Il Biberon Anticolica NUK e le verità scientifiche sulle coliche del neonato: Guida pratica e risolutiva

Le coliche del neonato rappresentano una delle problematiche neonatali più diffuse e fastidiose, sia per le mamme che per i papà, che si sentono spesso stanchi, frustrati e nervosi davanti al proprio bambino che piange e sta male. Per comprendere come intervenire correttamente, è necessario superare i falsi miti del passato. Fino a pochi anni fa, e spesso ancora oggi, si diceva che la causa delle coliche fosse una fatidica immaturità intestinale o il fatto che il neonato ingurgitasse aria mentre poppava. Nulla di più falso. Studi scientifici recenti provano che le coliche gassose non sono causate da una fatidica ”immaturità intestinale” ma da una vera e propria ”infiammazione intestinale”. Solo conoscendo tutte le cause che infiammano l’intestino del bambino, troveremo i rimedi per le coliche del neonato e come far passare davvero il mal di pancia.

rappresentazione anatomica dell'apparato digerente del neonato

I sintomi rivelatori delle coliche gassose

Come accorgersi se il bambino ha le coliche e quali sono i sintomi? In generale, per capire se un neonato ha le coliche puoi osservare numerosi sintomi. Durante le ‘’colichette’’ il bambino piange, contrae la pancia, tira le gambe verso l’addome (flessione delle cosce sul bacino). Accanto a questi sintomi, si può inoltre notare un certo grado di tensione addominale (pancia dura e tesa), accompagnato da ripetute emissioni di gas (il bambino fa aria) che giustificano l’appellativo “coliche gassose del neonato”.

Il sintomo principale per capire se il neonato soffre di colichette rimane sempre la forte irritabilità del bambino in relazione a un pianto doloroso che rende impossibile calmarlo. Il bambino può piangere mentre è allattato al seno, subito dopo o anche a distanza dalla poppata. Se allattato artificialmente, il bambino si potrebbe staccare spesso dal biberon e piangere, oppure piangere successivamente alla poppata, fare fatica a digerire, fare dei rutti rumorosi e avere mal di pancia anche a distanza.

Altri segnali che indicano che il bambino soffre di coliche sono le alterazioni del transito gastro-intestinale (dischezia, stipsi, ecc.), ma anche scariche frequenti, ma con poche feci (sporcano appena il pannolino). Ecco altri sintomi per capire se il neonato soffre di coliche:

  • Il bambino piange finché non riesce ad emettere gas o fare la cacca; solo allora si tranquillizza;
  • Il bambino piange e vuole attaccarsi al seno spesso, cercando di calmarsi;
  • Il bambino piange anche quando è allattato al seno e si stacca spesso dal seno;
  • Il bambino soffre anche di reflusso gastroesofageo (rigurgiti e difficoltà digestiva);
  • Il bambino sta meglio quando si massaggia la pancia e fa aria;
  • Il bambino dorme solo al petto e in braccio;
  • Il bambino fatica a dormire supino (tira la pancia).

Le vere cause scientifiche dietro il dolore addominale

Le coliche gassose NON sono causate da un’immaturità intestinale, sebbene un intestino immaturo possa dare dolore. Le coliche gassose del neonato sono causate da un quadro infiammatorio intestinale. Ecco perché il bambino ha la pancia gonfia (infiammazione), dura e tesa, ma soprattutto ecco perché il neonato ha mal di pancia e soffre d’aria. Lo dimostra senza ombra di dubbi un recente studio scientifico del 2018 (Tu Mai et al., ”Infantile Colic, New Insights into an Old Problem”, pubblicato sulla rivista Gastroenterology Clinics of North America).

diagramma esplicativo dell'infiammazione intestinale nel neonato

I rimedi per le colichette del neonato partono dalla conoscenza di tutti i fattori che le provocano. Se il bambino è allattato al seno è fondamentale indagare e migliorare l’alimentazione materna (imprescindibile). Se il bambino è allattato artificialmente bisogna valutare la tipologia/marca di latte artificiale, come viene proposto il latte (posizione e ritmo di poppata), la tipologia di biberon e la tettarella. Bisogna, inoltre, valutare la presenza di tensioni oggettivabili della muscolatura liscia gastrica e intestinale che creano dolore al bambino e rallentano il transito. Spesso il sistema gastrointestinale (pareti viscerali) si irrita durante la gravidanza a causa dell’alimentazione materna scorretta. Invece, nel post parto la causa è l’alimentazione materna (se allattato al seno) e il latte artificiale (se allattato al biberon). In studio, per curare efficacemente le coliche gassose, insegno sempre ai genitori anche l’Osteo-Massage alla pancia. Si deve sempre trattare l’addome dopo che il bambino ha avuto episodi di coliche, reflusso, stipsi, dischezia e, più in generale, mal di pancia.

Analisi del biberon anticolica NUK

I biberon anticolica sono dei biberon dotati di alcuni sistemi (sacchetto interno, valvola o doppia valvola, base ventilata, succhiotto ergonomico, ecc.) che dovrebbero offrire un flusso di latte costante e lento. Nel caso specifico del biberon anticolica NUK, esso è dotato di un sistema anti-colica Air NUK che dovrebbe assicurare un flusso naturale per aiutare il bambino a bere senza deglutire l’aria. Tralasciando i dettagli tecnici, il biberon anticolica NUK non mi piace tanto, anche per la forma della tettarella di cui parleremo tra poco. Idealmente, il biberon anticolica dovrebbe aiutare a diminuire il mal di pancia del tuo bimbo (coliche gassose) e il reflusso gastroesofageo. Tuttavia, questo rappresenta solo uno dei tanti parametri di cui tener conto se vuoi davvero evitare o curare le coliche gassose nel neonato allattato artificialmente col biberon.

