dl), la bilirubina può depositarsi a livello del cervello del neonato, determinando effetti tossici che possono portare a ritardo dello sviluppo, paralisi cerebrale, perdita dell'udito e convulsioni, e può persino essere letale.
L'encefalopatia da bilirubina si manifesta in due fasi principali:
- Encefalopatia da bilirubina acuta: Si verifica quando la bilirubina si accumula e inizia ad avere effetti tossici sul cervello. Causa letargia o irritabilità, tono muscolare anomalo o contrazioni muscolari, scarso appetito, pianto acuto e talvolta convulsioni. L'encefalopatia da bilirubina acuta è potenzialmente reversibile se trattata rapidamente.
- Encefalopatia da bilirubina cronica (Kernittero): Se l'encefalopatia acuta non viene trattata, porta a una lesione cerebrale permanente e un danno cerebrale irreversibile dovuto all'accumulo di bilirubina nel cervello. Il rischio di sviluppare questo disturbo è più elevato nei neonati prematuri, gravemente malati o ai quali vengono somministrati determinati farmaci. Sebbene sia attualmente rara, l'encefalopatia da bilirubina cronica si osserva ancora, ma è quasi sempre prevenibile con una diagnosi tempestiva e con il trattamento dell'iperbilirubinemia. Una volta verificatasi una lesione cerebrale, è impossibile farla regredire.
In contesti di iperbilirubinemia grave, l'aumento del pH cerebrale può essere di aiuto nel prevenire l'encefalopatia, poiché la bilirubina è più solubile in ambiente alcalino. Nei neonati con iperbilirubinemia grave, si può ottenere una moderata alcalinizzazione (pH 7.45-7.55) sia con infusione di bicarbonato sia usando strategie ventilatorie per abbassare la pressione parziale di anidride carbonica e quindi aumentare il pH. Il rischio di danno al sistema nervoso centrale da bilirubina deve essere contrapposto al rischio inerente il trattamento per ciascun bambino.

Strategie Terapeutiche per l'Iperbilirubinemia Neonatale
La gestione dell'iperbilirubinemia neonatale mira a ridurre i livelli di bilirubina per prevenire l'insorgenza di complicanze gravi, in particolare l'encefalopatia da bilirubina. Se viene identificato un disturbo sottostante, si procede al trattamento se possibile, per esempio con terapia antibiotica nel caso di setticemia. Generalmente, l'iperbilirubinemia fisiologica non richiede alcun trattamento e si risolve entro 1 settimana.
Supporto all'Alimentazione
Un'adeguata alimentazione è una delle prime e più semplici strategie. Per i neonati alimentati con latte artificiale, un allattamento frequente può aiutare a prevenire l'ittero o a ridurne la gravità. Le poppate frequenti aumentano la frequenza dei movimenti intestinali, con conseguente eliminazione di quantità maggiori di bilirubina con le feci. Anche l'ittero da allattamento può essere evitato o ridotto aumentando la frequenza delle poppate. Se il livello di bilirubina continua ad aumentare, può essere necessario passare temporaneamente al latte artificiale. In caso di ittero da latte materno si può consigliare alla madre di interrompere l'allattamento per 1 o 2 giorni passando al latte artificiale, estraendo regolarmente il latte durante la pausa per mantenerne la produzione. L'allattamento potrà essere ripreso non appena il livello di bilirubina del neonato inizia a ridursi. Durante l'allattamento alle madri di solito si consiglia di non somministrare ai bambini acqua semplice o zuccherata perché potrebbe ridurre la quantità di latte bevuto dal lattante e di conseguenza la produzione di latte materno. Tuttavia, i neonati allattati al seno che appaiono disidratati nonostante gli sforzi di aumentare l'allattamento possono aver bisogno di liquidi supplementari.
Fototerapia
La fototerapia è una metodica efficace e non invasiva che sfrutta la luce per degradare la bilirubina accumulata nel corpo. L'ittero clinico e l'iperbilirubinemia indiretta sono ridotte dall'esposizione a una luce ad alta intensità dello spettro visibile. La bilirubina assorbe al massimo la luce nello spettro del blu (da 420 a 470 nm). Comunque, la luce bianca ad ampio spettro, blu, blu a spettro speciale ristretto (super) e verde sono risultate efficaci nel ridurre i livelli di bilirubina. L'impiego della fototerapia con lampade a luce fluorescente ha ridotto la necessità dell'exsanguinotrasfusione nei neonati di basso peso alla nascita senza malattia emolitica e nei neonati LBW (basso peso alla nascita) con emolisi così come ha ridotto le ripetute exsanguinotrasfusioni nei neonati con malattia emolitica.
