L'educazione della prima infanzia rappresenta una pietra angolare per lo sviluppo dei bambini e un pilastro fondamentale per il sostegno delle famiglie, consentendo una migliore conciliazione della vita familiare con le esigenze professionali dei genitori. Tuttavia, l'accesso a servizi educativi di qualità, come gli asili nido e le scuole materne, può spesso rappresentare una sfida economica significativa per molte famiglie italiane. Fortunatamente, diverse iniziative a livello nazionale, regionale e comunale mirano ad alleggerire questo onere, offrendo agevolazioni e contributi che rendono più accessibili questi importanti servizi. Questo articolo esplora la variegata offerta educativa per la fascia 0-6 anni e le principali strategie economiche messe in atto per supportare i genitori, analizzando le definizioni dei servizi, le agevolazioni disponibili e le complessità del quadro economico che influenza tali interventi.
Le Diverse Forme dei Servizi per la Prima Infanzia: Un Panorama Completo
Il sistema educativo italiano per la prima infanzia è ricco e diversificato, progettato per rispondere alle molteplici esigenze di sviluppo dei bambini e alle preferenze delle famiglie. Comprendere le differenze tra le varie tipologie di servizi è il primo passo per una scelta consapevole.
Il Nido d'infanzia, comunemente chiamato asilo nido, è un servizio educativo e sociale di interesse pubblico, aperto a tutte le bambine e i bambini in età compresa tra i 3 e i 36 mesi. Ha lo scopo di favorire la crescita dei bambini e a sostenere l’inserimento sociale e lavorativo dei genitori, configurandosi come un servizio socio-educativo essenziale.

Accanto al nido tradizionale, esistono varianti che offrono diverse configurazioni e numeri di posti:
- Il Micronido è un asilo nido che accoglie un numero inferiore di bambini, al massimo 10, sempre dai 3 ai 36 mesi d'età, garantendo un ambiente più intimo e personalizzato.
- Il Nido Famiglia è un servizio alla prima infanzia regolamentato a livello regionale, che prevede l'accoglienza di un piccolo gruppo di bambini nella fascia 0-3 anni in una casa, offrendo un contesto familiare.
- Esistono anche i Centri prima infanzia e le figure professionali di Tagesmutter, ulteriori opzioni che arricchiscono l'offerta.
Per i bambini più grandi, il percorso prosegue con la Scuola dell’infanzia. Si tratta di scuole dell’infanzia private, che svolgono un servizio pubblico e sono inserite nel sistema nazionale di istruzione. La Sezione primavera è una classe che collega il nido alla scuola dell’infanzia, facilitando il passaggio tra i due gradi educativi.In Lombardia, ad esempio, le scuole dell'infanzia paritarie sono molto diffuse, tanto che il 50% dei bimbi iscritti alla scuola dell’infanzia le frequenta. A queste scuole la Regione Lombardia dà un sostegno economico, e per gli anni 2024-2025 e 2026 sono stati appena approvati i criteri di riparto dei fondi l'8 febbraio.
L'innovazione pedagogica ha poi introdotto modelli educativi alternativi, ispirati a pratiche del Nord Europa:
- Gli Asili nel bosco sono realtà educative in natura (outdoor education) la cui caratteristica principale è che tutte le attività si svolgono prevalentemente all’aperto. I bambini vivono nella natura, sviluppando un legame profondo con l'ambiente. Ci sono nidi e scuole dell’infanzia nel bosco, che applicano questo orientamento pedagogico basato sull’utilizzo dell’ambiente naturale come spazio privilegiato per le esperienze e per l’educazione.
- La Scuola parentale rappresenta un'alternativa per i genitori che decidono di non frequentare le scuole dell’infanzia "tradizionali". È un progetto strutturato che coinvolge più bambini presso uno spazio, gestito da educatori, insegnanti e/o genitori disponibili. Le scuole parentali sono diverse una dall’altra, ogni progetto è differente a seconda del gruppo adulti che lo ha costruito e che vi aderisce. Molte Scuole Parentali puntano sull’educazione outdoor.
