Il viaggio della genitorialità è costellato di momenti di gioia ineffabile e di sfide inaspettate. Tra queste ultime, poche raggiungono i livelli di complessità e, diciamocelo, di "drammaticità", quanto l'atto del cambiare un pannolino. Per l'uomo, in particolare, questa esperienza si trasforma spesso in un rito di passaggio, un battesimo del fuoco che rivela aspetti della propria personalità finora inesplorati. Venghino, venghino siore e siori, perché di volontari poi c'è l'imbarazzo della scelta… bisogna solo… avere la capacità di comprensione necessaria, e beh, molto bene vorrà dire dieci, no? Affrontiamo le questioni teologiche che ci siamo domandati tutti e se ci pensate bene una soluzione c'è… E mentre ci addentriamo in questa avventura, pensate alla sicurezza, ricordatevi che la sicurezza in questi casi è super-importante! Certe cose si fanno solo con una persona, solo con il tuo migliore amico! Gli uomini, si sa, sono tutti…
Quando il Pannolino Chiama: Segnali Inequivocabili
La necessità di un cambio pannolino può manifestarsi per diverse ragioni, alcune delle quali aggiungono un tocco di teatralità all'intera operazione. Il pannolino può essere cambiato, infatti, per tre ragioni distinte: la prima, a) perché lo dice la mamma; la seconda, b) perché lo dice la suocera; e infine, la più autentica e ineludibile, c) perché il bimbo ha cagato. Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticità, riducendosi a una mera formalità preventiva. Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza inconfondibile della merda.
Di solito accade così: la mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un po' e dice, con voce gaia e piuttosto cretina, una frase che diventerà il preludio al caos: "E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino: cosa ha fatto l'angioletto?". Poi, inevitabilmente, la mamma va di là e vomita. A questo punto si riconosce, senza possibilità di errore, il padre di destra e il padre di sinistra. Il padre di destra, con un'espressione di disgusto malcelato, dichiara: "Che schifo!" e prontamente chiama la tata, delegando l'ingrato compito. Il padre di sinistra, invece, con un misto di rassegnazione e, forse, un'incoscienza eroica, prende il bambino e si avvia verso il luogo del supplizio, pronto a compiere il suo dovere.

Il Rituale sul Fasciatoio: Una Battaglia di Precisione e Agilità
Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio. Questo mobile, all'apparenza innocuo e funzionale, quando lo si vede comparire in casa propria, fa comprendere che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali spicca la giovinezza. Comunque è studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano appositamente disegnato su cui appoggiare il bambino. Far star fermo il bambino su quel piano è un'impresa che rasenta l'impossibile, paragonabile a far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino. È fondamentale non distrarsi mai, nemmeno per un istante.
Il neonato medio, infatti, pur non essendo in grado quasi di girarsi sul fianco, è perfettamente capace, appena si volta lo sguardo, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto dell'ombrello. Sembra quasi che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che passano sott'acqua, sviluppando riflessi e strategie di fuga sorprendenti. Dunque, il primo imperativo è: tenere ben ferma la trota e sperare in bene, pregando che la fortuna sfacciata, che pur esiste, sia dalla propria parte. Ogni mamma dice: "La cacca del mio piccolino non puzza". Ma avete mai provato a cambiare il pannolino ad un bambino? La realtà è spesso ben diversa dalle dolci illusioni materne.
La Battaglia con l'Estruso: Tecniche di Sopravvivenza Olfattiva
Una volta spogliato il bambino, appare in tutta la sua cruda realtà il pannolino, contenente quello che il grande Gadda chiamava con una certa eleganza, "l'estruso". Questo è il momento della verità, un punto di non ritorno. Si staccano i due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre, sprigionando una zaffata che è, a dir poco, impressionante. È singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine: cose del genere, per intensità e complessità aromatica, te le aspetteresti dall'intestino di Bukowski, non certo da quello del tuo figlioletto innocente. Ma tant'è: non c'è niente da fare.
