Il bagnetto del neonato non è solo un momento dedicato all’igiene del neonato, ma anche un’occasione di relazione e benessere. Nei primi mesi di vita, però, è normale chiedersi quanto spesso fare il bagnetto, quale sia la durata ideale del bagnetto e se lavare il bambino ogni giorno sia davvero necessario. La frequenza del bagno dipende dall’età, dalla stagione e dalle caratteristiche della pelle, che nei neonati è particolarmente delicata e soggetta a secchezza cutanea. Il bagno del neonato, ovvero del bambino nei primi 30 giorni di vita, non ha solo la funzione di garantire l’igiene del piccolo, ma rappresenta un importante momento di benessere sia per lui sia per i neogenitori.
Quando diventiamo genitori ci ritroviamo tra le mani un esserino bisognoso di cure e attenzioni, ma spesso non siamo preparati a offrirgliele come vorremmo. Il primo bagnetto, per esempio, è un momento importante per la cura e l’igiene del neonato, eppure manda in crisi la maggior parte di noi, forse perché ci immaginiamo che il bambino urlerà e piangerà vivendo questo tipo di esperienza. In realtà, grazie al contatto con l’acqua, il piccolo può distendersi nella rilassatezza con serenità. Fare il bagno può rievocare il ricordo della memoria intrauterina e per questo essere un’esperienza che collega il momento di passaggio dalla vita intrauterina a quella extrauterina. Abbandonarsi nell’acqua calda, sperimentarne i movimenti, rimanderà a un “dolce ricordo” del liquido amniotico. Un’attività così semplice diventa, insomma, un vero e proprio atto di amore.

Il primo approccio e le raccomandazioni sanitarie
Il primo bagnetto viene effettuato in ospedale dal personale sanitario esperto che spiegherà ai genitori anche come fare il bagnetto al piccolo una volta tornati a casa. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di ritardare il primo bagnetto di almeno 24 ore dopo la nascita, se le condizioni del neonato e della madre lo permettono. Questo perché protegge la vernice caseosa: la vernice caseosa è una sostanza biancastra che ricopre la pelle del neonato alla nascita, proteggendola da infezioni e aiutando a mantenere la temperatura corporea. Inoltre, il ritardo del bagnetto favorisce l'allattamento attraverso il contatto pelle a pelle subito dopo la nascita e riduce il rischio di ipotermia, poiché il neonato ha difficoltà a regolare la temperatura corporea.
«Quando posso fare il primo bagnetto al neonato?». Anche sulla frequenza del bagnetto c’è molta libertà di scelta: può essere fatto tutti i giorni o due-tre volte la settimana. Non esiste una regola universale su quando fare il bagnetto al neonato. Infatti, la cosa più importante è ascoltare le esigenze del bambino e trovare un momento della giornata ideale per entrambi per rendere questo momento rilassante e divertente. In genere, 2-3 volte a settimana sono sufficienti. Tuttavia, è bene distinguere il bagnetto dall’igiene giornaliera, come la pulizia della zona pannolino e del moncone ombelicale.
Il ruolo fondamentale della mussola: la tecnica del wrapping
La mussola è un elemento molto importante. Essa permette il contenimento e la protezione nel momento dell’immersione del bambino in acqua, così da non provocare una sensazione di shock. Alcuni neonati, grazie all’utilizzo di questo tessuto, non vivono il disagio dell’essere svestiti e immersi in qualcosa di cui non riconoscono né confini, né odori, né sapori. L’uso della mussola, o di qualcosa di contenitivo, si definisce wrapping, cioè fasciare il neonato. Per alcuni neonati, il contatto diretto con l’acqua può risultare un po’ intimidatorio. Ed è qui che la mussola diventa un alleato prezioso: non solo come asciugamano, ma anche come strumento per rendere il bagnetto un momento speciale e delicato.