La domanda fondamentale è: il biberon anticolica NUK (e gli altri biberon) funzionano? La risposta è: SI, se coadiuvato da 4 fondamentali parametri. Altrimenti, NO. Questi fattori sono la tipologia di latte artificiale (tutti i latti artificiali hanno gli stessi valori nutrizionali, ma non tutti vengono digeriti bene), la tipologia di tettarella e la grandezza del foro, la posizione del bambino allattato artificialmente e il ritmo della poppata.

Il mito dell'autoregolazione e la suzione passiva

"Non si preoccupi signora, il bambino si autoregola al biberon e smette di bere quando è sazio". Penso che il 90% delle mamme che allattano al biberon si sia sentita dire questa frase. Purtroppo, ti devo dire che è falsa, molto falsa. Il bambino allattato al seno deve succhiare attivamente per bere il latte. O succhia attivamente, oppure il latte non esce. Il bambino allattato al seno, per succhiare attivamente, attiva tutta la muscolatura delle guance, della mandibola e la lingua; compie un movimento di suzione attiva e deglutizione. Al contrario, la maggior parte dei bambini allattati artificialmente NON fa fatica e la suzione è PASSIVA. Questo accade quando il biberon anticolica non regola il flusso, ha una tettarella con un foro troppo ampio e quando il genitore (inconsapevolmente) imprime un ritmo rapido, senza fare delle pause.

Se il biberon non regola il flusso del latte e il foro della tettarella è troppo ampio, il latte sgorga rapido e non controllato. In questo modo, quando viene dato il biberon, il bambino beve passivamente il latte. Non deve succhiare attivamente con un movimento attivo delle guance e della lingua ma solo deglutire passivamente. Il bambino allattato al biberon rischia quindi di mangiare molto più veloce, senza controllo, una quantità maggiore di latte, nella metà del tempo. Di conseguenza, il bambino allattato artificialmente si ingozza, ingurgita aria, mangia troppo, gli esce il latte dalla rima labiale, non si autoregola e più facilmente ha coliche e reflusso.

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Criteri di scelta: Biberon e Tettarella

Per scegliere il biberon anticolica con le giuste caratteristiche, dobbiamo assicurarci che garantisca un flusso lento e controllato. In poche parole, il bambino deve ciucciare attivamente dal biberon affinché esca latte; altrimenti non deve uscire una goccia. Per assicurarti che il flusso sia lento e controllato puoi fare il test seguente: quando metti il latte nel biberon e lo capovolgi, non deve uscire una goccia di latte dal foro della tettarella. Se ti accorgi che il latte gocciola rapidamente o addirittura zampilla, vuol dire che il biberon non è adatto o che il foro è troppo grande. Quando il biberon richiede una suzione attiva, il bambino potrebbe lamentarsi se era abituato a un flusso rapido; è normale.

Per quanto riguarda la tettarella, è bene optare per un prodotto che abbia una valvola efficace, un sacchetto interno o un altro sistema che trattiene l’aria. Inoltre, il biberon deve avere una tettarella preferibilmente di forma fisiologica (arrotondata e con una transizione graduale dall’apice alla base) piuttosto che una forma "anatomica" (irregolare, stretta e allungata). Alla luce di questa analisi, la tettarella del biberon anticolica NUK risulta scorretta. Oltre alla forma, il fattore più importante è la grandezza del foro, che deve essere di taglia 0 o, nella maggior parte dei casi, 1. Solo in questo modo il flusso di latte potrà essere davvero lento e controllato dal bambino. Se la tettarella ha un foro troppo grande, la naturale conseguenza è che il bimbo farà fatica a digerire, sviluppando più facilmente coliche e/o reflusso. I materiali, infine, devono essere atossici e naturali, come il silicone, e privi di BPA.

Gestione pratica: Ritmo della poppata e posizione

Nonostante tu possa scegliere un biberon anticolica con la tettarella adeguata e il foro piccolo, il flusso di latte al biberon sarà sempre più rapido rispetto al seno. Di conseguenza, sarà compito del genitore rallentarlo dettando un ritmo di poppata lento che permetta al bambino di prendere fiato. Ti consiglio di staccare il biberon ogni qualvolta tu senta il tuo bambino ingozzarsi o sembra non gestire il flusso. Soprattutto all’inizio della poppata, quando il latte esce più veloce e il neonato è affamato, ti consiglio di staccarlo più volte, indicativamente una volta ogni 10-20 secondi. Più va avanti la poppata, più il foro si restringe (la plastica si scalda con il calore del latte) e più il bambino diminuisce la foga, rendendo necessario un minor numero di interruzioni.

infografica sulla corretta postura del neonato durante la poppata

La posizione del neonato è altrettanto critica. La maggior parte dei genitori tiene il bambino posizionato scorrettamente. Nella migliore ipotesi il bambino viene tenuto in braccio, nella peggiore viene posizionato sdraiato o molto inclinato orizzontalmente. Ovviamente, più il bambino è ingobbito (schiena incurvata) e più è sdraiato, peggio sarà la digestione gastrointestinale. Il bambino deve essere tenuto bene dritto, quasi seduto (inclinato di pochi gradi all’indietro), la schiena eretta (non incurvata), il collo e il busto devono rimanere in asse (il bambino non deve guardare verso dx o verso sx, ma dritto in avanti). Infine, l'ultimo parametro fondamentale è la tipologia di latte artificiale, che essendo derivato dal latte vaccino è spesso più pesante e incide direttamente sulla salute delle pareti gastrointestinali del neonato.

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