O meglio: ci si inventano tecniche di sopravvivenza, spesso psicologiche, per affrontare l'inevitabile. Io, ad esempio, mi sono convinto che tutto sommato la merda dei bambini profuma di yogurt. Fateci caso: se non guardate, potrebbe anche sembrare che vostro figlio si sia seduto su una confezione famiglia di Yomo doppia panna. Se guardate, naturalmente, è più difficile mantenere l'illusione. Ma senza guardare? Io, con questo sistema, sono riuscito ad ottenere ottimi risultati, sebbene con un effetto collaterale inatteso: adesso quando apro uno yogurt sento odor di merda, un'anima gemella con un difetto, una sorta di associazione mentale indissolubile.
L'Assalto delle Salviettine e la Danza della Pulizia
Il processo prosegue con un'azione che richiede coordinazione e, a tratti, una certa acrobazia. Si impugnano con la mano sinistra le caviglie del bambino, tirandolo su come una gallina pronta per la spennata. Con la mano destra, l'obiettivo è aprire la confezione di salviettine profumate e prenderne una. Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe con tanta destrezza: le salviettine vengono via solo a gruppi di ottanta, sfidando ogni logica di praticità. Bisogna scuotere il blocchetto con determinazione fino a rimanere con tra le dita un numero inferiore a cinque salviette, il minimo indispensabile per procedere.
A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa di stare appesa come un idiota in attesa della pulizia, dà uno strattone improvviso. Se non vi cade a terra, riuscirà comunque, con un tempismo diabolico, a spargere un po' di cacca in giro, aumentando il livello di sfida. La reazione immediata è tamponare ovunque con le salviettine profumate, in un tentativo disperato di contenere l'esplosione. Ritirate su il pollo e, con gesto rapinoso ma deciso, pulite il sedere del bambino, cercando di essere il più rapidi possibile. Posate le salviettine usate nel pannolino sporco e richiudetelo, formando una sorta di pacchetto sigillato.

Tra Olio e Pasta di Fissan: La Lubrificazione del Campo di Battaglia
A questo punto, la vostra situazione è piuttosto chiara: nella mano sinistra avete un pollo-trota con i lineamenti di vostro figlio, mentre nella mano destra tenete saldamente in mano una vera e propria bomba chimica, il pannolino sporco e chiuso. L'errore fatale sarebbe andare a buttare la bomba chimica in questo preciso istante: la trota, privata della presa, scivolerebbe rovinosamente per terra, aggiungendo un elemento di panico alla scena.
Quindi, posate la bomba (non la trota!) nei paraggi, registrando il curioso profumo di yogurt che, per associazione, si spande nell'aria. Senza mollare la presa con la mano sinistra sul bambino, usate la destra per detergere a fondo ciò che resta da pulire e poi passate all'olio. Versatevene alcune gocce sulla mano, ma preparatevi all'inevitabile: esse scivoleranno immediatamente giù verso il polso, valicheranno il confine dei polsini e da lì spariranno nell'underground dei vostri vestiti. La sera, con una certa sorpresa, ne troverete traccia persino nei calzini.
Completamente lubrificati e rassegnati, passate all'applicazione della Pasta di Fissan, un singolare prodotto che sembra essere nato da un amplesso tra la maionese Calvè e del gesso liquido, tanto è la sua consistenza e il suo aspetto. Ne riempite abbondantemente il sedere del pollo, e naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni, e qualsiasi altra superficie vicina. A quel punto, quando ormai si pensa di aver quasi finito, la sorpresa finale: il bambino fa pipì.
Il Colpo di Scena: La Pipi Imprevista e la Caduta della Trota
E non è una pipì casuale, bensì mirata: il bambino non fa pipì a caso, la fa proprio sul vostro maglione, con precisione chirurgica. La vostra reazione istintiva sarà un salto indietro, un tentativo di evitare l'umido schizzo. Errore. Grave errore. La trota, finalmente libera dalla vostra presa per un istante, coglie l'opportunità e si butta giù dal fasciatoio con la velocità di un missile, mettendo a rischio l'incolumità sua e la vostra sanità mentale.
