Banche del Cordone Ombelicale: Affidabilità, Normativa e Criteri di Scelta per la Conservazione delle Cellule Staminali

Il sangue del cordone ombelicale racchiude al suo interno una ricchezza eccezionale. Contiene cellule staminali 'emopoietiche', in grado cioè di produrre continuamente le componenti del nostro sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Il sangue del cordone ombelicale, ricco di cellule staminali, è riconosciuto a livello internazionale come un importante mezzo terapeutico per il trattamento di numerose patologie. È importante raccogliere il sangue cordonale alla nascita del bambino e conservarlo in una struttura, detta biobanca, capace di crioconservarlo nel migliore modo possibile così da preservarlo per un eventuale trapianto.

La decisione di conservare il sangue del cordone ombelicale del proprio figlio è una scelta significativa per molte famiglie, dettata dalla speranza di poter disporre di una risorsa terapeutica vitale in futuro. Tuttavia, questo settore è complesso e variegato, con differenze sostanziali tra il modello di conservazione pubblico, prevalente in Italia, e quello privato, spesso offerto da strutture estere. Comprendere le normative, i criteri di affidabilità e le opzioni disponibili è fondamentale per effettuare una scelta consapevole e tutelare al meglio il proprio investimento in salute.

I. Il Sangue del Cordone Ombelicale: Una Risorsa Preziosa per la Medicina

Le cellule staminali emopoietiche presenti nel sangue del cordone ombelicale sono una risorsa biologica di inestimabile valore. La loro capacità di differenziarsi in diverse tipologie di cellule sanguigne le rende cruciali per la rigenerazione del sistema ematopoietico e immunitario. Questa caratteristica le ha rese un mezzo terapeutico fondamentale.

Il sangue, conservato a temperature che raggiungono i -196°C, è così facilmente disponibile per il trapianto in pazienti che soffrono di particolari patologie, sia genetiche sia tumorali. L'uso di queste cellule spazia dalla cura di leucemie e linfomi, a emoglobinopatie come la talassemia, disordini congeniti del sistema immunitario ed errori congeniti del metabolismo. Le prospettive di cura si estendono anche alla medicina rigenerativa, un campo in continua evoluzione che esplora il potenziale delle staminali per riparare tessuti e organi danneggiati. Attualmente ci sono oltre 100 trials clinici in tutto il mondo che investigano nuove applicazioni e protocolli terapeutici, dimostrando un impegno globale nella ricerca.

Celle staminali emopoietiche e loro potenziale terapeutico

II. Il Modello Italiano: La Rete Pubblica e la Normativa Nazionale ed Europea

In Italia, il panorama della conservazione del sangue cordonale è fortemente orientato verso il modello pubblico, sostenuto dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e regolamentato da un corpus normativo specifico e rigoroso.

A. Le Banche Pubbliche Italiane

In Italia le banche pubbliche sono gestite dal Servizio Sanitario Nazionale. Ne esistono 18 e coprono tutto il territorio nazionale. Le Banche di sangue cordonale (SCO) sono, in Italia, strutture sanitarie pubbliche che, per conto del Servizio Sanitario Nazionale, raccolgono, conservano e distribuiscono le cellule staminali emopoietiche cordonali. Attualmente sono presenti in Italia 18 strutture collocate in 10 regioni: 16 di queste rappresentano settori di attività di Servizi Trasfusionali e due operano all’interno di divisioni di Ematologia.

La prima banca del sangue cordonale in Italia, fondata nel 1993, è quella del Policlinico. I suoi esperti lavorano nel Centro Trasfusionale e si occupano non solo di conservare le preziose cellule ricavate dal cordone ombelicale, ma anche di caratterizzarle e congelarle. Ad oggi le unità di sangue cordonale raccolte disponibili per trapianto sono quasi 11.500.

La funzione principale delle banche pubbliche è la donazione solidaristica. Essa entra a far parte del deposito della banca e viene utilizzata a seconda delle necessità e delle caratteristiche di compatibilità fra donatore e ricevente. Questo approccio massimizza la disponibilità di campioni per la comunità, aumentando le probabilità di trovare una compatibilità per i pazienti che necessitano di un trapianto. Il sistema della compatibilità è così complesso e così ricco di marcatori specifici al punto che è stato calcolato che circa il 97% dei donatori sarebbe in grado di ritrovare la propria donazione se nel frattempo ne venisse riconosciuta la necessità ed essa non fosse ancora stata utilizzata.