Per le famiglie che cercano orientamento nella scelta, esistono supporti come la GUIDA NIDI E SCUOLE DELL’INFANZIA FAMILYFRIENDLY, che offre una mappatura, zona per zona, di nidi, micro nidi, nidi famiglia, nidi nel bosco, centri prima infanzia, tagesmutter, asili e scuole dell'infanzia in aree come Milano e hinterland. Queste realtà sono spesso premiate con il bollino di qualità familyfriendly di Radiomamma per l'accoglienza, l'accessibilità e l'attenzione dedicata alle famiglie. Per un aiuto personalizzato, è disponibile anche il servizio Radiomamma for school, che offre supporto e consulenza sulla scelta della scuola.
Agevolazioni Economiche: Strumenti per la Sostenibilità Familiare
Il costo della frequenza a nidi e scuole materne è un fattore determinante per molte famiglie. Per questo, enti regionali e comunali implementano diverse forme di sostegno economico, spesso modulato in base all'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del nucleo familiare.
Il Bando "Nidi Gratis" in Lombardia: Un Valore Sociale Riconosciuto

In Lombardia, un'iniziativa di grande rilevanza è il bando regionale denominato “Nidi Gratis”. Come anticipato da qualche settimana, è stato possibile presentare le domande per richiedere l'agevolazione dal 23 settembre, con scadenza fissata per venerdì 25 ottobre allo scoccare di mezzogiorno, e comunque fino ad esaurimento delle risorse economiche stanziate.L'obiettivo di questa misura è azzerare la retta dovuta dai genitori per la frequenza del proprio figlio (o figli) in nidi e micro-nidi pubblici, o in posti in nidi e micro-nidi privati acquistati in convenzione dal Comune. L'assessora regionale alle politiche per la famiglia, Silvia Piani, ha spiegato che "la misura Nidi Gratis è un'iniziativa di grande valore sociale, come riconosciuto anche dall'Unione europea".Numerosi asili nido e scuole materne in diverse località lombarde hanno aderito a questa iniziativa. Tra questi, nella provincia di Brescia: GIOSTRA, IL GIROTONDO, PRIMAVERA, IL GIRASOLE, POLLICINO, SCOIATTOLO, MONDO DEL COLORE, ARCOBALENO, SOLE, L'ABBRACCIO, CUCCIOLO, IL PICCOLO PRINCIPE, SCUOLA MATERNA PASSERINI, NIDO D'INFANZIA PESCIOLINO ROSSO, BATTIBALENO, ASILO NIDO ABRACADABRA, NIDO AZIENDALE CRESCERE ASSIEME, L'ALBERO DEI SOGNI, ASILO NIDO GIOVANNI SEGA, SCUOLA MATERNA PARROCCHIALE FILIPPO NERI, CORTECHIARA, LA FABBRICA DEI SOGNI, ASILO NIDO S. A Castenedolo troviamo l'ASILO NIDO "LA PICCOLA CRESCERE INSIEME" e la SCUOLA MATERNA SAN G. A Erbusco, il MICRONIDO VILLA ERBUSCO e la FONDAZIONE SCUOLA MATERNA DON G.B. A Lumezzane, il MICRO NIDO S. CARLO, la SCUOLA MATERNA TERSILLA BONOMI, il NIDO DELL'INFANZIA e il NIDO S. A Rovato, la FONDAZIONE SCUOLA MATERNA E ASILO NIDO ROVATO CENTRO e l'ASILO NIDO INFANTILE DI DUOMO G. A Travagliato, GIRO GIROTONDO e S. A Orzinuovi, il NIDO INTERAZIENDALE NONNA NINI', BABY BIRBA e la FONDAZIONE SCUOLA MATERNA G. Infine, a Villanuova sul Clisi, l'ASILO NIDO "F. HomeFirenzeCronacaAsilo".
Agevolazioni a Firenze: Il Piano Infanzia della Buona Scuola
Anche a Firenze, per il secondo anno consecutivo, arrivano i fondi del piano infanzia della buona scuola, stanziati dal Ministero dell'istruzione per la fascia 0-6 anni. Un totale di 1 milione e 470 mila euro è stato destinato a questo scopo, con il via libera operativo arrivato con l'approvazione dell'apposita delibera, presentata dalla vicesindaca e assessora all'educazione Cristina Giachi. La delibera ripartisce la somma in «una rete di agevolazioni che toccano tutti i settori della prima infanzia».
