La storia di Beatrice Vio, conosciuta da tutti come Bebe, è un inno alla forza dell'animo umano, una testimonianza vivente di come i limiti fisici possano essere superati da una mente serena e determinata. Nata a Venezia il 4 marzo del 1997, Bebe è sempre stata una bambina vivace, sportiva e socievole, con una particolare attitudine ad aiutare il prossimo ed in particolare i bambini. La sua vita, segnata da un evento drammatico, si è trasformata in una fonte di ispirazione per milioni di persone, dimostrando che la disabilità non è una rinuncia ai propri sogni, ma un diverso punto di partenza.

La Battaglia per la Vita e la Nascita di una Nuova Consapevolezza
Il 20 novembre 2008, a soli 11 anni, Bebe viene colpita da una forma di meningite particolarmente aggressiva e rapida. L'infezione diffusa e la necrosi degli arti hanno costretto i medici a una scelta drastica: amputarle le gambe sotto le ginocchia. Questo evento segna l'inizio di un percorso lungo e complicato, durante il quale Bebe combatte per la propria vita per giorni, affrontando chirurgia plastica e rianimazione in ospedale per più di sei mesi. Questo periodo di estrema sofferenza e recupero, tuttavia, non ha spento il suo spirito combattivo. Anzi, in un certo senso, Bebe deve ringraziare la malattia perché le ha fatto scoprire tutto un nuovo mondo, quello paralimpico, che le è piaciuto tantissimo. La sua esperienza le ha permesso di scoprire lo sport paralimpico, definendola la cosa più bella di tutte.
La Rinascita attraverso le Protesi e il Ritorno allo Sport
Il cammino verso il recupero ha visto la creazione e l'adattamento di protesi sempre più funzionali. Il primo prototipo, realizzato a fine 2009 presso il Centro Protesi dell’INAIL di Vigorso di Budrio (BO), si è rivelato troppo pesante e doloroso da utilizzare. Ad aprile 2010, grazie alla preziosa collaborazione della Otto Bock Italia e all’Arte Ortopedica di Budrio (BO), è stato creato un secondo prototipo, più funzionale, meno doloroso e che permetteva una maggiore libertà di movimento al gomito. Questo secondo modello si è rivelato più funzionale e non doloroso, oltre a permettere maggiore libertà di movimento al gomito. Da allora, Bebe è apparsa come testimonial in molti programmi televisivi per diffondere la conoscenza dello sport paralimpico in generale e, in particolare, della scherma in carrozzina.
Nonostante le difficoltà e le perplessità iniziali, Bebe non ha mai smesso di credere nella possibilità di tornare a praticare la scherma. Quando ha chiesto ai medici se potesse ricominciare a fare scherma, le hanno, diciamo, sputato in un occhio. Quando lo ha chiesto a quelli delle protesi, si sono messi a ridere. Ma lei ha sempre saputo che avrebbe potuto ricominciare a fare scherma. Allenata dalle sue maestre di sempre, Federica Berton e Alice Esposito, ha disputato la prima gara ufficiale a Bologna nel maggio 2010. La sua passione per lo sport è nata da piccolina, e la scherma è una disciplina che ha continuato a praticare anche dopo la meningite.

La Scherma Paralimpica: Una Carriera Costellata di Successi
Bebe Vio è diventata una delle atlete più iconiche del movimento paralimpico internazionale, la regina del fioretto paralimpico. La sua carriera sportiva è stata straordinaria, segnata da successi che l'hanno proiettata alla ribalta mondiale. Il 19 settembre 2015, si è laureata campionessa mondiale paralimpica del fioretto individuale nel corso dei campionati di scherma di categoria tenutisi a Eger, in Ungheria. L'8 novembre 2017, ha conquistato il suo secondo titolo di campionessa mondiale paralimpica nel fioretto individuale nel corso dei campionati di scherma di categoria tenutisi a Fiumicino.
Le Paralimpiadi rappresentano per Bebe Vio Grandis il momento agonistico più importante per un atleta paralimpico, ma anche l’occasione per conoscere tante storie meravigliose che spesso restano nell’ombra. A Rio 2016, ha conquistato la medaglia d'oro nel fioretto individuale, un trionfo che ha emozionato l'Italia intera. Il 28 agosto 2021, ha bissato il successo alle Paralimpiadi di Tokyo, battendo in finale per 15-9 la cinese Zhou Jingjing e conquistando la medaglia d'oro. Il giorno seguente, si è laureata vice-campionessa olimpica nella prova a squadre, dopo che l'Italia era stata sconfitta per 45-41 dalla Cina. A Parigi 2024, la sua terza partecipazione a una Paralimpiade, ha confermato il suo talento, trovando ancora una volta le avversarie più temibili, le atlete cinesi, ma senza che queste le impedissero di calcare il terzo gradino del podio per due volte, nella gara individuale e in quella a squadre di fioretto.
Bebe Vio: Schermitrice paralimpica | Sei Meraviglia
Art4Sport: Un Sogno Condiviso per un Futuro Inclusivo
L'anno successivo alla sua battaglia per la vita, i genitori di Bebe, con lei al loro fianco, hanno deciso di fondare una ONLUS, la Art4sport. L'associazione nasce dal dono che Bebe Vio ha per l’arte, da cui deriva il suo nome. Lo scopo primario e fondamentale di Art4sport è quello di restituire la vita ai bambini e ai ragazzi portatori di protesi, regalando loro la seconda occasione che meritano. L'associazione fornisce ai bambini protesi d'arto, permettendo loro di integrarsi nella società tramite l’attività sportiva. Questo ambito, da sempre, mostra come il limite fisico sia superabile da una mente serena e determinata, e come il rimanere attivi sia il segreto per la migliore integrazione e il raggiungimento del benessere.
Oltre all’organizzazione annuale di un corso di sci, alla possibilità di partecipare alle lezioni di scherma e alle selezioni per i prossimi giochi paralimpici, Art4sport propone attività più classiche, come la maratona solidale, alla quale possono partecipare tutti. Vengono anche organizzati incontri speciali, richiesti dalle realtà che vogliono sostenere l’associazione. Parallelamente a questi progetti, si è sviluppata la Bebe Vio Academy, direttamente da un’idea dell’atleta, in collaborazione con Nike e Art4sport. L’Academy si basa sull’idea di Bebe Vio che lo sport sia un bene comune, al quale tutti hanno diritto e che dovrebbe quindi essere accessibile a chiunque senza distinzioni. Per questo l’accademia è aperta non solo ai bambini portatori di disabilità, ma anche ai normodotati. Grazie alla dedizione e all’impegno dell’atleta paralimpica Bebe Vio, a Milano ritorna anche WEmbrace Sport, una manifestazione che giunge alla sua seconda edizione e che occupa gli spazi dell’Allianz Cloud, con il patrocinio di diverse associazioni e di enti pubblici come il Comune di Milano e il Parlamento Europeo.

