Sangue dal Naso nei Bambini: Comprendere l'Epistassi, i Fattori Scatenanti e l'Uso dell'Aspiratore Nasale

Il riscontro di sangue dal naso nei bambini, o, in gergo tecnico, epistassi nei bambini, è un evento molto comune e frequente che però può destare preoccupazione nei genitori. L'epistassi, infatti, è un fenomeno piuttosto comune e nella maggior parte dei casi non è legato a problemi gravi. Può comparire per piccoli traumi, per la secchezza della mucosa nasale, per raffreddori frequenti o semplicemente perché i capillari del naso nei bambini sono molto delicati. È molto comune in età prescolare e scolare, con il 60% dei bambini che ha almeno un episodio entro i 10 anni, e si risolve quasi sempre spontaneamente senza necessità di cure e accertamenti particolari. La fuoriuscita di sangue dal naso nei bambini è un evento comune soprattutto nell’età compresa tra i 3 e gli 8 anni, mentre è rara nel bambino al di sotto dei 2 anni. Di seguito vediamo perché esce sangue dal naso, cosa fare quando si verifica un episodio di epistassi nei bambini, quali comportamenti aiutano a fermare il sanguinamento e quali accorgimenti possono ridurre il rischio che si ripeta.

Bambino con un piccolo sanguinamento dal naso

L'Epistassi Infantile: Un Fenomeno Diffuso e Spesso Innocuo

L'improvvisa fuoriuscita di sangue dalle narici del bambino (epistassi) è una delle condizioni più frequenti di allarme dei genitori, di ricorso urgente al pronto soccorso o di richiesta di immediato intervento medico. Il fenomeno è vissuto con grande preoccupazione ed angoscia in quanto la quota di sangue viene di gran lunga amplificata rispetto al volume reale che effettivamente viene perso. D’altra parte le varie manovre improprie utilizzate per arrestare l’“emorragia” non essendo efficaci la prolungano nel tempo causando ulteriore preoccupazione. Il sanguinamento dal naso (emorragia) viene definito con il termine medico di epistassi ed è un evento molto comune, circa il 60% della popolazione ne ha sofferto almeno una volta nella vita e soprattutto nell’infanzia. Non ci si deve quindi preoccupare davanti alla fuoriuscita di sangue dal naso nei bambini, poiché nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di una condizione benigna che si risolve spontaneamente o tamponando il naso, come vedremo. Il sangue di solito fuoriesce dal naso ma se il sanguinamento non viene trattato e dura più di qualche minuto il sangue finirà per scendere anche nella gola.

Quasi sempre il sanguinamento dal naso è dovuto al cedimento di piccoli vasi venosi localizzati nella porzione più anteriore del setto nasale (quella che spesso viene raggiunta con le dita), definita “locus Valsalvae”. Questo reticolo venoso ha la funzione di realizzare degli scambi di temperatura e umidità al fine di “climatizzare e riscaldare” l’aria inspirata svolgendo funzioni di termostato. Questi vasi capillari sono molto vicini all’ambiente esterno per cui l’attrito dell’aria che passa, le brusche variazioni di temperatura o traumi diretti spesso causati dal bambino stesso (dita nelle narici) causano piccole rotture con sanguinamento anche spontaneo. Il periodo estivo è caratterizzato da un picco di aumento notevole di epistassi dovuto alla vasodilatazione secondaria alle alte temperature tipiche della stagione. Tuttavia, l’epistassi si verifica anche e soprattutto durante la stagione invernale, periodo in cui le infezioni delle vie respiratorie superiori possono provocare raffreddore e irritazione della mucosa.

Anatomia del setto nasale e la zona di Valsalva

Le Cause dell'Epistassi nei Bambini: Dalla Fragilità Capillare ai Fattori Ambientali

Viene spontaneo chiedersi: «Perché il sangue dal naso dei bambini esce così spesso? Da cosa dipendono questi eventi?». Nei bambini la mucosa del naso è molto ricca di piccoli vasi sanguigni e può essere più delicata rispetto a quella degli adulti. Le epistassi anteriori (le meno pericolose) originano dalla rottura di piccoli vasi sanguigni (capillari o piccole arterie) della parete anteriore del setto nasale, la cartilagine che separa nel naso le due fosse nasali. Per questo motivo basta a volte una piccola irritazione per provocare un sanguinamento. La parte davanti del naso, nel bambino, contiene molti vasi sanguigni che sono fragili e possono facilmente rompersi.

