Il mistero e la magia della Befana: Storia, tradizioni e significati di una festa senza tempo

L'Epifania mette fine alle festività natalizie: si tratta di una festa molto amata, soprattutto dai più piccoli. Subito dopo le celebrazioni per l'arrivo del nuovo anno, l'Italia saluta le feste con una tradizione ricca di storia e magia: l'arrivo della Befana. Questa figura enigmatica e affascinante ha radici antiche, intrecciando il mito con la realtà, creando così un'atmosfera unica che si diffonde tra le strade e le case di tutto il Paese. La Befana, icona del folklore italiano, è una figura che ha affondato le sue radici nella ricca terra della mitologia.

illustrazione di una Befana che vola sulla scopa sopra un borgo italiano innevato

Le origini profonde: tra antichi riti e leggende cristiane

Sai come è nato il mito della Befana? Nella religione degli antichi Romani la dea Strenia era legata al culto della salute: il primo giorno dell'anno i Romani si scambiavano doni per onorare la dea e per gli auguri di buon anno. È infatti proprio dal nome della dea che deriva il termine strenna! Qualche traccia dei miti pagani sopravvisse all'arrivo del Cristianesimo, fino a creare una nuova figura che contiene influenze di tutte e due le tradizioni.

Già in epoca romana e preromana, in questo stesso periodo dell'anno si celebrava la fine del ciclo agricolo. Gli antichi Romani ereditarono i riti propiziatori associandoli al calendario romano, celebrando l'interregno temporale tra la fine dell'anno solare e la ricorrenza del Sol Invictus. La dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura attraverso Madre Natura. I Romani credevano che in queste dodici notti delle figure femminili volassero sui campi coltivati, per propiziare la fertilità dei futuri raccolti, da cui il mito della figura "volante".

Nella tradizione cristiana, la storia della Befana si fonde con quella dei Re Magi. Si narra quindi che i tre Re Magi - Baldassarre, Melchiorre e Gaspare - si misero in viaggio seguendo la stella cometa per trovare Gesù Bambino e portargli doni preziosi: oro, incenso e mirra. Secondo la leggenda, i Re Magi diretti a Betlemme si fermarono a bussare alla porta di un'anziana per chiedere indicazioni sulla strada da percorrere. Ottenute le informazioni, i Re Magi ringraziarono la donna e la invitarono a seguirli per rendere con loro omaggio a Gesù. L'anziana rifiutò e tornò in casa. Non appena i tre se ne furono andati, la donna si convinse di aver commesso un errore: così si mise in cammino in cerca dei Magi. Non riuscendo a trovarli, bussò a ogni casa, lasciando a tutti i bambini dei regali, non sapendo dove si trovasse Gesù, sperando che uno di quei bimbi fosse proprio il figlio di Dio.

dipinto classico raffigurante i Re Magi in cammino sotto una stella luminosa

Etimologia: da Epifania a Befana

Il 6 gennaio si festeggia l'Epifania: questa parola di origine greca (ἐπιφάνεια, epifáneia) significa "Manifestazione": è il giorno durante il quale si celebra Gesù, visitato dai Re Magi e riconosciuto come figlio di Dio. È proprio dal termine Epifania che deriva la parola Befana! I cambiamenti della lingua italiana sono stati molti, e hanno avuto inizio quando dal latino si è passati a parlare prima la lingua volgare, e infine l'italiano. I termini latini venivano riportati spesso in modo errato, ed è così che Epifania è diventato Beffania e infine Befana.

L'iconografia: perché una vecchietta con la scopa?

La Befana è rappresentata, nell'immaginario collettivo, da una vecchietta con il naso lungo, il mento aguzzo e le scarpe rotte, che vola a cavallo di una scopa, per regalare dolcetti e piccoli doni ai bambini che sono stati buoni. Il suo aspetto, col viso grinzoso e pochi denti, un naso prominente e schiena ricurva, si deve alla raffigurazione simbolica dell'anno vecchio, che ci si appresta a bruciare, così come accadeva in alcuni Paesi europei, dove si seguiva la tradizione all'inizio dell'anno di bruciare fantocci vestiti di abiti logori.

Per ripararsi dal freddo, la Befana indossa gonne lunghe, lisi e rattoppate in maniera allegra, spesso con un grembiule. Usa, infine, calzettoni pesanti e scarpe comode, ma non stivali alla guascone. Non bisogna confondere la Befana con le streghe della tradizione anglosassone: una Befana vera, infatti, non ha il cappello a punta. La scopa, l'elemento iconico che l'accompagna, richiama simbolicamente un gesto di purificazione: spazzare via il vecchio per fare spazio al nuovo.