La maggior parte dei fondi, circa 1 milione e 178 mila euro, è stata impiegata per ridurre le tariffe di nidi e spazi gioco. Con il resto dei fondi sono stati erogati sia un 'bonus nido 0-3 anni', diretto ad agevolare la frequenza ai servizi educativi accreditati (per l'anno 2019 sono stati impegnati 150 mila euro, interessando circa 90 famiglie), sia un 'buono scuola 3-6 anni' per agevolare la frequenza presso le scuole paritarie private (in totale quasi 143 mila euro, per circa 230 famiglie).

La vicesindaca Giachi ha spiegato che «la riduzione riguarda 2645 famiglie con bambini/e utenti frequentanti i servizi per l’infanzia comunali a gestione diretta, indiretta e convenzionata, e quelli che frequentano i servizi accreditati già assegnatari dei buoni servizio. A queste si aggiungono le famiglie che risulteranno assegnatarie di 'bonus nido 0-3 anni' per la parte di tariffa residuale a loro carico dopo l’applicazione del beneficio».Il punto di riferimento per decidere di quanto viene ridotta la tariffa è l’ISEE, e l’articolazione della riduzione delle tariffe degli asili nido è la seguente:
- Per le famiglie con ISEE fino a 15.000 euro viene azzerata l’intera tariffa.
- Per quelle con ISEE da 15.000,01 fino a 32.499,99 euro lo sconto parte dal 99% e si riduce fino all’11% con il valore ISEE più alto.
- Infine, per le famiglie con ISEE da 32.500 euro fino a 90.000 euro lo sconto è, in misura fissa, del 10%.
«Questo provvedimento non è solo un contributo al bilancio familiare dei nostri cittadini - ha aggiunto la vicesindaca - ma sottolinea l'importanza per l’amministrazione di questo servizio che forma cittadini e cittadine e mette le famiglie in una rete di relazioni che hanno anch'esse una funzione educativa e di crescita civile». I requisiti per accedere a queste agevolazioni sono due: essere in regola con i pagamenti e presentare ISEE in corso di validità. Per le domande di bonus nido 0-3 anni e buono scuola 3-6 anni le famiglie devono presentare un ISEE per 'prestazioni agevolate per minori' nuovo, poiché quello vecchio è scaduto il 15 gennaio. La raccolta delle domande avviene nei primissimi giorni di febbraio.
Contributi Comunali a Villorba e il Concetto di Servizi Convenzionati e Accreditati
A Villorba, pur essendo i servizi per la prima infanzia presenti nel territorio comunale gestiti da privati, come il Nido integrato "LA CHIOCCIOLA", il Comune concede un contributo economico per la frequenza degli asili nido e altre strutture per l'infanzia. L'importo di tale contributo varia in base al valore ISEE del nucleo familiare, indipendentemente dalla retta pagata.
È fondamentale distinguere tra nidi accreditati e nidi convenzionati. Un nido accreditato è una struttura che offre servizi socio-educativi rivolti alla prima infanzia e può fare richiesta di accreditamento. Se rispetta i criteri (aggiornati nel 2023 con la delibera della Regione 1428), viene riconosciuto come soggetto che può erogare prestazioni o servizi, relativi all'Unità d’Offerta Accreditata, per conto del Servizio Pubblico.Un nido convenzionato, invece, è un nido accreditato con cui il Comune fa un accordo di convenzione che prevede una compartecipazione pubblica al costo della retta. Il bambino nel “posto convenzionato del nido” paga una retta uguale a quella che pagherebbe nel nido comunale, con la differenza che è erogata dal Comune. A settembre 2023, nidi e scuole dell’infanzia hanno accolto 28mila bimbi, con strutture a gestione diretta del Comune (103 quest’anno), una trentina di servizi affidati a terzi all’interno delle strutture comunali e 1400 posti in convenzione. Le iscrizioni per il nuovo anno sono aperte fino al 27 febbraio.
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Il Quadro Economico e le Sfide per le Amministrazioni Comunali
La gestione dei servizi per la prima infanzia e l'erogazione di agevolazioni economiche si inseriscono in un contesto finanziario complesso per le amministrazioni comunali, caratterizzato da criticità interne ed esterne che influenzano la capacità di sostenere tali servizi.
Le Criticità Economiche e Finanziarie dei Comuni: Il Caso di Bergamo
La definizione del bilancio di previsione per il triennio 2025-2027 ha evidenziato a Bergamo una serie di criticità, correlate sia a fattori contingenti, interni ed esterni, che al contesto normativo di riferimento.