A questo punto, ritirate su la trota, cercando di non far trapelare il panico, e prendete una decisione irrevocabile: non raccontate mai alla mamma l'accaduto, mai. È un segreto che porterete con voi, una cicatrice invisibile della battaglia appena combattuta. Finalmente, è il momento di prendere il pannolino nuovo. Bisogna capire qual è il lato davanti, cosa non sempre immediata nonostante le presunte facilitazioni (di solito c'è una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli per non averla notata prima).
Inserite il pannolino tra le gambe del bambino e preparatevi a chiudere. Il sistema è stato studiato bene, si dice: due specie di pezzi di scotch e il pannolino si chiude. Sì, ma quanto si chiude? Così è troppo stretto, così è troppo largo, così è di nuovo troppo stretto, poi di nuovo troppo largo. Si può arrivare anche ad una ventina di tentativi per trovare la giusta aderenza, mentre la frustrazione cresce. È in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un padre scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cioè inizia a gridare come un martire, aumentando i decibel in maniera esponenziale. Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore.
Nonostante i decibel espressi dal bambino, è cruciale mantenere la calma e provare a rivestire il bambino. Questo è il momento dei poussoir. È una punizione divina, si dice: quando Dio cacciò gli uomini dal paradiso terrestre disse: "Partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli con i poussoir". Per chiudere un poussoir bisogna avere: grandissimo sangue freddo, mira eccezionale, e un culo della madonna per riuscirci al primo colpo. Il numero di poussoir presente in una tutina è sorprendente e, perfidamente, dispari, come a voler aggiungere un ulteriore livello di sfida.
Se, nonostante tutto, si riesce a rivestire il bambino, si ha praticamente finito. Ma poi, un flashback improvviso: ci si ricorda di aver dimenticato il borotalco. Il culetto, inevitabilmente, si arrossirà. La mente allora, per auto-consolazione, pensa ai bambini in Africa e si conclude con un fatalismo: "Si arrossirà, e che sarà mai?". Quindi si prende il bambino e lo si riconsegna alla mamma. Lei chiederà con un'aria innocente ma indagatrice: "L'hai messo il borotalco?". Voi, con convinzione, risponderete: "Sì". E la bugia, come spesso accade nella genitorialità, diventerà la vostra salvezza.
Ripercussioni: Fisiche, Psichiche e la Ricerca della Perduta Libertà
Le ripercussioni di tale esperienza sono significative, sia a livello fisico che psichico. Fisicamente, cambiare un pannolino brucia le stesse calorie di una partita di tennis, un vero e proprio allenamento ad alta intensità. Psichicamente, il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se stesso, come dopo aver compiuto un'impresa eroica. Per almeno tre ore è convinto di avere la nobiltà d'animo di Madre Teresa di Calcutta, investito di una grazia quasi mistica.
Ma poi, ineluttabilmente, l'effetto svanisce. Subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane, cretino e un po' di destra. Alcuni si spingono fino a consultare il settore "Decappottabili" su riviste di motori, sognando fughe estive e spensieratezza. Altri, presi da un'ondata di malinconia, telefonano ad una ex-fidanzata e, non appena lei risponde, mettono giù, in un atto di auto-sabotaggio romantico che grida libertà.
Le Gioie (e i Privilegi) di Essere Uomo
Dopo l'epopea del pannolino, la mente dell'uomo vaga verso pensieri più… liberi. Esistono, dopotutto, numerosi motivi per cui è bello essere uomo, una serie di piccole, grandi verità che possono alleviare le fatiche quotidiane.Si annovera il fatto che si può andare in bagno senza un gruppo di sostegno, un lusso che spesso non si apprezza abbastanza. Un altro aspetto gratificante è che tutto sul proprio viso resta del suo colore originale, senza sorprese inattese. E poi, non te ne frega niente se ti parlano alle spalle, dimostrando una resilienza psicologica invidiabile.Una vacanza di cinque giorni necessita di una sola valigia, semplificando notevolmente i preparativi di viaggio. Si può godere di una relazione normale e sana con la propria madre, senza le complessità che a volte caratterizzano altri legami. La vita è più semplice perché non ci si alza mai di scatto per prendere a sberle le cose, mantenendo una certa compostezza.
