I Bambini Altamente Sensibili: Riconoscere, Comprendere e Valorizzare un Tratto Unico del Temperamento

Bambino che osserva attentamente un fiore

Il mondo dell'infanzia è un universo di scoperte, crescita ed emozioni, dove ogni bambino si affaccia alla vita con una combinazione unica di tratti temperamentali che plasmeranno la sua personalità. Tra questi, vi è una caratteristica che, pur essendo comune, spesso viene misconosciuta o interpretata erroneamente: l'alta sensibilità. Si stima che circa il 20-30% degli individui, ovvero 2 o 3 persone su 10, possieda questa peculiare caratteristica. Molto più di una semplice verifica, comprendere l'alta sensibilità è il primo passo che permette a molti genitori e, in futuro, agli stessi figli, di dire: “Ah, ok, ora capisco tutto quanto!”. Quella sensazione di essere “diversi”, di quella percezione di non adattarsi, di vivere il mondo in un modo che a volte sembra non comprendere appieno chi sei, chi è tuo figlio o figlia, può finalmente trovare un nome e una spiegazione.

Questa caratteristica è stata ampiamente convalidata attraverso studi di ricerca, e il suo riconoscimento pubblico sta lentamente aumentando. Già a partire dal 1991, la ricercatrice e docente universitaria Elaine Aron, psicologa e psicoterapeuta, ha iniziato a svolgere ricerche approfondite sulle persone altamente sensibili (PAS), gettando le basi per una comprensione scientifica di questo tratto. È fondamentale chiarire fin da subito che l'alta sensibilità non è una malattia, né una carenza o un deficit, ma una caratteristica intrinseca del temperamento. Non esiste una diagnosi clinica in quanto non si tratta di un disturbo psichico, ma di un tratto comune che, come tutte le caratteristiche che ci contraddistinguono, può portare all'individuo sia vantaggi che, se non gestita, potenziali svantaggi.

L’alta sensibilità nei bambini è molto diffusa, eppure è errato considerarla un disturbo. Spesso la conoscenza di questo tratto viene confusa con altre diagnosi o sottovalutata e scambiata per fragilità, emotività eccessiva, debolezza o disagio. È importante comprendere che un bambino altamente sensibile non è "sbagliato" o "troppo emotivo"; è semplicemente una persona che elabora il mondo con una profonda sensibilità. Questa maggiore reattività agli stimoli, sia interni che esterni, ha una base neurologica e genetica, portando a una percezione più intensa e dettagliata della realtà circostante. I bambini altamente sensibili, infatti, tendono a reagire maggiormente agli stimoli a livello neurologico sulla base di un particolare tratto genetico che si eredita e che provoca una reazione alle emozioni piuttosto intensa. Si tratta di bambini più recettivi rispetto alle sollecitazioni interne ed esterne, dalle quali ricevono una sorta di sovrastimolazione che li conduce a percepire tutto nei dettagli e con maggiore intensità emotiva.

Bambini che giocano in armonia

Le Caratteristiche Distintive dei Bambini Altamente Sensibili

Per comprendere appieno la natura di un bambino altamente sensibile, è utile esplorare le dimensioni chiave che definiscono questo tratto, spesso sintetizzate nell'acronimo D.O.E.S. (o P.I.S.S. in altre traduzioni, come vedremo). Secondo la ricerca della dott.ssa Elaine Aron, le persone altamente sensibili sono più sensibili o reattive agli stimoli, e questa maggiore reattività si manifesta in modi specifici:

  • D come DEPTH (Profondità di elaborazione): Questi bambini mostrano una preferenza nell'elaborare le informazioni in modo più approfondito, con una tendenza a pensare o riflettere in modo più approfondito sul significato delle cose. L’analisi delle situazioni è più attenta e scrupolosa; osservano e riflettono molto prima di agire, e vengono utilizzate esperienze passate o simili nel processo esplorativo e decisionale. La loro autopercezione, così come la percezione profonda dell'ambiente, sembra favorire una grande creatività. Ciò è dovuto alla loro biologia, a come osservano il mondo e processano le informazioni. Il cervello del soggetto PAS sembra avere alcune aree che funzionano diversamente da quelle dei non-PAS, tra cui quelle deputate al problem solving. Proprio contattando la parte creativa, si è in grado di trovare nuove soluzioni.