Tra le criticità interne si segnalano:
- L’avvio delle attività connesse alla prevista conclusione dei lavori finanziati nell’ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).
- L’aumento della spesa per la restituzione delle quote capitale e per il pagamento dei relativi interessi passivi sui mutui.
- La graduale diminuzione dei dividendi da A2A.
- La riduzione della materia imponibile su cui operare per il recupero di imposta in materia di IMU.
- L’incremento della spesa annua per la manutenzione ordinaria del reticolo idrico.
- La previsione degli oneri, a partire dal 2027, per l’attivazione del partenariato pubblico privato per la riqualificazione del Centro Sportivo Italcementi.
Tra le criticità esterne emergono:
- Un generalizzato aumento dei costi per l’acquisizione di beni e servizi.
- I maggiori costi da sostenere nei confronti di Aprica per la proroga tecnica del servizio rifiuti.
- La scadenza del contratto di servizio con Uniacque.
- La necessità di fare fronte agli oneri derivanti dal rinnovo dei contratti nazionali del personale comunale.
Di particolare impatto sono anche le modifiche del contesto esterno di riferimento, operate, in particolare, dalla legge di bilancio per il 2025, che ha introdotto una norma volta al contenimento della spesa corrente e interventi di spending review già in essere. Complessivamente, le penalizzazioni sulla spesa corrente indotte dagli interventi normativi sono pari a 1,217 milioni di euro per il 2025, 1,301 milioni di euro per il 2026 e 1,276 milioni di euro per il 2027.
L’assessore al bilancio Sergio Gandi ha spiegato che «Nell’ambito dell’esercizio in corso sono molteplici le condizioni di criticità in cui il Comune si ritrova sotto il profilo economico finanziario: incremento del costo dei servizi in relazione all’incremento del costo della vita ed alla crescita delle retribuzioni; incremento delle quote di mutui e interessi da restituire in ordine agli investimenti effettuati in questi anni; estensione dei servizi connessi agli investimenti effettuati con risorse PNRR (asili nido); incremento delle spese di manutenzione del reticolo idrico, spesa sociale in crescita (grave emarginazione e assistenza scolastica agli alunni fragili); maggiori costi connessi alla raccolta rifiuti. A fronte di queste criticità incolpevoli, il governo fa orecchie da mercante ed anzi penalizza anche il nostro ente determinando un taglio sul 2025 di oltre 1,2 milioni. Il nostro Comune, per mantenere i propri servizi, deve provvedere quindi in autonomia. Da qui quindi la necessità di mettere mano all’imposta di soggiorno e ad alcune tariffe, sebbene in misura relativa ed equa, tutelando le fasce ISEE più deboli». A fronte di quanto sopra, si è intervenuto, a livello tariffario, su alcune entrate.
La Rimodulazione delle Tariffe per i Nidi d'Infanzia Comunali a Bergamo

L’Amministrazione comunale di Bergamo si è fortemente impegnata negli ultimi anni a rafforzare il sistema dei servizi rivolti alla prima infanzia e al bisogno di accudimento dei bambini da zero a tre anni residenti sul territorio comunale in vista di una migliore conciliazione della vita familiare con le esigenze professionali. Per questa ragione, dall’anno scolastico 2025-2026 il Comune sarà in grado di ampliare l’offerta sui nidi di 60 posti, un primo incremento significativo verso l’obiettivo dell’azzeramento della lista d’attesa.
Tuttavia, il sistema tariffario, entrato in vigore nell’anno educativo 2015/2016, non ha subito alcuna variazione fino ad oggi, mentre il contesto economico-sociale di riferimento si è modificato per l’effetto congiunto di più fattori. Tra questi, la dinamica inflattiva registrata tra il mese di giugno 2015 (data dell’ultima revisione del sistema tariffario) e il mese di novembre 2024, che ha evidentemente influito anche sull’equilibrio dei contratti pubblici di appalto di beni e servizi. Basti pensare che, per i nidi, il costo annuo da riconoscere all’appaltatore per ogni posto/bambino gestito è passato da 8.080,60 euro agli attuali 11.205,37 euro (IVA esclusa), corrispondente ad un incremento del 38,67%.