La fototerapia è indicata solo dopo che sia stata accertata la presenza di una iperbilirubinemia patologica. Non esiste un accordo generale sui criteri per iniziare la fototerapia. Poiché essa può richiedere 6-12 ore per avere un effetto misurabile, deve essere iniziata quando i livelli di bilirubina sono ancora al di sotto di quelli indicati per l'exsanguinotrasfusione. Nel caso vi sia indicazione all'exsanguinotrasfusione non si deve impiegare in sostituzione la fototerapia. Dovrebbero essere trattate contemporaneamente le cause alla base dell'ittero. Nei neonati prematuri senza un'emolisi significativa, la bilirubina generalmente scende di 1-3 mg/dl dopo 12-24 ore di esposizione e i livelli massimi raggiunti possono essere diminuiti di 3-6 mg/dl.
Il risultato terapeutico dipende dall'energia luminosa emessa nel range di lunghezza d'onda efficace, dalla distanza tra la luce e il neonato e dalla quantità di cute esposta, così come dalla velocità di emolisi e dal metabolismo ed escrezione in vivo della bilirubina. Le unità di fototerapia disponibili in commercio variano considerevolmente nello spettro di emissione e nell'intensità di radiazione emessa; pertanto la dose può essere accuratamente misurata solo sulla superficie cutanea. La pelle scura non riduce l'efficacia della fototerapia. La fototerapia si applica con continuità e il neonato viene frequentemente girato per rendere massima la superficie di cute esposta.
Il neonato viene posto per qualche giorno in una culla particolare con una sorgente di luce blu, dove dovrà indossare solo il pannolino e degli occhialini protettivi speciali per esporre la massima quantità di cute alla luce della lampada. Gli occhi del neonato dovrebbero essere mantenuti chiusi e adeguatamente protetti dall'esposizione alla luce (la pressione eccessiva di un bendaggio oculare può danneggiare gli occhi chiusi, oppure possono essere escoriate le cornee se il neonato riesce ad aprire gli occhi al di sotto del bendaggio). Si dovrebbe monitorare la temperatura corporea e il neonato dovrebbe essere protetto in caso di rottura della lampada.
La fototerapia dovrebbe essere interrotta nel momento in cui la concentrazione della bilirubina indiretta si riduce a livelli considerati sicuri in rapporto all'età e alla condizione del bambino. I livelli sierici di bilirubina e l'ematocrito dovrebbero essere monitorati ogni 4-8 ore nei neonati con malattia emolitica o in quelli in cui i valori di bilirubina sono vicini al range di valori considerati tossici per quel particolare bambino. Gli altri, in particolare i neonati più vecchi, possono essere controllati ad intervalli di 12-24 ore. Il monitoraggio dovrebbe essere continuato per almeno 24 ore dopo la sospensione della fototerapia nei pazienti con anemia emolitica perché a volte si possono verificare risalite inattese dei livelli di bilirubinemia che richiedono un ulteriore trattamento. Il colore della cute non va preso come parametro per valutare l'efficacia della fototerapia; la cute dei neonati esposti alla luce può sembrare quasi senza ittero pur in presenza di una marcata bilirubinemia. Nel neonato con malattia emolitica, si deve porre attenzione a non trascurare l'anemia che si sta sviluppando e che può richiedere trasfusione.
Complicanze legate alla fototerapia: Includono feci liquide, eruzione cutanea, surriscaldamento e disidratazione (aumentata perdita insensibile di acqua, diarrea), raffreddamento da esposizione del bambino e "sindrome del neonato di bronzo". Il termine sindrome del neonato di bronzo si riferisce al colore scuro, marrone, grigiastro della cute che si può notare a volte nei neonati che vengono sottoposti a fototerapia. Praticamente tutti i neonati osservati con tale sindrome avevano avuto un'iperbilirubinemia di tipo misto con una significativa elevazione della quota della bilirubina diretta e spesso con altri segni di malattia ostruttiva del fegato.
È importante sottolineare che la fototerapia non può e non deve essere sostituita con l'esposizione del neonato alla luce solare diretta, che può facilmente determinare scottature e aumento della temperatura corporea: due eventi rischiosi per la salute del bambino.

Exsanguinotrasfusione
L'exsanguinotrasfusione è stata la prima terapia efficace per il grave ittero neonatale. Tale metodica elimina rapidamente la bilirubina dalla circolazione; vengono rimossi anche gli anticorpi circolanti diretti contro i globuli rossi. L'exsanguinotrasfusione è particolarmente vantaggiosa per i neonati che hanno un'emolisi in corso per qualsiasi causa. Solo se la fototerapia non si rivela efficace, in casi particolari e selezionati, è necessario ricorrere a questa procedura.
