La nascita prematura, definita come la nascita prima delle 37 settimane di gestazione, presenta sfide uniche e significative per i neonati, ma anche per le loro famiglie. In questo delicato contesto, il latte materno emerge non solo come una fonte di nutrimento, ma come un vero e proprio agente terapeutico, capace di influenzare positivamente la salute a breve e lungo termine di questi piccoli pazienti. L'assunzione tempestiva di latte materno durante la permanenza in unità di terapia intensiva neonatale (UTIN) costituisce una vera e propria strategia di prevenzione primaria contro numerose complicanze, come l’enterocolite necrotizzante (NEC), le malattie polmonari croniche, la crescita insufficiente e il ritardo dello sviluppo neurocognitivo. La sua importanza è tale che, laddove il latte materno della propria madre non sia disponibile, il latte umano donato rappresenta la prima scelta nutrizionale nel pretermine, secondo solo a quello della propria madre.

I Benefici Ineguagliabili del Latte Materno per il Neonato Prematuro
I vantaggi del latte materno, da tempo noti per il neonato a termine, sono ormai certi anche nel neonato pretermine, che ne beneficia in maniera speciale. Questo prezioso alimento è fondamentale per la crescita e lo sviluppo ottimale dei neonati, ed è ancora più importante per i neonati prematuri. I neonati prematuri, avendo vissuto meno tempo nel grembo materno, devono finire il processo di crescita e possono essere più esposti a malattie e infezioni. Il latte materno fornisce loro fattori cruciali, come il DHA (un acido grasso vitale per il corretto sviluppo di cervello e occhi) e l'immunoglobulina G (un anticorpo), che altrimenti non riceverebbero in utero.
Inoltre, il latte delle mamme dei neonati prematuri contiene più grassi e immunoglobulina secretoria rispetto al latte delle mamme dei bambini nati a termine, adattandosi così alle esigenze specifiche di questi piccoli. I neonati prematuri presentano anche tratti gastrointestinali immaturi, che possono causare problemi di digestione e assorbimento delle sostanze nutritive. Il latte materno contiene enzimi che aiutano il bambino nella digestione, nonché il fattore di crescita epidermico che favorisce la maturazione del suo intestino. I neonati prematuri alimentati principalmente con latte materno presentano una permeabilità intestinale significativamente ridotta rispetto a quelli alimentati prevalentemente con latte artificiale, il che significa che il numero di particelle potenzialmente patogene che riescono a passare attraverso il rivestimento del loro intestino nel flusso sanguigno è ridotto.
Uno studio recente ha dimostrato che ogni 10 ml in più di latte materno somministrati a neonati con peso molto basso alla nascita (VLBW) nei primi 28 giorni di vita corrispondono a una riduzione della sepsi tardiva del 19%. La sepsi, una grave infezione generalizzata, è una delle complicanze più temute nei neonati prematuri. Il latte materno, grazie ai suoi componenti bioattivi, rafforza il sistema immunitario del neonato, aiutando a combattere le infezioni.

Prevenzione delle Malattie e Miglioramento degli Esiti Clinici
Il latte materno contiene agenti protettivi che possono aiutare a prevenire situazioni complesse a cui il neonato prematuro è incline, come infezioni gravi, retinopatia del prematuro (una condizione che può causare la perdita della vista) e displasia broncopolmonare (una malattia polmonare cronica). Più latte materno riceve il bambino, più basso è il suo rischio di contrarre queste malattie.
L’enterocolite necrotizzante (NEC) è una delle emergenze neonatali più temibili nel nato gravemente pretermine. Il rischio di NEC è fino a dieci volte più basso nei bambini prematuri che ricevono latte materno rispetto a quelli che vengono alimentati con latte artificiale. I meccanismi attraverso i quali il latte materno riduce il rischio di NEC includono l’abbassamento del pH gastrico, il miglioramento della motilità intestinale e la riduzione del rischio di disbiosi intestinale, grazie all’effetto antimicrobico garantito da fattori prebiotici e probiotici presenti nel latte materno. Il latte materno della propria madre, quindi fresco e non pastorizzato, è talmente importante che il colostro prodotto nelle prime fasi della lattazione può costituire un vero e proprio strumento terapeutico. La terapia orale del colostro consiste nella somministrazione di gocce di colostro materno nella bocca del neonato entro il primo giorno di vita, nell’attesa che possa ricevere una vera e propria nutrizione enterale.
Inoltre, i neonati prematuri alimentati con il latte della loro mamma tendono a essere dimessi in media due settimane prima rispetto a quelli alimentati con latte artificiale. Nel primo anno di vita, hanno quasi il 6% di probabilità in meno di essere ricoverati in ospedale.