In funzione di queste considerazioni, la Giunta ha ritenuto indispensabile rimodulare e adeguare le tariffe per il servizio dei nidi d’infanzia comunali a partire dall’anno 2025/2026. Il primo passo è stato quello di ridefinire l’articolazione delle fasce ISEE rispetto al mutato contesto socio-economico, prevedendo l’applicazione della tariffa minima con valore ISEE uguale o inferiore a € 9.360, anziché all’attuale valore di € 5.000, ampliando quindi la fascia di popolazione compresa. La retta, rimodulata come indicato nella nuova tabella tariffaria, risulta rapportata alla capacità contributiva della singola famiglia ed è composta dalla somma di una quota fissa mensile di € 60,00 e da una quota calcolata in percentuale sul reddito ISEE.
Di seguito la tabella con le nuove fasce ISEE e le relative tariffe mensili:
| Fasce importo ISEE | Quota fissa mensile | Quota mensile in percentuale sul reddito ISEE | Totale retta mensile |
|---|---|---|---|
| Sino a € 9.360,00 | € 60,00 | quota minima € 93,60 (1 % del reddito ISEE) | € 153,60 |
| Da € 9.360,01 a € 15.000,00 | € 60,00 | 1,40% del reddito ISEE | da € 191,04 a € 270,00 |
| Da € 15.000,01 a € 25.000,00 | € 60,00 | 1,45% del reddito ISEE | da € 277,50 a € 422,50 |
| Da € 25.000,01 a € 34.868,50 | € 60,00 | 1,52% del reddito ISEE | da € 440,00 a € 590,00 |
| Oltre € 34.868,50 | € 60,00 | quota massima € 530,00 | € 590,00 |
Alle famiglie con più figli nei nidi d’infanzia comunali, a partire dal secondo figlio frequentante, la retta viene ridotta del 30%; per gli utenti che optano per una frequenza part-time, la retta mensile viene ridotta in proporzione, a seconda della tipologia di part-time. A queste agevolazioni vanno aggiunte quelle derivanti da provvedimenti nazionali (bonus bebè e assegno unico) e regionali che consentono in molti casi un abbattimento sostanzioso della retta.
La sindaca Elena Carnevali ha commentato: «Ci troviamo di fronte al paradosso che se da una parte vogliamo aumentare l’offerta degli asili nido, servizio educativo essenziale delle famiglie, dopo aver investito oltre 10 milioni di euro per strutture rinnovate, dall’altra ci troviamo di fronte a una riduzione dei trasferimenti (Fondo 0-6 avviato dal Governo Draghi con un taglio di 112 milioni), agli effetti della legge di bilancio (meno 1,2 milioni di euro) e all’impossibilità di avere beneficio, per le regole italiane, dal Fondo di Solidarietà Comunale (1 miliardo di euro) avendo superato il target del 33% di presenza dei nidi previsto dall’Unione Europea. L’effetto che produce è che i comuni sono nell’unica condizione possibile di agire, cercando un equilibrio tra sostenibilità e equità, rimodulando le tariffe - che pesano sulle risorse dell’Amministrazione comunale per l’80 % e sulle famiglie il 20% -, consapevoli che le famiglie avranno più possibilità di giovamento dalla modifica dei bonus INPS».
Puglia. PNRR, oltre 311 milioni per asili nido e scuole dell'infanzia
Rimodulazione delle Tariffe per le Mense Scolastiche
Anche il servizio delle mense scolastiche ha subito una rimodulazione tariffaria a fronte dell'aumento dei costi. A Bergamo, nelle Scuole dell’Infanzia, nelle Primarie e nelle Secondarie di Primo Grado con il pomeriggio, vengono distribuiti mediamente 4.500 pasti al giorno che prevedono l'utilizzo di prodotti BIO (almeno 80%), di produzioni IGP, DOP, STG e PAT (30%), e produzioni a km 0. Il Comune di Bergamo è iscritto nell’elenco delle mense scolastiche biologiche, adottato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF) di concerto con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), in virtù della quota rilevante di materie prime di origine biologica ordinariamente impiegate. La città è, dal 2017, ininterrottamente nella top10 dei comuni più virtuosi in Italia, secondo la classifica stilata da Foodinsider, l’Osservatorio che monitora la ristorazione scolastica. Questo risultato è frutto di un intenso lavoro finalizzato a coniugare l’attenzione alle linee guida nazionali sulla nutrizione, con la food policy e la cura degli aspetti sociali ed educativi legati alle forniture della mensa scolastica. Un livello di qualità del servizio riconosciuto e verificato grazie alla presenza al controllo qualitativo e di appropriatezza svolto da un soggetto terzo, come indicato dalle “Linee Guida della Regione Lombardia per la ristorazione scolastica.”