Quando qualcosa di meccanico non ha funzionato, gli si può dare una martellata e lanciarlo attraverso la stanza, un metodo catartico e liberatorio. Le scarpe nuove non tagliano, non fanno venire le vesciche o deformano i piedi, offrendo un comfort duraturo. E un bel rutto è quasi atteso di tanto in tanto, un'espressione di virilità accettata, se non incoraggiata. Non si deve ricordare i compleanni oppure gli anniversari di tutti, liberandosi da un onere mnemonico non indifferente.
Se qualcuno si dimentica di invitarti, lui o lei può ancora esserti amico, senza rancori o sottintesi. La gente non sbircia il proprio torace mentre ti parla, permettendo interazioni più dirette. Non si deve lasciare la stanza per fare degli interventi d'urgenza ai cavallo, evitando situazioni imbarazzanti. Per molti, il celebre cantante Nek non vive nel loro universo, il che è percepito come un sollievo. I fiori, poi, rimediano a tutto, una soluzione semplice per problemi complessi.Si può lasciare un letto d'albergo disfatto, senza il peso della coscienza. Si ha uno stesso stato d'animo, sempre, garantendo una stabilità emotiva rassicurante. Si può ammirare Clint Eastwood senza morire di fame per avere qualche somiglianza, un modello di riferimento iconico e raggiungibile. Non te ne frega un cappero se nessuno si accorge del tuo nuovo taglio di capelli, a dimostrazione di una solida autostima.
Il box auto è tutto tuo, un santuario personale. Si può rendere razionale qualsiasi comportamento con un utilissimo "vaffanculo", una frase passepartout per ogni situazione. La possibilità di strapparsi la maglietta in una giornata afosa è un gesto di libertà ineguagliabile. La cera calda non arriva mai vicino alla propria zona pubica, evitando dolori e sofferenze inutili. E con 400 milioni di spermatozoi per colpo, si potrebbe raddoppiare la popolazione terrestre in quindici botte, almeno in teoria, un dato statistico che inebria la fantasia.Non si deve rimettere in ordine l'appartamento se arriva un tecnico per leggere i contatori, evitando inutili affanni pre-visita. Non si deve trascinarsi in giro una borsa piena di roba inutile, apprezzando la leggerezza del proprio carico. Non si deve guardare voglioso il dessert degli altri, perché il proprio appetito è diretto e senza fronzoli. Si può mangiarsi una banana in un negozio di ferramenta, infrangendo convenzioni senza preoccupazione.È possibile indossare una maglietta bianca in un parco acquatico, senza timori di trasparenze o imbarazzi. Si può guardare un programma televisivo con un amico in perfetto silenzio senza pensare "è incazzato con me", una serena accettazione del non detto. Si sa come funziona un'autovettura, una conoscenza pratica fondamentale. Se ci si dimentica di telefonare a un amico, non andrà in giro a dire che si è cambiato, che si è diverso, mantenendo relazioni meno gravose.Si conoscono almeno venti modi per aprire una bottiglia di birra, un'abilità utile in ogni contesto sociale. Vecchi amici non rompono le palle se si aumenta o si diminuisce di peso, accettando le fluttuazioni corporee. Le scene di nudo nei film sono praticamente sempre femminili, un dato che non sfugge all'attenzione maschile. Il calcio la domenica è un rito sacro e immancabile.Il proprio culo non è mai un fattore chiave in un'intervista, un dettaglio che semplifica la vita professionale. I piani del matrimonio si curano da soli, grazie all'intervento altrui. Il vestito nuziale costa una fortuna, mentre l'abito da sposo è un investimento più modesto. Quando viene criticato il proprio lavoro non si pensa che i colleghi ti odiano, mantenendo una visione oggettiva. Se una persona non piace, non vuol dire che non ci si può fare del sesso, un approccio pragmatico alle relazioni.