Impatto a Lungo Termine: Sviluppo Cognitivo e Salute Futura
I benefici del latte materno si estendono ben oltre il periodo neonatale, influenzando lo sviluppo a lungo termine del bambino. Le ricerche mostrano che i neonati sottopeso alla nascita che hanno ricevuto latte materno in terapia intensiva presentano un quoziente intellettivo (QI) più alto di cinque punti rispetto a quelli che non lo hanno ricevuto. Questi bambini, a sette anni, hanno inoltre risultati migliori nei test cognitivi, migliore memoria, quoziente intellettivo e nella comprensione della matematica. Un maggior volume cerebrale, nell'area che deve elaborare e trasmettere i segnali neurali ad altre parti del cervello, è stato osservato nei neonati che erano stati principalmente allattati al seno nei primi 28 giorni di vita.
A lungo termine, il latte materno migliora anche la funzionalità cardiaca in età avanzata.
How to Bottle Feed your Baby: Paced Bottle Feeding
Promuovere la Produzione di Latte Materno e l'Allattamento al Seno
Per una maggior diffusione dell’allattamento materno nel pretermine, il primo passo da compiere è consentire ai genitori un libero accesso ai reparti di Terapia Intensiva Neonatale, permettendo loro di conoscere precocemente il proprio bambino, di avere contatti prolungati con lui, anche attraverso la marsupio-terapia, e di familiarizzare col personale. La montata lattea, condizionata negativamente dallo stress della nascita, può presentarsi a qualunque età gestazionale.
Sì, le mamme sono pronte a produrre il latte a metà della gravidanza. Quando la placenta viene espulsa dopo il parto, i livelli di progesterone (ormone della gravidanza) diminuiscono, permettendo al seno di iniziare a produrre il colostro, il primo latte. La produzione di latte materno si innesca quando il neonato si attacca al seno e succhia ritmicamente; tuttavia, se il bambino nasce prematuramente, in un primo momento potrebbe non essere in grado di alimentarsi al seno.
Le mamme possono riprodurre le sensazioni che innescano la produzione di latte stimolando il seno e i capezzoli con le mani o utilizzando un tiralatte, che può aiutare a raccogliere il colostro ricco di sostanze nutritive da somministrare al bambino. Iniziare a estrarre il latte materno il più presto possibile è fondamentale. Uno studio recente ha mostrato che nelle madri che estraevano il latte entro un'ora dal parto, il latte si presentava nel momento previsto.
Se il bambino nasce prima della 37ª settimana di gravidanza viene classificato come prematuro. Non sempre si conoscono le cause del parto prematuro, ma alcuni fattori ne aumentano la probabilità, tra cui la gravidanza gemellare o multipla, alcune condizioni di salute che interessano la mamma o il feto, oppure aver avuto un bambino prematuro in precedenza.
Molti bambini nati prima della 34ª settimana hanno difficoltà a coordinare la suzione, l'ingestione e la respirazione. Fino a quando il neonato non sarà pronto, gli infermieri lo alimenteranno inserendo delicatamente un sondino nel suo stomaco attraverso il naso o la bocca. Il bambino può essere alimentato in questo modo fino a quando non è pronto per alimentarsi dal seno della madre.
Se il neonato è troppo debole per rimanere attaccato al seno e alimentarsi, la madre può usare un tiralatte fornito dall'ospedale o dalla clinica per "fare le veci del bambino". Stimolare il seno nelle prime ore mediante una tecnologia di iniziazione basata sulla ricerca (che imita gli schemi di suzione dei neonati) è importante per aiutare ad avviare e mantenere la produzione di latte. È necessario estrarre il latte ogni due o tre ore, ossia da otto a dodici volte nell'arco delle 24 ore.
Alcune mamme possono somministrare piccole quantità di latte materno estratto direttamente nella bocca del bambino con una siringa. In alternativa, si possono inserire nella bocca del bambino dei bastoncini di cotone imbevuti di latte. Ciò consente al bambino di assaggiare il latte (facilitando il passaggio all'allattamento esclusivo al seno) e di coprire la sua bocca con i componenti immunostimolanti e protettivi del latte.
Per l'estrazione del latte, i neonatologi raccomandano l'uso di un tiralatte doppio, che permette di estrarre più rapidamente e fornisce in media il 18% di latte in più rispetto all'estrazione singola. È importante trovare la situazione più confortevole per estrarre, idealmente subito dopo o durante il contatto pelle a pelle prolungato con il proprio bambino, o mentre ci si trova vicino alla sua culla e lo si guarda. L'ossitocina, l'ormone che induce il riflesso di erogazione, viene rilasciata guardando, toccando, annusando e pensando al proprio bambino.