  • O come OVER-STIMULATION (Sovrastimolazione): Data la loro profonda elaborazione e la maggiore recettività agli stimoli, i bambini altamente sensibili possono sperimentare facilmente la sovrastimolazione. Gli stimoli provenienti dall'interno o dall'esterno vengono percepiti come soverchianti. Se prolungata, questa condizione può causare sovra-eccitazione del sistema nervoso, sentimenti opprimenti e stress. Per tale ragione, possono stancarsi prima di fronte a situazioni attivanti o rifuggirle come meccanismo di autoprotezione. Le forti reazioni emotive del bambino altamente sensibile fungono spesso da meccanismo di difesa e protezione rispetto al sovraccarico da parte degli stimoli esterni.

  • E come INTENSITÀ EMOTIVA ed Empatia: Un aspetto prominente è la loro intensità emotiva e una spiccata empatia. Un bambino altamente sensibile ha una sensibilità esasperata nei confronti di stimoli interni ed esterni; viene influenzato facilmente dall’umore degli altri, in particolare da stati d’animo negativi, quali la tristezza e la rabbia. L’alta sensibilità induce questi bambini a porre molta attenzione a ciò che accade intorno a loro e a comprendere la realtà che li circonda in modo dettagliato, a captare le sfumature più nascoste delle emozioni che circolano nelle relazioni, a essere particolarmente sensibili alla comunicazione non verbale. Mostrano un’intuizione superiore alla norma proprio perché hanno la possibilità di mettere insieme molti più elementi captati dalla loro profonda osservazione. Sono persone più vigili rispetto a ciò che accade dentro e fuori di loro e percepiscono aspetti della realtà che molti altri non notano. Un bambino altamente sensibile verrà al mondo con lo sguardo già aperto al mondo delle emozioni, e questo comporta anche una maggiore reattività alle delusioni.

  • S come SUBTLETIES (Sensibilità sensoriale): Hanno una forte consapevolezza degli stimoli sottili, una capacità di notare e apprezzare più facilmente di altri piccoli dettagli nell'ambiente. Hanno percezioni molto dettagliate, soffermandosi su particolari che facilmente sfuggono ad osservazioni più superficiali. Questo si traduce anche in una maggiore sensibilità a rumori forti, luci intense o odori particolari. Non è raro che si lamentino di alcuni tessuti e rifiutino di indossare determinati abiti, giurando che “il tessuto fa male”. Un giro in un centro commerciale, un supermercato o, peggio, in una fiera con un bambino sensibile, può essere un’esperienza estremamente provante per loro, proprio per l'eccesso di stimoli sensoriali. Sono molto percettivi e si accorgono di cose di cui probabilmente molti non immaginerebbero nemmeno l’esistenza.

Io sento vedo percepisco in modo diverso (Video ufficiale)

Sfatare Miti e Comprensioni Errate

È di fondamentale importanza sfatare alcuni dei miti più comuni che circondano il tratto dell'alta sensibilità. Contrariamente a quanto siamo portati a pensare, non è necessariamente associata a tratti comportamentali quali timidezza, fragilità, introversione o debolezza. L'ipersensibilità, come spiega anche lo psicoterapeuta ed esperto di ipersensibilità Rolf Sellin nel suo libro "I bambini sensibili hanno una marcia in più", non è una malattia, né una carenza, né un difetto. Non significa nemmeno che un bambino debba per forza soffrire per la sua natura o venire rifiutato dai compagni. La conoscenza di questo tratto è spesso confusa con altre diagnosi o sottovalutata e scambiata per fragilità, emotività, debolezza o disagio. Questo porta a etichettare i bambini come "troppo sensibili" o "che fanno troppe storie per niente", invalidando le loro esperienze interne.