Si può godere un viaggio in macchina in silenzio sul sedile del passeggero, senza la necessità di conversazioni forzate. Non si interpretano mai male le frasi innocenti che velano il fatto che il proprio amante sta per mollarti, evitando inutili drammi. E, in ultimo, c'è Baywatch, un classico intramontabile che da solo giustifica molti aspetti. Il cioccolato è solo un altro spuntino, senza valenze emotive particolari. Il sesso significa non preoccuparsi mai della propria reputazione, una libertà liberatoria.Lavanderie e parrucchieri non pelano vivo, un risparmio economico non indifferente. Si può dire qualsiasi cosa e non preoccuparsi di cosa pensano le persone, godendo di una libertà di espressione totale. Nessuno dei colleghi ha il potere di farti piangere, mantenendo una maschera di imperturbabilità. Non si deve radersi più in giù del collo, semplificando la routine di bellezza.Tre paia di scarpe sono più che sufficienti, un guardaroba essenziale. Il proprio cognome resta sempre uguale, un'identità stabile. Non si devono mai preoccuparsi dei sentimenti degli altri, concentrandosi sui propri. Si pensa al sesso il 90% delle ore trascorse sveglio, una costante del pensiero maschile.Le conversazioni telefoniche durano in media 30 secondi, ottimizzando il tempo. Si può finire tutto il proprio cibo, senza sentirsi in colpa. Se un altro ragazzo arriva a una festa vestito come te, si potrebbe diventare il suo miglior amico, trasformando la coincidenza in opportunità. Stesso lavoro, spesso senza grandi variazioni. Si può andare da un amico senza portare un piccolo dono, evitando l'etichetta sociale.Ci si può fare la doccia ed essere pronti in dieci minuti, una rapidità invidiabile. Non si hanno problemi se il W.C. pubblico è senza la tavoletta per sedersi, adattandosi a ogni situazione. Capelli bianchi e rughe rendono interessanti, conferendo un fascino maturo. Non si deve mai tirare dritto davanti a una stazione di servizio perché "fa schifo", una praticità senza fronzoli. Le feste d'addio al celibato sotterrano quelle della futura sposa, per intensità e divertimento.Non ci si becca delle lodi extra per ogni più piccolo atto di intelligenza, mantenendo i piedi per terra. Non ci si deve sdraiare vicino a un sedere peloso ogni notte, una scelta di comfort. I meccanici d'auto dicono la verità, una fiducia consolidata. E infine, il privilegio di avere tutti questi 90 motivi per cui è bello essere uomo.

Le Sfide Quotidiane: Dalla Tecnologia alla Burocrazia e Oltre
La vita moderna presenta le sue peculiarità e, a volte, le sue assurdità, che si manifestano in ogni ambito, dal rapporto con la tecnologia alle interazioni con le autorità, fino alle notizie più bizzarre.
La Vita Digitale e le Sue Assurdità
L'abuso di Internet, ad esempio, si manifesta in modi sorprendenti e talvolta comici. Il tuo hard disk ha avuto un crash, e non ti sei collegato ormai da due ore: inizi ad agitarti, predi il telefono e componi il tuo numero di accesso, provando a mugolare in modo da comunicare con il modem… e ci riesci! Questo è il livello di dipendenza. Ci si fa un tatuaggio che dice: "This body best viewed with Netscape Navigator 3.0 or higher", un'affermazione di identità digitale. Si danno ai propri bambini i nomi Eudora, Mozilla e Pegasus, in un omaggio geek ai browser e ai client di posta. Non si può chiamare la propria madre, semplicemente perché non ha il modem, un ostacolo insormontabile. Si iniziano ad usare le faccine anche nella posta normale, estendendo il linguaggio digitale all'offline.Si controlla la propria posta, e ti dice "Nessun Messaggio", ma si pensa: "Non è possibile" e si ricontrolla compulsivamente. Il tuo gatto ha la sua home-page, perché anche gli animali domestici hanno diritto alla loro presenza online. Se manca la corrente, si costringe la propria madre a pedalare anche tre ore per alimentare il proprio pc, in una disperata ricerca di connettività. Si comincia a chiamare l'andare in bagno "downloading", integrando il gergo tecnologico nella vita biologica. Si passa metà del proprio volo con il portatile sulle ginocchia e il proprio bambino nel portabagagli, una gerarchia di priorità discutibile.
