L'arrivo in Terapia Intensiva Neonatale (TIN) segna un momento di profonda rottura nella vita di una famiglia. Le mamme che accedono a questi reparti si riconoscono spesso per le chiavette che portano attaccate al collo con una cordicella di tela, essenziali per aprire gli armadietti dove depositano i propri oggetti personali, borse, cellulari, anelli e orologi. Questi spazi, situati in una stanzetta riservata esterna al reparto, sono attrezzati per trascorrere alla meno peggio le lunghe ore di attesa. Le nuove arrivate entrano in reparto con un'espressione immobile e cauta, come chi ha paura di farsi altro male, sembrano quasi non ascoltare le istruzioni che vengono date loro dalle infermiere, non fanno domande. Stanno con loro trenta minuti e poi escono. Potranno rientrare dopo tre ore, nel frattempo si tirano il latte dietro un separè e sterilizzano i contenitori. All’ora di pranzo vanno a mangiare un boccone alla mensa dell’ospedale, poi tornano, aspettano, e ripetono tutto di nuovo, alcune anche sette volte al giorno.

Il vissuto delle madri nel reparto di terapia intensiva
Dopo qualche giorno il reparto diventa familiare, le altre mamme sono sempre pronte a dire una parola di rassicurazione, a farsi coraggio tra di loro, a sorridere, sembrano serene, a volte scherzano, ridono, parlano di cose normali; hanno bisogno di quella normalità che cercano tutte le mamme, hanno bisogno di parlare di passeggini, pannolini e fasciatoi per non pensare al resto. La TIN è il reparto ospedaliero dove sono ricoverati i bambini con gravi problemi alla nascita. Spesso si tratta di bambini prematuri, nati alla 28°, 30°, 33° settimana di gestazione, bambini che pesano un chilo, 700 g, in qualche caso anche 500.
Le storie sono molteplici e toccanti. Ilenia ha partorito due gemelle alla 31° settimana di gestazione, per andare e tornare dall’ospedale percorre 240 chilometri al giorno, a volte si tira il latte in macchina, sta qui da un paio di mesi. Bianca ha diciotto anni, è romena, abita in una baracca alla Magliana, senza acqua corrente; qualche giorno fa nell’accampamento c’è stato un incendio. Il latte lo può tirare soltanto quando sta in ospedale ma nel reparto può stare poco, deve andare a lavorare. Sono diverse queste mamme, eppure qui sembrano tutte uguali, quando stanno in piedi davanti ai lettini e fissano in silenzio i loro piccolissimi bambini si somigliano tutte. Le mamme della TIN vivono alla giornata e, soprattutto, pensano a quello che non deve succedere, così quando non succede niente, quando è tutto nella norma, sono felici.
L'ambiente della TIN e le prassi di accesso
I medici sono sempre cauti, quasi mai si espongono a rassicurare, a consolare, spesso mettono in guardia le madri contro il rischio di gravi complicazioni, ogni momento è potenzialmente pericoloso. Prima di indossare il camice, è importante lavarsi bene le mani dopo essersi tolti anelli, bracciali e orologi. Il vostro bimbo, come tutti i neonati, è particolarmente suscettibile alle infezioni, a causa delle sue difese immunitarie ancora scarse. Il nostro Ospedale è da oltre un secolo all’avanguardia nell’assistenza della mamma e del bambino. Il vostro neonato sarà curato in una struttura moderna, accogliente e dotata di tutte le tecnologie più avanzate per garantire la migliore assistenza.
La Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, come quella del Policlinico di Milano o dell'Ospedale Infermi di Rimini, si propone di fornire assistenza e cure specializzate al momento del parto e durante la degenza. Il reparto di Rimini, ad esempio, è dotato di 9 posti di terapia intensiva, 9 di assistenza intermedia e 8 di assistenza minima. Al suo interno ci sono tutti gli strumenti necessari per ogni tipo di problematica: lampade, incubatrici, ventilatori neonatali, e ogni lettino è collegato a un sistema di monitoraggio centrale.

