La suzione, pur sembrando un gesto estremamente naturale, è un atto complesso e ricco di tantissime emozioni, ruoli e, per essere sinceri, anche di difficoltà. È un riflesso vitale che si sviluppa quando il bambino è ancora in grembo materno, completando generalmente la sua maturazione alla 36ma settimana di vita fetale. In condizioni fisiologiche, questo riflesso permane fino ai 10-11 mesi di vita, per poi scomparire dopo l’anno, quando la suzione diventa un atto di tipo volontario e non più riflesso. Per garantire un attaccamento al seno funzionale e una suzione armonica del bambino, sia con il seno che con il biberon, ci vogliono, in assenza di patologie congenite, all’incirca 30 giorni dalla nascita affinché il piccolo si adatti pienamente a questa nuova modalità di nutrizione.

Questo periodo iniziale è cruciale, e qualsiasi interferenza può creare disagi significativi per il neonato e i suoi genitori. Comprendere le dinamiche della suzione e della deglutizione, insieme alle possibili cause di difficoltà, è il primo passo per affrontare efficacemente le sfide legate all'alimentazione del neonato con il biberon.
La Suzione e la Deglutizione: Un Processo Complesso Fin dalla Nascita
Il viaggio del neonato verso l'alimentazione inizia ben prima della nascita, con lo sviluppo del riflesso di suzione in utero. Questo processo, apparentemente semplice, è in realtà una complessa coreografia di muscoli, riflessi e adattamenti. Durante il parto, il neonato si adatta al passaggio dal canale vaginale grazie ad una combinazione di movimenti di tutto il corpo, compreso il rimodellamento momentaneo della forma della testolina. Questo adattamento può talvolta generare tensioni o squilibri muscolo-scheletrici che, anche se minimi, possono interferire con il corretto funzionamento della suzione e della deglutizione.
Il Ruolo Fondamentale dell'Osteopata D.O.
In questo contesto, figure professionali come l'Osteopata D.O. giocano un ruolo cruciale. Io, come Osteopata, mi occupo in collaborazione con le figure di supporto all’allattamento di verificare e, se possibile, correggere eventuali disequilibri muscolo-scheletrici che possono interferire con il corretto funzionamento della suzione e della deglutizione. L’Osteopata ha il ruolo di identificare eventuali alterazioni muscolo-scheletriche, ad esempio del collo, della schiena o della lingua, che possono interferire con la suzione. Promuovere un attacco corretto al seno è un obiettivo primario, ma il supporto si estende anche all'alimentazione con il biberon, garantendo che le strutture muscolo-scheletriche del bambino siano ottimali per un'efficace assunzione del latte. Un intervento precoce può fare una grande differenza nel prevenire o risolvere difficoltà che, se trascurate, potrebbero protrarsi nel tempo, causando disagio al bambino e stress ai genitori.
Le Diverse Modalità di Deglutizione: Dal Lattante al Bambino Più Grande
È essenziale distinguere tra le diverse fasi della deglutizione, che evolvono con la crescita del bambino. Nel lattante, che assume cibo liquido attraverso il seno materno o il biberon, il processo è noto come "suckling". In questa fase, il bambino sporge lievemente la lingua tra le gengive prive di denti e stringe le labbra per creare all’interno della bocca una pressione negativa che gli permette di ingoiare il latte. La tettarella del biberon e il seno materno sono appoggiati sulla lingua che compie un movimento in avanti per agevolare la deglutizione. Questo meccanismo riflesso è ottimizzato per il latte e richiede una coordinazione specifica.
Con la crescita, il bambino più grande assume cibi solidi e il processo di deglutizione si modifica. Dopo aver masticato, chiude la bocca, serrando le labbra e i denti. La lingua dirige il cibo contro il palato e verso la gola: si appoggia in una zona particolare del palato chiamata “papilla palatina” o “spot”, localizzata pochi millimetri dietro ai denti incisivi superiori, poi si solleva e compie un movimento anteroposteriore che consente la deglutizione salivare. Questa transizione è naturale, ma alcune anomalie possono interferire con un corretto sviluppo.