E l'assistenza cellulare, poi, è un capitolo a parte di incomprensioni e paradossi. Un utente chiede: "Vorrei fare l'emigrazione dal contratto", in un tentativo di migrazione semantica. "Buongiorno, ho il cellulare con la cartella", dichiara un altro, forse confuso tra telefono e documenti. C'è chi si limita a dire "linea", in una richiesta concisa e criptica. Un altro si interroga: "Cos'è un fax una s.p.a.", mischiando termini tecnici e burocratici. "Vorrei fare una slim/cart", un neologismo misterioso. "Vorrei sapere se il sub/contratto è stato eseguito", con una terminologia da operazione segreta.Un cliente annuncia: "Ho perso la cartella per pagare il telefono!!", in un grido di smarrimento. "Vorrei fare un contratto Euromobile", in un'epoca in cui tale brand è un ricordo. "Vorrei fare un sub-ingresso", per una portabilità tutta particolare. C'è chi si chiede: "Ci sarà qualche miglioria in seguito?", con una speranza nel futuro. Un altro esclama: "Scusate e se pago alla Telecomunita'?", confondendo ente e società. E ancora: "Ho fatto un sub/ingresso", confermando l'azione misteriosa. "Mi da la procedura asterix…….", con un riferimento inatteso. Un cliente si presenta: "Buongiorno, sono un cliente volante", in una metafora aerodinamica. "Senta, mi hanno rapito il telefonino!!!! Perchè mi da il tritone?", un grido di allarme che evoca figure mitologiche. "Il mio nr.", un'informazione incompleta. "Quanti soldi restano sulla cartellina?", domandando di un supporto fisico per il credito telefonico. "Posseggo una radia mobile", in un linguaggio antico. E, infine: "Voglio chiamare il nr. là per chiamare qua", un classico esempio di confusione direzionale.
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L'Arte della Furbizia e le Interazioni (Pericolose)
E poi ci sono quelle interazioni in cui la furbizia si scontra con l'autorità, spesso con esiti disastrosi. Ad un agente non si dovrebbe mai dire, ad esempio: "Cazzo la vostra macchina raggiunge i 220 se siete riusciti a prendermi", un complimento sarcastico che probabilmente non sarà apprezzato. O ancora: "Io soffro di solitudine ed ero sulla terza corsia da solo", una giustificazione improbabile. "Perché mi hai fermato?", una domanda retorica e irritante. "Mi scusi agente, non mi ero accorto di avere il rileva autovelox spento", una confessione autolesionista.E la classicissima: "Scusi, non riesco a prendere la mia patente. Mi potrebbe reggere un attimo questa lattina di birra?", una richiesta che grida al problema. "Minchia, ma tu sei il tipo dei Village People?", una domanda fuori luogo e offensiva. "Che culo, è già il secondo!", un commento che dimostra recidività e spavalderia. "Non potrebbe soprassedere?", un tentativo di corruzione velato. E infine, il più cinico: "Ma proprio tutti possono fare i poliziotti?", una critica diretta alla categoria.