Tra i fattori che possono facilitare la rottura di questi capillari troviamo:

  • Piccoli traumi: Spesso sono proprio i piccoli a procurarsi l’epistassi mettendosi le dita (o un corpo estraneo) nel naso. Anche solo il gesto di soffiare con forza il naso, o infilare le dita nel naso, possono causare sanguinamento.
  • Secchezza della mucosa nasale: L'aria molto secca, soprattutto in inverno con il riscaldamento acceso, può rendere la mucosa fragile e più incline a sanguinare.
  • Raffreddori frequenti e infezioni: I raffreddori frequenti possono irritare la mucosa nasale. L'epistassi si verifica soprattutto durante la stagione invernale, periodo in cui le infezioni delle vie respiratorie superiori possono provocare raffreddore e irritazione della mucosa.
  • Soffiarsi il naso con forza: Questo gesto può esercitare una pressione eccessiva sui delicati capillari.
  • Allergie, riniti croniche crostose di varia natura, inquinamento: Anche queste condizioni possono irritare la mucosa del setto nasale.
  • Assunzione di alcuni farmaci: Ad esempio, i farmaci antinfiammatori (OKI, Nureflex, Nurofen ecc.) assunti nei giorni precedenti possono complicare il quadro. I FANS e gli anticoagulanti sono tra i farmaci pro-emorragici.

Nella maggior parte dei casi si tratta di episodi benigni e isolati.

L'Aspiratore Nasale e i Lavaggi: Un Potenziale Fattore di Rischio?

Il tema dell'uso dell'aspiratore nasale e dei lavaggi nasali nei bambini, soprattutto nei neonati, richiede attenzione. I lavaggi nasali, utili in alcuni casi, non vanno abusati. Gli starnuti e i colpi di tosse sono dei meccanismi fisiologici con cui il nostro organismo si libera delle sostanze che infastidiscono le vie respiratorie. Non a caso, gli starnuti sono molto più frequenti nei neonati e nei lattanti, che non sanno ancora soffiare il naso. Dopo uno starnuto, i bambini emettono spontaneamente grandi quantità di muco dalle narici. Se dopo aver starnutito il nasino appare libero, non occorre fare altro.

Il lavaggio nasale con soluzione salina è utile in caso di sinusite. Altrimenti può risultare fastidioso, oltre che dannoso: può provocare irritazione della mucosa nasale. Non farei i lavaggi nasali sistematicamente a tutti i bambini, ma li riserverei ad alcune situazioni particolari. L'uso di corpi estranei nel naso (anche per praticare i lavaggi nasali) può determinare una rottura dei capillari.

Una domanda comune tra i genitori riguarda la comparsa di sangue dopo l'uso dell'aspiratore nasale. Un genitore ha espresso una preoccupazione specifica: "Ho un bambino di 4 mesi e da quattro giorni ha delle striature di sangue nel muco che gli escono dal naso solo quando effettuo il lavaggio. Ho usato sempre l'aspiratore nasale, forse sono stata io a urtare vicino le pareti nasali e ho provocato una rottura capillare? Lui odia la pulizia nasale e si muove spesso." La pediatra del bambino aveva rassicurato che "non c'è da preoccuparsi e mi ha detto di usare per un po' lo spray nasale al posto dell'aspiratore." Tuttavia, il genitore aveva "dei dubbi, a me non sembra normale che abbia sangue."

Questa situazione evidenzia come la combinazione di una mucosa nasale molto delicata nei neonati e i movimenti involontari del bambino durante la procedura, che "odia la pulizia nasale e si muove spesso," possano facilmente portare a microtraumi. È plausibile che l'aspiratore possa aver urtato "vicino le pareti nasali," causando una "rottura capillare." L'irritazione meccanica o la pressione esercitata possono danneggiare i vasi sanguigni superficiali. In questi casi, la raccomandazione della pediatra di sostituire temporaneamente l'aspiratore con uno spray nasale, presumibilmente più delicato e meno invasivo, è sensata per dare tempo alla mucosa di guarire e ridurre il rischio di ulteriori traumi. È importante notare che gli spray nasali contenenti vasocostrittori non sono, invece, indicati nei bambini.

LAVAGGI NASALI ai bambini. Cosa dicono i Pediatri.