Genitore che abbraccia e rassicura il proprio figlio

L'Impatto dell'Ambiente e del Contesto di Crescita

L'ambiente in cui un bambino cresce ha un'influenza profonda su tutti gli individui, ma per un bambino altamente sensibile (BAS) questa influenza è ancora più marcata e determinante. Un bambino altamente sensibile che vive in un contesto "sufficientemente buono" è in grado di amplificare e ben utilizzare le proprie competenze sensoriali ed emotive. Se l'ambiente è accogliente e supportivo, queste caratteristiche possono trasformarsi in grandi punti di forza.

Tuttavia, il rovescio della medaglia è altrettanto significativo. Nel 2005, la dott.ssa Aron verificò che le persone altamente sensibili, con alle spalle un'infanzia problematica - un evento non raro, poiché spesso il loro sentire viene invalidato o tacciato di essere esagerato, rendendo frequenti i vissuti di incomprensione da parte dell'altro - rischiavano maggiormente, rispetto a persone meno sensibili con un passato similare, di sviluppare problematiche ansioso-depressive. Se chi ha attorno lo fa sentire sbagliato o lo ignora, può sviluppare sintomatologie e soffrire maggiormente di critiche o comportamenti aggressivi. Ad esempio, un BAS cresciuto in un ambiente dove non si possono esprimere le emozioni può diventare l’opposto, fino a costruire difese narcisistiche, diventando una persona completamente richiedente e centrata sui propri bisogni. Se cresciuto nel “bisogno” perché ha avuto genitori bisognosi, svilupperà la "sindrome della crocerossina", da cui poi trarrà esclusivamente il proprio valore personale. Questo dimostra quanto sia cruciale un ambiente empatico e comprensivo per lo sviluppo sano di questi bambini.

Riconoscere l'Alta Sensibilità: Il Test

La consapevolezza è il primo passo verso una comprensione e un supporto efficace. Fare questo test è molto più di una semplice verifica; è uno strumento prezioso per i genitori e per i professionisti. La coppia di ricercatori, Elaine Aron e Arthur Aron, ha formulato un test per persone altamente sensibili che potesse rilevare le caratteristiche della persona altamente sensibile - Highly Sensitive Person (HSP) - e non "hypersensitivity" o ipersensibilità, come a volte viene tradotto in italiano, che si riferisce a una "iper-reazione" da trauma. A questo link è possibile consultare test di autovalutazione disponibili sul sito della Dott.ssa Aron per adulti; vi si trova anche un test specifico per valutare se i propri figli sono bambini altamente sensibili.

Comprendere se un figlio possiede questo tratto ereditario può aiutare genitori e professionisti a comprendere meglio i bambini; ad avere chiavi di lettura differenti rispetto ad alcuni loro comportamenti e ad adottare strategie educative utili a favorirne lo sviluppo lungo il loro percorso di crescita. Questo test è un punto di partenza per riconoscere e validare la loro esperienza del mondo.

Per aiutarvi a comprendere se vostro figlio o figlia possa essere altamente sensibile, proponiamo una serie di domande ispirate ai criteri di valutazione. Se risponderete “sì” a più della metà delle domande, è probabile che abbiate un figlio ipersensibile.

Test: Il Vostro Bambino è Altamente Sensibile?