Al Policlinico, la gestione del sangue e dei suoi derivati è particolarmente avanzata. Tutti hanno sentito parlare dei gruppi sanguigni, chiamati A, B, AB e 0. Per una trasfusione però non basta che il "gruppo AB0" sia compatibile, ma è necessario che non ci siano conflitti nemmeno in diversi altri antigeni, che sono delle speciali molecole esposte sulla superficie dei globuli rossi. Sono stati identificati ben 376 antigeni eritrocitari, raggruppati in 43 sistemi gruppoematici: quando in un individuo la combinazione tra tutti questi antigeni è rara, significa che in media è presente con quelle stesse caratteristiche solo in una persona ogni 1.000. È qui che entra in gioco la Banca del Sangue Raro, che si trova nel Centro Trasfusionale: in 15 anni di attività ha tipizzato 113 mila donatori di sangue, identificando quasi 17 mila donatori rari (di cui oltre 1.200 donatori definiti "estremamente rari").

Mappa delle banche pubbliche di cordone ombelicale in Italia

B. Il Quadro Normativo di Riferimento

Le attività delle banche pubbliche italiane sono delineate da una serie di leggi, decreti e accordi che garantiscono qualità e sicurezza. Le normative che regolano queste attività includono la Legge 21 ottobre 2005, n. 219 - Nuova disciplina delle attività trasfusionali e della produzione nazionale degli emoderivati. A ciò si aggiunge il D.Lgs. del 25 gennaio 2010, n.16 - Attuazione delle direttive 2006/17/CE e 2006/86/CE, che attuano la direttiva 2004/23/CE per quanto riguarda le prescrizioni tecniche per la donazione, l’approvvigionamento e il controllo di tessuti e cellule umani.

Fondamentale per la conservazione delle cellule staminali è il D.M. 18 novembre 2009, che stabilisce le disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato e l’istituzione di una rete di Banche per la conservazione di sangue da cordone ombelicale. Il Decreto 2 novembre 2015 ha stabilito disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti. Il Decreto 31 dicembre 2018 regola i rapporti tra i Servizi trasfusionali militari e le strutture del Sistema trasfusionale nazionale (SSN) per lo svolgimento delle attività di comune interesse (promozione della donazione, formazione, raccolta sangue ed emocomponenti, scambio di emocomponenti ecc).

Diversi Accordi Stato Regioni hanno ulteriormente definito il quadro operativo:

  • Accordo Stato Regioni del 16 dicembre 2010 sui requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici delle attività sanitarie dei servizi trasfusionali e delle unità di raccolta e sul modello per le visite di verifica, ha condiviso la necessità di rendere conformi le attività trasfusionali alle norme nazionali di recepimento delle direttive europee in materia di sangue, emocomponenti e farmaci emoderivati da plasma nazionale.
  • Accordo Stato Regioni del 25 luglio 2012 - Linee guida per l’accreditamento dei servizi trasfusionali e delle unità di raccolta.
  • Accordo Stato Regioni del 20 ottobre 2015 - indicazioni in merito al prezzo unitario di cessione, tra aziende sanitarie e tra Regioni e Province autonome, delle unità di sangue, dei suoi componenti e dei farmaci plasmaderivati prodotti in convenzione, nonché azioni di incentivazione dell’interscambio tra le aziende sanitarie all’interno della regione e tra le regioni” sono state aggiornate le tariffe di scambio degli emocomponenti e, per la prima volta, sono state inserite anche quelle dei medicinali emoderivati prodotti da plasma nazionale.
  • Accordo Stato Regioni del 13 dicembre 2018, n. 226 - convenzione da stipulare tra Regioni/PA per programmare la cessione e l’acquisizione di emocomponenti ai fini della compensazione interregionale, rappresenta uno strumento utile per la garanzia dei livelli di autosufficienza nazionale di sangue.
  • Accordo 13 dicembre 2018, n. 225 - schema tipo, che sostituisce il precedente stabilito dal decreto 1 settembre 1995, per la convenzione tra Regioni, aziende sanitarie, enti di ricerca, strutture sanitarie, strutture universitarie o imprese di produzione di dispostivi diagnostici in vitro che richiedono ai servizi trasfusionali la cessione di sangue e suoi prodotti, non utilizzabili per scopo clinico o destinati all’eliminazione per scadenza, per il loro utilizzo in ambito di laboratorio o per la produzione di dispostivi diagnostici in vitro.