Anomalie e Interventi Multidisciplinari
Problemi come il frenulo linguale corto possono ostacolare la corretta mobilità della lingua, influenzando negativamente sia il suckling che la deglutizione successiva. Inoltre, la deglutizione deviata è associata ad anomalie che vanno al di là dell’alterazione del suo schema motorio e richiede quindi un intervento pluridisciplinare. Questa citazione evidenzia l’esistenza di un rapporto biunivoco tra odontoiatria e logopedia, che rende possibile una collaborazione tra i tecnici dei due settori. Tale collaborazione è fondamentale per una valutazione completa e per l'implementazione di terapie mirate che possano correggere pattern di deglutizione disfunzionali, spesso legati a problemi strutturali o di coordinazione muscolare.
Deglutizione Disfunzionale (Atipica) nei bambini | Centro Medico Vivavoce
Il Rifiuto del Biberon: Quando e Perché Accade
C’è un momento nella vita del bambino in cui la mamma deve introdurre il biberon. Se non allatta, questo passaggio è una tappa obbligata già dai primi mesi di vita; se allatta, potrebbe essere comunque necessario, per esempio, fargli bere il latte tirato in precedenza con il tiralatte, perché la madre deve rientrare al lavoro o semplicemente non è stata bene. In queste situazioni, accade spesso che il bambino rifiuti il biberon, e non bisogna spaventarsi. È un fenomeno molto comune, soprattutto tra i piccoli abituati al seno materno, per i quali attaccarsi non vuol dire solamente “fare la pappa” ma anche essere coccolati e rassicurati. Il rifiuto del biberon in un bimbo ben allattato al seno è del tutto normale. Quale bambino vorrebbe lasciare qualcosa di così caldo e accogliente come il seno materno per una bottiglia di plastica e una tettarella di gomma? A pochi giorni di vita è paradossalamente più facile: il neonato non ha ancora la capacità di farsi valere come a 4 mesi. Questo dimostra come il rifiuto non sia necessariamente un capriccio, ma una reazione istintiva e profondamente radicata.
Capire la Causa: Contenuto o Strumento?
Quando il vostro bambino non vuole il biberon, prima di tutto evitate la frustrazione ed armatevi di pazienza. Quello che devi fare è capire se il bambino sta rifiutando il contenuto del biberon o lo strumento. Nel caso di latte materno, ovviamente, la risposta è evidente che non è il contenuto, ma nel caso invece del latte artificiale no, la questione potrebbe essere più complessa e richiedere un'indagine più approfondita. Studia quindi con attenzione il piccolo mentre beve e cerca di comprendere quale sia la causa del suo rifiuto. Questa osservazione attenta è il punto di partenza per individuare la strategia più efficace e personalizzata per il proprio bambino.
Cause Specifiche del Rifiuto del Biberon
Il rifiuto del biberon può derivare da una molteplicità di fattori, che possono agire singolarmente o in combinazione. Identificare la causa specifica è fondamentale per poter intervenire con successo e facilitare l'accettazione del biberon da parte del bambino.
Problemi Legati al Latte: Sapore e Consistenza
Molto spesso potrebbe proprio esserci un problema con la formula. Magari non hai conservato bene il latte, ha un sapore alterato o potrebbe avere all’interno dei grumi che bloccano la tettarella, innervosendo il bimbo. Il sapore del latte artificiale può variare tra le diverse marche e alcuni bambini possono essere particolarmente sensibili a queste differenze. Un cambiamento improvviso nella marca o nella preparazione del latte può essere una causa di rifiuto. Anche il latte materno tirato e conservato, se non maneggiato correttamente, può acquisire un sapore "metallico" o "saponoso" che alcuni bambini non gradiscono. È quindi importante assicurarsi che il latte sia sempre fresco, preparato correttamente e conservato in modo adeguato.