Notizie dal Mondo dell'Assurdo
Anche le notizie del giorno, o almeno le loro versioni più "bastardidentro", ci offrono uno spaccato umoristico della vita. La cronaca ANSA, in questo contesto, si tinge di tinte grottesche: "Nano cade dal marciapiede. Si salva aggrappandosi al bordo!", una storia di sopravvivenza al limite. "Pedofilia. ANSA Fabbrica di carta igienica andata a rotoli.", un accostamento di notizie che crea un contrasto comico. "Bambino si sbuccia ginocchio… e se lo mangia!", l'innocenza infantile spinta all'eccesso. "Finalmente una buona notizia sul fronte scientifico: L'atomica non causa il cancro.", un ribaltamento ironico della realtà. "Ragazza da' alla luce un bambino: l' ENEL ringrazia.", un collegamento inaspettato con l'energia. "Ripescati ieri in mare due corpi. Trattasi di due scozzesi che avevano scommesso su chi rimaneva più a lungo in apnea sott'acqua.", l'umorismo nero di una scommessa fatale.Un avviso sul foglio illustrativo del Nytol, che recita: "Indicazioni: trattamento dell'insonnia", una tautologia ovvia. "Falegname impazzito tira seghe ai passanti!", un gioco di parole volgare ma efficace. "Madre mongola si dispera per il figlio nato italioide.", un'inversione di aspettative culturali. "Esplode scatola di piselli al supermarket. Cinque donne incinte.", un'esplosione di fertilità. "Nuova lavatrice lanciata sul mercato: dieci feriti!", la violenza degli elettrodomestici. "Scontro terribile fra due carri funebri. Un resuscitato!", una risurrezione inaspettata. "Arrestati mentre sniffavano cocaina. Colti sull'olfatto.", il gioco di parole che non manca mai. "Governo pratica drastici interventi di riduzione sui tassi. Tasse incazzate.", un'animazione delle imposte.Un cartello in una macelleria al tempo della mucca pazza: "La mucca è sana, il pazzo sono io", un autoironia del macellaio. "Scoppia di salute: due morti e tre feriti!", una salute esplosiva. "Si sdraia sui binari del treno Palermo-Napoli. Muore con otto ore di ritardo!", la puntualità italiana anche nella morte. "Arrestato il petomane misterioso! È stato colto in fragrante!", un gioco di parole olfattivo. "Tragedia al trapezio! Rifiuta di stringere la mano all'amico e questi muore.", il fatalismo dietro un gesto banale. "Strage in una moschea: sconosciuto accende uno zampirone.", l'assurdità del gesto.Un necrologio vero: "Un anno è passato, ma resti sempre nel mio cuore", una frase commovente ma forse fuori luogo nel contesto di queste "notizie". Un'inserzione erotica: "Marito bisex e moglie porcona cercano coppia pari requisiti.", la disinibizione più spinta. Un avviso sul foglio illustrativo del Flubason: "Indicazioni: antinfiammatorio e antipruriginoso", una funzione basilare. "Mamma picchia il figlio con ferro da stiro: aveva preso una brutta piega!", una metafora della violenza domestica. "Manovale disoccupato beve champagne per errore.", una parentesi di lusso inaspettato. Un cartello in un ambulatorio medico: "Il dottore è temporaneamente assente.", lasciando il paziente senza risposte. "Uccide la moglie a cornate. Non si conoscono i motivi del folle gesto.", la bestialità umana. Un cartello su un portone di una chiesa: "Attenzione!", un avzione senza specificare il pericolo."Adolescente complessata si chiude in se stessa, perde le chiavi e muore soffocata.", l'esagerazione drammatica. "È stato arrestato er Caccola: Si pensa a causa di una soffiata!", il crimine e l'informazione. "Giovane si schianta contro lampione. Spenti entrambi.", un destino comune. "Grave incidente d'auto: perde il braccio destro. La polizia indaga sul sinistro.", il doppio senso del termine. "Scontro fra due taxi a Genova: 25 feriti!", la violenza urbana. "Bomba esplode al cimitero. Tutti morti.", la logica dell'ovvio. "Causa terremoto lattaio svende grande partita di burro.", un'opportunità commerciale in tragedia. "Ragazza violentata. La Polizia ha in mano l'arma del delitto.", un'affermazione ambigua. "Giovane coppia vende il suo bambino, ma ne devolve il ricavato in beneficenza.", l'assurdo altruismo. "Rubato un TIR pieno di lampadine. La Polizia brancola nel buio.", un gioco di parole classico. "Capufficio condannato per molestie sessuali. Aveva detto: 'Signorina, voglio quel rapporto sulla mia scrivania entro le 12'.", la sottile linea tra professionalità e molestia.