  1. Il vostro bambino si spaventa più facilmente rispetto ai coetanei?
  2. Preferisce giochi tranquilli e armoniosi, da fare sia da solo che con i compagni?
  3. Tende spontaneamente ad avere riguardo nei confronti degli altri?
  4. Reagisce con malumore se una persona viene trattata in modo ingiusto?
  5. Condivide volentieri e spontaneamente caramelle o dolcetti con gli altri?
  6. Nutre aspettative elevate nei propri confronti?
  7. Quando si rende conto di non poter soddisfare tali aspettative, ne soffre, si arrabbia, perde la pazienza, lancia tutto a destra e a manca, o rompe qualcosa? Può anche mettersi a urlare e diventare aggressivo, pur non avendo un carattere simile?
  8. Rimane di malumore ancora a lungo quando non riesce a soddisfare le sue esagerate pretese?
  9. Nota spontaneamente i piccoli cambiamenti apportati (ad esempio all’interno di casa)?
  10. Risente molto delle tensioni familiari, magari con problemi a dormire o un calo di appetito?
  11. Quando un altro bambino viene criticato o insultato, vostro figlio reagisce come se ne fosse interessato in prima persona?
  12. Cerca di appianare le tensioni tra gli altri e a fare da mediatore?
  13. Vostro figlio riesce senza problemi a immedesimarsi nella situazione del prossimo?
  14. Avverte fin da subito i bisogni altrui?
  15. È un attento osservatore? Può lasciarsi talmente affascinare da quanto osserva da rimanerne completamente assorbito?
  16. Rispetta coscienziosamente le regole?
  17. Cerca di consolare gli altri?
  18. Tende a essere indulgente con altri, ma severo con se stesso?
  19. Si lascia tormentare dai rimorsi? Se la prende quando fa qualcosa di sbagliato?
  20. Appare a volte molto assennato per la sua età ed è in grado di intuire anche il non-detto, ma può anche essere così ingenuo da lasciarsi abbindolare facilmente?
  21. Prende le regole imposte dai genitori più sul serio di quanto facciano i genitori stessi?
  22. Reagisce molto intensamente alla musica, alle storie sul Natale, alle favole, alla natura e al contatto con gli animali? Sembra lasciarsene completamente assorbire?
  23. Quando riceve troppi stimoli cambia totalmente atteggiamento? Da gentile si trasforma improvvisamente in un bambino irritato e comincia magari a comportarsi in modo aggressivo e poco riguardoso nei confronti degli altri?
  24. Tra i genitori, i fratelli o i nonni del bambino c’è qualcuno che considerate ipersensibile?

Io sento vedo percepisco in modo diverso (Video ufficiale)

Comprendere e Supportare i Bambini Altamente Sensibili: Il Ruolo dei Genitori

Cari genitori, preoccupati di crescere un bambino che vi sembra più complesso, potete alleggerirvi perché è molto più semplice dell’idea che vi siete fatti. Dover trattare con questi bambini può essere faticoso, ma è fondamentale comprendere che i bambini "troppo sensibili" sono in realtà persone molto speciali che vanno aiutate a riconoscere e a gestire al meglio le proprie emozioni. I bambini molto sensibili richiedono senza dubbio più attenzioni rispetto agli altri; necessitano di ascolto e di empatia, anche se questo non significa trattarli con iperprotezione o repressione.

Le regole che valgono per il vostro bambino altamente sensibile valgono in realtà per tutti i bambini, ma per loro assumono un'importanza amplificata. Il difficile compito di ciascun genitore è quello di legittimare le loro sensazioni, dicendo: “posso capire come ti senti” e “ciò che senti ti appartiene, nessuno può metterlo in discussione”. In modo particolare per i bambini altamente sensibili, ma in generale anche questo vale per tutti, è importante evitare di dire che le loro emozioni sono sbagliate, oppure frasi del tipo: “stai facendo tante storie per niente” o “sei troppo sensibile” o “cerca di non pensarci”. Queste frasi, purtroppo comuni, invalidano l'esperienza emotiva del bambino e possono portarlo a reprimere i propri sentimenti, sentendosi incompreso.

Cercate il dialogo, e innanzitutto ascoltateli (tutti i bambini!). Cercate di spiegare loro le situazioni e soprattutto prepararli ad affrontare i cambiamenti, nella consapevolezza che tutti i bambini, quelli più sensibili ancora di più, comprendono molto più di quanto siamo abituati a credere, anche quando i grandi cercano di nascondere loro le situazioni nell’intento di proteggerli. Nella relazione con persone altamente sensibili (ma anche gli stessi individui altamente sensibili nel rapportarsi a loro stessi) è indispensabile tenere presente le loro caratteristiche e relazionarvicisi in modo sintonico. Se nessuna persona funziona bene sotto eccessive pressioni o stimolazioni, è ancor più vero quando la soglia di tolleranza di tali sollecitazioni è bassa. L'attenzione particolare nei loro confronti può essere tradotta con un atteggiamento di apprezzamento e comprensione delle loro reazioni - talvolta molto intense.