Problemi Legati al Biberon e alla Tettarella: Forma e Materiale
Se invece è il biberon a stare “antipatico” al bimbo, il consiglio in questo caso è quello di provare diverse strade. Prima di tutto alterna il seno al biberon per aiutarlo in questo passaggio e poi abbi la pazienza di sperimentare tettarelle diverse. Ci sono quelle in silicone, caucciù, anticolica, quelle che assomigliano maggiormente al capezzolo o quelle a goccia. Ogni bambino ha le sue preferenze e ciò che funziona per uno potrebbe non essere adatto per un altro. Le tettarelle in silicone sono più rigide e durature, mentre quelle in caucciù (lattice) sono più morbide ed elastiche, ma possono avere un odore più forte. Le tettarelle a forma di capezzolo sono progettate per imitare il seno materno e possono essere più accettabili per i bambini allattati al seno.
Fai poi caso ai forellini sulla tettarella. Spesso ci dimentichiamo che a ogni età corrisponde un numero, che a sua volta corrisponde a dei buchi. Un flusso troppo lento può frustrare il bambino affamato, mentre un flusso troppo veloce può causare soffocamento o rigurgito, rendendo l'esperienza del biberon spiacevole e ansiosa. È essenziale che il flusso del latte sia adeguato all'età e alle capacità di suzione del bambino. Se non riesci a trovare il biberon giusto per il tuo bebè, non scoraggiarti; la perseveranza e la sperimentazione sono la chiave.
La Necessità di Contatto e Affetto: Un Rifiuto Emotivo
Nella maggior parte dei casi, il bambino sta semplicemente chiedendo il contatto con la mamma. Non accetta questo oggetto perché vuole il seno. Questo è un aspetto cruciale da considerare, poiché per molti bambini, l'allattamento al seno non è solo nutrimento, ma anche un momento di profondo legame emotivo, conforto e rassicurazione. Il biberon, in questo contesto, può apparire come un oggetto freddo e impersonale.
E allora, come fare? Potresti fargli fare una piccola pausa e provare - se abbastanza grande - a somministrare il latte con un cucchiaino (in commercio esistono cucchiaini e contenitori appositi per l’allattamento o uno strumento indiano noto come paladai e perfetto anche per i piccolini). Un’alternativa potrebbe essere alternarsi con un’altra persona. Il seno lo pretende ovviamente dalla mamma, ma se fosse il papà o un nonno a dargli il biberon? A volte, l'assenza della mamma, associata al biberon, può aiutare il bambino a disassociare il nutrimento dal contatto diretto con il seno materno, rendendolo più propenso ad accettare il biberon.
La Tecnica di Allattamento con il Biberon e le sue Insidie
In caso di alimentazione col biberon, il movimento della suzione è meno faticoso. “Al piccolo basta aprire e chiudere le arcate dentarie, al massimo deve ‘difendersi’ dal flusso eccessivo anteponendo la lingua alla tettarella”, spiega Riccardo Davanzo, neonatologo presso l'Ospedale Madonna delle Grazie di Matera e Dottore di Ricerca dell'Istituto Burlo Garofolo di Trieste. “Poiché il latte affluisce in buona parte per caduta, il suo arrivo non è controllato dal bebè: per questo il flusso può essere eccessivo, esponendolo a un maggior rischio di rigurgito, oppure non costante, e quindi indurlo a deglutire aria”. Questo è un aspetto critico della dinamica del biberon che spesso viene sottovalutato. Il flusso non controllato può causare disagio, ansia e problemi digestivi nel neonato.
Ma bastano piccoli trucchi per evitare questi inconvenienti, come mantenere un’inclinazione progressiva: la tettarella deve, cioè, essere sempre piena di latte. Questo si ottiene inclinando a 45° la bottiglia con la formula. Mantenere la tettarella piena di latte evita che il bambino inghiotta aria, riducendo il rischio di coliche e rigurgiti. È anche importante fare delle piccole pause durante la poppata per permettere al bambino di riposare e regolare il proprio ritmo di suzione e deglutizione, simulando le pause che avvengono naturalmente durante l'allattamento al seno.