A livello europeo, le attività sono inquadrate dalla Direttiva 2002/98/CE - recepita con il decreto legislativo del 20 dicembre 2007, n. 261 - Revisione del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. SSCB. La Direttiva 2004/23/EC è poi fondamentale per l'autorizzazione delle banche all'importazione e all'esportazione di cellule staminali ematopoietiche (CSE) all'interno dell'Unione Europea.

Donazione del sangue cordonale

C. Conservazione Autologa Dedicata e il Dibattito sulla Conservazione Privata

Nel nostro Paese è possibile donare il sangue del cordone ombelicale a fini solidaristici, conservarlo per uso dedicato oppure in una banca privata all'estero. Non esistono evidenze scientifiche che giustifichino la conservazione privata, salvo in particolari casi previsti dalla legge (donazione dedicata).

La conservazione per uso dedicato è consentita nel caso in cui tra i fratelli o genitori del donatore vi sia una patologia per la quale è riconosciuto il beneficio dell’utilizzo delle cellule staminali del sangue da cordone ombelicale. Il Ministero della Salute, con un decreto apposito del maggio 2007, ha stabilito che solo nel caso di alcune malattie del sangue (leucemie, emoglobinopatie, fra cui la talassemia, disordini congeniti del sistema immunitario, errori congeniti del metabolismo) le staminali del cordone ombelicale possano essere raccolte e conservate per uso dedicato, vale a dire riservato ad un familiare. La conservazione è in questi caso gratuita e avviene in una delle 16 banche pubbliche italiane.

Per altre malattie, come ad esempio la fibrosi cistica (FC), le terapie basate sulle staminali sono in fase di studio, ma finora non ci sono evidenze sufficienti che garantiscano la loro riuscita, quindi la conservazione dedicata non è ritenuta opportuna e non è permessa. Sebbene in passato l'orientamento di ex-Ministri della Salute valorizzasse la potenzialità delle ricerche in corso per la FC come per altre malattie genetiche, e quindi la conservazione fosse considerata opportuna e autorizzata, l'assenza di una vera e propria legge ha portato a un "Far-West" di donazioni. La successiva legislazione ha chiarito le condizioni precise per la conservazione dedicata.

Le istituzioni scientifiche mediche italiane ed europee non incoraggiano la conservazione per uso proprio del cordone ombelicale. Questo orientamento è espresso chiaramente in documenti come la "Dichiarazione pubblica sull'utilità della conservazione autologa del sangue del cordone ombelicale" del WMDA-World Marrow Donor Association del 26 maggio 2006 e l'Opinion Paper 19 "Ethical Aspects on Cord Blood Banking" dell'Unione Europea del 16 marzo 2004. Fatta eccezione per i casi in cui il bambino donatore abbia fratelli o genitori affetti da particolari patologie, come leucemie e linfomi, che possono giovarsi delle cellule del cordone, è sempre preferibile donare il cordone ombelicale (generando così un grande inventario pubblico) piuttosto che conservarlo in una banca privata a pagamento per un improbabile uso futuro.

In Italia non sono consentite banche private per la conservazione delle staminali da cordone. E questo perché la rete pubblica che si è costituita è una delle più efficienti e sicure e con il più alto numero di trapianti di staminali eseguito in Europa.

III. La Scelta di una Biobanca Estera per la Conservazione Privata: Criteri di Affidabilità

Data la regolamentazione italiana, chi desidera una conservazione privata del sangue del cordone ombelicale per fini non dedicati o per patologie non rientranti nei casi specifici previsti dalla legge, deve rivolgersi a banche estere. Questa opzione comporta una serie di considerazioni cruciali per garantire l'affidabilità e la sicurezza dell'investimento.