In molte nursery, si avvolge il neonato in una mussola morbida e traspirante prima di immergerlo nell’acqua tiepida. Questo metodo garantisce una transizione graduale, evitando bruschi sbalzi di temperatura e rendendo l’esperienza del bagnetto più confortevole e rassicurante. Indispensabili nel corredino di un bebè in arrivo, le mussole neonato sono un articolo estremamente versatile e dai numerosi utilizzi. La mussola è sostanzialmente un telo di stoffa leggera, e di solito è realizzato in cotone biologico 100% o bamboo. La mussola neonato è delicata e ipoallergenica, e non andrà a irritare la pelle delicata del neonato. Avvolto nel telo, il vostro bimbo si sentirà coccolato e protetto, e sarà più invogliato a fare il bagno.
il wrapping
Preparazione dell'ambiente e gestione della temperatura
La temperatura dell’acqua per il bagnetto deve essere di 37 °C e può essere misurata con termometri appositi oppure facendo semplicemente la “prova del gomito”, come ci hanno insegnato le nostre nonne. L’acqua del bagnetto dovrebbe essere tiepida, intorno alla temperatura corporea, per evitare sia il freddo sia il rischio di scottature. Quando si riempie la vaschetta del bagnetto è sempre bene versare prima l’acqua fredda e poi quella calda al fine di evitare ustioni accidentali. La vaschetta serve per fare il bagno a immersione e non occorrono oggetti complessi o avanguardisti, meglio che sia semplice, senza troppi ninnoli: un catino per i panni è più che sufficiente.
Anche l’ambiente in cui si fa il bagno dovrebbe essere ben riscaldato, così da prevenire sbalzi termici quando il neonato viene spogliato e asciugato. La stanza da bagno deve essere calda, intorno ai 22-24 °C, per evitare che il bambino si raffreddi durante e dopo il bagnetto. Inoltre, prepara una superficie stabile e sicura dove appoggiare la vaschetta. Se hai la vasca da bagno, puoi decidere di mettere la vaschetta all’interno in modo da proteggere il pavimento se il neonato si divertirà a buttare fuori dell’acqua. Prima di partire con la preparazione del bagno, è importante che il bambino sia tranquillo. Se fosse irrequieto è opportuno aspettare un momento di più serenità, magari possiamo coccolarlo, allattarlo, parlargli o cantare qualche canzone per prepararlo all’esperienza.
Prodotti, igiene e cura della pelle
I prodotti per il bagnetto del neonato non devono contenere profumi o sostanze allergizzanti e devono avere un pH fisiologico per non essere troppo aggressivi. Per lo stesso motivo è meglio utilizzare detergenti oleosi al posto di quelli schiumogeni. Nei primi mesi di vita non è necessario usare detergenti a ogni bagnetto: l’acqua da sola è spesso sufficiente per la pulizia quotidiana. L’amido di riso è ottimo per la cura e l’igiene del neonato. Il neonato non ha bisogno di grandi detersioni, l’amido di riso prepara la pelle, ha potere lenitivo e antinfiammatorio, non è aggressivo, e quindi rimane la prima scelta di fronte a tutti i possibili detergenti che ci sono in commercio. Bastano 3 o 4 cucchiai da sciogliere dentro la vasca e il gioco è fatto.
Per quanto riguarda il moncone ombelicale, aspettare la mummificazione e il distacco del cordone sarebbe la cosa più opportuna. Se proprio avete necessità di anticipare i tempi, fate attenzione ad asciugare bene il moncone dopo il bagnetto. Il bagnetto non è controindicato in caso di pelle sensibile o dermatite, ma va adattato alle esigenze del bambino. In genere è consigliabile ridurre la durata del bagno, usare acqua tiepida ed evitare detergenti aggressivi. Dopo il bagnetto, la pelle va asciugata tamponando delicatamente, senza strofinare.
La procedura del bagnetto passo dopo passo
Prepariamo la vaschetta con l’acqua a 37 gradi e, una volta che il bambino è pronto, lo spogliamo di tutti i vestiti e avvolgiamo la mussola intorno a lui, a mo’ di bozzolo (tecnica del baby wrapping). Concentriamoci bene sulla presa: quando facciamo il bagnetto, la testa del neonato è appoggiata sul nostro avambraccio e lentamente lo immergiamo nell’acqua, partendo prima dai piedini e proseguendo poi piano piano con il resto del corpo. Finita l’immersione, possiamo fare dei piccoli movimenti per farlo galleggiare dolcemente, rievocando così il viaggio verso la vita all’interno dell’utere. Mano a mano che il bambino si rilassa, possiamo lentamente togliere la mussola e far scorrere delicatamente l’acqua sulla sua pelle, ma è sconsigliato utilizzare il getto della doccia direttamente sul corpo.