La gestione del neonato: dalla cura all'igiene
La gestione di un neonato in Terapia Intensiva richiede attenzione costante, non solo per quanto riguarda il monitoraggio clinico, ma anche per l'igiene quotidiana. Il reparto è attrezzato con tutto ciò che può servire ai genitori per il mantenimento del bambino: fasciatoio con pannolini di ogni taglia, asciugamani, vestitini per neonati con taglie per prematuri, tiralatte per la mamma, vaschetta per il bagnetto, bilancia per la pesata del neonato, ciambelle per allattamento, poltrone per allattamento e libri per qualche lettura.
Il coinvolgimento dei genitori è fondamentale. All’interno del reparto avrete a disposizione un I-Pad, NeoCare PaddieWeb, per consultare le principali informazioni cliniche del vostro bambino. I dati di NeoCare PaddieWeb sono aggiornati in tempo reale e consentono ai genitori di avere immediatamente il quadro generale della situazione. Il vostro coinvolgimento precoce nelle cure è essenziale per favorire un consapevole attaccamento al vostro neonato. La presenza costante, durante la degenza, accanto al vostro bambino vi sarà di aiuto a sentirvi più capaci, perché avrete imparato a conoscerlo e a interpretare le sue richieste. Il reparto di terapia intensiva neonatale è aperto per i genitori 24 ore su 24; il papà e la mamma possono entrarvi e rimanervi quanto più desiderano, con l’aiuto degli infermieri possono fare tutto ciò che farebbero in camera, allattare il neonato, tenerlo semplicemente in braccio, cambiarlo, fargli il bagnetto.
Metodo marsupio e nutrizione: pilastri della care
Uno dei desideri più grandi di un genitore è quello di poter coccolare il proprio bambino, di fargli sentire la propria presenza, anche e soprattutto quando le sue condizioni sono critiche. Non appena le condizioni del vostro piccolo sono più stabili e lo consentono, infermieri e medici vi consiglieranno di iniziare il metodo marsupio che consiste nel posizionare sul vostro petto il bambino (svestito, con solo il pannolino), direttamente a contatto con la vostra pelle. La marsupioterapia facilita l’adattamento e la stabilizzazione del neonato attraverso il contatto pelle a pelle, e ha molti vantaggi sia per voi che per il vostro piccolo: rinforza il vostro legame, riduce lo stress sia vostro sia del vostro piccolo aumentando la stabilità dei suoi parametri respiratori e cardiovascolari e promuovendo il suo sviluppo cerebrale.

Il latte materno è l’alimento ideale per ogni neonato, anche per i più piccoli. Per questo all’interno della nostra Terapia Intensiva e Sub-Intensiva sosteniamo l’allattamento materno fin dai primi giorni di vita. Esiste spesso una banca del latte, ovvero un punto di raccolta di latte donato da madri che stanno allattando, in modo da renderlo disponibile principalmente per tutti i neonati prematuri ricoverati presso la Terapia Intensiva Neonatale e Sub-Intensiva, per ottimizzare lo sviluppo neuro-cognitivo e prevenire l’insorgenza di intolleranze alimentari, garantendo loro un futuro più sicuro.
La gestione dei pazienti critici e il momento delle dimissioni
Gestire un neonato con peso estremamente basso alla nascita è tra le sfide più complesse della terapia intensiva neonatale. Dalla sala parto ai giorni cruciali in TIN, ogni dettaglio dell’assistenza può influenzare in modo determinante la sopravvivenza e lo sviluppo del piccolo paziente. Ogni neonato può essere classificato in base a due parametri fondamentali: l'età gestazionale e il peso alla nascita. I neonati con peso alla nascita inferiore a 1000g sono un gruppo di pazienti delle terapie intensive neonatali particolarmente delicato. Quanto più basso è il loro peso, tanto più alta sarà la loro fragilità e la possibilità di cambiamenti repentini delle loro condizioni.
Poi arrivano le dimissioni, con solo qualche giorno di preavviso. Le mamme si preoccupano, non si sentono pronte. Anche le madri esperte, quelle che hanno già altri figli, sono esitanti. È in quel momento che diventano veramente mamri di quel bambino. Qualcuna chiede di tenerlo in ospedale qualche altro giorno. Hanno paura. Ed ora, improvvisamente, è tutto finito, possono andare a casa. Quando escono dal reparto con quei microscopici fagotti nelle carrozzine hanno l’espressione di chi sta rubando qualcosa. Camminano con lo sguardo fisso dentro alla carrozzina poi lo alzano velocemente sulle altre mamme, quelle che rimangono, le salutano radiose e impacciate, baciano tutti, lasciano la TIN. Se la madre partoriente viene dimessa dall'ospedale, e abita lontano o non ha possibilità da casa di raggiungere l'ospedale, può richiedere una stanza all'interno dell'ospedale, appositamente studiata per madri nutrici, all'interno della quale potrà alloggiare per poter seguire il bambino degente in TIN o in Neonatologia.
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