L’omicidio di Peter Neumair e Laura Perselli, noto anche come il delitto di Bolzano, ha segnato profondamente la cronaca nera italiana, rivelando le dinamiche distruttive di un nucleo familiare apparentemente tranquillo, sfociato nel dramma del duplice parricidio. Benno Neumair, all'epoca dei fatti trentenne, è stato riconosciuto colpevole dell'assassinio dei genitori, avvenuto presumibilmente nel pomeriggio di lunedì 4 gennaio 2021, all'interno della loro villetta situata in via Castel Roncolo a Bolzano.
Il contesto familiare e il rapporto conflittuale
La famiglia Neumair viveva in una prestigiosa palazzina di Bolzano. Peter Neumair, nato nel 1958, era un insegnante in pensione che conduceva una vita riservata e dignitosa insieme alla moglie Laura Perselli, di 68 anni, anch'essa docente in pensione. La coppia aveva due figli: la minore, Madè, laureata in medicina e residente a Monaco di Baviera, e il primogenito, Benno.
Il rapporto tra i coniugi e il figlio Benno era deteriorato da tempo. Dopo un periodo trascorso in Germania, conclusosi con un ricovero in psichiatria a Neu-Ulm a causa di un grave episodio di salute mentale, Benno era tornato a vivere con i genitori. Il giovane, laureato in Scienze motorie e nutrizionismo presso l'Università di Innsbruck, aveva sviluppato un'ossessione per il fitness e la cura del corpo, accompagnata da una dipendenza dagli anabolizzanti che, secondo gli inquirenti, ne aveva alterato profondamente il comportamento.
Le tensioni domestiche erano all’ordine del giorno, acuite dal rifiuto di Benno di intraprendere un percorso di disintossicazione e dalla pressione dei genitori affinché il figlio si rendesse autonomo andando a vivere in un appartamento sfitto della medesima palazzina. I genitori, inoltre, non tolleravano più i comportamenti aggressivi del giovane, che aveva manifestato atteggiamenti minacciosi anche verso colleghi e studenti durante il suo periodo di supplenza presso la scuola media Aufschnaiter di Bolzano.

La dinamica dell'omicidio e la sparizione
Il 4 gennaio 2021 segna l'inizio del calvario. Secondo la ricostruzione processuale, Benno Neumair ha strangolato il padre Peter all'interno dell'abitazione. Poche ore dopo, al rientro della madre Laura, ha commesso lo stesso gesto folle nei confronti della donna. I corpi sono stati successivamente caricati sulla Volvo V70 di famiglia.
Il figlio, per nascondere il crimine, si è diretto verso il ponte di Ischia Frizzi, da dove ha gettato le vittime nel fiume Adige. In un episodio riportato durante il processo, un vicino di casa avrebbe incrociato Benno vicino all'auto, notandolo affannato; il giovane, per giustificarsi, avrebbe finto di essere impegnato nello stretching, pronunciando la frase: «non si ingrassa da Natale a Capodanno, ma da Capodanno a Natale».
Il 5 gennaio 2021, Benno si è recato presso la caserma dei Carabinieri di Bolzano per denunciare formalmente la scomparsa dei genitori. In un primo momento, gli inquirenti ipotizzarono un incidente in montagna o il coinvolgimento dei coniugi in una frana che aveva colpito l'Hotel Eberle nei giorni precedenti. Tuttavia, le indagini tecniche, tra cui il controllo delle celle telefoniche e la scoperta che i cellulari delle vittime erano spenti dalla sera del 4 gennaio, hanno presto indirizzato i sospetti verso il figlio.
Le indagini forensi e la confessione
Durante i sopralluoghi nella casa di via Castel Roncolo, i Ris hanno individuato tracce che Benno avrebbe tentato di cancellare utilizzando acqua ossigenata; una bottiglia del prodotto è stata rinvenuta nel bagagliaio della Volvo al momento del fermo del ragazzo in un autolavaggio. La svolta decisiva è arrivata con il ritrovamento di una traccia ematica sul ponte di Ischia Frizzi, confermata dalle analisi del Ris come appartenente a Peter Neumair.
Il corpo di Laura Perselli è stato rinvenuto nel fiume Adige il 6 febbraio 2021, dopo che le autorità avevano effettuato un complesso abbassamento del livello delle acque del fiume nel tratto tra Bolzano e Rovereto. Il corpo di Peter Neumair è stato invece rinvenuto il 27 aprile dello stesso anno, segnalato da un passante. A seguito di questi ritrovamenti e dell'evidenza delle prove, Benno Neumair, dopo essersi inizialmente dichiarato innocente, ha confessato il duplice omicidio l'11 febbraio 2021, ammettendo di aver utilizzato un cordino da arrampicata per compiere il gesto.
Impronte digitali sulla scena del crimine: come vengono raccolte e confrontate
Il processo e il profilo psicologico
Il processo a carico di Benno Neumair ha preso il via il 4 marzo 2022 dinnanzi alla Corte d'Assise di Bolzano. Durante le udienze, è emersa la figura di un uomo dal carattere complesso, descritto dai colleghi come inaffidabile e insofferente alle regole. I periti del Giudice per le Indagini Preliminari hanno diagnosticato a Benno un disturbo di personalità di tipo narcisistico, istrionico e antisociale.
La perizia psichiatrica ha evidenziato una condizione di seminfermità mentale al momento dell'uccisione del padre, scatenata, secondo la tesi del giovane, da una lite improvvisa, mentre è stato ritenuto capace di intendere e di volere al momento dell'uccisione della madre, che sarebbe stata eliminata in quanto scomoda testimone. La difesa ha tentato di ottenere le attenuanti generiche facendo leva sulla confessione, ma l'accusa ha richiesto e ottenuto l'ergastolo.
L'impatto mediatico e la figura di Madè Neumair
La vicenda ha avuto una risonanza nazionale, finendo sotto i riflettori di trasmissioni come "Un giorno in pretura". Particolare attenzione è stata rivolta anche alla figura di Madè Neumair, sorella di Benno. Medico residente in Germania, Madè è stata presente in aula durante la lettura della sentenza, commentandola con la consapevolezza che, nonostante la giustizia, il dolore per la perdita dei genitori non potrà mai essere del tutto lenito.
La tragedia ha sollevato interrogativi profondi sulla gestione dei conflitti familiari e sull'impatto che l'abuso di sostanze, come gli steroidi anabolizzanti, può avere su soggetti con fragilità psichiche preesistenti. Il caso Neumair rimane, a distanza di tempo, un monito sulle ombre che possono celarsi dietro le mura domestiche di famiglie apparentemente insospettabili, culminato in una condanna definitiva all'ergastolo per Benno Neumair, confermata anche in Cassazione.