Il Metodo Madre Canguro e il Supporto ai Genitori
Il metodo madre canguro, in cui i genitori tengono il loro neonato sul petto nudo per lunghi periodi, offre numerosi benefici. Il contatto pelle a pelle aiuta a calmare e regolare la respirazione e il battito cardiaco del bambino, oltre a riscaldarlo e a lasciarlo riposare vicino a uno dei genitori. Questo metodo è associato a una migliore salute nei neonati prematuri e, nelle mamme, a maggiori volumi di latte estratto e a una maggiore durata dell'allattamento al seno. Concedersi almeno 30-60 minuti per il contatto pelle a pelle prima di una poppata offre al bambino il tempo di svegliarsi e sentire la fame.
È fondamentale che i genitori non esitino a informare il personale della UTIN che preferiscono alimentare il loro bambino con latte materno. Se il latte della madre non è sufficiente, è importante chiedere al personale un maggiore supporto per aumentare la produzione di latte. È normale che tutte le mamme con bambini ricoverati nella UTIN si sentano preoccupate o stressate, e queste sensazioni possono influenzare la produzione di latte. Pertanto, è importante chiedere tutto l'aiuto necessario, come quello di un consulente per l'allattamento.

Banche del Latte Donato e L'Innovazione Tecnologica
L'American Academy of Pediatrics ha dichiarato che, nonostante un significativo supporto all'allattamento al seno, se il latte materno non è disponibile dovrebbe essere usato latte donato pastorizzato. Le banche del latte certificate vantano standard elevati nello screening e nell'analisi delle potenziali donatrici, nella pastorizzazione e nell'analisi del latte prima del suo utilizzo negli ospedali al fine di ridurre al minimo il rischio di trasmissione delle infezioni. In Italia, la rete delle banche del latte umano donato è in atto da diversi anni, garantendo la distribuzione gratuita su indicazione medica del latte umano donato.
L'innovazione tecnologica sta inoltre aprendo nuove frontiere per ottimizzare la nutrizione dei neonati prematuri. Un recente sviluppo tecnologico, il sistema Preemie, utilizza uno spettrometro NIR supportato dall'intelligenza artificiale per analizzare la composizione del latte umano. Questa soluzione permetterà di fortificare il latte umano tenendo conto della sua composizione e delle esigenze nutrizionali del bambino, portando benefici non solo al personale medico e ai loro pazienti, ma anche alle banche del latte umano che necessitano di informazioni rapide e accurate. Un'analisi costi-benefici ha rivelato che il sistema contribuisce a ridurre il costo complessivo dell'assistenza ai neonati con peso alla nascita molto basso e si prevede che avrà un impatto rivoluzionario sui risultati clinici, riducendo la prevalenza delle principali malattie e dei disturbi a lungo termine.
Passare dall'Estrazione all'Allattamento Diretto al Seno
Indipendentemente dall'età gestazionale del bambino, se è abbastanza stabile per il contatto pelle a pelle, si può scoprire che cerca il seno per fare una poppata di "allenamento" (non nutritiva). Questo è il modo perfetto affinché il neonato impari ad alimentarsi al seno prima di essere pronto a coordinare perfettamente suzione, ingestione e respirazione. Estrarre un po' di latte sul capezzolo prima di posizionare il bambino sul seno può aiutarlo a trovare il capezzolo e invogliarlo a succhiare. Durante l'attaccamento può anche riuscire ad assumere un po' di latte. Non preoccuparsi se sembra fare ben poco; ogni volta impara qualcosa. Alla fine, può passare da una o due poppate a un allattamento completo. Fino ad allora, può essere alimentato con un sondino mentre viene tenuto vicino al seno, poiché tale vicinanza può aiutarlo ad associare la pancia piena con il seno e il latte. L'allattamento non nutritivo può essere avviato non appena ci si sente a proprio agio con il metodo madre canguro, purché il bambino non soffra di bradicardia o di desaturazione. Il bambino può passare all'allattamento al seno quando ne è in grado.
I bambini con un peso alla nascita molto ridotto, inferiore a circa 1,5 kg, spesso necessitano di un maggior apporto di proteine, calcio e fosforo; di conseguenza, insieme al latte della madre viene somministrato loro un fortificante. In alcuni paesi sono disponibili fortificanti del latte umano, ma in altri sono derivati dal latte di mucca.
In conclusione, l'allattamento al seno e l'uso del latte materno rappresentano pilastri fondamentali nella cura dei neonati prematuri, offrendo una protezione insostituibile contro le complicanze mediche e promuovendo uno sviluppo ottimale a lungo termine.