A fronte di queste considerazioni, e in riferimento a quanto indicato nel quadro economico, l’Amministrazione ha provveduto a riconoscere, dal 1° settembre 2023, alla società che detiene il contratto d’appalto servizio mense, l’adeguamento ISTAT, pari a +13,1%, del corrispettivo del costo/pasto. Un aumento che, insieme a quello generale dei costi verificatosi in particolare nell'anno in corso, ha richiesto una rimodulazione e un adeguamento delle tariffe per il servizio di ristorazione scolastica a partire dall’anno 2025/2026, al fine di ristabilire un maggior equilibrio economico finanziario.
Di seguito lo schema tariffario aggiornato per le mense scolastiche:
| Fascia ISEE | Tariffa Pasto aggiornata | Tariffa Pasto in vigore | Variazione |
|---|---|---|---|
| Fino a € 8.000 | € 2,88 | € 2,50 | + € 0,38 |
| Da € 8.000,01 a € 16.000,00 | € 5,75 | € 5,00 | + € 0,75 |
| Da € 16.000,01 a € 24.000,00 | € 6,33 | € 5,50 | + € 0,83 |
| Da € 24.000,01 a € 32.000,00 | € 6,90 | € 6,00 | + € 0,90 |
| Oltre € 32.000,01 | € 7,48 | € 6,50 | + € 0,98 |
Il nuovo schema tariffario abolisce la quota fissa precedentemente in vigore, ma conferma l’applicazione di una tariffa pasto ridotta qualora ricorra almeno una delle seguenti circostanze: più fratelli/sorelle iscritti/e al servizio o ai nidi d’infanzia comunali; alunni con disabilità certificata ai sensi della Legge 5 febbraio 1992, n. 104.
Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) e Altre Rimodulazioni Tariffarie
A favore della popolazione in generale e, in particolare, per la popolazione ultra 65enne, l’Amministrazione comunale ha sviluppato un ampio sistema di servizi sociali, con l’obiettivo di garantire il benessere, l’autonomia e l’inclusione sociale. Tra i servizi comunali attivi, assume un ruolo preminente il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD), che garantisce a persone anziane con ridotta autonomia o a rischio di emarginazione un supporto nello svolgimento delle attività fondamentali della vita quotidiana (interventi di cura della persona, sostegno psico-socioeducativo, integrazione di interventi di natura socio-sanitaria, etc.) e la permanenza, più a lungo possibile, all’interno del proprio ambiente familiare e sociale.
Come indicato nel Regolamento del Comune di Bergamo, il SAD prevede che gli utenti concorrano al costo delle prestazioni effettivamente erogate in una misura determinata in relazione alle fasce di reddito familiare di appartenenza. È prevista una fascia di esenzione dalla partecipazione economica per i nuclei familiari meno abbienti.In considerazione del fatto che il sistema tariffario, entrato in vigore nel 2012, non ha più subito alcuna modifica fino ad oggi, mentre il contesto economico-sociale di riferimento si è modificato per l’effetto congiunto di più fattori già richiamati precedentemente, e che l’Amministrazione ha dovuto riconoscere alle Cooperative appaltatrici del servizio un aumento del 15,26% complessivo dei prezzi per il periodo 1.2.2024-30.9.2025, la Giunta ha ritenuto di ridefinire il sistema di compartecipazione dell’utenza al costo del servizio, cogliendo anche l’occasione per adeguare l’articolazione delle fasce ISEE al mutato contesto socio-economico.
Con la finalità di rendere il sistema più efficace sia nel riconoscimento del criterio della fragilità economica, sia di quello della povertà relazionale, in progressiva crescita nel territorio cittadino, la fascia ISEE di esonero dalla contribuzione per il SAD è stata ampliata e portata dall’attuale valore di € 4.900 a € 7.000,00.