A. La Necessità e le Condizioni per la Conservazione all'Estero

Chi volesse lo stesso ottenere una conservazione dedicata non prevista dalla legge italiana, o semplicemente desidera una conservazione autologa privata, può esportare all'estero il sangue del cordone ombelicale e depositarlo presso una banca privata: il costo di questa conservazione si aggira all’anno dai 1.500 ai 3.000 euro. L’esportazione e l’importazione di cellule staminali ematopoietiche “CSE” è consentita, all’interno dell’Unione Europea, solo da banche autorizzate dall’Autorità competente ai sensi della Direttiva 2004/23/EC e questo vale anche per l’Italia.

Uno dei vantaggi della conservazione privata è quello della possibilità di utilizzare il campione anche nei trattamenti sperimentali. Attualmente ci sono oltre 100 trials clinici in tutto il mondo che esplorano nuove applicazioni delle cellule staminali, e l'accesso a questi studi può essere facilitato dalla disponibilità di un campione autologo. Il primo programma EAP (Expanded Access Program) è stato rilasciato dalla FDA alla Duke University negli Stati Uniti, indicando un percorso per l'utilizzo di queste cellule in contesti clinici non ancora completamente standardizzati.

B. Errori del Passato: L'Esempio di Cryo-Save

Al giorno d’oggi esistono molti fornitori per la crioconservazione delle cellule staminali cordonali, tuttavia purtroppo non tutti gli operatori oggi sul mercato sono paragonabili e qualitativamente uguali. Inoltre, deplorevoli eventi passati hanno già dimostrato quanto la scelta di dove conservare il sangue cordonale sia importante al fine di tutelare nel tempo l’investimento fatto.

Come è noto, pochi anni fa la società Cryo-Save, all’epoca importante società europea per la conservazione del sangue cordonale, è fallita ed ha destinato gli oltre 320.000 campioni presenti nel suo inventario ad un gruppo di biobanche con sede centrale in Polonia. Numerosi clienti erano all’oscuro di questa faccenda e della migrazione dei campioni di sangue cordonale dei loro figli. Ne è quindi nata una sequela legale. Questo caso sottolinea l'importanza cruciale di una due diligence approfondita nella selezione di una biobanca.

C. Fondamentali Criteri di Qualità e Sicurezza

Come scegliere quindi la migliore biobanca per conservare le cellule staminali del proprio figlio? La scelta di una biobanca affidabile richiede un'attenta valutazione di diversi fattori, con particolare enfasi sulle certificazioni e sull'esperienza.

Certificazioni Cruciali

La biobanca deve essere certificata. La biobanca deve possedere, come prima caratteristica, un sistema di assicurazione della qualità tale da garantire che i campioni biologici vengano manipolati, controllati e crioconservati secondo i più elevati standard possibili. La biobanca deve quindi possedere certificati che ne attestino la qualità. È importante che le certificazioni della biobanca siano riconosciute dagli enti sanitari locali così come da quelli internazionali poiché la conservazione di campioni in biobanche che non possiedono queste certificazioni può impedirne l’uso per trapianto, vanificando la lungimiranza nell’averli crioconservati.

Tra le certificazioni di rilievo rivestono particolare importanza:

  • Fact-Netcord: Questa certificazione è specifica per le banche cordonali, sia pubbliche che private, e attesta il rispetto dei più alti standard internazionali per la raccolta, la manipolazione, la crioconservazione e il rilascio di unità di sangue cordonale. Le Banche svolgono le attività di banking del sangue cordonale secondo standard definiti da linee guida nazionali (Conferenza Stato-Regioni, Atti n. 1770 del 10 luglio 2003) e internazionali (FACT-NETCORD) di comprovata qualità ed efficacia.
  • GMP (Good Manufacturing Practices): Le banche autorizzate operano secondo gli standard GMP (Good Manufacturer Practice), una delle certificazioni di base nel settore della crioconservazione di cellule e di tessuti e nel farmaceutico. Questi standard garantiscono che i prodotti siano costantemente prodotti e controllati secondo standard di qualità adeguati al loro uso previsto.
  • AABB: L’AABB è un’organizzazione impegnata nello sviluppo dei più alti standard nell’ambito della conservazione del sangue cordonale e non, della medicina trasfusionale e della terapia cellulare. L’accreditamento AABB stabilisce che il livello di prestazioni tecniche ed amministrative all’interno della struttura soddisfa o supera gli standard stabiliti dall’AABB. Viene, di conseguenza, certificata l’idoneità del campione trattato e conservato presso il laboratorio a poter essere utilizzato in un eventuale trapianto futuro.
  • ISO 9001:2015: Questa certificazione attesta un sistema di gestione della qualità conforme agli standard internazionali, indicando l'impegno della biobanca al miglioramento continuo e alla soddisfazione del cliente.
  • HTA (Human Tissue Authority) e MHRA (Medicines and Healthcare products Regulatory Agency): Specifiche per il Regno Unito, l'HTA emette un Codice di condotta specifico per regolare le attività delle Banche di Tessuti Umani, che comprendono anche le Banche di Cellule Staminali Cordonali. L’obiettivo di questo codice di condotta è garantire la qualità, la sicurezza e affidabilità dei tessuti forniti al servizio sanitario per scopi terapeutici e applicazioni mediche. La MHRA è l'ente di regolamentazione dei farmaci e dei dispositivi medici.
  • Swissmedic: L'autorità svizzera per i prodotti terapeutici, che rilascia licenze per l'importazione, l'esportazione, la lavorazione, l'analisi e la crioconservazione.

Loghi delle principali certificazioni per biobanche (FACT-Netcord, GMP, AABB, HTA)

Accreditamenti Governativi Ufficiali

Si consiglia ai genitori di verificare che la banca sia accreditata da un ente governativo ufficiale (generalmente il Ministero della Salute del paese di appartenenza della banca). Questo assicura che la struttura operi sotto la supervisione e il controllo delle autorità sanitarie nazionali.

Esperienza e Rilascio di Campioni

Inoltre i genitori dovrebbero valutare altri aspetti della qualità della banca del cordone ombelicale come l’esperienza nel servizio di crioconservazione, il numero dei campioni conservati, i trapianti effettuati, la presenza del Comitato Scientifico di riferimento. Questi dati possono dare ai genitori la certezza di qualità delle procedure adottate per l’estrazione e la conservazione dei campioni. Poi è molto importante anche l’esperienza di rilascio dei campioni per utilizzo clinico (trapianti), che conferma la maggiore qualità del servizio offerto.

Struttura Organizzativa e Rapporto Diretto

Ci sono altri fattori da considerare nella scelta di una biobanca, tra questi: partnership con enti sanitari anche pubblici, gli anni di esperienza della struttura, partnership con fondazioni e/o centri di ricerca. È importante verificare, qualora si scegliesse una biobanca appartenente ad un gruppo con più biobanche, che questa possieda “individualmente” le certificazioni indicate dal gruppo. Solo il rapporto diretto con la biobanca garantisce un vero supporto, non solo per quanto riguarda la conservazione del campione ma anche per, eventualmente, accedere a terapie standard e sperimentali.

IV. Biobanche di Eccellenza e Servizi Innovativi

Nel panorama internazionale delle biobanche, alcune strutture si distinguono per i loro elevati standard di qualità, l'ampia gamma di servizi offerti e un impegno costante nella ricerca e nell'etica. Questi esempi possono servire da riferimento per le famiglie che cercano la massima affidabilità nella conservazione delle cellule staminali.

A. SSCB - Swiss Stem Cells Biotech: Un Modello di Qualità ed Etica

SSCB - Swiss Stem Cells Biotech è una società svizzera attiva dal 2004 che non ha mai avuto alcun problema legale o economico. Questo lungo percorso senza intoppi è una testimonianza della sua stabilità e affidabilità. SSCB è accreditata Fact-Netcord, è certificata GMP ed è autorizzata dall’Ufficio Federale svizzero della Sanità Pubblica e dall’ente di vigilanza del farmaco Swissmedic. Queste molteplici certificazioni e autorizzazioni attestano il rispetto dei più rigorosi standard internazionali e nazionali.