Lo Sciopero del Lattante: Un Fenomeno Sconosciuto ai Più
Anche il tuo bambino rifiuta il biberon? Sciopero del poppante: cosa accade quando il bambino non vuole poppare né al seno né il latte artificiale? L'allattamento sembra procedere bene, il bambino cresce e prende peso quando all'improvviso tutto cambia: il piccolo si rifiuta di attaccarsi al seno o al biberon e non si comprende bene quale sia il motivo di questo repentino cambiamento nelle abitudini. Questo è un fenomeno noto come "sciopero del lattante", una fase delicata e stressante per ogni mamma. Non si tratta di una semplice fase di inappetenza, ma di un rifiuto deciso e spesso accompagnato da pianti, urla e agitazione. Questo comportamento può essere estremamente destabilizzante per i genitori, che si trovano a dover fronteggiare un neonato che rifiuta il latte senza un'apparente ragione.
Cos’è lo Sciopero del Poppante o del Lattante
Lo sciopero del lattante, noto anche come sciopero del poppante, si verifica quando un neonato improvvisamente rifiuta il seno o il latte in formula nel biberon, nonostante fino a quel momento si sia alimentato senza problemi. Quando il bambino non vuole poppare? Ci sono molte ragioni per cui il tuo bambino può rifiutare il seno e questo atteggiamento è sempre la manifestazione di un disagio o di qualcosa che non va. Innanzitutto ricorda che lo sciopero del lattante non indica che il bambino sia pronto per lo svezzamento: è solo una fase passeggera dovuta a precise cause che possono essere risolte. Lo sciopero del poppante può riguardare anche i bambini che bevono il latte dal biberon e non è così infrequente, soprattutto quando hanno 6-7 mesi. Insomma, nulla di preoccupante o di così raro. La durata varia da pochi giorni a diverse settimane, a seconda delle esigenze del bambino e delle circostanze che influenzano l'allattamento. I segnali più comuni includono una diminuzione dell'appetito, irritabilità durante le poppate e un cambiamento nei tempi di allattamento.
Varie Forme di Sciopero
Lo sciopero del lattante può manifestarsi in diverse forme, rendendo difficile per i genitori capire subito cosa stia accadendo. Ecco alcune delle forme più comuni:
- Rifiuto del seno: il neonato non si attacca al seno o, se lo fa, si stacca immediatamente e piange. Questo comportamento può essere estremamente frustrante, soprattutto se il bambino sembrava precedentemente soddisfatto dell’allattamento.
- Rifiuto del biberon: anche il rifiuto del biberon è un segnale chiaro di sciopero. Il neonato rifiuta il biberon e piange, manifestando un chiaro disagio al momento dell’alimentazione.
- Agitazione durante la poppata: il neonato si attacca e si stacca dal seno e piange, o sembra irritabile e nervoso durante l’alimentazione. Questo comportamento può essere interpretato come un segno di disagio o di insoddisfazione, piuttosto che una vera e propria inappetenza.

Le Molteplici Cause dello Sciopero
Comprendere le cause del rifiuto improvviso del seno o del biberon è fondamentale per poter intervenire nel modo più efficace. Le ragioni possono essere molteplici e variano da bambino a bambino:
- Dolore o Malessere Fisico: Una delle cause più comuni è un disagio fisico, come il dolore dovuto a un’infezione all’orecchio (otite), gengive doloranti per la dentizione, o una malattia in corso. Il neonato potrebbe associare l’alimentazione al dolore e rifiutare di nutrirsi, cercando di evitare ciò che percepisce come la fonte del suo malessere. Un semplice raffreddore che rende difficile la respirazione nasale può anche interferire con la capacità di succhiare efficacemente.