Purtroppo molti genitori, sopraffatti da questo dono, tendono ad adottare comportamenti repressivi o iperprotettivi. Ma entrambe le modalità includono aspetti negativi, perché, se da un lato, la repressione aumenta la frustrazione nei bambini, che si sentono sempre più incompresi, dall'altro, un atteggiamento iperprotettivo rischia di non favorire l’autostima. È fondamentale che i genitori imparino a mettersi nei panni dei loro figli altamente sensibili e ad essere sensibili a loro volta, condividendo questa splendida caratteristica che, se incoraggiata nel modo giusto, si rivelerà una risorsa inesauribile. Questo è particolarmente vero considerando che, essendo l'ipersensibilità un fattore ereditario, è molto probabile che almeno uno dei due genitori sia anche lui un ipersensibile. Ciò può comportare la sfida di evitare che il genitore stia troppo addosso al figlio e lo metta al centro di tutto, proiettando le proprie esperienze.

Famiglia che dialoga serenamente

Strategie Educative Efficaci per i Genitori di Bambini Altamente Sensibili

Per crescere un bambino altamente sensibile in modo sano ed equilibrato, è essenziale adottare uno stile educativo consapevole e mirato. Ecco alcuni punti chiave:

  1. Fai il genitore, non l’amico: Un genitore che trasforma il figlio o la figlia in un amico o confidente sta violando lo spazio personale del figlio/a, che si ritrova caricato/a dei problemi dei genitori e di un compito superiore alle sue forze. In questo modo i bambini perdono la leggerezza infantile e la familiarità dei coetanei. I genitori che vogliono essere amici dei figli li defraudano di una madre e di un padre. I genitori devono avere il coraggio di occupare il posto che spetta loro. Solo così possono proteggere il figlio, fornirgli sostegno e farlo crescere sicuro di sé. Questo ruolo autorevole, ma non autoritario, è fondamentale per dare stabilità al bambino.

  2. Dai limiti e regole usando un tono di voce neutro: Quello che ci vuole per crescere bambini sicuri di sé, soprattutto se sono ipersensibili, è un sistema di regole chiare che diano loro dei limiti giusti e proporzionati alla loro età. Se un genitore continua a cedere alle richieste del figlio, per esempio sull’ora di andare a dormire, non fa del bene al piccolo; anche se all’inizio sembrerà contento di averla sempre vinta, alla lunga il bambino soffrirà: avere genitori deboli e sottomessi fa sentire fragili e insicuri. Mamma e papà devono invece trasmettere ai figli i limiti in modo chiaro e deciso. Il trucco è adottare una posizione obiettiva. Non devi né sorridere né apparire irritato/a e il tuo messaggio dovrà essere neutro, ma fermo. Vanno invece evitati gli atteggiamenti ipercritici, autoritari, rigidi che li inducono alla chiusura.

  3. Aiutalo/a a fare da solo/a: Come l’assenza di limiti nuoce al piccolo, anche dargli troppe limitazioni lo indebolisce. Osserva tuo figlio/a con una certa distanza e chiediti: “Cosa è in grado di fare?”, “Dove ha ancora bisogno di aiuto?”. In molte cose i bambini hanno bisogno dei genitori perché ancora non sanno regolarsi, ad esempio non sanno che mangiando troppe caramelle poi potrebbero stare male, ed è giusto che il genitore intervenga. Gli adulti violano spesso i loro limiti in buona fede: ad esempio, davanti a un piccolo che sta provando ad allacciarsi da solo le scarpe, alcuni intervengono subito, non lasciandogli il tempo per fare da solo: compiono un’ingerenza e generano in lui una sensazione di fallimento e impotenza. Ricorda, l’aiuto migliore che si può dare a un figlio è l’aiuto a fare da solo, promuovendo autonomia e autostima.

