Analisi multidimensionale dell'Honduras: tra dinamiche socio-economiche, diritti lavorativi e resilienza territoriale

L'Honduras, ufficialmente Repubblica dell'Honduras, è una repubblica dell'America centrale. Prima della conquista spagnola, l'area dell'attuale Honduras fu abitata da popolazioni precolombiane, tra i quali i Maya. Il nome venne dato alla nuova terra da Cristoforo Colombo approdato sulle coste caraibiche del Paese nel 1502. Il toponimo Honduras sta a significare in spagnolo "profondità delle acque". Ci sono molte teorie circa l'origine del nome dell'Honduras. Il nome Honduras compare in testi ufficiali a partire dall'anno 1607.

Le strisce orizzontali azzurre alle estremità rappresentano i mari che bagnano l'Honduras, il bianco della fascia centrale la terraferma racchiusa fra le acque dei due oceani, mentre le cinque stelle ricordano la breve unione con il Guatemala, il Nicaragua, El Salvador e la Costa Rica. I colori sono anche quelli tradizionali centroamericani. L'Honduras si rese indipendente dalla Spagna nel 1821. Inizialmente inglobato nel Messico, nel 1823 diede vita insieme a Costa Rica, El Salvador, Guatemala e Nicaragua alla federazione delle Province Unite dell'America Centrale.

Mappa geografica e bandiera dell'Honduras

Geografia fisica e configurazione del territorio

Il territorio dell'Honduras è formato principalmente da montagne (80%). Il Paese si affaccia sul golfo dell'Honduras e sul Mar dei Caraibi per un tratto di 644 km e nell'Oceano Pacifico con un tratto di costa nel golfo di Fonseca di 153 km. Il Paese comprende anche le Islas de la Bahía (Isole della Baia): Guanaja, Útila e Roatán; e più a nord, le lontane Swan Islands.

Ci sono pianure strette lungo i litorali, una grande regione pianeggiante La Mosquitia nel nordest, che è densamente popolata: la valle di Sula nel nord-ovest. I rilievi montuosi sono disposti in catene parallele con direzione ovest-est. La parte meridionale del Paese è formata da una spessa copertura vulcanica, che l'erosione atmosferica ha trasformato in rilievi allungati parallelamente ai corsi d'acqua.

Geologicamente il Paese poggia su un basamento di rocce cristalline che affiora ampiamente nella sezione settentrionale. Piegato nell'era paleozoica e successivamente spianato dalla lenta erosione, questo zoccolo fu violentemente interessato da moti orogenetici del Cenozoico, propri dell'intera area istmica. Questi moti provocarono numerose fratture con conseguente fuoriuscita di magma. Gli espandimenti lavici e gli apparati vulcanici sono presenti nella parte meridionale, e si collegano all'allineamento di vulcani che corre lungo tutta l'America centrale.

Da questo nucleo di alte terre partono verso nord una serie di dorsali con andamento sudovest-nordest (Cerros de Cangreja 2.435 m, Montaña La Esperanza, Sierra de Agualda 2.590 m, Montaña de Colón) che talvolta raggiungono il litorale caraibico, determinando tratti di costa alta e rocciosa, come quella che fronteggia l'arcipelago delle Islas de Bahia. Il clima dell'Honduras e di tutto il Centro America è tropicale, temperato nelle zone più elevate dell'interno, dove la media annua si aggira sui 21 °C. Le basse regioni costiere del nord presentano temperature elevate (26,7 °C di media) con alti tassi di umidità.

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Evoluzione politica e instabilità storica

L'Honduras è una repubblica presidenziale. Il presidente viene eletto a maggioranza relativa direttamente dal popolo, e congiuntamente a vari vicepresidenti, di cui uno, il primo, ha maggior rilievo sugli altri. Il suo mandato ha durata di quattro anni. Gli articoli non riformabili 237 e 374 della Costituzione non consentono un'estensione del mandato presidenziale o una rielezione. Egli è anche il capo del governo, esercitando il potere esecutivo, e ha il potere di nominare i 18 governatori dei dipartimenti.

Il parlamento in base alla costituzione del 1982 è monocamerale, e prende il nome di Congresso nazionale dell'Honduras (Congreso Nacional) ha 128 membri (diputados), sono eletti direttamente per un mandato di quattro anni tramite la rappresentanza proporzionale; i seggi congressuali sono assegnate ai candidati dei partiti su una base dipartimentale in proporzione al numero di voti che ogni partito riceve.

Tuttavia, la storia del Paese è segnata da forti tensioni. All'inizio del XX secolo, il presidente liberale Miguel Rafael Dávila, stretto alleato del Nicaragua di José Santos Zelaya, proclamò con quest'ultimo la Grande Repubblica dell'America centrale, che avrebbe dovuto portare all'unione degli Stati della regione e respingere i progetti espansionistici degli Stati Uniti. Nel 1963, dopo il trionfo della Rivoluzione cubana, i conservatori provocarono un colpo di Stato contro il presidente Villeda Morales.