Gestire un Episodio di Sangue dal Naso: Il Primo Intervento dei Genitori

La prima regola è non farsi prendere dal panico. La vista del sangue che fuoriesce dal naso può spaventare sia i genitori sia il bambino. La cosa più importante da fare durante l’episodio di sanguinamento è mantenere la calma e rassicurare il bambino. Anzitutto, tranquillizzare il bambino facendogli capire che si tratta, come detto, di un episodio normale che può capitare di frequente. Offrire al bambino un ghiacciolo o una bevanda fredda può aiutare a calmarlo.

Vediamo invece cosa fare davvero in caso di fuoriuscita di sangue dal naso nei bambini.

  1. Posizionamento corretto: Far sedere il bambino dritto, non sdraiato. La posizione corretta da adottare per interrompere l’epistassi è la seguente: far sedere il bambino facendogli tenere la testa leggermente reclinata in avanti. Inclinare la testa leggermente in avanti per evitare che il sangue venga ingoiato o inalato, evitando così che il sangue scenda in gola dove potrebbe stimolare il vomito e anche per controllare il flusso. Non fare sdraiare il bambino!
  2. Compressione delle narici: Si deve poi comprimere energicamente e per almeno 10 minuti la punta del naso tra pollice e indice. Con due dita si può comprimere delicatamente la parte morbida del naso per alcuni minuti, invitando il bambino a respirare dalla bocca. Questa pressione continua aiuta il sanguinamento a fermarsi nella maggior parte dei casi. Tenere premuta tra pollice ed indice la parte inferiore morbida delle narici per dieci minuti. Se il bambino è abbastanza grande, può farlo da solo. Così facendo i capillari verranno bloccati e si favorisce la coagulazione locale. Rilasciare la pressione dopo dieci minuti e attendere, mantenendo il bambino tranquillo. Se il sanguinamento continua? Ripetete tutte le operazioni e premete nuovamente le narici questa volta per 15 minuti.
  3. Applicazione di freddo: Mettere una borsa del ghiaccio sulla fronte o alla radice del naso, oppure sulla nuca.
  4. Pulizia iniziale (se necessario e delicata): Soffiate bene il naso liberandolo da qualsiasi residuo di sangue e dei coaguli che rapidamente riempiono le fosse nasali.
  5. Dopo il sanguinamento: Anche se l’emorragia smette, rimanete tranquilli, non soffiate il naso, applicate una crema grassa nella narice che ha sanguinato e massaggiatela delicatamente dall’esterno. Se non avete creme protettive, potete sostituirle con una crema da mani a base di glicerina oppure con una pomata antibiotica. Per 12 ore non fate sforzi fisici come sollevare pesi o sforzarsi per andare di corpo. Il giorno successivo comprate una pomata cicatrizzante nasale, ce ne sono decine diverse e tutte efficaci soprattutto se a base grassa o se contenenti acido jaluronico che favorisce la cicatrizzazione.

Cosa non fare durante un episodio di epistassi:

  • Non agitarsi: L'agitazione del genitore può spaventare ulteriormente il bambino. Il sangue sporca e macchia ogni cosa ma le emorragie anteriori del naso producono perdite di lieve entità (pochi ml) e, se trattate, di breve durata. Non esistono complicazioni serie di emorragia anteriore!
  • Evitare rimedi fai da te non comprovati: Meglio evitare di applicare da soli uno dei rimedi più popolari in caso di fuoriuscita di sangue dal naso nei bambini, cioè introdurre dell’ovatta imbevuta di acqua ossigenata nella narice sanguinante. Sarà eventualmente il medico a farlo, con un apposito tampone, se il flusso è così insistente da dover ricorrere al pronto soccorso. Il tampone infatti blocca il sanguinamento nell’immediato, ma può a sua volta danneggiare una mucosa particolarmente fragile, determinando a sua volta una lesione e un’irritazione della mucosa. Stretto tra le dita e compresso contro il vaso sanguinante, il tampone ha però un’ottima efficacia nel bloccare l’emorragia.
  • Ignorare le manovre tradizionali inefficaci: Cosa NON FARE: porre ghiaccio sulla nuca o alla radice del naso, mettere una pezza bagnata sulla fronte, legare con un laccio il mignolo, mettere sotto l’acqua corrente i polsi ed altre procedure tramandate dalla tradizione popolare che non hanno alcuna efficacia reale.