SSCB collabora con la Swiss Stem Cell Foundation, fondazione a scopo di ricerca in ambito delle terapie cellulari in medicina rigenerativa, rafforzando il suo legame con il progresso scientifico. In virtù dell’elevato livello qualitativo, SSCB è stata scelta dalla commissione Svizzera di banche pubbliche come biobanca di riferimento nel contesto del progetto pilota di crioconservazione ibrida, ovvero per chi volesse accedervi, campioni crioconservati privatamente vengono messi a disposizione dei registri internazionali di donatori ed eventualmente rilasciati per trapianto in caso di necessità, previo consenso della famiglia. Questa joint venture pubblico-privato nasce dalla forte volontà di SSCB di rendere disponibile a sempre più persone un bene prezioso come è il sangue del cordone.

Un ulteriore impegno di SSCB è il suo sostegno alle famiglie. SSCB - Swiss Stem Cells Biotech offre, in maniera totalmente gratuita, alle famiglie ex clienti di Cryo-Save supporto nello scegliere la biobanca sia per tutelare i loro campioni sia per tutelare questo settore cercando di evitare derive dettate da logiche mercantili volte alla misera mercificazione del cliente. SSCB vuole salvaguardare il settore delle cellule staminali da logiche di mercato garantendo al tempo stesso che il futuro delle staminali (che comprende anche la medicina rigenerativa) sia appannaggio esclusivamente di società con comprovati ed elevati livelli qualitativi. SSCB poi offre da sempre un servizio totalmente gratuito di supporto nella ricerca ed arruolamento a studi clinici, non solo per le famiglie che hanno aderito al servizio ma per qualsiasi persona si ritrovi nelle condizioni di poter trarre beneficio da un trapianto di cellule staminali.

B. Future Health Biobank: Leader nell'Accreditamento Globale

La Future Health Biobank è la banca di cellule staminali più accreditata al mondo. Considerata dai suoi pari come il centro di eccellenza più innovativo e altamente stimata per la qualità e il servizio nel settore della conservazione delle cellule staminali. Il Dipartimento della salute del Regno Unito è stato tra i primi enti governativi in Europa ad emettere un Codice di condotta specifico per regolare le attività delle Banche di Tessuti Umani, che comprendono anche le Banche di Cellule Staminali Cordonali. L’obiettivo di questo codice di condotta è garantire la qualità, la sicurezza e affidabilità dei tessuti forniti al servizio sanitario per scopi terapeutici e applicazioni mediche.

Nell’aprile del 2006, la Future Health Biobank è stata certificata dall’HTA ed il 1° settembre 2006, ha ricevuto una licenza completa, rendendo la società la prima banca del sangue cordonale ad essere autorizzata dalla Human Tissue Authority (HTA). Le licenze formali vengono assegnate solo a seguito di audit rigorosi, lunghi e dettagliati dei processi completi di laboratorio e del business aziendale. La Future Health Biobank è certificata ISO 9001: 2015. La Future Health Biobank è certificata dalla MHRA e possiede la Blood Establishment Authorisation (l’autorizzazione per l’estrazione del sangue), numero BEA 21314, rilasciata in conformità con le disposizioni della Blood Safety and Quality Regulations 2005 No. La Swissmedic autorizza la Struttura svizzera della Future Health Biobank per l’importazione / esportazione, lavorazione, analisi e crioconservazione a lungo termine del sangue cordonale, tessuto cordonale e tessuto adiposo per utilizzo in terapie autologhe e allogeniche. Questa licenza regola la produzione di prodotti per la terapia cellulare pronti all’uso e di prodotti per terapia cellulare intermedia.

Dopo aver deciso di conservare il sangue cordonale, dovreste scegliere la biobanca alla quale affiderete il campione del vostro bambino. Abbiamo elaborato e conservato più campioni di tutte le altre banche del Regno Unito messe insieme. Siamo l’unica banca privata di cellule staminali, nel Regno Unito, a possedere e gestire due strutture in due distinte posizioni geografiche, un fattore che contribuisce ad aumentare la sicurezza e la resilienza del servizio.