  4. Attenzione a non trasmettere le tue ansie e paure: Quando si ha un figlio/a "troppo sensibile" si è portati ad avere paure e timori per lui/lei. Ma troppe preoccupazioni non faranno altro che indebolirlo/a. Se vuoi che cresca sano/a e forte e sicuro/a di sé, devi dargli/le la massima fiducia e credere totalmente nelle sue capacità. Ad esempio: se al parco vedi tuo figlio arrampicarsi su un gioco e sei in preda all’ansia che possa cadere, non urlare “fai attenzione a non cadere”, finirai per creare nel piccolo così tanta insicurezza che non ci sarà da stupirsi se poi cadrà davvero. Quello che puoi fare quando ti senti in una situazione di ansia è cercare di distaccarti e di immaginarti un genitore più tranquillo. Se pensi che possa essere davvero pericoloso che si arrampichi, puoi distogliere tuo figlio, spostando l’attenzione verso altro. Ad esempio puoi dire: “Ti va un gelato?”. In questo modo, si offre una guida senza infondere paura.

Come molti, i bambini altamente sensibili, ancora di più, possono soffrire le aspettative della società in cui viviamo, basata sul fare e sull’avere più che sull’essere, quindi ingabbiata da performance e visibilità. In questo aspetto, la famiglia deve riconoscere le caratteristiche del bambino come valori e rinforzare in lui la consapevolezza di possedere un tratto del carattere di grande pregio. Questo è cruciale per aiutarli a credere in se stessi, incoraggiandoli ed elogiando i tratti positivi della loro personalità, per esempio l’estrema empatia e la tipica creatività.

L'Alta Sensibilità come Risorsa e Dono

L'alta sensibilità è un dono, uno strumento che vi permette di approfondire ed enfatizzare le cose. Poche persone sono capaci di capire in tal modo la vita. L'ipersensibilità, abbinata ad altre doti e capacità, può rivelarsi di grande vantaggio nella vita professionale e anche nella vita di tutti i giorni, purché sia accettata e gestita in modo corretto. "La Sensibilità è l’abito più elegante e prezioso di cui l’intelligenza possa vestirsi," come suggeriva Osho. In questo modo, il loro carattere ha più probabilità di diventare costruttivo, ovvero un punto di forza anziché un punto di debolezza.

I genitori dovrebbero percepire la sensibilità del figlio come un dono in modo da non indurlo, inconsciamente, ad essere diverso da com’è. Questo significa valorizzare la loro intuizione superiore alla norma, la capacità di mettere insieme molti più elementi captati dalla loro profonda osservazione, la loro spiccata creatività e la loro profonda empatia. Nonostante il bambino altamente sensibile possa faticare a gestire le emozioni in modo equilibrato, lasciandosene travolgere, la loro perspicacia, vivacità e acutezza percettiva sono qualità straordinarie che meritano di essere nutrite.

Bambino che disegna con creatività

Approfondimenti e Supporto Professionale

Quando si prende consapevolezza di avere un bambino con questa caratteristica, è importante interrogarsi se lo stile educativo adottato sia quello più appropriato. Sebbene l'alta sensibilità non sia un disturbo, e quindi non richieda una "diagnosi" nel senso clinico, in situazioni di particolare difficoltà o se si sospettano problematiche correlate come ansia o depressione dovute a un ambiente sfavorevole, anzitutto, può essere utile chiedere aiuto ad una psicologa infantile o al neuropsichiatra infantile. Questi professionisti possono offrire un quadro più completo e suggerire strategie personalizzate per supportare al meglio il bambino e la famiglia. Spesso vengono anche consigliati esercizi tesi a rilassarli attraverso la respirazione, aiutandoli a gestire la sovrastimolazione.

Diventare consapevoli di questo tratto è un percorso di crescita per tutta la famiglia. Riconoscere la ricchezza che l'alta sensibilità porta con sé, imparare a gestirne le sfide e valorizzarne i doni, significa offrire ai bambini altamente sensibili la possibilità di fiorire, trasformando una potenziale vulnerabilità in una straordinaria forza vitale.

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