Filosofie Spicciole sull'Umanità: Tra Chuck Norris e Consigli di Vita
Per concludere questa esplorazione dell'animo umano, ci si imbatte in consigli per "Capire gli uomini" che, nella loro semplicità, offrono uno spaccato cinico ma acuto. Che fare se il tuo fidanzato prende la porta? Semplicemente, si opta per gli uomini più giovani. E, fondamentale, non si deve pensare di poter cambiare un uomo, un'illusione da cui liberarsi. I figli di Israele hanno camminato nel deserto per 40 anni, forse a causa di una donna che non riusciva a decidere la direzione.
E poi c'è lui, Chuck Norris, l'archetipo dell'eroe inarrestabile, la cui esistenza sfida ogni logica. Nel '68 Chuck Norris si dedicò brevemente al gioco del calcio, con risultati probabilmente devastanti per gli avversari. Il diavolo è solito fare le pentole ma non i coperchi, ma Chuck Norris ha bandito gli arcobaleni dallo stato del North Dakota, dimostrando un potere ancora maggiore. Il 29 maggio del 1953 Edmund Hillary e lo sherpa Tensing raggiunsero la vetta dell'Everest, dove li stava aspettando Chuck Norris che beveva una birra, prefigurando il loro arrivo. Chuck Norris detiene ancora il record per numero di persone uccise in un videogioco: dodici, un numero irrisorio per lui. Chuck Norris ha recentemente avuto l'idea di vendere la sua urina come bibita in lattina, una mossa di marketing audace e inaspettata.Chuck Norris è bravissimo a suonare la batteria con un braccio solo, una dimostrazione di polivalenza. Ogni mattina in Africa quando sorge il sole un gazzella si sveglia ed inizia a correre per non essere mangiata da un leone, ma questo non vale per Chuck Norris. Chuck Norris non taglia l'erba, semplicemente le ordina di non crescere, controllando la natura. Chuck Norris ha inventato un idioma formato da colpi di karate e calci rotanti, una nuova forma di comunicazione. Chuck Norris è rimasto coinvolto in uno scontro frontale con un bus ed è miracolosamente sopravvissuto, una testimonianza della sua invulnerabilità. Un giorno Chuck Norris ha mangiato il campione mondiale di mangiamento di hot dog, stabilendo un nuovo record personale.Una notte, guardando il cielo, Chuck Norris ha unito i puntini da uno a settecentomila miliardi di miliardi, accortosi che il risultato era un suo ritratto, decise di abolire i segni zodiacali, per non sentirsi in competizione con il suo stesso splendore. Chuck Norris dà fuoco alle formiche con una lente di ingrandimento, di notte, compiendo gesti di potere in qualsiasi condizione. Il videogioco "Super Mario Bros" è liberamente ispirato ad una giornata tipo di Chuck Norris, che è solito vagare per le città saltando in testa alla gente e lanciando loro gusci giganti di tartaruga, una vita di avventura costante. Per arredare il suo salotto Chuck Norris ci ha messo l'acquario, una scelta estetica sobria per un uomo della sua statura. Per dare prova che il cancro si può sconfiggere facilmente, si è fumato 15 stecche di sigarette al giorno per due anni per poi riscontrare sette tipi diversi di cancro, e vincerli tutti, una sfida estrema per dimostrare il suo potere. E infine, mio cugino conosce un colpo segreto che se te lo dà dopo tre giorni muori, gliel'ha insegnato Chuck Norris, a testimonianza di una conoscenza tramandata solo ai più meritevoli.

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