C. FamiCord: Un Approccio Ibrido alla Conservazione

Dal 2012 FamiCord è una banca che si occupa della conservazione di cellule staminali cordonali sia nell’ambito privato-familiare sia nell’ambito pubblico. Questo approccio ibrido consente di offrire flessibilità ai genitori, combinando la sicurezza della conservazione privata con la possibilità di contribuire alla rete pubblica. Richiedi una consulenza gratuita dei nostri esperti, evidenziando l'importanza di un supporto personalizzato nella scelta.

D. Le Molteplici Facce delle Biobanche Italiane: Oltre il Cordone Ombelicale

Le banche sono luoghi dove si custodisce qualcosa di molto prezioso. Ma chi pensa che conservino solo soldi si sbaglia, anzi: ci sono posti che custodiscono materiali ben più importanti, specie quando si tratta della nostra salute e della nostra vita. Oltre alla Banca del Sangue Cordonale, il Policlinico ha sviluppato altre biobanche specializzate che dimostrano la vasta portata e la complessità di queste strutture.

  • Banca del Latte: Ogni anno in Italia nascono circa 30mila bimbi prematuri, ovvero prima del termine naturale di una gravidanza. Di questi, circa 4mila nascono con un peso inferiore a 1,5 kg, a volte anche di molto. A causa del parto prematuro le mamme hanno maggiore difficoltà a produrre il latte, indispensabile non solo come nutriente ma anche come una prima, importantissima difesa immunitaria per il loro piccolo. Il latte materno infatti è in grado di ridurre l’incidenza delle infezioni ma anche di patologie intestinali che possono essere molto gravi in un bimbo nato prima del termine. La Banca del Latte affianca la Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico, che è la più grande d’Italia e tra le prime quattro più importanti d’Europa: ogni anno gestisce la nascita e le cure per circa 1.000 neonati con problemi, di cui 150 bimbi prematuri sotto 1,5 kg di peso.
  • Biobanca per la Prevenzione e Diagnosi della Malattia Celiaca: Attiva nel laboratorio di Fisiopatologia Digestiva, che fa parte dell'Unità di Gastroenterologia ed Endoscopia, questa Biobanca si concentra in particolare sui pazienti con celiachia e ne cataloga sia campioni di sangue sia fecali. I materiali conservati in questa Biobanca sono di grande supporto per la ricerca contro questa patologia, per la quale il Policlinico è un Centro di riferimento. La produzione scientifica dei ricercatori è stata riconosciuta come tra le migliori al mondo, ed è in cima alle classifiche italiane.
  • Banca per Malattie Neurologiche e Neuromuscolari Rare: Si tratta di una Banca dedicata a conservare i campioni biologici provenienti da pazienti con malattie neurologiche e neuromuscolari rare, come ad esempio l'Alzheimer o la Sclerosi Multipla. È gestita dall'Unità di Neurologia - Malattie neuromuscolari e Rare e include migliaia di tessuti muscolari, centinaia di tessuti nervosi periferici per studi morfologici, migliaia di campioni di DNA e numerose linee di colture cellulari. Avere a disposizione tutti questi campioni permette ai ricercatori, tra le altre cose, di mettere a confronto le caratteristiche dei soggetti sani con quelle dei malati, e poter così ricavare nuovi indizi sui fattori scatenanti di una determinata malattia, oppure aprire la strada alla ricerca di nuove terapie.
  • Biobanca per la Preservazione della Fertilità: Diventare mamme non è sempre facile: a volte possono esserci problemi di infertilità, altre volte magari uno dei futuri genitori sta affrontando una malattia che può compromettere le sue possibilità di avere dei figli. Questa Biobanca è stata una delle prime banche pubbliche a livello nazionale. Qui vengono conservati ovociti (gameti femminili), spermatozoi (gameti maschili), tessuto ovarico e tessuto testicolare di pazienti che devono sottoporsi a trattamenti potenzialmente dannosi per la fertilità, come ad esempio nelle malattie oncologiche. L'esperienza della banca garantisce procedure sperimentate e sicure.

Questi esempi evidenziano come le biobanche siano pilastri fondamentali non solo per la conservazione del sangue cordonale, ma per l'intera ricerca biomedica e la medicina personalizzata, contribuendo in modo significativo alla comprensione e alla cura di un'ampia varietà di patologie.

Tipi di campioni conservati in una biobanca multidisciplinare

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