Pietre Miliari Personali e un Messaggio di Speranza
Bebe Vio non è solo un'atleta eccezionale, ma anche un simbolo vivente di come non esistano ostacoli insormontabili quando si è disposti a lottare per i propri sogni. Il suo percorso è costellato di traguardi che ispirano e motivano. Il 5 Febbraio 2018, Bebe Vio festeggia un nuovo traguardo: la patente di guida per disabili, dichiarando con gioia: “Finalmente sei mia! Dedicata a chi mi prendeva in giro”. Questo successo personale sottolinea un altro aspetto fondamentale del suo messaggio: essere portatori di una disabilità può essere fonte di notevoli complicazioni, ma non necessariamente significa rinunciare alle proprie aspirazioni.
La sua laurea in Comunicazione e Relazioni Internazionali, conseguita presso la John Cabot University di Roma nel Maggio 2023, rappresenta un ulteriore, significativo successo. Sorridente in toga da laureata, Bebe ha celebrato il suo successo accademico con un caloroso abbraccio ai suoi genitori, immortalato su Instagram. Con la sua laurea, Bebe manda un messaggio di forza e determinazione, dimostrando che non esistono ostacoli insormontabili quando si è disposti a lottare per i propri sogni.

Un'Icona di Riferimento e un Futuro in Evoluzione
Bebe è divenuta ormai un’icona per le persone con disabilità, stimolandole a superare i propri limiti. Il suo rapporto con la bellezza è tipico del nostro tempo: "Oggi non esistono più canoni unici di bellezza o di perfezione. Ognuno oggi sceglie il proprio punto di forza. Non credo sia più richiesta l'aderenza a un modello". Le sue caratteristiche piacciono a sé stessa: "Le mie caratteristiche mi piacciono, io così mi sento bene, mi sento forse meglio di come mi sentivo prima".
La sua influenza va oltre lo sport e l'inclusione. Il 15 Settembre 2021, la Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, intervenendo al Parlamento Europeo, ha definito Bebe Vio un "Esempio per tutti. Rappresenta l’anima dell’Europa”. La campionessa azzurra era ospite al Parlamento Europeo, accolta tra gli applausi di tutti i presenti. La sua capacità di ispirare è stata riconosciuta a più livelli, tanto da essere insignita di numerose onorificenze e riconoscimenti.
Nel Marzo 2026, durante la trasmissione Che tempo che fa, Bebe Vio ha annunciato il suo addio allo scherma come atleta, contestualmente annunciando il suo prossimo debutto nell’atletica. Questo segna l'inizio di un nuovo capitolo nella sua già straordinaria carriera, dimostrando ancora una volta la sua versatilità e la sua incessante ricerca di nuove sfide. Lo sport, in ogni sua forma, è stato per lei un modo per prendersi cura di sé e per riabilitarsi anche dal punto di vista emotivo, trovando molte persone con le quali condividere esperienze uniche.

La sua storia, attraverso la scherma e ora l'atletica, prosegue con lo stesso spirito indomito, continuando a dimostrare che il limite fisico è superabile da una mente serena e determinata e che rimanere attivi è il segreto per la migliore integrazione e il raggiungimento del benessere. Bebe Vio non è solo una campionessa, ma un faro di speranza che illumina il cammino di chiunque affronti sfide, ricordandoci che "La vita è una figata".