La procedura prevede che vengano posizionati uno o due cateteri centrali, e piccole quantità di sangue siano rimosse dal neonato e rimpiazzate da quantità analoghe di eritrociti (da un donatore) e plasma. Questa procedura viene ripetuta finché il volume ematico non sia stato sostituito due volte. Durante tale intervento dovrebbero essere monitorati con regolarità gli elettroliti sierici e la bilirubina. La quota di bilirubina rimossa dalla circolazione varia in base alla quantità di bilirubina depositata nei tessuti che ritorna in circolo, ed al tasso di emolisi. In certi casi, è necessario ripetere la procedura per abbassare sufficientemente la bilirubina sierica. Questo consente un aumento dell'ematocrito e una riduzione della bilirubinemia.
Complicanze legate all'exsanguinotrasfusione: Sono state riportate diverse complicanze, quali trombocitopenia, trombosi della vena porta, enterocolite necrotizzante, sbilancio elettrolitico, malattia del rigetto contro l'ospite ed infezioni. In un recente studio retrospettivo lungo 15 anni, il 2 percento di 106 neonati con diverse malattie è morto dopo l'exsanguinotrasfusione, ed il 12 percento ha avuto complicanze gravi. Per il resto tutti gli 81 neonati con ittero sono sopravvissuti sani, eccetto uno che ha sviluppato un'enterocolite necrotizzante. Il rischio di danno al sistema nervoso centrale da bilirubina deve essere contrapposto al rischio inerente il trattamento per ciascun bambino.

Alcalinizzazione
In casi di iperbilirubinemia grave, una strategia aggiuntiva può essere l'alcalinizzazione. L'aumento del pH cerebrale può essere di aiuto nel prevenire l'encefalopatia, poiché la bilirubina è più solubile in ambiente alcalino. Nei neonati con iperbilirubinemia grave, si può ottenere una moderata alcalinizzazione (pH 7.45-7.55) sia con infusione di bicarbonato sia usando strategie ventilatorie per abbassare la pressione parziale di anidride carbonica e quindi aumentare il pH.
Prevenzione e Consigli per i Genitori
Non esistono strategie specifiche per prevenire l'ittero neonatale fisiologico, che è un fenomeno naturale e spesso innocuo. Tuttavia, è possibile adottare misure per monitorare la condizione e intervenire precocemente in caso di necessità, riducendo il rischio di complicanze.
Prima della Nascita:Durante la gravidanza, i genitori possono eseguire l'esame del gruppo sanguigno per quantificare il rischio di incompatibilità materno-fetale. Questa informazione è preziosa per i medici che potranno intervenire precocemente dopo la nascita prima dell'insorgenza di complicanze.
Dopo la Nascita:
- Alimentazione Adeguata: È di fondamentale importanza assicurarsi che il neonato sia alimentato a sufficienza. Per favorire l'espulsione della bilirubina accumulata, è utile alimentare frequentemente il neonato, tra le 8 e le 12 volte al giorno. Se non si sta allattando al seno, alimentare il bambino con il latte formula ogni 2 o 3 ore per la prima settimana. I neonati pre-termine e i neonati alimentati anche al seno avranno bisogno di una quantità minore di latte formula.
- Monitoraggio Visivo: È importante monitorare attentamente la pelle e gli occhi del neonato nei primi cinque giorni di vita per identificare precocemente i segni di ittero. La prima manifestazione è l'ingiallimento della cute e delle sclere, che può esordire entro 2-4 giorni dalla nascita a partire dal viso, per poi espandersi al resto del corpo.
- Controlli Post-Dimissione: La madre viene dimessa insieme al neonato solitamente dopo 72 ore dal parto, tuttavia è importante effettuare un controllo tra il terzo e il settimo giorno di vita del bambino, per poter individuare precocemente una condizione a rischio. Durante queste visite di controllo, l'aspetto del bambino e i livelli di bilirubina saranno controllati per vedere se è necessaria ulteriore attenzione.
- Ricerca di Segnali d'Allarme: Se si notano i sintomi descritti come segnali d'allarme (ittero precoce, letargia, inappetenza, irritabilità, febbre o ittero persistente oltre le due settimane), è cruciale contattare immediatamente il Medico-Pediatra.
Il monitoraggio attento e l'intervento tempestivo, quando necessario, sono le chiavi per garantire che l'ittero neonatale, anche quando grave, non lasci conseguenze permanenti sulla salute del bambino.
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