La vera storia della Befana - 🧹 - Storie per bambini

La tradizione della calza e il carbone

Tradizionalmente, nella società contadina, le calze della Befana venivano appese sotto la cappa del camino in modo che la tenera vecchina le trovasse subito. La calza della Befana è analoga in tutto e per tutto alla calza di Natale. Alcuni bimbi lasciavano scarpe o stivaletti da riempire, ma quasi tutti preferivano le calze di lana perché, grazie alla loro morbidezza, si allargano facilmente contenendo più doni.

Perché la Befana porta il carbone? A volte capita che i bimbi combinino qualche marachella. Ai più monelli la simpatica vecchina porta in genere qualche pezzetto di carbone. Nella tradizione antica e in una società più povera, la Befana lasciava ai bambini monelli del carbone raccolto nel camino stesso, che in origine era simbolo del falò e quindi del rinnovamento stagionale; simbolicamente rappresentava quindi la possibilità di ricominciare e di fare del proprio meglio nei mesi successivi. Oggi il carbone è solitamente di zucchero, un dolce monito per i bimbi più vivaci.

Come si festeggia in Italia e nel mondo

In tutta Italia la Befana arriva nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, quindi la mattina i bambini appena svegli corrono a controllare i doni lasciati dalla vecchietta nelle calze. Una tradizione che ci piace molto? L'usanza di lasciare alla Befana un bicchiere di vino e un piatto di biscotti o un mandarino per ristorarsi dalle fatiche del viaggio.

Esistono numerose varianti regionali. In Friuli Venezia Giulia troviamo il "Panevin": nel giorno dell'Epifania si accendono falò di buon auspicio per attirare la fortuna. A Fornovo Taro, in provincia di Parma, si tiene il Raduno Nazionale delle Befane e dei Befani, dove si eleggono Madame Befana e Monsieur Befano tra canti e balli. A Verona si tiene il rito di "Brusa la vecia", dove un enorme fantoccio di stracci viene dato alle fiamme in piazza Bra.

Anche nel resto del mondo esistono tradizioni simili. In Ungheria i bambini si vestono da Re Magi e passano di casa in casa portando con sé un presepe e ricevendo spesso soldi e dolcetti. In Gran Bretagna la notte dell'Epifania è la "dodicesima notte" shakespeariana, che segna la fine del periodo di Natale ed è la notte in cui gli spiriti escono a fare scherzi. In Francia, la tradizione dell'Epifania è legata alla "galette des rois", una torta di pasta sfoglia che contiene una fava o una figurina.

La Befana come simbolo di connessione

Oggi, la figura affascinante della Befana continua a cullare l'immaginario collettivo italiano con il suo tocco di magia e tradizione. Il suo volto rugoso e la scopa che solca il cielo notturno incantano ancora i cuori dei più piccoli, trasformando il 6 gennaio in una giornata di attesa e speranza. Mentre le vie si colorano di luminarie e le case si adornano di festoni, la Befana emerge come un'icona intramontabile di dolcezza e generosità.

Oggi, la Befana non è solo la dispensatrice di dolci e regali, ma un simbolo tangibile di connessione tra le generazioni, un ponte tra il ricordo di tradizioni antiche e la gioia contagiosa che accompagna il suo arrivo. Nell'atmosfera calda e festosa dell'Epifania, la Befana continua a tessere fili di emozioni intrecciate con la magia di un tempo che non passa mai veramente. Questa figura, con il suo carico di simbolismo e magia, continua a incantare le menti di adulti e bambini, creando un legame indissolubile tra passato e presente. Nell'atmosfera dell'Epifania, la Befana continua a volare attraverso il tempo, portando con sé il dono della tradizione e dell'allegria.

immagine di una calza della Befana appesa al camino piena di dolciumi e un pezzetto di carbone dolce

Considerazioni educative e accortezze

L'importante è riempire la calza della Befana con alimenti e giocattoli sicuri e di buona qualità o educativi. Per quanto riguarda dolci, cioccolatini e caramelle si dovrebbe puntare su prodotti di pregio e il più possibile sani. Attenzione quindi ai coloranti e all'eccesso di zuccheri; se possibile scegliete caramelle e gomme sugar-free che non mettano troppo a rischio la salute dei denti. L'importante è moderare il consumo di dolci, "razionandoli" nei giorni successivi in modo da evitare scorpacciate poco salutari.

La Befana è, in fondo, una figura che insegna la pazienza e la gratitudine. Come dice la famosa filastrocca: "La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, col cappello alla romana, viva viva la Befana!". È una figura che invita a guardare al futuro con ottimismo, spazzando via le fatiche dell'anno appena trascorso e accogliendo con dolcezza le nuove sfide che il calendario ci pone davanti.

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