Illustrazione del posizionamento corretto del bambino durante un'epistassi

Quando Preoccuparsi e Consultare il Medico: Segnali da Non Sottovalutare

Come abbiamo detto, spesso sono proprio i piccoli a procurarsi l’epistassi mettendosi le dita (o un corpo estraneo) nel naso. Un singolo episodio di sangue dal naso, soprattutto durante un raffreddore o dopo un piccolo trauma, di solito non è motivo di preoccupazione. Tuttavia, è opportuno consultare il pediatra in determinate circostanze.

Può essere utile parlarne con il pediatra se:

  • Il sanguinamento dura più di 10-15 minuti nonostante la compressione del naso e le manovre consigliate per l’interruzione. Se il flusso sanguigno non si ferma nonostante le manovre consigliate per l’interruzione.
  • Gli episodi si ripetono spesso o con una frequenza insolita. Se le epistassi si ripetono nel tempo, è necessario rivolgersi al proprio pediatra di fiducia.
  • Il sangue compare dopo un trauma importante o significativo.
  • Sono presenti sanguinamenti in altre parti del corpo o lividi insoliti. Anche la presenza di sanguinamenti in altre parti del corpo o di lividi insoliti merita una valutazione medica.
  • Il bambino ha assunto nei giorni precedenti farmaci antinfiammatori (OKI, Nureflex, Nurofen ecc.), che possono alterare la coagulazione.

Il pediatra provvederà a visitare il piccolo ed eventualmente richiedere esami del sangue per escludere patologie piastriniche o coagulative o emato-oncologiche. Dovranno essere escluse anche concause come l’utilizzo di farmaci pro-emorragici (FANS, anticoagulanti). Se ritenuto necessario, richiederà una consulenza otorinolaringoiatrica con esame endoscopico del naso (rinofibroendoscopia). Questo esame permette la particolareggiata ed attenta valutazione delle cavità nasali e dei vasi eventualmente responsabili del sanguinamento.

La Prevenzione dell'Epistassi: Misure Semplici per Proteggere le Mucose Nasali

Alcune semplici attenzioni possono ridurre la probabilità di nuovi episodi di epistassi.

  • Umidificazione dell'ambiente: Mantenere l’aria della casa non troppo secca, soprattutto in inverno con il riscaldamento acceso, può aiutare a proteggere la mucosa nasale. Si consiglia di adottare strumenti di prevenzione quali l’utilizzo di umidificatori per gli ambienti e il controllo della temperatura del riscaldamento degli ambienti, che non deve mai essere troppo elevata. Anche umidificare l'ambiente domestico può servire, ma con molta moderazione.
  • Corretta igiene nasale: Insegnare ai bambini a soffiare il naso delicatamente e a evitare di infilare le dita nel naso può essere utile.
  • Idratazione: In caso di raffreddore, è opportuno idratare bene il piccolo. Se è ancora allattato, prevedere che richiederà pasti più piccoli e più frequenti. Se è già svezzato, offrirgli da bere con maggior frequenza.
  • Evitare corpi estranei: L'abitudine di mettere corpi estranei nel naso o di grattarsi con forza può irritare e danneggiare la mucosa.

Approfondimenti sulle Cause e i Trattamenti Specialistici dell'Epistassi Ricorrente

I sanguinamenti nasali (epistassi) in età infantile rappresentano una patologia relativamente frequente. Nelle epistassi infantili non è normalmente necessaria una consulenza specialistica ORL né l’ospedalizzazione. Le cose si complicano qualora il bambino avesse assunto nei giorni precedenti farmaci antinfiammatori. Il trattamento cambia in maniera considerevole a seconda che lo specialista ORL si trovi a dover curare un bambino con varici settali piuttosto che uno con una vestibolite nasale. Occorre premettere che l’intervento dello specialista ORL è necessario solo in casi di sanguinamenti ripetuti.

Epistassi dovute a un problema costituzionale: le varici settali

Si tratta di bambini che presentano delle dilatazioni di alcune vene localizzate immediatamente dietro la base del setto nasale, definite “varici settali”. Tale reticolo venoso prende il nome di zona di Valsalva, dal medico che per primo ne descrisse l’esistenza. I sanguinamenti dovuti alla presenza delle varici settali sono presenti tutto l’anno, anche se sono più comuni nel periodo estivo quando il caldo, che causa una vasodilatazione, rende la rete delle vene ancora più debole.