- Cambiamenti nell’Ambiente o nella Routine: Un ambiente nuovo o un cambiamento nella routine quotidiana possono provocare stress nel neonato, portandolo a rifiutare il latte. I bambini sono creature abitudinarie e qualsiasi alterazione del loro ambiente o delle loro interazioni può destabilizzarli. Anche un forte odore di profumo (nuovo profumo o un sapone profumato usato dalla mamma) o un cambiamento nel sapore del latte materno, dovuto a ciò che la madre ha mangiato o a nuovi farmaci che sta assumendo, può scatenare lo sciopero del lattante. Ripensa ad eventuali cambiamenti nella tua routine che potrebbero avere un impatto sul bambino. Sei stressata? La tua dieta è cambiata?
- Frustrazione Legata al Flusso del Latte: Se il flusso di latte è troppo lento, il neonato potrebbe sentirsi frustrato per la fatica di estrarre il latte, stancandosi prima di essere sazio. Al contrario, un flusso troppo rapido può causare disagio, rendendo difficile per il bambino gestire la quantità di latte e portandolo a ingoiare aria o a rigurgitare. Questa frustrazione può indurre il bambino a rifiutare sia il seno che il biberon.
- Problemi con la Suzione: Se il neonato ha difficoltà a succhiare correttamente, potrebbe stancarsi rapidamente o provare disagio, rifiutando così di continuare a poppare. Questo può essere dovuto a un'inefficacia nella tecnica di suzione, a problemi anatomici minori o a tensioni muscolari che impediscono una presa corretta e confortevole.
- Ansia o Stress Materno e Sovrastimolazione: Ansia o stress: il bambino potrebbe percepire la tensione o lo stress della madre durante l'allattamento. I neonati sono estremamente sensibili agli stati emotivi dei loro caregiver e possono reagire allo stress materno rifiutando di nutrirsi. Se allatti in un ambiente rumoroso e caotico, con voci di familiari o la televisione accesa, questo potrebbe disturbare il bambino che reagisce rifiutando il seno: ricorda che i bambini spesso reagiscono alla sovrastimolazione, che può essere stressante. È quindi cruciale creare un ambiente calmo e rilassato.
Strategie e Soluzioni per Superare il Rifiuto e lo Sciopero
Affrontare lo sciopero del lattante o il rifiuto del biberon può sembrare una missione impossibile, ma con pazienza e qualche strategia, è possibile superare questo momento difficile.
Pazienza e Calma: L'Importanza dell'Ambiente Emotivo
Rimani calma e paziente: è fondamentale mantenere la calma. L’ansia e lo stress possono influenzare negativamente il neonato, rendendo più difficile il ritorno alla normalità. Il neonato avverte lo stato emotivo della madre e potrebbe reagire con ulteriore agitazione. Bisogna, quindi, essere pazienti e fornire al bambino un posto tranquillo e sicuro per l'allattamento. Assicurati che l'ambiente sia tranquillo e confortevole, prova diverse posizioni e mantieni la calma. L'approccio sereno dei genitori è il primo e più importante strumento per aiutare il bambino.
Offrire il Latte in Momenti Specifici e Creare un Ambiente Sereno
Offri il seno o il biberon più spesso, soprattutto quando il neonato è mezzo addormentato, poiché in questi momenti è più probabile che accetti di nutrirsi. La sonnolenza riduce le difese e le reazioni di rifiuto, rendendo il bambino più recettivo. Crea un ambiente sereno: riduci le distrazioni durante l’allattamento, scegliendo un ambiente tranquillo e rilassante. Una luce soffusa e un’atmosfera calma possono aiutare il neonato a concentrarsi sull’alimentazione. Il contatto pelle a pelle può anche essere estremamente benefico per rassicurare il bambino e favorire l'attaccamento.

