La maternità rappresenta un percorso di trasformazione profonda, non solo emotiva ma anche biologica. Tra le numerose sfide che una neomamma può trovarsi ad affrontare, i disturbi gastrointestinali, in particolare la sensazione di pancia gonfia e il meteorismo persistente, occupano un posto di rilievo. Sebbene tali fenomeni siano spesso fonte di imbarazzo e disagio, è essenziale approcciarsi ad essi con la consapevolezza che, nella maggior parte dei casi, non rappresentano una condizione patologica, ma una naturale conseguenza del riassestamento dell'organismo post-parto.

Trasformazioni dell'organismo dopo il parto e impatto sulla digestione
Il periodo gestazionale e il puerperio sono caratterizzati da una trasformazione morfo-strutturale generale dell’organismo della donna, in particolare della muscolatura addominale. Nel giro di pochi mesi, la muscolatura addominale deve dilatarsi per consentire l’accrescimento del feto. Dopo la nascita del bambino, l’organismo della donna va incontro a un periodo di riassestamento, caratterizzato dall’abbassamento dei livelli di progesterone, un ormone prodotto durante la gravidanza, fondamentale per la conservazione e il corretto sviluppo dell’embrione del feto.
La riduzione dei livelli di progesterone post-partum provoca una serie di cambiamenti che coinvolgono anche gli organi addominali, compreso l’intestino, con un rallentamento della peristalsi intestinale e la formazione di feci dure difficili da espellere. I muscoli addominali possono restare “rilassati” anche per alcuni mesi. È importante sottolineare che il corpo di una neomamma deve riallinearsi alle condizioni pre-gravidanza, perciò qualche piccolo disturbo è del tutto normale. La pancia gonfia in allattamento è una condizione che non deve spaventare, anche se fastidiosa. Può manifestarsi con sintomi come dolori all’addome, emissione di gas e rumori intestinali percepibili, detti “borborigmi”.
Il ruolo della flora batterica e dell'alimentazione
Una domanda frequente tra le neomamme riguarda l'eventuale nesso diretto tra l'allattamento e l'insorgenza di meteorismo nella madre. A livello scientifico, non vi sono dati che indichino che l'allattamento provochi di per sé meteorismo alla mamma. È noto che la flora batterica intestinale materna rifornisce anche via milk quella del bimbo apportandole varietà e ricchezza. Spesso, il meteorismo che compare o si accentua in questo periodo è piuttosto legato a una combinazione di abitudini alimentari e sensibilità dell'intestino.
Ciascuno di noi ha una propria, personale impronta digitale batterica, o "fingerprint batterico", diversa da chiunque altro perché determinata da singole variabili individuali. Se la colonizzazione batterica naturale viene alterata, ad esempio da antibiotici, stress o da una dieta squilibrata, può verificarsi più facilmente un’eccessiva produzione di gas.
Cause del gonfiore: aria ingerita e fermentazione
Il gonfiore, o flatulenza, è un accumulo eccessivo di gas nel tratto gastrointestinale. Mentre mangiamo, ingeriamo sempre un po' d'aria insieme al cibo. Questo fenomeno, noto come aerofagia, è spesso legato alla velocità con cui si consumano i pasti. Ricordiamo di masticare a lungo e non mangiare frettolosamente, per non introdurre aria che potrebbe acuire il gonfiore addominale.

Durante il processo digestivo vengono prodotti gas come anidride carbonica, metano, idrogeno e azoto. La quantità di gas prodotta dipende significativamente dal cibo che consumiamo. In particolare, gli alimenti ricchi di fibre, tra cui i legumi e alcune verdure come il cavolo, spesso causano flatulenza perché gli enzimi nell'intestino umano non riescono a scomporre le molecole di fibra, che vengono elaborate solo dai microrganismi della flora intestinale. Poiché i microrganismi hanno un proprio metabolismo, durante la digestione delle fibre si formano dei gas.
Strategie nutrizionali per il benessere intestinale
Nella dieta vanno limitati (non eliminati) i cibi “produttori di gas”, come cipolle, cavoli, broccoletti. Cerchiamo di eliminare fritture, dolciumi, alimenti processati, snack, bevande gassate, che potrebbero peggiorare l’irritazione della mucosa intestinale. Alcuni accorgimenti pratici possono fare una grande differenza:
- Ridurre le porzioni: Molti alimenti che aumentano la produzione di gas contengono i nutrienti previsti da un'alimentazione sana e bilanciata. Anziché eliminarli del tutto, si consiglia di assumerli in quantità moderate.