La già fragile economia dell'Honduras si destabilizzò ulteriormente durante il regime di Oswaldo López Arellano (1965-1974). La forte immigrazione, proveniente in gran parte dal vicino El Salvador, aumentò la disoccupazione. In risposta a questo problema il governo honduregno decise di espellere 300000 contadini e braccianti salvadoregni dal Paese e requisirne le proprietà. Preoccupato da quest'aumento di violenza, il 14 luglio del 1969 il governo salvadoregno dichiarò guerra all'Honduras. La guerra tra Honduras e San Salvador venne definita la “guerra delle cento ore” o "guerra del calcio".

Negli anni '80, l'amministrazione Reagan usò il Paese come piattaforma nella sua guerra contro la Rivoluzione sandinista in Nicaragua e la guerriglia di sinistra in El Salvador e Guatemala. Gli aiuti militari statunitensi all'Honduras passarono da 4 milioni di dollari nel 1981 a 77,4 milioni nel 1984. La CIA sostenne gli squadroni della morte, in particolare il Battaglione 3-16. Più recentemente, il 28 giugno 2009, il presidente Manuel Zelaya è stato deposto con un provvedimento della Corte costituzionale e deportato in Costa Rica dai militari.

Diritti umani e questioni lavorative: il caso delle "fabbriche"

L'Honduras è uno dei Paesi più violenti d'America ed uno dei più pericolosi del mondo per l'altissimo tasso di criminalità, legato soprattutto al traffico di droga. In questo contesto, le condizioni lavorative in alcuni settori industriali hanno sollevato proteste internazionali.

Dieci ore di lavoro al giorno senza la possibilità di fermarsi mai. Per nessun motivo, nemmeno andare in bagno. Per questo alcuni operai di "Electrical Distribution Systems-Kyungshin-Lear", un'azienda dell'Honduras sono stati costretti a portare il pannolone durante l'orario di lavoro. A denunciare il fatto è la Confederazione del lavoratori dell'Honduras che ha chiarito che la fabbrica conta circa 4000 dipendenti. Comunque, non è la prima volta che si presenta una situazione del genere.

Nel maggio del 2007, un gruppo di cassieri di una catena di supermercati in Cile aveva confessato di avere usato pannolini usa e getta perché privati del permesso di andare in bagno. La stessa accusa era stata mossa, tre anni dopo, da un gruppo di autisti di una società sempre cilena. Questi episodi riflettono una preoccupante negazione della dignità umana in contesti di sfruttamento lavorativo estremo, dove l'esigenza biologica viene sacrificata in nome della produttività industriale.

Simbolo della lotta per i diritti dei lavoratori

La demografia e la composizione sociale

Circa il 90% della popolazione è meticcia. Il 52% della popolazione vive nelle città. L'incremento della popolazione è del 2,52% e il tasso di fecondità è di 4,26 bambini per donna. La popolazione dell'Honduras è prevalentemente meticcia e di fede cattolica, ma lungo il litorale nordico ci sono parecchie chiese evangeliche. Sono le comunità degli anglofoni che hanno mantenuto la loro cultura risalente a quando il Belize (British Honduras) faceva parte dell'Impero britannico. Vi sono inoltre le tribù dei Chortís (discendenti dei Maya), dei Payas o Pech, dei Tolupanes o Xicaques/Jicaques, dei Lencas, dei Sumos o Tawahkas ed degli Olmeca.

La capitale, Tegucigalpa, conta 1.126.000 abitanti ed è la città più importante dal punto di vista politico e economico. San Pedro Sula, con 650.000 abitanti, si trova al secondo posto. Choloma, con 222.800 abitanti, è la terza città per popolazione nell’Honduras.

Interventi umanitari e sviluppo agricolo

L'impegno di organizzazioni come ACRA in Honduras, dal 2008, si è concentrato su: accesso, qualità e gestione dei servizi d'acqua potabile con particolare attenzione alla governance delle risorse idriche; sicurezza alimentare e nutrizionale delle comunità locali; gestione integrata delle risorse naturali (in particolare le foreste) da parte degli attori locali.

Nel 2019 e 2020, ACRA si è dedicata alla promozione e rafforzamento del settore del caffè, il quale rappresenta il 30% del PIL agricolo nazionale e il 5% del PIL nazionale. Il progetto è rivolto ai tecnici dell’Istituto Nazionale del Caffè e ai produttori del caffè delle medesime aree, che beneficiano in modo diretto ed indiretto della formazione e dell’assistenza tecnica offerta. Il partner locale IHCAFE registra un totale di 125.000 famiglie di produttori di caffè che usufruiscono dei servizi di assistenza e formazione offerti. Questo settore rimane il fulcro della resilienza economica per migliaia di famiglie honduregne che lottano contro la povertà cronica e le sfide climatiche che colpiscono la regione.

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