Epistassi dovute a un'infiammazione nasale: la vestibolite

Si tratta di bambini che presentano un’infiammazione della parte anteriore del naso causata da un’infezione batterica che viene definita “vestibolite”. Il bambino ha spesso dolore ed arrossamento all’ingresso delle fosse nasali e presenta costantemente croste, che rimuove causando nuove ferite e nuove infezioni.

Immagine schematica di varici settali nel naso

Trattamenti Specialistici

Nella maggior parte dei casi si giunge a guarigione con una terapia medica con farmaci vasoprotettori e prodotti locali che favoriscano la rigenerazione della mucosa e la guarigione dell’infezione. Raramente è necessario ricorrere ad un trattamento chirurgico, consistente nella “saldatura” delle varici sanguinanti, definito causticazione.

È importante sapere che tale procedura, efficace nelle epistassi dovute a varici e quindi con mucosa nasale sana, è assolutamente da evitare nei sanguinamenti con concomitante infezione (vestibolite). In tali casi, infatti, l’azione chirurgica non solo non raggiungerebbe lo scopo, ma creerebbe altri problemi, per via della difficile cicatrizzazione nel terreno infiammato. Va inoltre ricordato che è sempre opportuno eseguire i trattamenti di cauterizzazione in maniera delicata, non ripetuta e mai bilateralmente nella stessa seduta, per evitare la più temuta delle complicazioni: la pericondrite (cioè l’infiammazione del rivestimento della cartilagine del setto nasale, sottostante alle varici) che può evolvere in una fastidiosa perforazione del setto nasale.

Le tecniche a disposizione sono diverse: esiste la causticazione a freddo con argento nitrico, la causticazione con tecnica bipolare, con risonanza quantica molecolare, con laser a diodi. La scelta del presidio più opportuno, come l’epoca del trattamento, sono legate all’esperienza dello specialista ORL. In generale, se possibile, è opportuno evitare di eseguire trattamenti del genere in pieno inverno, quando le temperature rigide ed i virus respiratori irritano la mucosa nasale rendendo difficoltosa la cicatrizzazione, come pure l’estate, periodo in cui i bambini sono spesso in piscina.

Una volta risoltasi la fase acuta, può essere utile effettuare una terapia locale prolungata per almeno 1 mese con pomate emollienti rigeneranti la mucosa nasale e successiva rivalutazione ORL al fine di procedere con una chemiocaustica con acido tricloroacetico, che viene effettuata a livello ambulatoriale. Si esegue in anestesia locale, introducendo del cotone imbevuto di lidocaina a livello della fossa nasale da trattare. Nell’adolescenza l’epistassi è molto spesso post-traumatica (incidenti, pugni, sport) e anche in questi casi è bene rivolgersi all’Otorino per escludere cause più importanti che possono richiedere interventi specialistici. Una causa rara di epistassi importante ed acuta in età adolescenziale è l’angiofibroma del rinofaringe (tumore benigno).

LAVAGGI NASALI ai bambini. Cosa dicono i Pediatri.

Miti da Sfatare e Consigli Utili per la Tranquillità dei Genitori

Aiuto sanguina! Cosa faccio? La prima e più importante cosa è non spaventarsi o agitarsi. Le emorragie anteriori del naso producono perdite di lieve entità (pochi ml) e, se trattate, di breve durata. Non esistono complicazioni serie di emorragia anteriore! Quindi mettetevi comodi, magari seduti davanti al lavandino del vostro bagno dove potrete, con calma, fare tutto ciò che vi suggeriremo senza sporcare ovunque.

È fondamentale ricordare che molte delle "procedure tramandate dalla tradizione popolare" per arrestare il sanguinamento, come porre ghiaccio sulla nuca o alla radice del naso, mettere una pezza bagnata sulla fronte, legare con un laccio il mignolo, o mettere sotto l’acqua corrente i polsi, non hanno alcuna efficacia reale. Concentrarsi sulle manovre corrette di compressione e posizionamento è ciò che realmente fa la differenza.

Se il sanguinamento continua o riprende poco dopo, ripetere le operazioni di soffiatura delicata e compressione delle narici, questa volta per 15 minuti. Se non riuscite a fermare l’emorragia, è il momento di non esitare a cercare assistenza medica.

Grafico sulla frequenza dell'epistassi per età

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