Durante il bagnetto, non lasciare mai solo il bambino. Non mettere il piccolo vicino agli erogatori dell'acqua per il rischio che si ustioni o che possa sbattervi contro. Si inizia massaggiando la testa e poi si passa al lavaggio del viso, del corpo e dei genitali. Nel caso delle bimbe è importante lavare i genitali iniziando dalla zona anteriore e procedendo poi verso il sederino. La durata del bagnetto dipende dai genitori e dal piccolo: se il neonato ama stare in acqua il bagnetto può durare anche qualche minuto in più; se invece piange o sembra infastidito è meglio svolgere il tutto in tempi brevi ed evitare così stress ulteriori. I primi bagnetti, una volta a casa, non devono durare più di cinque minuti. Con il passare dei giorni si potranno allungare i tempi ma mai oltre i 15 minuti.
Gestione del dopo bagnetto e interazione genitore-figlio
Alla fine del bagnetto il neonato va avvolto in un telo di spugna per l’asciugatura. Mentre si tampona delicatamente la pelle, è bene fare attenzione alle pieghe, che vanno asciugate bene per evitare irritazioni. L’asciugamano sarà ciò con cui avvolgeremo il bambino dopo avergli fatto il bagnetto. Buona norma è quella di riscaldarlo, per esempio mettendolo sul termosifone acceso prima di utilizzarlo. Il bambino lo apprezzerà moltissimo! Terminato il momento del bagno, avvolgiamo il neonato nell’asciugamano, facendo attenzione ad asciugare subito la testa e a mantenerla al caldo (i neonati disperdono calore velocemente dalla testa).
Il “dopo bagnetto” può rappresentare un’occasione speciale per i genitori per interagire e rafforzare il legame con il neonato: in questa fase è possibile parlargli e rispondere alle sue vocalizzazioni, cercare il suo sguardo e massaggiarlo. Per il massaggio neonatale possono essere utilizzate delle creme idratanti o degli oli naturali, come l’olio di mandorle dolci. Il bagnetto, il massaggio, le attività di cura, eseguite con lentezza, calma e dolcezza, lasciano al bambino un imprinting positivo. Gli permette di produrre endorfine, ossitocina, e ridurre drasticamente tutti gli ormoni dello stress che la vita extrauterina gli palesa alla nascita.
Considerazioni su orari e vaccinazioni
Qual è il momento migliore per farlo? Sicuramente al mattino. La sera, in alcuni casi e soprattutto per i lattanti, fare il bagno può essere un’occasione di eccessivo stimolo e diventare un momento stressante anziché rilassante perché il bambino è già stanco dalla giornata che ha vissuto intensamente. Molti neogenitori si chiedono se si può fare il bagnetto al neonato dopo una vaccinazione. In generale sì: il bagnetto non è vietato dopo una vaccinazione, se il neonato sta bene. Se però il bambino è particolarmente irritabile, stanco o presenta febbre, può essere preferibile rimandare il bagno e lasciarlo riposare. Il giorno della vaccinazione è utile osservare il comportamento del neonato e adattare le routine quotidiane alle sue condizioni, chiedendo consiglio al pediatra in caso di dubbi.

Anche riguardo alla poppata, non è necessario attendere ore dopo la fine del pasto. Fare il bagnetto subito dopo che si ha allattato non è vietato; anzi, può essere un'ottima scelta, poiché il neonato, essendo sazio, tende a essere più tranquillo e rilassato. Naturalmente, è sempre importante osservare il comportamento del tuo bambino che se si addormenta dopo la poppata sicuramente non sarà per nulla contento di essere svegliato per fare il bagnetto. Ricordate sempre di gestire il momento con calma, senza fretta, trasformando una necessità igienica in una coccola preziosa che arricchisce la crescita del vostro piccolo.