«Una scelta, questa di ampliare la platea dei beneficiari dell’esonero, che abbiamo messo in atto accogliendo anche le istanze di collaborazione delle OO.SS. dei Pensionati di Bergamo, coinvolgendole nel riesame, revisione e aggiornamento dell’intera materia e delle tariffe delle prestazioni con l’intento di migliorarne le modalità a beneficio in particolare delle fasce più vulnerabili della popolazione cittadina, collaborazione sfociata nella sottoscrizione di un apposito Protocollo d’Intesa in data 11 dicembre 2024. Il Servizio di Assistenza domiciliare ha in carico attualmente circa 300 persone nella nostra città, di cui la metà con un ISEE intorno ai 6.000,00 euro. Questo dato evidenzia come, grazie all’ampliamento della fascia d’esenzione, il servizio è garantito, nella maggioranza dei casi gratuitamente. Il SAD si inserisce in una rete di servizi che comprende anche la Custodia sociale, l’Infermiere di famiglia e comunità che si integrano andando a costituire un’offerta ampia e diversificata a supporto delle diverse esigenze delle persone anziane, fragili e, in generale, bisognose di aiuto residenti in città» ha dichiarato l’assessora alle politiche sociali, sport, salute e longevità Marcella Messina. Per quanto riguarda il calcolo dell’ammontare della compartecipazione oraria, viene utilizzato il metodo della progressione lineare che stabilisce come quota minima oraria 1,00 euro e come quota massima oraria € 22,00 euro (a fronte dei precedenti 16,00 €). Nel caso di utenti in condizione di povertà relazionale, in grado di dimostrare l’assenza di reti familiari di supporto (DCPM 159/2013), viene riconosciuto alla retta, determinata come sopra, un ulteriore abbattimento dell’ordine del 20%.
La Giunta comunale ha inoltre approvato alcuni aggiornamenti delle tariffe di altre entrate, tra cui:
- Entrate cimiteriali, con stima di incrementi annui di 100 mila euro per proventi dei servizi cimiteriali e di 95 mila euro per proventi delle concessioni cimiteriali.
- Diritti istruttori in ambito di edilizia, urbanistica, SUEAP e commercio, con stima di incrementi di entrata di 75 mila euro su base annua.
- Diritti istruttori e rimborsi spese in ambito di Polizia Locale, con stima di incrementi di entrata di 100 mila euro su base annua.Sono stati anche effettuati adeguamenti degli importi dei diritti di ricerca e visura per istanze di accesso ai documenti amministrativi depositati presso gli archivi comunali e delle tariffe per l’utilizzo delle sale civiche.
L'Approccio Pedagogico e la Qualità dei Servizi Educativi
Oltre agli aspetti economici, la qualità pedagogica dei servizi per l'infanzia è di fondamentale importanza. Un esempio di questa attenzione è rappresentato da strutture come l'Asilo Nido "F.", che dispone di molteplici spazi verdi esterni, protetti ed attrezzati per le attività all’aperto.

Ogni attività è orientata al raggiungimento di un duplice obiettivo: lo sviluppo delle funzioni primarie e l’acquisizione di strumenti interpretativi della realtà che rendano il bambino più capace di interagire con la vita. Tutte le attività, intervenendo sulle diverse dimensioni, consentono di sviluppare competenze visive, uditive e tattili. Le attività proposte rispettano i ritmi di crescita e di sviluppo dei bambini e sono differenziate secondo l’età (0-1 anno; 1-2 anni; 2-3 anni).
All’inizio di ogni anno scolastico viene presentato alle famiglie il piano delle attività attraverso il progetto educativo generale, sviluppato dal coordinatore pedagogico in collaborazione con il personale educativo. Il piano si rinnova ogni anno, al fine di individuare argomenti e tematiche nuove e sempre più adatte ai bambini che frequentano il servizio. L'obiettivo pedagogico è quello di lavorare per sviluppare le potenzialità individuali in un ambiente di serenità ed allegria in collaborazione con la famiglia.
Realtà come Mondo Anteo e il franchising Crescere Insieme si pongono l'obiettivo di offrire i più elevati livelli di servizio alle famiglie, grazie alla loro continua spinta all’innovazione e determinazione per fare sempre meglio. Metodi didattici, formazione, supporti, sistemi gestionali, marketing e moltissimi vantaggi economici per gli associati rendono il progetto imprenditoriale più semplice, moderno, attraente e soprattutto in grado di assicurare le migliori soddisfazioni.