Consultare il Pediatra e Sperimentare Diverse Soluzioni
Verifica la salute del neonato: se sospetti che il rifiuto del latte possa essere dovuto a un problema di salute, consulta il pediatra per escludere infezioni o altri malesseri. È sempre prudente escludere cause mediche sottostanti. Ripetiamo, prova a cambiare posizione, creare un ambiente rilassato e mantenere un contatto pelle a pelle. A volte, semplicemente cambiando la posizione in cui allatti, puoi migliorare la situazione. Una posizione più comoda potrebbe aiutare il neonato a sentirsi più sicuro e a nutrirsi meglio.
Considera l’utilizzo di un paracapezzolo o di un diverso tipo di biberon: Se il problema è legato alla suzione, un paracapezzolo potrebbe aiutare il neonato a succhiare meglio, fornendo una superficie più familiare o una presa più facile. Allo stesso modo, provare un biberon con una tettarella diversa potrebbe fare la differenza. Come già menzionato, la varietà di tettarelle disponibili è ampia, e trovare quella giusta è spesso una questione di prova ed errore.
Alternative al Biberon e Coinvolgimento di Altre Persone
Gentile Michela, non so cosa possa aver portato Manuela a questa avversione per il biberon. Evidentemente non è il latte ad essere rifiutato, ma lo strumento con cui viene somministrato. Per questo, anche se più faticoso per lei, proporrei di usare per un po’ il cucchiaino o un piccolo bicchiere (tipo misurino allegato agli antibiotici), in modo che Manuela prenda maggiore confidenza con il latte. Questo non esclude definitivamente il biberon che, sospeso per qualche giorno, può essere nuovamente offerto in un clima più sereno, in cui la mamma non mostri l’angoscia legata al suo rifiuto e non utilizzi l’insistenza per riuscirci. Altro consiglio è quello di fare offrire il biberon dal papà o comunque da altra persona meno emotivamente coinvolta di lei per qualche giorno. Sia ben chiaro che Emanuela non rifiuta la sua adorata mamma, ma forse il modo insistente con cui le viene offerto il latte per paura che non mangi. L’altra cosa da sottolineare è che, se Manuela mangia dormendo, ovviamente da sveglia non avrà lo stimolo della fame, e quindi potrebbe rifiutare il biberon semplicemente perché non ha bisogno di mangiare.
Consigli per la Mamma che Torna al Lavoro
Se la madre deve rientrare al lavoro non ci sono molte alternative: o il piccolo accetta il biberon oppure accetta di digiunare fino al rientro della madre. Mi pare che sua figlia abbia già scelto. Dal punto di vista della sua salute, attendere un’ora o anche di più prima della poppata non è un grave problema: soprattutto se è ben cresciuta è tranquillamente in grado di farlo senza danni alla salute. Non insisterei con il biberon, almeno fino a quando il latte materno c’è, e rimanderei la soluzione del problema a quando questo dovesse scarseggiare (e non è detto che ciò accada). Eventualmente, ma solo dopo i 6 mesi, si può provare a proporre al piccolo qualche alimento più consistente e diverso dal latte dato con il cucchiaino, come pappe o frutta. Questo consiglio, offerto da un Dirigente medico di 1° livello c/o Patologia Neonatale - Nido P.O. con esperienza nel Trasporto Neonatale d’Emergenza presso il reparto di Patologia Neonatale della Clinica Mangiagalli, sottolinea l'importanza di non forzare il bambino e di fidarsi delle sue capacità di autoregolazione, se la crescita è adeguata. Nel frattempo è importante continuare a svuotare il seno, ad esempio con il tiralatte, per evitare ingorghi mammari e mastiti.
Lo sciopero del lattante è una fase temporanea, ma richiede attenzione e cura. Non devi smettere di allattare, soprattutto se il bambino non è ancora stato svezzato. Con pazienza e perseveranza, è possibile aiutare il neonato a superare questo momento e tornare a nutrirsi serenamente. Ricorda sempre che ogni neonato è unico e ciò che funziona per uno potrebbe non funzionare per un altro.