- Gestione dei latticini: Ridurre il consumo di latte e dei suoi derivati a maggior contenuto di lattosio, come il formaggio fresco e il gelato, può contribuire ad alleviare i disturbi, specialmente nei soggetti con intolleranza al lattosio.
- Cibi grassi: Il grasso presente negli alimenti rallenta la digestione ed aumenta la fermentazione.
- Idratazione: Bere acqua, almeno un litro e mezzo al giorno, è fondamentale per ammorbidire le feci e facilitarne l’espulsione.
È molto utile anche consumare regolarmente frutta e verdura, privilegiando kiwi, prugne, pere, zucchine e zucca che ammorbidiscono le feci favorendo l’evacuazione.
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Rimedi naturali e supporto farmacologico
Esistono diversi approcci per gestire i sintomi del meteorismo. Oltre alle modifiche dietetiche, è possibile considerare l'utilizzo di sostanze che favoriscono la digestione.
- Probiotici: Si tratta di batteri vivi e vitali ad azione benefica, in grado di equilibrare la fisiologica flora batterica intestinale. Hanno un ruolo importante sulla barriera intestinale e sul sistema immunitario. L’utilizzo dei probiotici è generalmente privo di rischi.
- Enzimi digestivi: L'alfa-galattosidasi è un enzima indispensabile per digerire i carboidrati complessi contenuti nei legumi, nei cereali, nella frutta e nella verdura. La sua assunzione prima dei pasti favorisce la digestione. Allo stesso modo, la beta-galattosidasi (o lattasi) permette di digerire il lattosio.
- Principi attivi antischiuma: Il simeticone è un farmaco in grado di rompere le bolle gassose e renderle facilmente eliminabili.
Stile di vita e benessere psicofisico
Il gonfiore è spesso direttamente correlato alle abitudini alimentari, ma non bisogna sottovalutare l'impatto dello stress psicologico. Uno stile di vita frenetico può causare o aggravare la flatulenza. È consigliabile non coricarsi subito dopo mangiato, poiché la posizione sdraiata può interferire con i processi digestivi. Una breve passeggiata dopo mangiato può aiutare a liberare i gas intrappolati e a ridurre la sensazione di pressione.
Anche l'attività motoria leggera favorirà il transito intestinale e alleggerirà la sensazione di gonfiore addominale. In caso di gonfiore particolarmente intenso, si può usare il calore lenitivo: un cuscino caldo con noccioli di ciliegia o una borsa dell'acqua calda posizionati sull'addome hanno un effetto rilassante e favoriscono la circolazione sanguigna.
Quando consultare uno specialista
Sebbene il meteorismo sia solitamente innocuo, in rari casi, una flatulenza persistente può essere la conseguenza di malattie o infezioni. È opportuno rivolgersi al medico o a un gastroenterologo se il gonfiore si verifica frequentemente e dura diversi giorni, o se è accompagnato da:
- Forti crampi o dolori addominali persistenti.
- Diarrea o alterazioni persistenti delle evacuazioni.
- Perdita di peso involontaria.
- Presenza di sangue nelle feci.
Inoltre, prima di eliminare il glutine dalla propria alimentazione, è necessario sottoporsi a un test medico per la celiachia. Lo stesso vale per l'intolleranza al sorbitolo. Solo dopo una diagnosi accurata è possibile elaborare un piano alimentare personalizzato che compensi l'assenza di questi prodotti con altri alimenti o integratori e aiuti a prevenire eventuali carenze.
Considerazioni sull'aria nella pancia del neonato
Spesso le neomamme, osservando il piccolo, temono che i suoi pianti siano legati all'aria nella pancia. Dobbiamo considerare che, sia nel bambino allattato al seno che in quello con formula, una parte degli zuccheri contenuti nel latte (in gran parte rappresentati dal lattosio) resta normalmente indigerita all’interno dell’intestino; di conseguenza i batteri presenti nel tubo digerente attaccano questi carboidrati causandone la fermentazione e quindi lo sviluppo di gas.
Tuttavia, che questi episodi di pianto siano dovuti a “coliche” causate dall’aria nella pancia non lo ha mai dimostrato nessuno studio scientifico. Le spiegazioni più accreditate fanno riferimento a una particolare risposta emotiva e di comportamento agli stimoli: è probabile che i bambini reagiscano esageratamente agli stimoli provenienti dall’ambiente e facciano fatica ad autoconsolarsi. Per aiutare i piccoli, è sufficiente tenere il bambino in posizione verticale per alcuni minuti dopo la poppata per favorire l'eventuale ruttino, senza forzarlo eccessivamente. Un delicato massaggio sul pancino con le mani calde può inoltre aiutare a liberare i gas intrappolati.
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