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Il Ruttino: Un Alleato Contro i Disagi Digestivi
A cosa serve il ruttino? La funzione principale del ruttino è quella di espellere l’aria che il neonato ingurgita insieme al latte durante la poppata. Quindi, il ruttino è un meccanismo importante per i neonati. Che si tratti di allattamento al seno o di allattamento artificiale, infatti, la possibilità che il neonato ingurgiti dell’aria non è mai del tutto esclusa. L'aria nello stomaco può causare disagio, dolore, gonfiore e rigurgito, rendendo il bambino irritabile e disturbando il sonno.
Ruttino del Neonato: È Davvero Necessario?
Tuttavia, è importante notare che non sempre il ruttino è necessario per ogni neonato. In alcuni casi, il bambino potrebbe non avere ingurgitato aria durante la poppata o potrebbe essere in grado di espellere l’aria senza necessità di aiuto. Oppure, semplicemente, a volte non si percepisce il suono del ruttino, che talvolta può somigliare a uno sbuffo o a un brontolio. In generale, i neonati allattati al seno tendono a ingurgitare meno aria rispetto ai bimbi allattati con biberon, poiché il flusso del latte è più controllato e il bambino deve lavorare di più per estrarlo, riducendo l'ingestione accidentale di aria. Nonostante queste differenze, è sempre consigliabile tentare di farlo ruttare, specialmente dopo le poppate più abbondanti o se il bambino mostra segni di disagio. Ricordiamo che il ruttino non è obbligatorio neanche per i bambini che lo fanno quasi sempre.
Come si Capisce se il Neonato Deve Fare il Ruttino?
Si può capire se un neonato ha bisogno di fare il ruttino osservando alcuni segnali. Questi possono includere irrequietezza, agitazione, smorfie, o movimenti delle gambe come se cercasse di spingere qualcosa. Inoltre, se si nota che il bambino ha interrotto la poppata in modo brusco, mostrando segni di disagio come smorfie o colpi di tosse, questi possono essere altri indicatori che c’è aria nello stomaco che potrebbe richiedere un ruttino. A volte, il bambino può anche apparire gonfio o emettere piccoli suoni di gola che indicano la presenza di aria.
Come Aiutare il Neonato a Fare il Ruttino?
Aiutare il neonato a fare il ruttino è una pratica comune che può rivelarsi molto utile per garantirgli benessere dopo la poppata. Tra le pratiche più diffuse c’è quella di tenere il bambino in posizione verticale, appoggiato alla propria spalla. In questa posizione si fornisce un adeguato sostegno al fondoschiena con una mano. Con l’altra si dà sostegno alla testa e al collo del bambino, facendo attenzione che quest’ultimo rimanga in una posizione leggeramente più elevata. Un delicato massaggio sulla schiena o delle leggere pacche possono aiutare l'aria a risalire.
Un altro metodo prevede di posizionare il bambino seduto sulle proprie gambe, inclinato un po’ in avanti. Questa posizione viene sostenuta ancorando delicatamente una mano sul petto del neonato, per evitare che cada in avanti, mentre con l'altra mano si massaggia o si picchietta dolcemente la schiena. Questa postura può facilitare la compressione dello stomaco e l'espulsione dell'aria.
C’è anche chi preferisce adagiare il neonato a pancia in giù, magari sulle proprie ginocchia, facendo attenzione a tenere la testolina del piccolo leggermente più alta rispetto al resto del corpo. Anche in questa posizione, un massaggio sulla schiena può essere utile. Nonostante queste pratiche, è importante ricordare di agire sempre con dolcezza e pazienza. Il contesto gioca un ruolo importante: provare a rilassarsi in un ambiente tranquillo può aiutare il neonato e favorire l’emissione del ruttino. La calma dei genitori si traduce in un ambiente più sereno per il bambino, facilitando i processi digestivi.
